Politica 10


la tua foto
"Ordine dell'Aquila Romana"



La Croce di Cavaliere con spade, (per militari) dell'Ordine dell'Aquila Romana.
Accanto visibile la miniatura priva di spade (classe civile).

la tua foto

”Ordine Civile e Militare dell’Aquila Romana”

 


 

”Gli ordini cavallereschi sono stati e sono l’espressione visibile e tangibile dei più alti fra i sentimenti che possono albergare nell’animo umano: fortezza, spirito di sacrificio, valentìa, fedeltà all’idea e alla parola data sino alla morte, ed oltre “

(Gabriele D’Annunzio)





L'Ordine dell'Aquila Romana è legato allo Stato sovrano della Repubblica Sociale Italiana
(detta da taluni erroneamente anche "Repubblica di Salò")
solo ed esclusivamente in relazione alla Sua genesi ed alla legittimazione Giuspublicistica.
L'Ordine si rifà alla tradizione culturale del mito di Roma "Caput Mundi" capitale genetica dellà latinità tutta.
Annovera fra i propri iscritti Cavalieri di ogni nazionalità (Italia, Polonia, Libano, Israele, Marocco, etc.)
e religione (cristiani, ebrei, musulmani, etc.).


bandiera del Regno d'Italia

Parte Prima : ORDINE SOPPRESSO (Real Casa SAVOIA)

la tua foto

L’Ordine Civile e Militare dell’Aquila Romana, ora soppresso, venne istituito da Re Vittorio Emanuele III, Re d'Italia, d'Albania e del Regno di Etiopia, il 14 marzo 1942, mediante Regio Decreto, al fine di ricompensare gli stranieri che, civili o militari che avessero acquistato particolari benemerenze verso il Regno d’Italia.

Consisteva nei tradizionali cinque gradi, divisi però nella gemmazione in classe civile e classe militare, a cui si aggiunse un sesto grado quando, nell'agosto 1942, i Cavalieri di Gran Croce furono ulteriormente divisi in classe d'oro (limitata ad un massimo di 10 e riservata ai Capi di Stato ed Altissime Personalità) e classe d'argento (in numero illimitato)

Quest'ultima modifica (sicuramente originale ed anomala) si accompagnò all'istituzione di due Medaglie al Merito, d'Argento e di Bronzo.

Fondato dal Re Imperatore che ne aveva riservato il Gran Magistero a Sé ed i Suoi Discendenti, quest'ordine fu abolito da SAR il principe Umberto Luogotenente del Regno con Decreto Luogotenenziale Nr. 370 datato 5 ottobre 1944.

Esso continuò tuttavia ad essere conferito nella Repubblica Sociale Italiana ed è ancora concesso dal Capo della Famiglia MUSSOLINI quale "Ordine Familiare" anche se molti autori scrivono erroneamente Ordine “Dinastico”.
L’Ordine dell’Aquila Romana è un ordine indipendente, non nazionale, capitolare, che opera attualmente quale associazione culturale in attesa di più specifici riconoscimenti.

la tua foto Fonti: R.D. 14 marzo 1942 che istituisce l'Ordine dell'Aquila Romana

la tua foto

la tua foto
bandiera da guerra della R.S.I.

Parte Seconda : ORDINE MAI SOPPRESSO (R.S.I. - Casa MUSSOLINI)

la tua foto

L’Ordine Civile e Militare dell’Aquila Romana MAI soppresso, venne istituito con Decreto Legislativo Nr. 66 del 2 marzo 1944, dal Capo (non dal Presidente) della R.S.I. (Repubblica Sociale Italiana, detta erroneamente anche Repubblica di Salò) Benito MUSSOLINI.

Il legame con lo Stato sovrano della Repubblica Sociale, rimane solo ed esclusivamente in quanto collegamento alla fons honorum espressione della sovranità espressa in modo pieno ed assoluto dal suo Capo fondatore
Sovranità espressa in concreto tra il 1943 ed il 1945 e mai abdicata dopo il 25 aprile 1945.

Pur essendo stato fondato in un contesto storico di forte contenuto ideologico, è oggi assolutamente estraneo ed indipendente da qualsiasi movimento politico o di altra natura e riallaccia le sue tradizioni, come dichiarato nello Statuto ed intuitivo dal nome, solo a quelle gloriose del mito latino di Roma e quindi storiche italiane.
Il legame con lo Stato della Repubblica Sociale Italiana rimane, come più volte detto, esclusivamente in quanto collegamento alla fons honorum espressione della sovranità espressa in modo pieno ed assoluto dal suo Capo fondatore.

Il Primo Capo e Gran Cancelliere dell’Ordine fu Benito MUSSOLINI, dal 2 marzo 1944 al 28 aprile 1945;
l’eredità morale è passata dal fondatore al proprio figlio Vittorio, Secondo Capo e Gran Cancelliere dell’Ordine dal 19 aprile 1945 al 19 aprile 1997 e da quella data al fratello Romano, Terzo Capo e Gran Cancelliere dell’Ordine (l’attuale), che con atto del 17 dicembre 1997, con relativo deposito notarile registrato ne cura la tradizione e la sopravvivenza.
Perché possa svolgere le sue finalità in armonia con le Leggi vigenti, nei limiti consentiti dai mezzi di cui dispone o potrà disporre, è stata creata l’Associazione Internazionale dei Cavalieri dell’Aquila Romana.
Da sottolineare che nel nuovo statuto del 1997 (non previsto nel 1944) è statuito in modo chiaro ed indubbio, la revoca d’ufficio di tutte le nomine già effettuate a chiunque di qualsiasi nazionalità che, anche in occasione di conflitti bellici, si sia macchiato di razzismo, genocidio e comunque di reati sia contro l’umanità che comuni.

L’Ordine viene concesso nei seguenti gradi (dal più basso al più alto):

1. Medaglia al merito dell’Aquila Romana;
2. Cavaliere;
3. Cavaliere Ufficiale;
4. Commendatore;
5. Grand’Ufficiale;
6. Cavaliere di Gran Croce;
7. Cavaliere di Collare (riservato ai componenti del Gran Consiglio).


la tua foto
Aquila Romana Trionfante , rappresentata su di un bassorilievo romano murato
nell'atrio della Basilica dei SS Apostoli di Roma
(disegno D. Carro)

Scopi dell’Ordine dell’Aquila Romana

L’ordine fa suoi i principi enunciati nella “Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo” (O.N.U. 1948) e nel rispetto delle Leggi di diritto positivo si propone di:
svolgere propaganda di amore alla Patria e di rispetto alle Leggi ed alle Autorità legittimamente costituite facendo propri i valori della legalità, libertà, democrazia, giustizia e non violenza,
promuovere e sviluppare la superba storia di Roma,
riqualificare e divulgare, la verità storica in senso etico ed oggettivo e la cultura in tutte le sue manifestazioni,
riconoscere a chi ha acquisito particolari benemerenze verso l’Italia ed ai fini statutari, il senso dell’alto riconoscimento che si concretizza con l’ammissione all’ordine.

L’associazione che raccoglie idealmente tutti i cavalieri dell’Aquila Romana fa propri i principi enunciati nel:
diritto storico romano se non in contrasto con in contrasto con il diritto positivo,
nella Costituzione della Repubblica Italiana, ed in tutte le Leggi vigenti,
nella dichiarazione universale dei diritti dell’uomo
nella Legge del 20 giugno 1952 nr. 645
nella Convenzione internazionale sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione razziale (New York 7/3/1966)



Romano MUSSOLINI


Il maestro Romano Mussolini, III Capo e Gran Cancelliere dell’Ordine dell’Aquila Romana
non soltanto rappresenta un NOME STORICO ma è un Artista di Fama Internazionale.

Suo gruppo il “Romano Mussolini Quintet”-

Nasce a Carpena di Forlì il 26 settembre del 1927.
Autodidatta, si interessa fin dall'infanzia al jazz, ascoltando dischi acquistati dal fratello Vittorio e comincia l'attività musicale verso la fine degli anni '40 incidendo un primo disco sperimentale con Carlo Loffredo, Zoffoli, Grillino (Ow e How High Te Moon) .

Nel '54 incide quattro brani a 78 giri con Nunzio Rotondo ; nel '56 partecipa con gran successo alla prima edizione del festival internazionale di Sanremo con Rotondo, Tonino Ferrelli, Carlo Pos e Gilberto Cuppini ;
nel '57, per la RCA, incide in trio con Loffredo e Pepito Pignatelli sotto lo pseudonimo di Romano FULL;

per la stessa casa incide ancora nel '59 con diversi jazzmen italiani che partecipano
poi "all'estate Bussola" ;

nel '61 incide per la Phonogram 'Jazz At Santa Tecla' con Dino Piana, Carlo Loffredo e Franco Tonani ;

nel '62 registra per la Ricordi 'Jazz allo Studio 7' con Cicci Santucci , Enzo Scoppa, Dino Piana ed altri, ottenendo un premio discografico.

Dopo un periodo di silenzio, almeno da un punto di vista discografico, incide per la PDU nel '73, "Mirage" e, in epoca recente, per la Carosello, Soft & Swing o per la RM Record "New Orleans I Love You".

Ha suonato con molti musicisti americani, compiuto diverse tournèes, anche negli Stati Uniti, composto molti brani, diversi dei quali incisi.

Tra i migliori pianisti italiani, dotato di molto gusto e sensibilità:
tra i suoi pianisti preferiti Oscar PETERSON.

Il jazz per dimenticare

Intervista a Romano Mussolini

a cura di Gabriella D' Orazio Zimmer

Quando si decide di intervistare un personaggio non si è mai certi di coinvolgerlo od instaurare un clima amichevole. In questo caso la sorpresa gioca un ruolo molto importante, l'idea che normalmente si ha di un personaggio a volte non rispecchia le aspettative o, meglio, può anche superarle.
Incontro Romano Mussolini nel suo bar abituale a Roma alle 10.30.
Arrivo pochi minuti prima, aspetto ordinando un caffè. Alzo gli occhi e lui già mi cerca, non ci conosciamo, almeno lui non conosce me. Resto un momento immobile, lo guardo e la mia tazzina di caffè appena servita, vitale energetico mattutino, diventa liquido destinato a restare per sempre lì, imbevuto. La mia sorpresa è grande, la sua somiglianza con il padre sorprendente, il cappello blu che calza buttato lì disordinatamente sul capo, gli occhiali, l'abbigliamento casual gli danno un'atmosfera famigliare. Cerco di fissare quel momento nella mia mente, mi avvicino salutandolo con un 'Buongiorno, maestro'.
"No, non chiamarmi maestro, io non sono un maestro". Mi sembra di conoscerlo da sempre, ma non è così. Mi inganna il suo noto aspetto fisico, assomiglia in maniera impressionante al padre, Benito Mussolini. Si toglie gli occhiali, lo fisso, il suo sguardo profondo, quegli occhi. Occhi che non appartengono alla storia ma ad un figlio che con la musica ha curato diverse ferite.

Maestro, la musica per lei è stata una passione o una terapia?
Tutte e due. Sapevo che sarebbe accaduto qualcosa con la musica ed ho iniziato solo, senza insegnante; suonavo jazz, non so come ho fatto. Pensa io non ho un pianoforte in casa, non provo, quando sono sul palcoscenico dimentico tutto. La mia creatività, i miei sentimenti vengono fuori.

Che peso ha avuto il suo cognome nella sua vita?
Molto gravoso! Il mio cognome ha influenzato la mia vita. In realtà ho vissuto una vita bella e positiva cercando di dimenticare la mia infanzia e non ho rimpianto mai niente di materiale, tutto ciò che avevamo perso.

Come si è trovato in Italia all' inizio della sua carriera, dal momento che il jazz è stato capito da pochi?
Il jazz adesso è cambiato, non che sia popolare, però ci sono ottimi musicisti internazionali in estate ed è piacevole avere colleghi di prima classe.

Chi è il musicista con cui ha lavorato e che ricorda con piacere?
Ricordo molti con affetto ma Chet Backer, anche se era ostico e succube della droga, lo ricordo con molto affetto. Poi con Oscar Kleid e Charly Altolini.

Come si spiega che in America ci sono bravissimi musicisti di origine italiana e che in Italia il jazz non funziona?
In Italia ci sono una ventina di bravi musicisti sassofonisti; mancano sicuramente dei bravi bassisti e batteristi. In America il jazz è una tradizione e gli italiani hanno più facilità.

Quali sono i tratti del suo carattere?
Sono pigro e attivo nello stesso tempo, sempre a completa disposizione del prossimo. Ho un carattere generoso ed ho una predisposizione per i rapporti umani.

Quali sono le qualità che apprezza in una donna?
La cosa che mi colpisce di più in una donna è la voce, il suo tono, poi la fisicità , la simpatia ed il senso dell' umorismo.

In un uomo invece?
La generosità; detesto l'avarizia.

Quello che apprezza di più nei suoi amici?
Ho molti conoscenti e pochi amici.

La famosa frase "Molti nemici, molto onore" non le appartiene?
Decisamente no. Non amo l'uomo che pensa solo a se stesso.

Il suo principale difetto?
Tanti, non mi piango addosso ed amo anche i miei peccati, li amo perché sono miei.

La sua occupazione preferita?
La lettura: libri, giornali, leggo molto.

Il suo sogno di felicità?
Noi la felicità l'abbiamo avuta a tratti. Ora mi interessa la salute e vivere serenamente. Ho cinque nipoti, mia figlia Alessandra ha avuto un maschietto, ora ha quattro mesi, si chiama Romano e mi riempie di orgoglio.

La sua vera infelicità?
Bisognerebbe prima sapere cos' è la felicità! La vera infelicità per me è essere gretti. Quotidianamente, al mattino mi sveglio e vedo tutto nero, poi nel corso della giornata mi rassereno, tutto dipende dall' ambiente.

Quello che vorrebbe essere?
Ancora più colto ed un grande pianista. Nella mia vitra ho avuto degli alti e bassi ma non ho mai perso il piacere per la vita in tutti i sensi, la musica era un parte di me. Fino a sedici anni non suonavo il pianoforte e mi mancava qualcosa, poi è scoppiata la mia bomba culturale.

Quello che le fa paura?
La vera vecchiaia, morire no.

Quello che rimpiange?
Ho un rimpianto: quello di non aver frequentato il Conservatorio.

Quello che non sopporta?
La mancanza di umorismo. Non sopporterei la mancanza della mia famiglia, la sua presenza. Ho avuto due mogli e non ho fatto mancare loro mai nulla.

Cosa le manca?
Mi è mancata la presenza di un padre, il rispetto.

Com' era suo padre con voi?
Era buonissimo e dolcissimo privatamente, un uomo umano.

Dove le piacerebbe vivere?
Ovunque, amo l' Europa, l'America, l'Australia e mi piacerebbe visitare l'India. Mia sorella Edda ne era innamorata. Mi manca il mare, finirò i miei giorni sicuramente in una piccola casetta sul mare.

I suoi film preferiti?
Comici, ho una raccolta di film di Totò, Chaplin, ho avuto la fortuna di conoscere i De Filippo e, nonostante viva a Roma, non conosco Verdone. Mi piacerebbe conoscerlo.

Che cos' è l'amore?
La cosa più importante della vita, più della salute.

La sua musica preferita?
Le musiche senza tempo, la classica e quella da camera, musiche che non hanno tempo. Io ascolto tutto.

Che cosa la emoziona?
Sono innamorato della bellezza: un tramonto, un'opera d' arte, una bella donna. Mi sarebbe piaciuto essere bello.

I suoi limiti?
Limiti fisici e quando rimando a domani quello che avrei dovuto fare ieri.

L' avvenimento che l' ha coinvolta di più?
La morte di mio padre e di mio fratello Bruno: hanno ucciso il mio cuore.

Il dono naturale che le piacerebbe avere?
La bellezza, per le persone belle la vita è più facile, prendono l'ascensore ed è un biglietto da visita!

Certo, nella sua famiglia le persone belle non mancano, come le sue mogli o sua cognata, Sofia Loren, o sua figlia Alessandra!
Sono molto orgoglioso di questo, Sofia è una donna eccezionale. Io vivo nelle mie due famiglie, un giorno pranzo da Maria, l' altro dalla mia attuale moglie …A proposito, ieri abbiamo festeggiato il compleanno di Rachele, è stata una bella festa ed essere circondato da tutti mi fa sentire amato.

Il suo attuale stato d' animo?
Sono sempre un po' instabile, con l'estate e con l'inizio dei concerti sono sereno e con le mie due famiglie.

Cosa inventerebbe?
Più che inventare scoprirei, ad esempio medicine per il cancro o per le malattie per i bambini.

Domani lei partirà per la sua tournée, inizia da Novara ….
Si, sono stato più volte anche in Germania, conosco Baden-Baden ed ho un piacevole ricordo.

Per me questo incontro è stato molto piacevole, inaspettata la sua famigliarità e cordialità. La tristezza che traspare ancora oggi nei suoi occhi è incancellabile, i ricordi storici dolorosi, la morte violenta …. E nonostante tutto la positività, la voglia di vivere, la creatività nella musica e nei suoi quadri sono sicuramente stati una terapia come espressione di vita. Personalità forti hanno segnato la sua vita, l'amore e la ricerca del bello hanno colmato dolori; oggi l'affetto delle sue famiglie e l'orgoglio dell'ultimo nipote Romano danno a Romano Mussolini la certezza che la vita continui, nel peso di un cognome, nell'amore di un nonno che ha sulle spalle un passato ricostruito cercando il rispetto e l'affetto di tutti.

Romano Mussolini è un apprezzato musicista jazz, conosciuto anche come pittore. Iniziò ad ascoltare il jazz grazie al fratello Vittorio. È nato a Forlì nel 1927 da Benito Mussolini e Rachele Guidi. Dall'unione dei genitori nacquero Edda, la primogenita che sposò Galeazzo Ciano, Vittorio, Bruno, che morì precocemente, Anna Maria, colpita giovanissima dalla poliomielite, e Romano.
È stato sposato con Maria Scicolone, sorella di Sofia Loren, dalla quale ha avuto Alessandra, che porta il nome del bisnonno. Da 32 anni vive con Carla Maria Puccini, attrice, hanno avuto una figlia Rachele, 28 anni.
Romano ha iniziato a suonare il pianoforte nel 1943 ed è diventato uno dei più grandi musicisti nazionali, pur non seguendo dei veri e propri studi musicali ma costruendo il suo stile personalissimo da autodidatta.
La sua attività pianistica lo vede protagonista già nel 1948 ad Ischia in un quintetto diretto da Ugo Calice; dopo il trasferimento a Roma, lavora in rapporto fisso con Carlo Loffredo e Nunzio Rotondo e da allora con vari complessi moderni e tradizionali. Negli anni '59, '60 e '61 è insieme alla sua Band "Romano Mussolini All Stars". La sua carriera concertistica in giro per il mondo lo rende famoso al punto di collaborare con artisti del calibro di Chet Backer, Helen Merril, Caterina Valente, Lionel Hampton ed altri. Nel 1963 vince il Prix della critica italiana con il disco "Jazz allo Studio 7". Il suo ultimo lavoro si intitola " Last Lost Love".
Ad accompagnare Romano Mussolini nei suoi concerti ci sono, oltre al noto trombettista Guido Pistocchi, Massimo D'Avola, che è uno dei sax più importanti del jazz europeo, Giorgio Rosciglione, elemento di spicco del jazz italiano, e Osvaldo Mazzei: nativo di Buenos Aires ma residente in Italia da circa vent' anni, Mazzei è dotato di grande tecnica e di swing potente ed è considerato tra i migliori batteristi italiani.

 



(i seguenti brani sono campioni di 45'')

ROMANO MUSSOLINI   "MUSIC BLUES"

1) Remember fats - 3'17"

2) Blues for Dizzy - 4'13"

3) Minor blues in Saint Louis - 5'03"

4) Soft blue blues blues - 5'48"

5) Il volo del calabrone - 2'27"

6) Czardas - Tango della gelosia - 5'22"

7) Arlecchinata - La strada - 4'10"

8) Cantando sotto la pioggia - Bellezza in bicicletta - 3'21"

Pianoforte: Romano Mussolini

Violino e orchestra: Riccardo Pellegrino

Basso: Giorgio Rosciglione

Percussioni: Osvaldo Mazzei

ROMANO MUSSOLINI  " Napule e 'nu quarto 'e luna"

2) Kelli' s Blues (Mussolini-Santucci) - 4'01"

6) 'Na sera pe' fatalità (Mussolini - Pazzaglia) - 3'47"

Direzione generale: Giuseppe Aleo

Direzione artistica: Gaetano di Stefano

 


LA BEATIFICAZIONE DI
MADRE TERESA DI CALCUTTA


LE SUE PREGHIERE 

IL MEGLIO DI TE

L'uomo è irragionevole,

illogico, egocentrico

non importa, amalo.

Se fai il bene, diranno che lo fai

per secondi fini egoistici:

non importa, fai il bene.

Se realizzi i tuoi obbiettivi,

incontrerai chi ti ostacola:

non importa, realizzali.

Il bene che fai

forse domani verrà dimenticato:

non importa, fai il bene.

L'onestà e la sincerità

ti rendono vulnerabile:

non importa, sii onesto e sincero.

Quello che hai costruito

può essere distrutto:

non importa, costruisci.

La gente che hai aiutato

forse non te ne sarà grata:

non importa, aiutala.

Dà al mondo il meglio di te,

e forse sarai preso a pedate:

non importa, dà il meglio di te.

MADRE TERESA DI CALCUTTA

 VIVI LA VITA

La vita è un opportunità, coglila

La vita è,bellezza, ammirala

La vita è beatitudine, assaporala

La vita è un sogno, fanne realtà

La vita è una sfida, affrontala

La vita è un dovere, compilo

La vita è un gioco, giocalo

La vita è preziosa, abbine cura

La vita è una ricchezza, conservala

La vita è amore, godine

La vita è un mistero, scoprilo

La vita è promessa, adempila

La vita è tristezza, superala

La vita è un inno, cantalo

La vita è una lotta, accettala

La vita è un avventura, rischiala

La vita è felicità, meritala

La vita è la vita, difendila.

 MADRE TERESA DI CALCUTTA

 


.
.