Politica 5




DIFENDIAMOCI 
DAGLI IMMIGRATI

NON   DIMENTICHIAMO   MAI   LE   VITTIME   INNOCENTI
 DELLA   BARBARIE  TERRORISTICA   ISLAMICA

I codici Italiani stabiliscono che è reato entrare in una casa tanto che neanche le forze di Polizia lo possono fare senza l'autorizzazione della Magistratura. Perché, dunque, per prima cosa non si stabilisce che è un reato entrare clandestinamente nella nostra Nazione! Il fatto che gli immigrati entrino senza permesso fa capire (e fa sentire) che non rispettano la Nazione nella quale vogliono vivere; non la rispettano tanto da non percepire la violenza che esercitano su coloro che vi abitano, cosa che invece qualunque ladro che entri in una casa sa bene. Si tratta di una violenza che ovviamente è molto più sottile e più grave di chi vi entrasse in armi. D'altra parte i governanti Italiani si sono comportati per molti anni con ambiguità, con normative contraddittorie, un pò pietistiche e un pò repressive, ma in definitiva fallimentari. Il risultato è quello che abbiamo sotto gli occhi, e che lascia a tutti in un disagio difficile da definire proprio perché tocca le radici più intime di un popolo. Dato però che questo è un problema sul quale si gioca il presente e il futuro dell'Italia, le verità vanno dette fino in fondo.La massiccia orientalizzazione ed islamizzazione dell'Europa ed in particolare dell'Italia è un programma predisposto ed attuato con enormi mezzi dal mondo Islamico e con il tacito appoggio dei Comunisti Europei ed in prima fila Italiani. Coloro che giungono fino da noi ne sono i portatori passivi, pagati e organizzati appositamente, e provengono da aree prescelte in base ad ordinate strategie. Come molti hanno ormai capito molto bene, i Comunisti adoperano i cosiddetti "diritti umani" per promuovere disegni esclusivamente economici, e di predominio, che opprimono i popoli proprio in quei diritti che sono gli unici "umani" : il proprio nome, la propria terra, la propria lingua, la propria religione, la propria identità.Il modo di vivere dei Comunisti è cattivo e maligno, essi sono un'organizzazione internazionale criminale, sono stati responsabili di milioni di morti, deportati, imprigionati; orbene perché i codici penali alla pari di come vietano la ricostituzione del disciolto Partito Fascista, non vietano anche il Comunismo? Il loro obiettivo primario è l'invasione sistematica della nostra Nazione da parte di zingari, albanesi, marocchini ed islamici di vario colore, propendono affinché vengano riconosciute di fatto le famiglie tra omosessuali e vorrebbero affidare a questi pervertiti la custodia di bambini.Il loro sogno perverso è un'Italia piena di zingari, islamici, omosessuali e prostitute, tutto quanto di più marcio possa essere pensato da una mente deviata, questi senza Dio vogliono fare della nostra Nazione un gigantesco bordello a cielo aperto. Sono dei nemici e vanno combattuti con ogni mezzo, è razzismo è discriminazione è violenza il volerci imporre la convivenza forzata con la spazzatura dell'umanità.



Le razze hanno diversi sviluppi culturali e alcune sono inferiori alle altre
l'Islam di conseguenza e' un pericolo per la Nazione.


Molti ci chiamano Fascisti, noi non siamo Fascisti. Il Fascismo era un Partito con un programma di Sinistra voluto da un Socialista (Mussolini), noi siamo la Destra, dura, pura e conservatore.

Jean Marie Le Pen

 


Te lo ricordi compagno pacifista?

Ti ricordi compagno del tuo passato? Di quando “uccidere un fascista non era reato”? Ti ricordi di quando – anche allora – marciavate per la pace, ma lasciavate per terra qualche testa aperta a colpi di chiave inglese? Ti ricordi di Praga e dei tuoi carri armati… e prima ancora di Budapest o di quando sedevi in trattoria con chi voleva Trieste iugoslava? Ti ricordi compagno di quel muro che ha diviso l’Europa e delle tante guerre che le svariate “armate rosse” portavano in giro per il mondo? Ti ricordi compagno quando i tuoi segretari del PCI stringevano le mani dei dittatori più sanguinari della storia? Ti ricordi le fosse comuni, i gulag e ti ricordi le foibe? Ti ricordi compagno i missili puntati contro l’Occidente… e i Vopos, te li ricordi?
Ti vengono in mente ogni tanto questi trascorsi?

Ti ricordi compagno, quando per te era giusto fare il tifo per l’URSS anche nelle partite di calcio contro la nostra nazionale? Ti ricordi quando bruciavate i tricolori? Ti ricordi di chi sputò sulla tomba di Nazario Sauro? Ti ricordi compagno, di quando impedivate a noi di entrare a scuola o all’università e di quante mani grondanti di sangue impugnavano le tue bandiere nelle manifestazioni? Ti ricordi compagno delle brigate rosse, di quello che scrivevate sui giornali, di come diventava atto di giustizia proletaria rubare, rapire, gambizzare, uccidere?
Te le ricordi queste cose? Le facevate anche allora “in nome della pace”.

Se tutto ciò ti sembra lontano, ricorderai compagno di quando tu stesso, non più tardi di ieri, rompevi vetrine e bruciavi cassonetti e auto parcheggiate. Ricordi senz’altro gli assaltati con il volto coperto, le bottiglie molotov, i sassi e le spranghe contro i carabinieri. Almeno questo lo ricordi, compagno pacifista?

Caro compagno, se l’Italia è ancora un paese democratico, civile e – guarda un po’… - persino pacifico, non lo dobbiamo certo a te e sappiamo benissimo cosa vuol dire per te nascondersi dietro una bandiera arcobaleno, così come Togliatti, sessant’anni fa, si nascondeva dietro alla “colomba della pace”. Lo conosciamo il tuo pacifismo per disarmare gli altri.
Ma è possibile che non se ne ricordino anche i cattolici? Possibile che i preti abbiano dimenticato la Spagna, Midtzenty, la Chiesa del silenzio, le persecuzioni in Cina…
Non ti ricordi compagno sacerdote pacifista??

Fausto Longo


LE RADICI DELLA MEMORIA

Quello che segue è il testo completo della mozione, presentata dai gruppi consiliari di Alleanza Nazionale in centinaia di comuni, province e regioni italiane a sostegno della richiesta di istituire per legge la “Giornata del ricordo delle vittime delle foibe”

Premesso che:
- il nostro Paese - come più volte invocato anche dal presidente della Repubblica - deve intraprendere una profonda opera di recupero della propria memoria storica per addivenire ad una effettiva unità e identità condivisa
- tra le pagine di storia italiana fino ad oggi meno conosciute, ma non per questo meno ricche di un comune sentire del senso della identità nazionale, c’è proprio quella relativa al sacrificio sopportato dalle popolazioni giuliane, istriane e dalmate costrette a lasciare forzatamente le loro terre di origine.
Considerato che:
- furono infatti più di 350.000 gli italiani costretti, dal regime comunista jugoslavo, a lasciare il proprio suolo natale senza poter portare con sé nulla
- furono oltre 12.000 gli italiani delle terre istriane, giuliane e dalmate vittime della feroce “pulizia etnica” perpetrata dai partigiani slavi, i cui corpi furono poi gettati, per essere occultati, nelle cavità carsiche (foibe) dove ancora oggi in gran numero giacciono
- alle vittime di questo triste esodo e di questo spietato genocidio i governi italiani del dopoguerra non riuscirono a garantire né diritti, né alcun genere di risarcimento morale o economico, subordinando le loro lecite istanze alle esigenze di una politica estera succube degli equilibri derivati dalla infausta spartizione dell’Europa decisa dagli Alleati a Yalta.
Preso atto che:
- le Repubbliche di Slovenia e Croazia – sorte dalle ceneri della defunta Repubblica popolare di Iugoslavia – non hanno, fino ad oggi, preso le distanze dalle responsabilità storiche, politiche e morali delle deportazioni e dei massacri perpetrati contro gli italiani dell’Istria e della Dalmazia
- le Repubbliche di Slovenia e Croazia non hanno, sino ad oggi, neppure risposto alle domande dei nostri connazionali esuli, per ciò che concerne l’annosa questione della restituzione o dell’indennizzo dei beni immobili loro espropriati dal regime comunista iugoslavo
- le Repubbliche di Slovenia e Croazia, hanno entrambe fatto richiesta di entrare a far parte della Unione Europea e il loro ingresso nella comunità è previsto per l’anno 2004

 


Una, dieci, cento memorie...ma?

Filo conduttore di questo numero dell’Uomo qualunque è la Memoria. Quella con la lettera maiuscola, quella storica, quella che ancora non riesce a mettere tutti d’accordo, quella troppo lunga o troppo corta; che a volte può fare ancora male e, per questo, spesso, qualcuno preferisce rimuoverla.
Tutto comincia con la “giornata della Memoria”, quel 27 gennaio che, per legge dello Stato - una legge inventata e scritta da Furio Colombo (il cognome lo ha usato negli anni della Fiat, il nome come direttore dell’Unità) - commemora l’olocausto degli ebrei nei campi di concentramento nazisti. Quello e basta. Neppure l’olocausto degli ebrei nella sua generalità, la lunga scia di persecuzioni, cacciate, eccidi, faide, emarginazione e odio che attraversa tutta la storia del popolo “prediletto da Dio” dalle pagine bibliche della schiavitù egiziana fino ai giorni nostri. No, per legge, si commemora solo “quel” particolare genocidio.
Già dalla sua primissima apparizione questa legge, che obbliga le scuole, gli Enti pubblici, la televisione di Stato (come se ce ne fosse bisogno) a una riflessione sulla “barbarie nazista”, suscitò più di una perplessità, ma soprattutto il risentimento di tanti altri popoli, etnie e religioni che, nel passato neppure troppo remoto, hanno dovuto subire analoghe, se non più feroci, persecuzioni.
Così, quasi d’improvviso, sulla scia della Memoria non condivisa, si è scoperto che c’erano state stragi, massacri, pulizie etniche, epurazioni politiche, eccidi che hanno cancellato intere popolazioni senza che nessun legislatore se ne ricordasse per onorarne il ricordo…
Per questo, ogni 27 gennaio, la polemica riprende vita: “se giornata della Memoria deve essere – sostengono in molti – che sia della memoria di tutte le stragi, di tutti i genocidi”. “Assolutamente no – ribattono i rabbini ben appoggiati dai media e dal conformismo di sinistra – perché l’olocausto del popolo ebraico nella seconda guerra mondiale ha criteri di eccezionalità tali da renderlo unico al mondo”. Quali questi criteri? “La volontà di annientare un’intera razza, il numero enorme di vittime, la ferocia della persecuzione”, rispondono gli esegeti della Scioà.

Qualche settimana fa, però, nel corso della trasmissione “Excalibur” è stata portata all’attenzione degli ascoltatori (pochi e non di sinistra, quindi silenziosi e inutili) una verità ben più scomoda e sconosciuta. Il vero, gigantesco “Olocausto del XX secolo” è stata la strage dei cristiani… Quello appena trascorso, infatti, è stato il secolo in cui sono stati uccisi, nel mondo, più fedeli di Cristo che nei diciannove precedenti. Un numero enorme, persino incalcolabile: forse 30, forse 50 milioni di persone che sono state eliminate in quanto portatori di una Fede scomoda per due nemici fondamentali: il comunismo ateo e l’espansionismo islamico.
Non abbiamo né il tempo, né le capacità per dettagliare questa lunga scia di sangue che inizia con il genocidio degli armeni da parte dei turchi, prosegue con lo sterminio che culachi russi, l’oppressione della chiesa dell’Est europeo, per proseguire, ancora oggi, con l’eccidio dei cattolici libanesi, le persecuzioni in Cina o a Cuba e i quotidiani massacri di popolazioni cristiane in Sudan come in Indonesia, a Timor est come nella Filippine.
Per volontà annientatrice, enormità del sacrificio umano e ferocia subìta crediamo che anche questo massacro abbia caratteri di “unicità” tali da meritare l’istituzione di una “giornata della Memoria dei martiri cristiani del 900” e questo soprattutto in un Paese che, oltre ad ospitare il Seggio di Pietro, riconosce ancora il Cattolicesimo come religione di Stato.

Ma la giornata della Memoria (quella ebraica), inesorabilmente accende e trascina con sé le tante (troppe) memorie di orrori passato. Allora c’è chi, giustamente, chiede un ricordo per i cento milioni di morti causati dal comunismo. C’è chi vorrebbe che quando si parla di “pulizia etnica”, esodo e genocidio razziale si ricordasse prima di tutto quello avvenuto in casa nostra, del quale furono vittime 350 mila italiani delle terre d’Istria e Dalmazia (vedi l’articolo successivo). C’è chi vorrebbe non fossero dimenticati i morti della guerra civile, quegli 84 mila fascista trucidati dai partigiani, soprattutto a guerra finita. Tutte memorie scomode, queste. Memorie dimenticate. Memorie che l’omologazione culturale e l’appiattimento su una visione storiografica di sinistra aveva pressoché cancellato.

Ma c’è anche chi risponde che questo è “revisionismo storico”, che ci si deve attenere all’unico grande massacro riconosciuto, consacrato, ricordato ed esecrato da tutto il mondo, che è opera dell’unico demone anch’esso riconosciuto, ricordato ed esecrato da tutti: il nazismo… Tutto il resto è silenzio. Anzi: ai cattolici che, timidamente, hanno ricordato Fatima e le sue terribili predizioni di persecuzione contro il popolo di Cristo; risponde una certa storiografia televisiva ricordando i massacri perpetuati “nel nome di Cristo”. Senza arrivare alle aberrazioni di Adel Smith, abbiamo assistito a vergognosi filmati “storici” sulla conquista dell’America del Sud nei quali l’avvento degli spagnoli e del cristianesimo, ai danni delle culture e delle religioni pre-esistenti, veniva presentato come una strage di proporzioni bibliche. Fortemente anti-cristiani sono stati anche i toni di molte commemorazioni pubbliche del 27 gennaio, durante le quali esponenti ebraici hanno sottolineato (anche in televisione) il ruolo persecutorio della Chiesa contro un popolo accusato di “deicidio”. Non sono mancati, infine, gli ormai consueti filmini truculenti sulla Santa Inquisizione… Dunque si può dire che esiste un vero e proprio borsino delle memorie “politicaly correct”, nel quale – per esempio – sono in calo le femministe (niente streghe bruciate quest’anno in tv), mentre sono in netta ripresa i gay (che si sono visti consacrare come “co-martiri” nei campi di sterminio) e persino gli sloveni che, nascondendo le mani ancora sporche di sangue italiano, sono stati gratificati dal sindaco di Trieste di un bel discorso commemorativo nella loro lingua gutturale.

Insomma, la Memoria non è un gioco facile, anzi, è un’arma pericolosa, soprattutto quando è manovrata, manipolata, esaltata o cancellata in nome delle ideologie, delle fedi religiose, delle appartenenze etniche o razziali. L’unica cosa certa, a questo punto, è che il Novecento ci ha lasciato un patrimonio di orrori e di dolori che sarà lungo e difficile smaltire.

Da parte nostre ci permettiamo qualche considerazione finale.
Giustizia vorrebbe che ci fossero “giornate della memoria” per tutti gli orrori… così, al 27 gennaio, è già stato chiesto di affiancare il 10 febbraio in ricordo delle vittime delle Foibe; poi la giornata della memoria del martirio cristiano… e così via.
A questo punto, però, sarebbe stato meglio istituire una sola giornata del comune ricordo, in cui tutti potessero piangere i propri morti e, comunemente, commemorare olocausti, martirii, genocidi, stragi e persecuzioni… Un giorno per piangere insieme, per capire, esecrare, impegnarsi a non più commettere simili orrori, evitando quindi di spargere altro odio e di fomentare altre divisioni.
A ben pensarci, tuttavia, un giorno così c’era già, ma ce ne siamo dimenticati… C’era il 4 novembre, il giorno in cui si commemorano i morti…tutti i morti… Il giorno in cui i nostri cari sono accomunati, nella preghiera, a milioni di altri che non consociamo… Il giorno in cui, portando un fiore al cimitero e passando tra tante lapidi, immagini, monumenti e frasi, ci rendiamo conto del comune senso del dolore… altra faccia del comune senso dell’amore.

Esisteva già la “Giornata del ricordo” ma era una giornata di pietà e di preghiera… Poi arrivò Furio Colombo…

Guido Giraudo


Berlusconi: «Il mondo politico riconosca il valore di Sogno»

Da "IL TEMPO" del 9 marzo 2003

TORINO — «Edgardo Sogno costituisce una figura emblematica nella storia d'Italia dello scorso secolo meritevole di essere conosciuta e riconosciuta nel suo valore profondo». È quanto scrive Silvio Berlusconi in un messaggio inviato al convegno organizzato a Torino in occasione della pubblicazione del libro «Libertà e seconda Repubblica», contenente alcuni scritti inediti dell’ex ambasciatore scomparso nell'agosto del 2000. Berlusconi, nella sua lettera, ricorda che, «a causa del suo anticomunismo e del suo atlantismo, Sogno è stato oggetto di un grave accanimento giudiziario, di evidente ispirazione politica. Subì perfino l'onta del carcere, senza che contro di lui vi fosse alcuna prova di colpevolezza, solo per avere sostenuto la difesa delle istituzioni democratiche dal pericolo di una possibile dittatura e per avere indicato l'esigenza di una riforma costituzionale, soprattutto attraverso il rafforzamento del potere esecutivo».
Anche il ministro della Difesa, Antonio Martino, ha ricordato Edgardo Sogno: «Amato od inviso resta uno dei grandi ispiratori della Repubblica e della vita democratica, da lui concepita e vissuta con visione lungimirante, da autentico anticipatore, ovvero al di fuori di quei condizionanti schemi ideologici che per lunghi decenni hanno soffocato la politica e la cultura nazionale». «Antifascista, combattente per la libertà, strenuo difensore della causa dell'Europa e dell'Occidente contro il totalitarismo - ha osservato ancora il ministro della Difesa - mai si piegò a minacce o lusinghe, mai acconsentì a compromessi umilianti, a ritirate, a piccole o grandi ipocrisie».
Da parte sua l’ex ambasciatore Sergio Romano ha definito Sogno «un uomo di grandi passioni, di grandi emozioni e di grandi impulsi. C'era qualcosa di molto impulsivo in lui». «Era un liberale - ha aggiunto Romano - aveva avuto un ruolo molto importante nella resistenza e sognava un'Italia presidenzialista. Il suo modello era quello gollista francese. Era un uomo impaziente. Questo lo rendeva al tempo stesso estremamente simpatico ma qualche volta anche pericoloso».


11 Settembre 2001 :  l'apocalisse a New York


ATTENTATO ALLE TORRI
GEMELLE DI NEW YORK


La mattina dell’11 settembre, con un’azione coordinata, alcuni terroristi islamici dirottano tre aerei di linea in partenza da aeroporti degli Stati Uniti. Due velivoli vengono diretti contro le “Twin Towers” di Manhattan provocandone il crollo, il terzo colpisce un’ala del Pentagono a Washington.

A PERENNE RICORDO DEGLI EROI

DELL' 11 SETTEMBRE


No al relativismo spirituale massonico in Europa

Forza Nuova: “Le radici ma anche l’ essenza dell’Europa sono cristiane romane e greche. Ogni piazza d’Italia ricorda la missione civilizzatrice romana e cristiana.
Siamo per un’Europa incubo per i poteri forti e sogno per i popoli”.
 

I nuovi padri dell'Europa intendono dare un assetto filosofico e politico alla Costituzione che chiuda in senso antinazionale e giacobino il problema delle radici e, quindi, del futuro del nostro continente.

Purtroppo anche dai fautori delle "radici cristiane", il problema è spesso posto in senso democraticisa e storicistico. Si può, secondo questi, sostenere che le radici dell'Europa sono cristiane pensando a quello che fu nel passato il nostro continente, ma per quanto riguarda il presente, non potendo negare che in Europa convivano molte religioni, non ha più senso privilegiare una fede rispetto ad un'altra. Anzi religioni, sette e conventicole devono essere protette costituzionalmente, riconosciute e finanziate con apposite leggi, come vuole il centrodestra qui in Italia.

Questo ragionamento non considera, oltre che i criteri oggettivi come quello del bene comune o del dovere di servire la Verità, quello che Josè Antonio chiamava "la missione storica di un popolo" o "l'unità fondamentale di destino" dei popoli europei. Questo concetto ha poco di razionalista e positivista, ma è sicuramente vero e valido. Un popolo e soprattutto un popolo europeo ha una sua missione storica che si esplica nei secoli e verso la quale tutti i cittadini nei diversi tempi sembrano protesi. Questa missione trova poi splendida conferma, oltre che nell'eroismo e nella santità, nelle opere d'arte di tutti i tipi in cui viene sublimata questa raison d'etre.

Ogni angolo di ogni piazza d'Italia ricorda la missione civilizzatrice romana e cristiana e se andiamo a vedere bene questo si ripete con grandiosità in tutta l'Europa latina. Anche l'Inghilterra si trova certamente immersa in questo mare di simboli, riferimenti e atti creativi che la legano a Cristo e a Roma. Il diritto anglosassone ha chiaro su di se il marchio del diritto romano.

Ma anche all'est questo è evidente; dalla Polonia, paese che si definisce spesso latino, alla Russia, orgogliosa di contenere in se la Terza Roma , arrivando sino alla Romania. E' quindi evidente che non solo le radici ma anche l' essenza dell'Europa sono cristiane romane e greche come è chiaro che se noi aspiriamo a dare un ruolo di centralità all'Europa nel futuro è perché riconosciamo che quegli elementi sono superiori agli elementi fondanti di altre potenze e perché pensiamo che il destino dei popoli europei sia di dare Pace e Civiltà al mondo.

Cadono quindi le altre impostazioni ed in particolare quella relativista di stampo massonico che fa riferimento ad un relativismo duro e puro, oppure si richiama solamente alla civiltà greco romana, dimenticando che la continuazione di quella civiltà negli ultimi duemila anni si chiama Cristianesimo.

Così esce dalla finestra la visione "giudaico cristiana"; infatti stentiamo a trovare nelle nostre città e nelle nostre campagne, nelle nostre poesie ed opere d'arte, il segno di questa “anima giudaica”, che anzi troviamo dagli eventi del Golgota in poi spesso in contrapposizione a quella cristiana ed europea. E' interessante che questo relativismo in campo spirituale poi si traduca in totalitarismo per tutto ciò che riguarda il commercio, la produzione , gli scambi , i mestieri , il lavoro ed il sociale. Infatti, tutte quelle protezioni che erano lì per proteggere uomini, famiglie e lavoratori, quali furono in modo magistrali le Corporazioni e sono ancora i corpi intermedi, vengono radicalmente demolite dalla furia di Bruxelles e vengono sostituite da una rigorosa codificazione di tutte le minuzie della vita che hanno l'effetto ed il compito di strangolare le libertà della piccola gente.

A Forza Nuova ed agli altri movimenti europei spetta il compito di formulare un'idea d'Europea moderna e tradizionale di un' Europa delle libertà e della giustizia, che sia incubo per i poteri forti e sogno per i popoli.

per approfondimenti www.dilloadalice.it


La società multirazziale e multireligiosa

FN RIMINI

Se la società multirazziale e multireligiosa è un valore, è necessario lottare duramente affinché si realizzi anche nei Paesi arabi ed islamici. Consegue che questi Paesi dovranno accogliere senza opposizione decine di milioni di cristiani, finanziarli, dotarli di case, garantire loro totale libertà religiosa e di propaganda anche nei confronti dei fedeli islamici, regolarizzare periodicamente i clandestini e concedere loro, dopo un numero variabile di anni, diritti politici e di cittadinanza, come accade in Europa con i mussulmani. Altrimenti, la società multirazziale e multireligiosa non è un valore, e come tale valido per tutti, bensì una violenza imposta solo ad alcuni, da cui occorre difendersi, come di fronte ad ogni violenza.

(Lettere al direttore, da La Stampa del 11.10.2004)


Presidio a sostegno degli ex combattenti della Repubblica Sociale

Continua l’espansione di Forza Nuova e Alternativa Sociale in Piemonte. Sabato 16 ottobre ad Alessandria 30 militanti hanno organizzato un presidio a sostegno degli ex combattenti della Repubblica Sociale a cui il sindaco aveva negato una sala per commemorare i caduti. Molti i cittadini avvicinati e soddisfazione per una iniziativa che conferma la volontà di non sottostare mai a iniqui dinieghi.

 


Fascismo e Antifascismo

dopo 63 anni dalla caduta del Fascismo e la fine della guerra mondiale ancora esistono "tifoserie", in alcuni casi pure violente, e sempre pronte ad utilizzarle per fini speculativi politici. E' possibile giustificare quando questo è avvenuto negli anni del primo dopo guerra. Gli animi portavano ancora le ferite, da ambo le parti, ferite che difficilmente potevano guarire in breve tempo, ma anche in questo caso ci doveva essere maggiore impegno per pacificare le parti. Chi non ha voluto questo significa che aveva altri interessi con fini politici molto equivoci e lavorava addirittura per altri paesi, per esempio URSS e USA. Anche molti governi in Italia hanno lavorato in modo equivoco avendo interesse a tenere il popolo in "padella" e manovrando la temperatura a secondo della necessità, utilizzando certe "teste calde" che si trovano da ambo le parti, al pari di quelle attuali dell'Islam fondamentalista che utilizza addirittura bambini per atti suicidi terroristici. Come dimenticare le numerose stragi avvenute senza trovare mai i mandanti e esecutori, fatte poche eccezioni per gli esecutori che erano sempre "teste calde rosse" o "teste calde nere" e mai assolutamente riconducibili ai mandanti. Sicuramente gli esecutori, grandi "teste calde" con il proprio colore di appartenenza, non hanno mai conosciuto i veri mandanti. Per alcuni decenni abbiamo assistito ad ogni votazione elettorale politica lo scatenarsi di alcuni "gruppi di teste calde", rosse o nere, che provocavano attentati con feriti e morti, e difficilmente gli inquirenti riuscivano a catturarli, ma anche quando sono stati presi non riuscivamo mai a risalire per trovare i mandanti. Praticamente ci trovavamo sempre con personaggi equivoci che qualcuno aveva armato senza fare lavaggi di cervello in quanto questi individui non ne avevano necessità essendo delle "teste calde" in proprio. Particolare non di poco conto quanto avvenuto nei processi ai pochi esecutori catturati. Si cercava di dare un colore, o rosso, o nero, probabilmente a secondo della necessità politica del momento e questo farebbe pensare ad un solo mandante - "stragi di stato".
Fortunatamente negli ultimi anni il fenomeno si è molto affievolito e adesso è superato dalle tifoserie del calcio, seppure anche qui ritroviamo le "teste calde" rosse o nere, e se a questi qualcuno mette nelle loro mani armamenti saranno certamente subito utilizzati con conseguenti sciagure e al massimo riusciremo a prenderne alcuni senza arrivare mai ai mandanti.
E' scoraggiante vedere ancora oggi il problema del Fascismo o Antifascismo, che non è, e non dovrebbe essere un "problema", essendo scomparsa quasi completamente tutta la generazione che ha vissuto quel periodo, quindi è molto ridicolo parlare con "tifoseria" dell'argomento, anche perchè si tratta di una esperienza non ripetibile e non proposta da nessuno. Ormai fa parte della storia e solo con questo animo possiamo parlarne, anche perchè molti storici hanno scritto il periodo e continueranno a scrivere.
Per gli "appassionati" che non ne possono fare a meno potrebbero preoccuparsi di Napoleone, o di Re Riccardo, oppure di Cesare governatore di Roma, e perchè no! anche Nerone che incendiò Roma per ricostruirla nuova.

Considerazioni viste dalle parti.


Intanto necessiterebbe sapere se l'Italia ha vinto o perso la guerra. I danni avuti, materiali e morali, sono immensi. E' l'unico paese ad avere subito sul proprio territorio 2 occupazioni contemporaneamente, 2 eserciti stranieri che si combattevano senza risparmio, creando lutti e distruzione in tutto il territorio italiano. A questo si è aggiunto anche la guerra civile, la più grave follia commessa dall'uomo - sparare al vicino di casa.

Per il Fascista.

L'odio e la sete di "giustizia" esplosa dopo il 24/7/1943 avrebbe dovuto essere gestita più civilmente e mai ad uccidere altri italiani. Pure ammettendo che le guerre sono fatte da eserciti con regolare mandato della Nazione di appartenenza, e ogni soldato veste la propria divisa permettendo di farsi riconoscere da tutti, come dettato dalle convenzioni internazionali, sarebbe stato meglio non sparare su uomini che combattevano senza divisa, ma si poteva facilmente supporre la nazionalità italiana.

Per l'Antifascista

Intanto in democrazia si può cambiare idee, ma quelli che sono stati fascisti, magari pure prepotenti, avrebbero dovuto starsene in disparte e non inveire prepotentemente contro quelli con cui avevano condiviso ideali. Molto sbagliato praticare l'Antifascismo violento, non era e non è necessario in quanto è un nemico battuto. Si voleva sovvertire la politica della Nazione scambiandola con altra, e con questo fine si è imposto e ucciso anche alcuni che combattevano dalla stessa parte.

Per entrambi.

E' facile parlare con il senno di poi, mentre è altra cosa quando accadono nel presente, ma questo non può giustificare la tragedia Italiana.
 


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