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Politica 14 |
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Ministro dell'Economia e delle Finanze Giulio Tremonti
a mio avviso, e non solo, è il migliore economista che abbiamo avuto in Italia e vorrei averlo visto lavorare "tranquillamente" per tutta la legislatura, senza nessun tipo di disturbo, sopratutto all'interno della Sua coalizione.
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LA POLITICA NEL BELPAESE Corrado De Cesare
Le ultime parole famose del camerata Fini: aggiungo: pochi
mesi prima del Suo "storico" viaggio in Israele ha nuovamente
dichiarato che "Mussolini è stato il più grande statista del Secolo..."
e una volta arrivato in Israele non ha esitato a dichiarare "Mussolini
come MALE ASSOLUTO..."
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M.FELTRI: IL PIAZZISTA CHE SPIAZZA
LA SINISTRA
Tratto da “Libero” del 4/04/2004 Potrà anche darsi che la
prossima volta Berlusconi perda. Potrà darsi, come dice Giuliano Ferrara,
che il ciclo creativo del premier sia concluso. Ma forse è altrettanto
vero che Berlusconi ha vinto la sua battaglia. Oggi, con lui, la politica
italiana è un'altra cosa. Berlusconi e il berlusconismo hanno vinto perché
i primi berlusconiani d'Italia, ormai, sono gli antiberlusconiani. Il
Cavaliere è riuscito a portare sul suo terreno non soltanto quelli (...)
che lo hanno votato, ma anche quelli che lo hanno combattuto e lo
combattono. Vale per lui e in buona parte per Umberto Bossi. In questo non è per niente europeo. Infatti insieme con Blair, che è anglosassone, si è messo al fianco di Bush con una mossa che è stata giudicata acritica, e invece era semplicemente netta perché talvolta la politica obbliga a scelte nette, e sono scelte a cui l'Europa non è più abituata. Non scegliere significa morire di morte lenta. Se oggi c'è una speranza per l'Europa - nel giorno in cui Berlusconi sembra rinnegare l'Europa - la speranza è ancora Ber lusconi, al di là di quello che Berlusconi è, propone e fa. Mattia Feltri |
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A. PANEBIANCO: ADDIO SOCIETA’
MULTICULTURALE
Tratto dal “Corriere della Sera ” del 5/4/2004 Tony Blair ne ha fatta una
delle sue. Ha sferrato un altro attacco al tempio della «correttezza
politica», offrendo nuovi argomenti ai suoi tanti denigratori europei ma
dando anche conferma, ancora una volta, della sua lungimiranza e delle sue
doti di statista. Un uomo a lui vicino, il laburista di origine
afro-caraibica Trevor Phillips, presidente della commissione per
l'uguaglianza razziale, da sempre in prima linea nelle battaglie a favore
degli immigrati, in una intervista al Times , ha attaccato frontalmente il
mito della società multiculturale. Phillips ha dichiarato che il
multiculturalismo è un'idea sbagliata, che ha fatto fin troppa strada
nella società britannica degli ultimi decenni, e che va abbandonata. Angelo Panebianco Alessandra: «Gianfranco ha strappato il cuore alla madre per la poltrona»«È UNA cosa veloce, devo solo fare un annuncio». Conosce la politica e gioca ad effetto Alessandra Mussolini, che arriva «sotto scorta», tra Roberto Fiore e Adriano Tilgher, all'Hotel Nazionale. Ma chi, tra i cronisti e soprattutto tra gli ex alleati della Cdl, si aspetta una mossa a sorpresa, rimane subito deluso. La strada della nipote del Duce è senza ritorno: «Alternativa Sociale sarà in 14 regioni, al di fuori dei poli, siamo il vaccino anti-poli». Ieri sera ha partecipato alla nostra sfilata di beneficenza, ma per il suo annuncio politico la leader di Alternativa Sociale sceglie il colore della tradizione: un tailleur nero mitigato solo da un dolce-vita rosa. Gli stessi colori della madre, Maria Scicolone, che siede in ultima fila ma non passa inosservata anche per la chioma rosso fuoco. Due aggettivi per dire che la via intrapresa è quella del non ritorno e due aggettivi per definire la sua nuova alleanza fuori dai poli: «Siamo anticomunisti e siamo anticapitalisti». Perchè, rivendica la parlamentare europea, non stare nè con il centrodestra nè con il centrosinistra è «prima di tutto una scelta di libertà, chiesta da chi non vuole stare nè da una parte nè dall'altra». Una scelta di libertà ma soprattutto una reazione di rifiuto «ad una politica che è solo potere per il potere, capriole e giravolte per una poltrona». E sono molte le ragioni di rifiuto che Mussolini elenca per sparare a zero sui suoi ex alleati ed annunciare il suo programma per le prossime regionali e amministrative. «Noi siamo nazional-popolari - dice la nipote del Duce senza timore di apparire demagogica - il nostro target è il ceto medio-basso. In Italia 22 milioni di persone sono poveri, le famiglie povere sono 4,5 milioni. Poi spara su «loro», gli ex alleati della Cdl e «lui» è Fini, l'ex presidente di partito che oggi Mussolini non si degna neanche di nominare. Ma va a «lui», l'ultimo, pesante, affondo della parlamentare: «Nella Cdl c'è una spaccatura squisitamente politica: ci sono forze che riconoscono la nostra valenza, più sociale che politica, e c'è, invece, chi addirittura in modo grossolano dice che la sinistra tifa per i neofascisti. È una persona che ha strappato il cuore alla madre per arrivare dove è arrivato». Alessandra guarda la madre e chiude: «A noi questa politica non interessa, la politica è sentimento. CDL/ MUSSOLINI:CON FINI NESSUN RAPPORTO, SOLO QUELLI GIUDIZIARI. Alternativa sociale non farà mai accordi Roma, 21 feb. (Apcom) - Fra Alessandra
Mussolini e Gianfranco Mussolini: La Nipote Alessandra, Immagini Scioccanti Di (Jet/Ct/Adnkronos) Bologna, 26 feb. (Adnkronos) - ''Ho visto le immagini questa mattina su un quotidiano, sono immagini scioccanti che mi hanno fatto venire un odio sia nei confronti di quelli che hanno provocato questo scempio, sia nei confronti di coloro che hanno sfruttato e utilizzato mio nonno a fini politici''. ''E intendo quelli di Alleanza nazionale''. Cosi' Alessandra Mussolini a Bologna per presentare la lista regionale di Alternativa sociale commenta con i giornalisti i fotogrammi riportati quest'oggi dal quotidiano La Repubblica di un filmato inedito girato la mattina del 29 aprile 1945 all'arrivo dei cadaveri di Benito Mussolini e Claretta Petacci a piazzale Loreto. Alessandra Mussolini: almeno fino al 1936, tanti italiani si erano identificati in mio nonno “Fu l’odio di chi lo aveva amato”
Roma – “il primo pensiero di fronte a quei fotogrammi? Noi non perdoneremo mai. Da una famiglia che ha vissuto quel che abbiamo vissuto noi, non ci si può aspettare il perdono per uno scempio del genere”. Nel giorno delle immagini shock sul Duce a piazzale Loreto, ad Alessandra Mussolini trema la voce. “Io fino a vent’anni nemmeno avevo mai visto le foto di mio nonno cadavere, mio padre non aveva mai voluto che entrassero in casa nostra”, racconta. Un modo per rimuovere il passato? “Un modo per difenderci da tanto orrore. A vent’anni ero a Londra, mi comprai quasi dinascosto una cassetta e finalmente vidi cos’era stato piazzale Loreto”. Prima diceva del perdono. Per lei, per la sua famiglia, la pacificazione nazionale dopo tanti anni non è un valore? “Io dico che a noi non si può chiedere di perdonare i massacratori di mio nonno, la pacificazione sul piano storico è un’altra cosa, quella la lasciamo agli storici”. Piazzale Loreto è la conseguenza di un paese lacerato da vent’anni di dittatura. A casa vostra di questo si parlava? “Se ne parlava, certo, ma la versione che io conosco, attraverso i racconti di famiglia, non è assolutamente quella che ritrovavo a scuola nei libri di storia”. Qual era allora la versione di casa Mussolini? “Piazzale Loreto è l’odio che segue la fine di tutti i grandi amori. Perché quello fra gli italiani e mio nonno è stato un grande amore. Solo un uomo del suo carisma poteva suscitare emozioni tanto forti, nel bene e nel male. Il popolo in lui e nella sua politica rivoluzionaria si è identificato, almeno fino al 1936”. E i dieci ani successivi? E la guerra, le leggi razziali, l’alleanza con Hitler? “Quello delle alleanze nefaste è un altro capitolo, nessuno si sogna di minimizzare. Ma con tutto questo, il fascismo non può essere in alcun modo equiparato al nazismo, anche se poi, è chiaro, quando perdi una guerra la storia la scrivono i vincitori”. (b.j.) |
Elenchi fasulli alle elezioni regionali Trucchi per tutti (con prescrizione) Non c'è partito in Italia che non sia stato beccato in passato con le mani sporcate dall’inchiostro delle firme false ROMA - Hanno del fegato, gli indignati che ieri hanno sdiluviato dall’una e dall’altra parte in focosi commenti sull’esclusione dalle Regionali laziali di Alessandra Mussolini. Ha del fegato chi da sinistra sbraca come Mario Di Carlo che «l’eliminazione è l'ultimo trucco del prestigiatore Storace» e tuona «basta con la politica dei trucchi e dei guardaspalle!». E ha del fegato chi da destra gongola come lo stesso governatore uscente: «Salutateme Marrazzo!». Per non dire della nipote del Duce che strilla: «È un regime alla Ceausescu!». Tutti sfoghi che grondano ipocrisia quanto trabocca d’acqua la cascata dell’Iguassù. Non c’è partito infatti, in tutta l’Italia, che non sia stato beccato in passato con le mani sporcate dall’inchiostro delle firme false. Perfino i radicali, cui va riconosciuto il merito di avere condotto per anni una battaglia praticamente solitaria di puntuale, sistematica, documentata denuncia di un’infinità di brogli, finirono qualche anno fa per essere sfiorati da una delle tante inchieste della magistratura su questo fenomeno che infetta la nostra vita democratica. Quella condotta dai giudici di Udine sulle provinciali e le comunali del ’95 che vide l’arresto di 11 persone e il rinvio a giudizio di 71. Col coinvolgimento più o meno grave di Alleanza Nazionale, Forza Italia, Ccd, Lista Pannella, Lega Friuli, Pds, Verdi colomba, civica «Per Udine», Patto Democratici e Ppi. Insomma: tutti o quasi tutti. Se per i radicali si trattò di un peccato isolato, almeno stando alle indagini precedenti e successive, non così si può dire degli altri. Che in materia sono diventati nel tempo dei fuorilegge incalliti. Hanno imbrogliato spessissimo sulle liste gli eredi della Dc, la quale aveva una lunga tradizione anche di congressi decisi grazie alla delega di iscritti morti e defunti, i cui nomi erano stati recuperati tra le scartoffie di sezioni sbarrate da tempo immemorabile o addirittura dalle lapidi dei cimiteri. Per fare solo alcuni casi, basterà ricordare l’inchiesta sulle firme false raccolte in Trentino alle ultime politiche per Sergio Mattarella, quelle alle comunali di Monza per l’Udc di Marco Follini o ancora quelle tirate su a Genova per le comunali del 1997, dove risultarono false 428 su un totale di 1.270 sottoscrizioni presentate dal Ccd di Pier Ferdinando Casini e dal Cdu di Rocco Buttiglione. Diceva già tutto quella inchiesta genovese di otto anni fa, nella quale si inguaiarono 49 esponenti delle varie forze politiche. Erano false 310 firme su 1.148 del Msi-Fiamma tricolore, 314 su 1.261 delle Liste civiche associate, 187 su 1.183 dell’asse Pri-Socialisti, 153 su 1.133 del Ppi e 161 su 1.141 dei Verdi, 388 su 1.351 del Rinnovamento italiano di Lamberto Dini... Da non confondere col «Rinnovamento» di Rodolfo Marusi Guareschi, il fondatore della Repubblica della Terra che nella sua reggia di Sant’Ilario d’Enza, da dove prometteva l’abolizione della morte («Un problema gradualmente risolvibile») e garantiva «la dimostrazione della ragione e del torto», fu raggiunto dall’avviso che nella faccenda delle liste fasulle avevano beccato pure lui. E la Lega Nord, nata per cambiare finalmente i «vecchi sistemi della politica romana»? Beccata. Più volte. Come per esempio in Toscana, alle ultime politiche del 2001. Nella cui scia sono stati condannati con rito abbreviato l’allora presidente regionale Vincenzo Soldati e tre suoi assistenti: per tirar su le firme avevano loro pure, come i vecchi e disprezzati satrapi socialisti e socialdemocratici della prima repubblica, resuscitato un po’ di morti. La storia di questi ultimi anni è ricchissima di episodi. Erano false, per i giudici, le firme raccolte da Forza Italia che permisero agli azzurri di conquistare Rossano Calabro. False le 4.000 firme convalidate a Torino per «Rinnovamento» dal cancelliere Giuseppe Santoro, finito in manette con l’accusa di aver intascato in cambio una decina di milioni. False molte firme collezionate dal Fronte Nazionale alle Europee del 1999. False addirittura 574 delle 725 firme presentate da Forza Italia, Alleanza Nazionale e Ccd per candidare alle suppletive di Bologna del 1999 il vegliardo docente di ematologia Sante Tura. False migliaia di firme rastrellate per vari candidati alle ultime «politiche» da sette personaggi di spicco della Casa della Libertà a Bologna. False centinaia e centinaia di firme alle ultime regionali del Molise, chiuse con la decisione della Digos di denunciare 16 segretari provinciali dei partiti (fatta eccezione per i Democratici) e 22 pubblici ufficiali. Quasi certamente false tantissime firme raccolte alle regionali del 2000 da un po’ tutti i partiti e un po’ ovunque. Basti pensare a tutti quei casi in cui, come denunciarono i radicali in 83 esposti a tutte le Procure, chi c’era e chi non c’era in lista fu deciso solo all’ultimo istante. Troppo tardi per poi svolgere tutte le pratiche in linea con la legge. Insomma: un andazzo vergognoso. Chiuso all’italiana: con l'abolizione del reato. Avvenuta a metà luglio del 2003. Quando la maggioranza di centro-destra varò (270 sì, 154 no, 5 astenuti) la depenalizzazione. Niente più arresti e condanne a uno o due anni di carcere: d’ora in avanti, al massimo un’ammenda da 500 a 2.000 euro. Tanto che sia gli imputati di destra per gli imbrogli di Bologna sia quelli di sinistra per gli imbrogli di Trento, sono stati subito prosciolti: prescrizione. All’estero, almeno nei Paesi seri, direbbero forse che non c’è vera democrazia là dove si può imbrogliare impunemente sulle liste elettorali pagando un obolo inferiore a certe contravvenzioni stradali. Qui da noi, davanti alle «critiche di tipo giustizialista» (testuale), il relatore Michele Saponara spiegò che, in fondo, questi imbrogli sulle firme «non sono reati pericolosi socialmente». Peggio, aggiunse: «Molti Tribunali avevano i processi sospesi per conoscere l’esito di questa legge e non potevamo indugiare oltre». Per capirci: gli imbroglioni andavano tirati fuori dai guai. Almeno lui, ieri, ha avuto il buon gusto di non avventurarsi nei commenti. Gian Antonio Stella DOPO IL VOTO, CONTINUARE CON PIU’ FORZA E COESIONE PER L’AFFERMAZIONE DI ALTERNATIVA SOCIALE di Alessandra Mussolini Le elezioni regionali del 3 e 4 aprile scorso hanno determinato un vero e proprio terremoto politico. La CdL ha subito un tracollo – fors’anche inaspettato – a fronte di una limpida affermazione sia in termini assoluti che percentuali del centro-sinistra. Il risultato di Alternativa Sociale, pur nella difficoltà di una campagna elettorale aggressiva e a tratti violenta, è da considerarsi complessivamente positivo. Infatti, siamo riusciti - con enormi sforzi - a presentare nostre liste in ogni regione e nelle due province chiamate al voto e rispetto alle europee del 2004 nella media nazionale ALTERNATIVA SOCIALE ha raccolto un + 0, 4 4 % (fonte: Ministero dell’Interno), raggiungendo o superando partiti consolidati e schierati come l’Italia dei Valori e lo SDI. Desidero ringraziare con tutto il cuore tutti coloro che in Libertà di Azione, nel Fronte Sociale Nazionale, in Forza Nuova e nella Fiamma Tricolore hanno contribuito per ottenere ciò dedicando tempo, risorse ed energie. Così come desidero dire ancora una volta “grazie” a chi mi ha sostenuto nei difficili giorni dello sciopero della fame in attesa di una sentenza che certamente ci ha ridato l’onore ma non il tempo per fronteggiare come potevamo i nostri avversari politici. Certamente, la particolarità delle consultazioni amministrative, fortemente compromesse da logiche clientelari, nonchè gli appelli pubblici a non votare ALTERNATIVA SOCIALE fatti dalle reti tv nazionali dal Presidente Berlusconi, non hanno giovato ad una campagna elettorale già complicata da una assoluta privazione di presenza sui media e sofferente nelle disponibilità economiche. Alcuni risultati, tuttavia, ci hanno particolarmente inorgoglito, in particolare quelli relativi a zone disagiate e alle periferie romane, sintomo di come la nostra azione politica sia percepita positivamente dagli strati più bisognosi della popolazione. Sappiamo tutti che la scelta di essere alternativi al "polulivo" determina, in un sistema bipolare, la difficoltà oggettiva di proporre con forza il proprio programma a la propria identità. E anche per questo occorre, ora, consolidare la nostra presenza e la nostra azione sociale e politica su tutto il territorio per affrontare le prossime sfide con rinnovata coesione e matura condivisione di obiettivi tra tutte le componenti di ALTERNATIVA SOCIALE , creando una matrice comune anche organizzativa. Abbiamo dimostrato che ci siamo e che siamo fortemente determinati a perseguire il nostro progetto con tutta l’energia possibile. A questo programma Libertà di Azione continuerà a dare corpo convinta com’è che ALTERNATIVA SOCIALE rappresenti per l’Italia l’unica vera possibilità di creare una terza via rispetto a quella politica lontana dal popolo portata avanti dalla CdL e dall’Unione. Alessandra Mussolini I responsabili di Alternativa Sociale sostengono che l’ ex governatore del Lazio non voleva i voti di Fiamma, Forza Nuova e Fronte Alemanno difende Storace dalle accuse azzurre ma Fi rammenta che la Mussolini andava recuperata di Ruggiero Capone Francesco Storace pare non abbia intenzione di darsi per vinto, e che voglia considerare la recente sconfitta come una battaglia giocata male. L’ex governatore del Lazio è di fatto tornato a fare politica nel suo partito, An, che più volte aveva accusato d’essere lontano dalle istanze sociali del popolo italiano. Con Epurator (il nomignolo venne affibbiato a Storace ai tempi della Commissione di Vigilanza Rai) è più che mai solidale Gianni Alemanno (leader della Destra sociale di An). Ma Forza Italia punta il dito contro l’ex governatore sostenendo “se abbiamo perso qualche colpa sarà pure di Storace che ha, senza dubbio alcuno, governato bene, ma mal gestito il rapporto con i fuoriusciti di Alessandra Mussolini, quelli che hanno portato via il due per cento alla Cdl”. Di fatto Storace è oggi un vaso di coccio tra più vasi di ferro. Infatti la Destra sociale (corrente a cui appartiene Storace) voleva in un primo momento dialogare con Alessandra Mussolini, per scongiurare una fuga di voti, ma Gianfranco Fini ha di fatto vietato qualsiasi trattativa. In molti accusano l’ex governatore di essersi mostrato accondiscendente, di aver obbedito al divieto senza tentare d’usare il migliore dei suoi assi nella manica: cioè quello del battitore libero, che, fregandosene dei diktat di Fini, avrebbe potuto accordarsi con la Mussolini e altri dissidenti dimostratosi padrone della situazione, vero arbitro nel Lazio tutti i partiti della Cdl. Di fatto la sconfitta del centro-destra è anche addebitabile al calo di quell’iniziativa storaciana, che in passato ha sempre dato i
suoi frutti. “Storace s’è imborghesito, sulla trattativa con la
Mussolini non ha nemmeno tentato un braccio di ferro con Fini”, commenta
un militante che lo conosce bene. Chi era vicino alla Mussolini, vale a
dire esponenti di Fiamma, Forza Nuova, Fronte sociale nazionale e Libertà
d’azione, è pronto a giurare che “Storace sulle prime ha tentato
d’aprire un dialogo, poi ha obbedito a Fini, e, pur sapendo che
Berlusconi voleva dialogare con Alessandra Mussolini, ha preferito, per
tranquillità sua personale, evitare ogni trattativa”. “Storace dava
per scontato di farcela da solo, che si trattasse, dopo cinque anni di
buon governo, d’una vittoria scontata”, precisano da Forza Italia.
“E’ bene chiarire che circola una favola sui voti raccolti dal
presidente Storace: le liste della coalizione di centrodestra hanno
raccolto 1.389.366 voti; L’onorevole Storace ne ha raccolti 1.522.188,
ovvero centotrentamila in più”, precisa l’ufficio stampa della Lista
Storace. Intanto la Destra sociale si smarca, e tenta di scaricare la
responsabilità della sconfitta laziale sul governo nazionale. “Questo
governo sta esaurendo la sua funzione, dobbiamo pensare alla squadra e al
programma da presentare alle politiche del 2006: dobbiamo rigenerarci -
afferma Gianni Alemanno (ministro per le Politiche agricole) - il mancato
rinnovo del contratto degli statali ha influito soprattutto nel Lazio”.
E lo stesso Alemanno (uomo della corrente di An di Storace) non crede che
abbiano pesato sulle elezioni le mancate alleanze con Alessandra Mussolini
e con i radicali, però rilancia la riforma del sistema elettorale in
senso proporzionale: “sono sempre stato favorevole al proporzionale
corretto con sbarramento e premio di maggioranza”, commenta il ministro
delle Politiche agricole. |
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DAL
SECOLO D'ITALIA: L'ex alleata di An e Udc: ''Li denuncio tutti'' Lista Mussolini, la Procura di Roma apre un fascicolo Dopo la denuncia di An sulla falsità delle firme a sostegno della lista 'Alternativa sociale'
Roma, 11 mar. - (Adnkronos) - Falso e violazione della legge elettorale: sono i reati ipotizzati, per il momento contro ignoti, nel fascicolo aperto dalla Procura della Repubblica di Roma in seguito alla denuncia presentata ieri sulla falsità delle firme dei sottoscrittori della lista ''Alternativa sociale'' facente capo ad Alessandra Mussolini. Il fascicolo e' affidato al pubblico ministero Francesco Ciardi. A presentare la denuncia e' stato ieri il prof. Marco di Vincentis, candidato della lista Storace e primario otorino presso il Policlinico Umberto I. La denuncia era stata presentata nella tarda mattinata per sostenere la falsita' delle firme apposte a sostegno della lista della nipote del duce. Ma la Mussolini passata al contrattacco, ha annunciato esposti contro i suoi ex alleati. ''Li denuncio tutti. A cominciare da An e Udc che hanno raccolto firme in modo vergognoso - ha detto in una una intervista a 'Il Giornale'- Io invece per Alternativa sociale sono andata in strada, negli ospedali, tra la gente''. |
| SCIOPERO
DELLA FAME PER ALESSANDRA MUSSOLINI
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L'ANTIFASCISMO NON SI PROCESSA: SI PRESCRIVE
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NPD FUORILEGGE, IL SISTEMA CI RIPROVA
Roma, 29 gen. (Apcom) -
Dopo il fallimento, lo scorso anno, del ricorso alla Corte costituzionale
per mettere al bando la Npd (Nationaldemokratische Partei Deutschland,
partito di estrema destra neonazista) molti politici tedeschi reputano
poco produttivo un ulteriore tentativo in questa direzione. A sorpresa
invece un giudice della Corte costituzionale tedesca ieri, e il presidente
della stessa Corte oggi, hanno affermato che un nuovo procedimento
potrebbe sortire un risultato diverso. A loro parere, la Corte di
Karlsruhe nel 2004 non aveva rilasciato alcun certificato di "buona
condotta" perpetuo alla Npd, né tantomeno escluso a priori
l'incostituzionalità del partito di estrema destra.
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ANTIFASCISTI DA SEMPRE
10 anni di An con la stessa classe dirigente. Si rinnega tutto per le poltrone, ma ci si tiene stretti il simbolo di quel che fu l'msi. ROMA – Nell'autunno del '92, uno
stimato docente di Scienza della politica scrisse un paio di articoli sul
Tempo per incoraggiare il Msi a dar vita ad «un'Alleanza nazionale».
Iniziò così il percorso che, esattamente 10 anni fa, portò alla nascita
di An. Quel professore, Domenico Fisichella, divenne il fiore
all'occhiello del nuovo partito, fu ministro dei Beni culturali e, oggi,
vicepresidente del Senato.
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PER NON DIMENTICARESPAVENTOSO CINISMO di un'azione
militare del tutto ingiustificata. Nel febbraio del 1945 la Germania era
sconfitta ma gli angloamericani decisero ugualmente …
di PAOLO DEOTTO
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Antifascismo e Fascismo innanzi tutto è ridicolo che dopo 65 anni si parli ancora di una cosa finita e sepolta come fosse attuale e in maniera di "pericoli" imminenti. Forse alcuni politici hanno un qualche interesse a tenere "viva" la questione che dovrebbe essere solo materia trattata da storici. Ma visto l'insistenza vale la pena rilevare: che possiamo non riconoscersi nell'Antifascismo pure non essendo Fascista infatti quante Famiglie italiane possono "vantare" di non avere avuto uno o più fascisti in casa. Probabilmente nessuna. Quindi come facciamo a rinnegare un Nonno, un Padre, uno Zio, un Fratello o semplicemente un Amico, che hanno perso la Vita offrendo il Loro sacrificio nell'interesse della Nazione. Molti non sono più tornati e dovrebbero essere ricordati per quello che erano e non per quello che vorrebbero alcuni, forzando così la verità. Questo compito spetta solo agli storici.
Evviva! adesso possiamo buttare i nostri Nonni e i nostri Padri, e potremo dire Loro che sono stati molto cattivi, addirittura delinquenti, e che le Loro scelte sono sempre state sbagliate perchè la Loro causa era sbagliata - era "il male assoluto" - però si possono salvare perchè alcuni, anzi molti, erano in buona fede! Questo ha detto il Presidente Fini che chiameremo confidenzialmente e senza intenzione di offendere nessuno "Tortellino Fichetta". Tortellino perchè chiamato da sempre dai Suoi amici (erano camerati) e veniva da Bologna, e Fichetta perchè con le Sue bizze da Prima Donna come ci ha fatto vedere tante volte, per esempio con il Ministro delle Finanze, il migliore economista che la Repubblica abbia mai avuto, costretto a dimettersi, e più recentemente con lo stesso Berlusconi, appena poco prima di aderire al PDL disse pubblicamente che avrebbe rovinato le televisioni di Berlusconi oltre che Lui stesso, superando così ciò che predicano da sempre le sinistre. Ai nostri Nonni e ai nostri Padri |
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