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Politica 1 |
Specchi di VitaABORTOAssassinio, permesso da alcune "giustizie" dell'uomoCome potete distinguere il
momento per uccidere una Vita? Come al solito l'egoismo di pensare solo a noi stessi diventiamo assassini, macchiando la propria anima di un peccato gravissimo, e questo vale anche per quelli che sostengono di non avere anima. COSE MANCATECredere in cose che non puoi avereUn fratello, per contare nel migliore amico e avere sempre il conforto di una parola da un fedele amico, ma forse chiedo troppo, neppure Abele l'ha avuto. Una sorella, per contare nella migliore amica e avere sempre il conforto di una parola da una fedele amica, ma forse chiedo troppo anche in questo caso. Ma allora perché si chiamano fratello e sorella? DIVORZIOPermesso di procreare e abbandonare innocenti nei posti che più fanno comodoFacile mettere su famiglia e poi
dire, magari dopo poco tempo, mi sono sbagliato. MATRIMONIOGeneralmente è una fregatura dovuta a gente non all'altezza dell'impegno assuntoE' il traguardo più importante
della vita, non tanto per gli interessati, ma sopratutto perché nuove
vite arriveranno, e sarà la generazione che segue i genitori e la
sostituisce secondo regole divine della Natura. OMOSESSUALIPer fortuna una piccola minoranza, ma pretende leggi a proprio uso e consumoE' molta la mia meraviglia che
tale argomento sia trattato pure da governi di stato, in particolare
quelli europei, ma quando penso che la "pedofilia" è un
brevetto europeo, perdo la mia meraviglia e sento di essere vicino a un
porcile.
PACEBella parola! Per farla come minimo bisogna essere in due e se
solo uno di questi vuole la guerra come sarà possibile fare la PACE? RAZZISTA!Se razzismo significa essere contro popoli con colore della pelle, religione, cultura, tradizioni, diverse dalle mia Io non sono razzista! Se razzismo significa che un popolo vada a casa di altri per fare i propri comodi ignorando i valori del popolo che l’ospita Io devo necessariamente difendere i miei valori e le mie tradizioni! Per quanti non condividono questa teoria tutte le volte che vengono messi alla prova, con campi nomadi intorno casa, con accentramenti di clandestini in attesa di regolarli reagiscono sempre per cacciarli, spesso anche violentemente. Se vogliamo scendere di alcuni decenni, molti “mulatti” nati da nostre donne “sante” con militari americani neri nel dopo II guerra mondiale hanno avuto vita difficile pur essendo nati qui, e ovviamente senza nessuna colpa. SINISTRALa moglie di sinistro. Con Sinistro trovi sempre disponibilità per una mediazione, un accordo, un risarcimento, ma con sua moglie Sinistra è impossibile ogni dialogo.
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![]() Civitanova Marche: una piazza intitolata a Giorgio Alimirante Data: 23 settembre 2004 Argomento: Battaglie Territoriali Lo scorso 20 Settembre è steta accolta dalla giunta di Civitanova Marche (Mc) la proposta di Azione Giovani di intitolare una via allo storico ed indimenticato padre del M.S.I. Giorgio Almirante!!..Con lo stesso atto è stata anche intitola una piccola piazza ai Bambini martiri di Beslan.. Riteniamo questi degli eventi di notevole importanza per azione giovani che si è battuta per questo con i suoi ragazzi in consiglio comunale (Mauro Canale membro della commissione toponomastica),ed in molte altre sedi,convinti che solo attraverso la piena rivalutazione storica di figure che molto hanno dato alla vita politica del nostro paese e del nostro partito si possa arrivare ad una piena pacificazione e ad una storia finalmente condivisa da tutti!! La modernità del pensiero politico di Almirante sta nella sua figura imbevuta del carisma del condottiero, nella coerenza dello stare a destra quando era tremendamente difficile starci,nel aver saputo dare alla sua azione politica una posizione nuova basata su antichi valori ma lungimirante ed apertamente proiettata al futuro!! Importantissima è stata anche l'intitolazione di una piazza ai bambini di Beslan vittime della violenza terroristica cecena!! Qusta piazza dovra essere per le generazioni presenti e future la testimoniaza di quanto sia cruento e fondamentalista il terrorismo in quella parte del mondo e quado sia importante per arginarlo e sterminarlo l'azione dei nostri soldati che ogni giorno costruiscono la pace in medio oriente ed in molte altre parti del mondo rischiando la propria vita;distinguedosi da chi chi crede che la pace arrivi standosene comodamente seduti sulla poltrona di casa a sventolare una bandierina arcobaleno oppure facendo strupidi girotondi... Steva Rogante (Azione Giovani Civitanova Marche) |
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Pontedera: dai dirigibili al monopattino a motore |

| TIPO | BOMBARDIERE | |||
| EQUIPAGGIO | 6 | |||
| MOTORE | 4 PIAGGIO P XII RC 35 DA 1350 CV | |||
| PRESTAZIONI | VELOCITÀ MAX 430 KM | QUOTA SERV. 6000 MT | AUTONOMIA 3500 KM | |
| PESI | PESO A VUOTO:17325 KG | PESO MAX: 29885 KG | ||
| DIMENSIONI | LUNGHEZZA 22 92 MT | ALTEZZA 7,70 MT | APERTURE ALARE 32 MT | SUPER. ALARE 135,34 MQ |
| ARMAMENTO DIFENSIVO | 8 MG DA 12,7mm | |||
| ARMAMENTO OFFENSIVO | 3500 KG DI BOMBE |
Un quadrimotore sperimentale Piaggio 108, cadde al suo
primo collaudo - il 7 Agosto 1941 - alla periferia un po' campagnola di una Pisa
non ancora massacrata dai bombardamenti alleati.
Morirono tutti, meno il secondo pilota che ora fa il farmacista a Fiumicino. Il
capoequipaggio era Bruno Mussolini, e suo padre gli dedicò un libro
("Parlo con Bruno") ora reperibile solo in brochure su qualche
bancarella, ai mercatini del piccolo antiquariato.
Poi il '43, la sconfitta e la tragedia del dopoguerra. Che fare di stabilimenti
rasi al suolo, di motori per aerei che non volavano più, di operai dalle mani
d'oro annichiliti dalla disoccupazione?
La Piaggio si affidò ad un ingegnere abruzzese, titolare della cattedra di
macchine all'Università di Pisa, che aveva già progettato uno strano aereo con
l'elica sul soffitto della carlinga, chiamato a pala rotante e poi elicottero.
Non era piaciuto ai panciuti generali dei ministeri di Roma.
L'elicottero, comunque, fu addirittura collaudato nel 1930 da un ufficiale
pilota pisano, Marinello Nelli, cui la sua città ha intitolato una straducola
di periferia, verso Porta Nuova.
L'ingegnere abruzzese si
chiamava Corradino D'Ascanio, visse a lungo e - se l'Italia non fosse un paese
di ingrati - avrebbe, come minimo, meritato la nomina a senatore a vita. Ma
questa e' una storia parallela a quella di Enzo Ferrari.

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Il Pentagono pubblica la lista dei «volenterosi» Non sono comprese le nazioni arabe moderate: offrono supporti logistici ma non vogliono apparire nella coalizione WASHINGTON
- Il Pentagono ha reso nota la lista completa dei 45
Paesi che considera parte della «coalizione di volenterosi»
favorevoli all’uso della forza contro l’Iraq. Secondo il Pentagono,
tutti i Paesi dell’elenco si sono «pubblicamente
impegnati» a favore dell’intervento. Questo spiega perché
dalla lista siano esclusi quei paesi
arabi moderati che di fatto forniscono
un essenziale supporto logistico agli Usa, ma non vogliono che il loro
impegno venga riconosciuto come l’appartenenza a una
"coalizione" anti-Iraq. Questi paesi includono Arabia Saudita,
Giordania, Qatar, Emirati arabi uniti, Bahrain e Oman. 22 marzo 2003 |
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Bettino Craxi -
Biografia L'UOMO CHE HA SEGNATO 16 ANNI DI STORIA ITALIANA
E' durata piu'
di 16 anni l'era Craxi: dal luglio del 1976, quando al comitato centrale
riunito all'Hotel Midas spodesto' Antonio De Martino dalla segreteria
del Psi, al febbraio 1993, quando dovette cedere la mano sotto l'impeto
delle inchieste su Tangentopoli.
Nenniano,
entro' nel comitato centrale del partito al Congresso di Venezia, nel
'57, che vide il leader storico del socialismo italiano sonoramente
battuto dai morandiani coalizzati con i bassiani e la sinistra di Sandro
Pertini. Aveva 23 anni (essendo nato a Milano il 24 febbraio del '34).
Il suo campo d'azione divenne il mondo universitario, nell'Unuri, dove
si addestrarono tanti altri futuri leader (Occhetto e Pannella, tanto
per fare alcuni nomi)alla manovra politica, all'arte delle alleanze e
dei cambi di fronte. Anticomunista tutto d'un pezzo, prosegui' il suo
cursus honorum prima a livello cittadino (consigliere comunale a
Milano), poi a livello nazionale: entro' nella direzione del partito nel
1965, poco dopo la scissione dello Psiup di Tullio Vecchietti e Dario
Valori. Nel 1976,
eletto segretario del partito in seguito ad una sorta di congiura di
palazzo ai danni di De Martino, la sua sembro' la classica soluzione di
transizione. Non era forte nel partito, e i leader socialisti piu'
importanti pensarono a torto di poterlo levare di mezzo alla prima
occasione. Segreteria fragile, quindi, di un partito ancor piu' fragile.
Il Pci sembrava in un'ascesa inarrestabile. Molti cominciarono a pensare
che il Psi non avesse piu' ragione d'esistere. ''Primum vivere'' fu il
suo orgoglioso slogan. Ma per far questo non si arrocco'. Anzi,
comincio' subito a lavorare per uno svecchiamento del Psi e per un gioco
a tutto campo.
E anche il
partito fu rivoltato come un calzino, seguendo una stella polare:
svecchiare il socialismo italiano, e riscattare il Psi da una sudditanza
culturale e ideologica nei confronti del ''grande partito comunista
italiano'', come si diceva in quegli anni. E fu infatti nel '78 che
Craxi avvio' una feroce polemica ideologica con il Pci. Berlinguer
operava il suo ''strappo'' dall'Urss e dalla tradizone comunista
ortodossa proponendo una terza via, e Craxi gli rispose duro buttando a
mare non solo Lenin, ma anche Marx, ed esaltando il pensiero di Pierre
Joseph Proudon. Riusci' a far cambiare anche il vecchio simbolo del suo
partito (falce e martello su libro e sole nascente) con un garofano
rosso: un fiore che faceva parte della tradizione socialista italiana da
prima della rivoluzione d'Ottobre. Il Psi, questo voleva Craxi, doveva
diventare sinonimo di modernita', di futuro. Certo, in tanti restarono
perplessi per le scenografie congressuali di Panseca, cosi' come fredda
fu l'accoglienza riservata ai ''nani e le ballerine'', come li chiamo'
Rino Formica, negli organismi dirigenti del partito. E non furono in
pochi a storcere il naso con Sandro Pertini quando, al congresso di
Verona dell'84, venne eletto segretario per acclamazione anziche' con
regolare votazione. Resta pero' il fatto che ancora oggi si sentono
riecheggiare molte delle idee che in quegli anni vennero sfornate dal
gruppo dirigente che si era formato intorno a lui. Craxi rimase a
Palazzo Chigi fino al 17 aprile '87, conquistando un record: la
permanenza alla guida del governo piu' lunga della storia dell'Italia
repubblicana. Tornato al partito, Craxi riprese di lena la sua politica:
contendere alla Dc il suo primato, e rilanciare l'offensiva contro il
Pci per creare un solo grande partito socialdemocratico.
Craxi inizio'
quindi a impegnare il Psi su pochi e ben precisi obiettivi. La Grande
riforma costituzionale, con l'introduzione dell'elezione diretta del
presidente della Repubblica; la riforma dei regolamenti parlamentari per
rendere piu' agevole l'azione di governo; la lotta senza quartiere non
solo allo spaccio delle droghe, ma anche al loro consumo. Tra le due
date, ci fu quello che lui stesso poi riconobbe come un errore politico:
l'aver invitato gli italiani ad andare al mare e a non votare per il
referendum di Mario Segni sulla preferenza unica. Arrestato Chiesa,
Craxi penso' di poter archiviare tutto con un epiteto: ''Mariuolo''. Ma
l'indagine di Tangentopoli non si sarebbe arrestata al primo nome. Bettino Craxi: La denuncia del sistema basato sulla corruzione Dal discorso alla Camera del 3 luglio 1992
Si è diffusa nel Paese, nella vita delle istituzioni e delle pubbliche amministrazioni una rete di corruttele grandi e piccole che segnalano uno stato di crescente degrado della vita pubblica. Uno stato di cose che suscita la più viva indignazione, legittimando un vero e proprio allarme sociale e ponendo l’urgenza di una rete di con-trasto che riesca ad operare con rapidità ed efficacia. I casi sono della più diversa natura, spesso confinano con il racket malavitoso, e talvolta si presentano con caratteri particolarmente odiosi di immoralità e di asocialità. Purtroppo anche
nella vita dei partiti molto spesso è difficile individuare, prevenire,
tagliare aree infette sia per la impossibilità oggettiva di un controllo
adeguato, sia talvolta per l’esistenza ed il prevalere di logiche
perverse. I partiti,
specie quelli che contano su apparati grandi, medi o piccoli, giornali,
attività propagandistiche, promozionali e associative, e con essi molte
e varie strutture politiche operative, hanno ricorso e ricorrono all’uso
di risorse aggiuntive in forma irregolare od illegale. Un
finanziamento irregolare ed illegale al sistema politico, per quanto
reazioni e giudizi negativi possa comportare e per quante degenerazioni
possa aver generato non è e non può essere considerato ed utilizzato da
nessuno come un esplosivo per far saltare un sistema, per delegittimare
una classe politica, per creare un clima nel quale di certo non possono
nascere né le correzioni che si impongono né un’opera di risanamento
efficace ma solo la disgregazione e l’avventura. A questa situazione va ora posto un rimedio, anzi più di un rimedio. E’ innanzitutto necessaria una nuova legge che regoli il finanziamento dei partiti e che faccia tesoro dell’esperienza estremamente negativa di quella che l’ha preceduta. Altre proposte ed altri rimedi sono già sul tavolo. Vi aggiungeremo le nostre, sollecitando un dibattito parlamentare chiarificatore, serio e responsabile, su tutti gli aspetti di questa questione. Corte di Strasburgo che ha condannato la giustizia italiana per BettinoDICHIARAZIONE
DELL’ON. BOBO CRAXI - 12/5/2002 La Corte Europea per la seconda volta condanna l'Italia per BettinoDICHIARAZIONE
DELL’ON. BOBO CRAXI - 17/07/2003 “Risulta ormai evidente quale fu il carattere persecutorio e politico dell’azione giudiziaria che costrinse mio padre Bettino a riparare in esilio, senza possibilità di appello e, in quelle condizioni, condotto alla morte”. “Non vi può che essere viva indignazione, poiché la violazione dei diritti umani e dei più elementari diritti alla privacy fu ripetuta, ostinata e costante nei confronti degli imputati politici coinvolti nelle inchieste di Milano”. “Chi propagandava le ‘mani pulite’ aveva violentemente calpestato la legge, come appunto riconosciuto dalla Corte europea”. “L’Italia viene condannata, l’Italia deve dunque risarcire questo danno: un danno alla persona, un danno irreparabile commesso nei confronti della comunità politica, che mio padre aveva guidato per oltre 15 anni, un danno alla credibilità del nostro Paese, un danno che dovrà essere risarcito se prevarrà senso della giustizia e se verrà rispettata una sentenza dell’Alta Corte europea che si presenta inoppugnabile”. “In ogni caso, resta, per noi, un’emozione grande, per una ragione che viene riconosciuta, anche se con il rammarico di non poterla condividere con lui”.
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