Musica Alternativa 6-2


Musica Alternativa di Destra,

Destra Radicale, Destra Estrema, Destra..., quasi Destra...,


Testi



SERGIO RAMELLI


Z.P.M.

Primavera a marzo era entrata,

era entrata a Milano,

ne avvertivi il tepore

e tra il fumo e il cielo lontano

ne avvertivi la gioia

nella ragazza che tu

tenevi per mano.

Finalmente l’ultima campana,

è finita la scuola

anche per oggi potrai tornare

a casa tua per riposare

ma sotto casa,

davanti al portone,

ti attendeva la morte,

non ne immaginavi l’assurda ragione.

Un colpo, due colpi e altri colpi sul capo,

finché non furono certi di averti finito

i loro volti eran coperti dal rosso

come il tuo volto dal sangue

che avevi già addosso.

La morte di un tempo aveva la falce,

la morte di oggi ha pure il martello,

lasciò la sua firma su quel muro di calce,

proprio di fronte al tuo cancello.

Per quarantasette giorni una madre

ha sperato e pregato accanto al letto del figlio morente

fino a quando una notte il suo cuore ha ceduto ma alla gente non importò niente.

Era morto un"Fascista",

non valeva la pena

guastarsi l’appetito

o rovinarsi una cena.

Era morto un"Fascista",

andava in fretta sepolto

avevan paura

anche di un morto.

Andava sepolto e dimenticato

Perché così vuole la giustizia del proletariato.

Era morto un"Fascista"

e andava in fretta sepolto,

avevan paura

anche di un morto.

 


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UNA CANZONE PER RAMELLI

Giulio Lorani

E' stata tutta una brutta storia

di quelle che ti restano dentro la memoria

dentro la memoria di uno che

la pensa e la pensava come te

come te che sognavi una terra migliore

come te che non volevi l'odio ed il rancore

come te i tuoi sogni spezzati

come te i tuoi progetti rubati

come te la tua morte violenta

come te la tua pur troppo lenta

e la stanza dell'ospedale

non c'è più niente da fare, più niente da fare.

Ed io che sono come te

che corro i rischi che hai corso tu

io non temo più, non temo più....

E se un giorno morirò

come sei morto tu

diranno come hanno detto per te

che eri un esaltato in più

un esaltato perchè non volevi compromessi

perchè non accettavi le situazioni

perchè non volevi il tricolore rosso

ma io che sono come te

hanno visto in te il loro ideale di gioventù

che è stato spezzato come sei stato spezzato, ammazzato tu.

Sergio Ramelli sei stato ammazzato

dalla violenza del proletario

camerata Ramelli, sarai vendicato

te lo giuriamo, sarai vendicato.

 


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A SERGIO Roberto Scocco

Sergio col tuo sacrificio

hai dimostrato quanto può essere dura la nostra strada

per raggiungere la nostra meta

che noi chiamiamo libertà

in questo mondo dove non c'è più coraggio

questo popolo dove non c'è più amore

dove solo viene usata la violenza

e si muore soli per la strada

e se questa è libertà e democrazia

noi siamo destinati solo a morire

a bastonate oppure bruciati

nascere solo per patire.

Morire senza aver lasciato niente

anche solo qualcosa di valido

costruire la nostra vocazione

ma in questo mondo non c'è più passione

Sergio tu non ti sei tirato indietro

hai affrontato il rischio e sei stato condannato

per strada ti hanno aspettato

i bastoni e le catene per loro te li meritavi

e ti hanno visto e aggredito

con dentro l'odio verso la tua vita

mascherati per paura e dopo giù giù fino a terra

quarantasette giorni di agonia

poi finalmenete hai raggiunto la vera libertà

in un alltro mondo dove c'è armonia

dove non c'è odio ma solo amore.

Ma quel giorno verrà in cui il serpente rosso

sarà schiacciato dall'aquila nera

lo divorerà solo come merita

ma forse noi più non ci saremo

 


29/4 D.D.T.

Forse è inutile spiegare

una fede, una bandiera

forse è inutile spiegare

il mio sogno questa sera

una guerra irrazionale

si combatte nel mio cuore

odio amore poi stanchezza

l'agrodolce del mio umore

Ma Milano ha recitato

sempre il solito copione

con le auto nelle strade

con i treni alla stazione

non lo so se non si accorge

o se fa finta di niente

ogni anno stesso giorno

stesso posto stessa gente

ogni anno stesso nodo

che si ferma nella gola

poi si libera in un grido

e basta solo una parola

Ma Milano ha troppa fretta

e forse è inutile spiegare

tanto non potrà capire

tanto non lo saprei fare.

Forse è inutile spiegare

la mia rabbia che ora sale

io la sento sulla pelle

mi da forza e mi fa male

forse è inutile spiegare

tanto non lo saprei fare

il mio braccio che si alzava

la mia voglia di lottare

Ma Milano..

 


ESSERE RIVOLUZIONE ARMOREA

Voglio nuotare in questa mia emozione

Che parte dal cuore della mia nazione

Un solo pensiero che mi gira in testa

Ma mai la rabbia sarà solo protesta

Hanno tradito in tempi lontani

Ci hanno imposto un alto le mani

In cambio di meno di trenta denari

In cambio di un mondo pieno d'affari

Voglio essere rivoluzione

Voglio essere rivoluzione

E adesso io vivo in una Europa bastarda

Dove lo stato ti regala la dose

Dove una donna uccide un bambino

È un suo diritto, non è un assassino

Voglio essere rivoluzione

Per cambiare questo stato come un sogno appena nato



Quante volte l'abbiamo gridata, nei nostri canti e

nei nostri cortei...

ma solo in pochi l'hanno vissuta veramente…

(Rivolta di Reggio, 1970)

 


Il sogno Indole

Sotto un albero fiorito
me ne andai con la mia mente verso
nuovi spazi da scoprire
dove c'era la strada verso il sogno
ad un tratto una luce
feci ombra ai miei occhi abbagliati
nell'istante di un sorriso
dimenticai il mio nome e il mio passato
Poi cominciai a camminare
Poi più in la solo il mare
Trovai sul trono dei leoni
un po' di fantasia!
Poi seguii l'orsa polare
mi indicò il percorso verso il sole
la trovai il Mago Merlino
coi cavalieri del Santo Graal attorno
io continuai nel mio cammino
non sentivo stanchezza nelle gambe
ma il bisogno di un sorriso
di qualcuno per affrontare il viaggio
Poi guardai verso il mare
Poi cominciai a volare
Seguii il volo dei gabbiani
verso il regno della fantasia!
E seguendo quella luce
oltrepassai le montagne dello Yeti
salii in groppa all'Ipogrifo
sorvolai la valle dei fantasmi
da lontano una fortezza
il castello della regina alata
arrivai al suo cospetto
incantato rimasi a gurdarla
Poi pensai al mio passato
Poi l'ebbi già dimenticato
Lei strinse le ie mani
restai nel regno della fantasia!



Ho detto basta Indole

Se vuoi unire musica e azione
con una certa coesione
creando un cocktail esplosivo
con il tuo spirito alternativo
e allora salta la staccionata
e corri in fretta via dal recinto
ti troverai in un grande prato
dove potrai gridare finalmente basta!
Se vuoi unire musica e rivolta
ritrova la tua grinta ormai sepolta
canta forte le tue emozioni
sii coerente in quello che proponi
e allora esci dal tuo castello
dove hai rinchiuso il tuo cervello
ti troverai in una pianura vasta
dove potrai gridare finalmente basta!
E allora esci dalla finestra
e corri in fretta senza fermarti
c'è un prato libero che ti aspetta
e col tuo cuore puoi gridare basta!
E allora basta!
E allora basta!
E allora basta!
Ho detto basta?
Ho detto basta!
Ho detto basta?
Ho detto basta!
Ho detto basta con questa farsa
ma forse l'ho già detto in un'altra canzone
un'altra situazione.
Ed io lo griderò
e lo ripeterò
per mille altre volte ancora,
ed io lo griderò
e lo ripeterò
Ho detto basta

 


Indole Indole

Forse per scherzo
o forse per gioco
è nato questo gruppo
ma è nato dal fuoco!
Fuoco che brucia questo
Rock in Fiamme
se hai paura del fuoco
fatti da parte!
Indole ribelle, indole guerriera
non siamo qui per far carriera
in questa politica che è cosa vostra
noi siamo qui solo per dire la nostra.
Non crediamo al vostro dire
che l'odio rosso stia per finire
troppe bandiere tinte di sangue
girano ancora per le nostre strade.
Indole mal visti, Indole bastardi
per chi non li conosce, per tutti quei codardi
che scendono in piazza a gridar rivoluzione
e nel pugno chiuso hanno i soldi del padrone.
Indole di chi ha qualcosa da dire
indole di chi non ha paura di morire
ma crede e lotta per dei valori sacri
valori tramandati dai loro padri.
Fermati solo un istante
guarda bene queste nostre faccie
ascolta attentamente i nostri canti
sono un grido per andare avnti.
Ve l'ho già detto forse era un gioco
ma la nostra fede è più forte del fuoco!


Canto di ordinaria ingiustizia Indole

Sono stato preso
sbattuto in galera
io innocente cittadino
ora presunto mostro
ignobile assassino
ma cosa mai avrò combinato?
Mi hanno rubato la libertà
mi hanno preso anche l'ultima
voglia di vivere!
Ora son rinchiuso
in queste quattro mura
che aspetto d'essere ascoltato
e tu magistrato
che mi hai imprigionato
non sarai mai processato.
Mi hanno rubato la libertà
mi hanno preso anche l'ultima
voglia di vivere!
Ora vi saluto
amici e ben pensanti
me ne vado da questo mondo
vi lascio solo questo
questo mio triste canto
di ordinaria ingiustizia
Mi hanno rubato la libertà
mi hanno preso anche l'ultima
voglia di vivere!


Birra Indole

Oste, oste:
portami da bere!
Oste, oste:
una pinta rossa
con due dita di schiuma
birra fresca!
Oste, oste:
portami da bere!
Oste, oste:
un'altra pinta rossa
portala al mio amico
dai in fretta!
Si festeggia,
oggi è festa,
ed insieme festeggiamo
questa birra,
bevanda sacra,
e noi ce la beviamo!
Mi sembra d'essere ad Hobbyville
al "Drago Verde" a cantare le gesta di chi
ha combattuto al fianco di Re Aragorn!
E non mi dir che sono sempre ubriaco
e passo tutte le notti dentro ad un bar,
tanto lo sai che è tutto fiato sprecato
questa tua fissazione non mi va.
Al "Puledro Impennato" ne ho bevuta una
era buona altrettanto ma era birra scura,
al "Puledro Impennato" ne ho bevute tante
prima di andare a letto ero un po' barcollante!


Tom Bombadil Indole

Voi cari amici siete qua
bevete birra a volontà
poi parleremo di grandi gesta
dei racconti della foresta
su raccontate il vostro viaggio
a Bombadil il vecchio saggio.
Bombadil, Tom Bombadil
e canto la libertà
Bombadil, son Bombadil
e canto l'amore e la vita.
Li lungo il fiume vi ho trovato
dal vecchio salice vi ho salvato
per questa notte dormirete da me
e cenerete e canterete con me
lei è Boccador, Boccadoro
la mia sposa il mio tesoro.
Bombadil, Tom Tombadil
e canto la libertà
Bombadil, son Bombadil
e canto l'amore e la vita.
Son sceso a valle
a coglier gigli
li ho presi solo per te
poi li ho posati
sotto ai tuoi piedi

 


Al mio ritorno Indole

Son tornato dal mio viaggio
ho ritrovato il mio passtao
le mie stagioni di lotta
le mie stagioni d'amore
le mie stagioni
le mie primavere.
Ho salutato la mia Regina
ed ho lasciato il suo castello
per ritrovare il mio mondo
per ritrovaare le mie ragioni
per ritrovare
il mio passato.
Ma li ho imparato ad apprezzare
il sorriso della gente
ed ho imparato a non odiare
e a combattere lealmente
ed ho imparato che a volte basta
una carezza per star bene
ed ho imparato a difendere la mia Regina
ero un Cavaliere!
E adesso sono qui con voi
a raccontare questo mio viaggio
ma l'importante è che sono qui
l'importante è che son con voi
l'importante
è non dimenticare.
Mi son portato la mia spada
per difendere il mio ideale
la mia spada da cavaliere
la mia spada e il mio destriero
la mia spada
che mai si spezzerà.
Ed ho imparato a gurdare verso
il domani senza paura
ed ho imparato a capire il fuoco
e a non temere la notte scura
ed ho imparato ad esser libero
nello spirito e nella mente
ed ho imparato a difendere la mia Regina
ero un Cavaliere!
Col sole in faccia continuerò
col sole in faccia io griderò
e con il sole che illumina la lama
della mia spada
e con il sole che riscalda il mio cuore
ed il Tricolore!

 


Bonjour mon camarade Indole

Bienvenue mon camarade
bienvenue chez moi!
Bienvenue mon camarade
bienvenue chez moi!
Mi sentivo a casa!
Bonjour, bonjour, bonjour mon camarade!

 


Boh, si, no! Indole

Voglio stare, voglio stare qui a guardare
quello che in Italia non può più andare
voglio stare, voglio stare qui a vedere
voglio stare, voglio stare a controllare.
Si pensa sempre a quello che deve avvenire
ma non si guarda mai quello che succede
facciamo leggi da approvare fra dieci anni
ma saranno vecchie tutte da rifare.
Voglio stare, voglio stare qui a pensare
se con queste leghe si può continuare
la mia risposta ora è un Bossi no!
Tu sei legato ed io ti slegherò!
Voglio stare, voglio stare qui a guerdare
quanti soldi io devo ancora sborsare
per aver favori devo dare ai potenti
tangenti, cotangenti, seno e coseno!
Voglio stare, voglio stare qui a pensare
come fare per non sprofondare
la mia rispoata ora è un: boh, si, no!
Non saprei, ma ci penserò!

 


La pioggia cadeva Indole Audio
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La pioggia cadeva veloce sui tetti
il tuono cantava di un antico presagio
guardai le mie mani, eran colme di fango
guardai la mia gente disperata al mio fianco.
La pioggia cadeva una violenza inaudita
la pioggia cadeva distruggendo una vita
guardai le mie mani, non aveveno niente
capii in quell'istante quanto ero impotente.
La pioggia cadeva senza mai una sosta
un lampo scendeva illuminando il disastro
guardai la mia gente indaffarata al lavoro
guardai il mio paese che ci crollava a due passi.
Ti porto via con me
ti porto a vedere il mare
sali sulla mia corrente
è forte e non ti lascia andare.
La piggia cadeva e non c'è alternativa
quando vuole giocare vuole vincere lei!
Ti porto via con me
ti porto a vedere il mare
sali sulla mia corrente
è forte e non ti lascia andare.
La pioggia cadeva non ci sono parole
le pioggia cadeva non c'è niente da dire
guardai quelle mura dove c'era un canale
da qualche parte poi l'acqua doveva passare.
La pioggia cadeva ma di chi era la colpa
il fiume incolpava chi gli ha interrotto la strada
guardai la mia gente con la rabbia sui volti
guardai quelle mani avevan già perso tutto.
Ti porto via con me
ti porto a vedere il mare
sali sulla mia corrente
è forte e non ti lascia andare.
La pioggia cadeva lasciando tutto al passato
il tuono cantava di un antico presagio.
La pioggia cadeva e non c'è alternativa
quando vuole giocare vuole vincere lei!

 


Ho preso una decisione Indole

Ho preso una decisione
su questa situazione
che si sta creando
via via sviluppando!
ho preso una decisione
non cambio opinione
questa è al mia vita
accetto anche una sconfitta
e griderò ancora
finchè fiato avrò in gola
e canterò per sempre!
Ho preso una decisione
non mi importa la ragione
questa è la mia strada
mi va bene comunque vada
e griderò ancora
se vale la mia parola
e canterò per sempre!
Cieli immensi verdi prati
e i tuoi occhi blu
tempi eterni e racconti senza tabù.

 


Un giorno capirai Indole

Decidere:
le decisioni sono tante
sono tante le proposte
che la vita mi ha offerto
che la vita mi ha offerto.
Pensiero:
il pensiero è sempre quello
non lo cambio proprio adesso
solo se lo dici tu
solo se lo dici tu.
Mi basta solo capire che cos'è
quello che vendi
e quello che poi vorrai da me
ma infondo è meglio
un giorno da leone
che una vita da buffone
come quella che fai tu
si è meglio a volte anche morire
che stare li a ubbidire
proprio come mi vuoi tu
proprio come mi vuoi tu.
Sconfitto:
no stavolta non son sconfitto
posso stare per ore dritto
non mi pieghi certo tu
non mi pieghi certo.
Zitto:
no non voglio stare zitto
ho ancora tanta voce
grido il cerchio e la croce
grido il cerchio e la croce!
Mi basta solo capire che cos'è
quello che vendi
e quello che poi vorrai da me
ma infondo è meglio
un giorno da leone
che una vita da buffone
come quella che fai tu
si è meglio a volte anche morire
che stare li a subire
proprio come mi vuoi tu
proprio come mi vuoi tu.
Chissà se un giorno capirai
il senso che può avere la parola libertà
chissà se un giorno capirai
il senso che può avere la mia fedeltà!

 


Cosa ti dà Indole

Dimmi cosa ti dà
quella polverina bianca
che ti butta il corpo
in un pozzo senza fondo
ma che cosa ti dà
buttarti nelle strade
e guardare la gente
con degli occhi ormai spenti
ma che cosa ti dà
non avere un amico
e non essere cosciente
di ciò che ti succede.
No! Ci sei cascato ormai
No! tu non ne uscirai
se non lo voi.
Dimmi cosa ti dà
essere un emarginato
la famiglia a pezzi
e gli spacciatori attorno
ma che cosa ti dà
avere un mucchio di guai
rubare o prostituirti
e poi ti fai.
No! Ma se ci penserai
No! forse ne uscirai
se tu lo vuoi
se poi lo vuoi
ma tu lo vuoi?

 


Finimondo SKA Indole

Giovani d'Europa con la voglia di cambiare
di scender nelle piazze e cominciare a gridare
giovani d'Europa con la voglia di esser vivi
ormai stanchi di promesse e di pensieri positivi!
Skateniamo, skateniamo il finimondo
Skateniamo, skateniamo il finimondo
Skateniamo, skateniamo il finimondo
Giovani d'Europa con le spalle contro un muro
che affrontano la vita ogni giorno a muso duro
giovani d'Europa che son stanchi di guardare
e voglion cominciare veramente a lottare!
Skateniamo, skateniamo il finimondo
Skateniamo, skateniamo il finimondo
Skateniamo, skateniamo il finimondo
Giovani d'Europa nella scuola e nel lavoro
che chiedono soltanto di viver con decoro
giovani d'Europa che han affrontato i carriarmati
che han chiesto di morire per non esser assoggettati
Skateniamo, skateniamo il finimondo
Skateniamo, skateniamo il finimondo
Skateniamo, skateniamo il finimondo
SKA!

 


Alternativo Indole Audio
non disponibile


Il mio pensare lo capisci
perchè lo mostro tutti i giorni
nei miei movimenti,
nei miei movimenti,
nei miei movimenti!
Il mio credo tu lo vedi
sono limpido e trasparente
in quello che io dico,
in quello che io dico,
in quello che io dico!
Se mi chiedi cosa sono
e cosa credo d'essere
in mezzo a così tanta gente
che non canta insieme a me
che preferisce un pò di fumo
all'arrosto di un banchetto
se mi chiedi cosa sono
sono trasgressivo
sono alternativo,
sono trasgressivo!
Si alternativo!
Si alternativo!
La mia cultura è nelle idee
che si trasformano in azioni
ora e tutti i giorni,
ora e tutti i giorni,
ora e tutti i giorni!
Se mi chiedi cosa sono
e cosa credo d'essere
in mezzo a così tanta gente
che non canta insieme a me
che preferisce un pò di fumo
all'arrosto di un banchetto
se mi chiedi cosa sono
sono trasgressivo
sono alternativo,
sono trasgressivo!
Si alternativo!
Si alternativo!
Non ho canne nelle mani
e stai sicuro non ne avrò
e vedrai che io domani
la mia idea non cambierò!
Si alternativo!
Si alternativo!

 


Dite che siamo Indole

Sai mi fa pensare
quando siamo tutti insieme
sempre pronti a dimostrare
che il domani ci appertiene
e a lottare contro pugni chiusi
l'ignoranza e l'usura
noi fratelli cari amici
sempre pronti all'avventura.
E le sere chiusi in sede
a dipingere i manifesti
o i banchetti per le strade
no, noi non siamo extraterrestri!
Con la colla nelle mani
che ci logora la pelle
sempre rozze e screpolate
ma a noi sembrano più belle!
Noi, noi fratelli d'altri tempi
noi, noi amici d'altri tempi
se vi chiedono chi siamo
se vi chiedono quanti siamo
non dite che siamo pochi
dite che siamo!
Con coraggio e sacrificio
continuamo ad andare avanti
perchè la vita è una sfida
che accettiamo tutti quanti
riscoprendo le radici
le tradizioni del passato
per un'Europa veramente unita
e che non sia uno squallido mercato.
Quante volte abbiam gridato
quante volte abbiamo detto basta
non si può andare avanti
con questa farsa
si va bene abbiam capito
i vincenti scrivono la storia
ma non si può in questo modo
cancellare la memoria!
Noi, noi amici d'altri tempi
noi, noi fratelli d'altri tempi
se vi chiedono chi siamo
se vi chiedono quanti siamo
non dite che siamo pochi
dite che siamo!
Poche nuvole in mezzo al cielo
che scatenano un'uragano
non dite che siamo pochi
dite che siamo!

 


TU NERA SIGNORA Antica Tradizione Audio
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ALL'ALBA LA LUCE RISVEGLIA I COLORI

TRA FIAMME E BAGLIORI E' LA MORTE CHE DANZA

VESTITA DI UN TETRO MANTELLO DI PECE

SI AGGIRA NEL CAMPO CHE ANCORA RIPOSA

LA SUA LUNGA CERCA FINIVA QUEL GIORNO

PER ANNI HA VAGATO IN ATTESA DI CHI

PAURA DI CEDERLE CERO NON HA

PERCHE' HA IL CUORE NOBILE E FIUMI PER VENE

O NERA SIGNORA DA TUTTI BANDITA

CERCATE LA VITA CHE APPAGHI LA SETE

DI SANGUE ED ORRORE VOI SIETE VESTITA

E DI UN SOLO UOMO LA MORTE CERCATE

SI ALZA POI IL SOLE  DI FUMO VELATO

SUI PRATI IL DESTINO HA LASCIATO I SUOI SEGNI

MIGLIAIA DI CORPI PRONTI A PARTIRE

PER IL VIAGGIO ETERNO CHE DA FINE ALLA VITA

LE ANIME IN FILA PER STIRPE ED ONORE

TREMANO NUDE DINANZI ALLA MORTE

SOLTANTO UN UOMO DAL CUORE SI FORTE

FRONTEGGIA LA FALCE DI SPADA E DI SCUDO

O NERA SIGNORA...................................

LUNGO E' IL DUELLO LEALE E SINCERO

SCINTILLA IL METALLO PEI COLPI SUBITI

L'ANIMA INCALZA SENZA TIMORE

DI ESSER FERITA OPPUR DI MORIRE

UN LAMPO NEL CIELO SVENTRO' IL FIRMAMENTO

L'EROE RASSEGNATO LASCIO' CADER L'ARMI

SI MISE IN GINOCCHIO DAVANTI ALLA LUCE

E ACCETTO' CON ORGOGLIO LA MORTE IN BATTAGLIA

O NERA SIGNORA...................................

 


LEGIONARIA Antica Tradizione Audio
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Avresti voluto partire per la Spagna, caricare il fucile sulle spalle

e andare a combattere.

Avresti voluto toccare il cielo d'Irlanda, unirti all' I.R.A. insieme

a Bobby Sands.

E nelle strade di Roma e di Berlino, salutare gli amici con il braccio teso ancora come allora.

E andare sempre a caccia del Superuomo, ritrovarsi soli e non fermarsi

mai.

Ma non è stato, qualcosa non ha funzionato. Rabbia e rinuncia son

quello che tu avrai.

La tua canzone ora bruciala nell'aria. Ma forse un giorno qualcuno

la ricorderà... Legionaria.

Avresti voluto il tesoro dei templari, custodire il segreto nel castello

antico con il Sacro Graal.

Tra i sacerdoti e i monaci guerrieri, sognatori di un mondo che non

muore mai.

E nelle strade di Francia e di Bretagna, ritrovare i colori, le stagioni

e la musica che ti accompagnerà.

E fare a pezzi quel mondo troppo borghese, ritrovarsi soli e non

fermarsi mai.

Ma non è stato, qualcosa non ha funzionato. Rabbia e rinuncia son

quello che tu avrai.

La tua canzone ora bruciala nell'aria. Ma forse un giorno qualcuno

la ricorderà... Legionaria.

 


LA PROFEZIA

Antica Tradizione Audio
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Lungo la strada che porta saggezza

corre l'eroe potente e selvaggio

gioca col drago , vola col falco

cavalca glorioso tra i fiori di maggio

in testa calotta d'acciaio, in mano un bastone di fuoco

parla di quattro stagioni, poi chiede agli dei

di un magico gioco .

Voci distanti ci portan novelle,

grandi battaglie e fiumi di sangue,

un solo uomo salvare potrà

la terra dei bretoni che onore non pianga

la sua profezia ci parla di stragi, donne stuprate dal

barbaro uomo

infedeli guerrieri venuti dal sud, condottieri a cavallo

del tuono.

Sull'altopiano si incrocian le spade

nobili uomini offron la vita

per una causa venuta dall'alto

perchè il loro scopo non venga tradito

brillano gli elmi e le cotte di maglia

scoppiano i cuori da lance trafitti

il NORD trionfa su ossa profane

il cerchio crociato non accetta sconfitte.

 


UNITA’ DI ATTACCO SHIKISHIMA Skoll Audio
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Dedicata al sacrificio dei piloti kamikaze giapponesi durante la seconda guerra mondiale

e, in parte, ispirata all’opera “La voce degli spiriti eroici” di Yukio Mishima.

 

 Sto guardando rapito il mare dai cinque colori

La nostra formazione salì di migliaia di metri

Dal respiratore bianco fluì l’ossigeno che ci ristora

Perché sia il nostro ultimo cibo, domani non vedrò domani (domani)

 

Tu danzerai indossando il vestito più acceso

Dormi e verrò a spiegarti la strada che ho preso

E piangerai ora che il tuo volto è indifeso

Ma danzerai per me!

 

Spingo i motori al massimo, è la velocità suprema

I bombardieri che sono nemici sono in volo come sciame d’insetti

Ma io ho soltanto un obbiettivo: il “lift” della portaerei

Ormai è chiaro che il coraggio altro non è che guardare (guardare)

 


TOKYO QUATTROCINQUE Skoll

La guerra è finita rovine che svelano aperture nel cielo

Granelli di polvere si librano in volo (la guerra è finita)

Studenti passeggiano all’Università (la guerra è perduta)

Intorno più niente: macerie!

L’imperatore ha perduto l’immortalità non è più Dio c’han detto così sarà

 

Tokyo! Tokyo! Sprofondando nel disonore di questa realtà di questa città

Tokyo! Tokyo! Aspettando di nuovo il sole, c’è chi attenderà, c’è chi attenderà

 

Non molto lontano, pescatrici di ostriche si tuffano in mare

La notte si avventa sulla luce di un faro (la guerra è finita)

Un cielo stellato sulla costa di Yokohama (la guerra è perduta)

Intorno più niente: macerie!

L’imperatore ha perduto l’immortalità non è più Dio c’han detto così sarà

 


BELLE EPOQUE Skoll Audio
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Fumati pure le Marlboro light, forse starai un po’ meglio

C’è miss Italia e ride alla tv, crederai di averla pure tu

Ci han detto i sogni sono fiori, potrai se vuoi comprarli

Però non viverli davvero, lo sai sono ingombranti

 No! C’è una ragazza che voglio stringere, lo sa che il male è l’indifferenza?

(Belle epoque tu es la dame, la bete de trait pour la caravane)

No! Mi sembra chiaro che adesso ho paura, di questo mondo apparente e di cera

(Belle epoque double la mis, tu es la vanitè d’une fausse promesse)

Ora per ora, ora per ora, ancora! (epoque damassè, mademoiselle et funambole)

Ora per ora, ora per ora, ancora! (image deformee, grande cirque ou cimetiere ?)

 

La dolce vita adesso se ne va, da queste dita rugose

Si scioglie il ghiaccio esposto al sole ma più molli sono certe persone

 


LE FATE DI PRAGA  Skoll Audio
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Le ragazze di Praga sono fate coi capelli nel vento

hanno vite segnate dalla fatica e qualche brutto momento

Ma quando andiamo a dormire, poi, ci fanno addormentare al loro ricordo

Le ragazze di Praga hanno capelli come grano d’agosto

se le guardi negli occhi rischi di perderti in un mare più vasto

Profondità che ci spaventa un pò, ha l’odore forte della libertà

Le fate danzano intorno a Ian

e quelle fate cantano insieme a Ian

le nostre fate pregano insieme a Ian

Ian è un segno che non passerà, Ian ha il profumo della primavera…

Le ragazze di Praga hanno vent’anni ma le han parlato dei carri

nelle piazze e nelle strade che non fanno camminare in avanti

E quando andiamo a dormire noi ci addormentiamo insieme ad un loro volto

 


NOSTRO ESODO Skoll Audio
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Cinque di mattina luna chiama sole

luci basse al porto chiusa la stazione

passa un gatto rosso passa un cane nero

sono a casa mia ma sono forestiero

niente nelle tasche siam persone sole

quattro foto e una valigia di cartone

straccioni armati schiacciano le nostre vite

il loro ghigno è sale sulle mie ferite

il pensiero sfiora mille volti accesi

il mio sguardo fissa quattro panni stesi

uguali alla mia gente attaccata e ferita

uguali a quest' Italia che da qui è sparita

Nostro esodo sai la mia gente qua muore, muore

nostro esodo e poi la mia gente scompare male

nostro esodo sai la mia gente qua muore, muore

nostro esodo sai si muore...

I miei occhi son quelli di mio padre

gli occhi di mio figlio son quelli di suo padre

quanto vale un sogno perso nell' intorno

quanto pesa un viaggio senza più un ritorno

ma son le persone che mi han già lasciato

i miei biglietti buoni per il mio passato

ci han tolto tutto ci han ormai già divorato

ma la nostra dignità non ha mai vacillato!

 


LA CONSOLAZIONE Skoll Audio
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Non pianger più amore mio caro

che questo e' il tempo di rifiorire

del tuo dolore non sono più ignaro

il volto bianco sta per scomparire

ti dirò come è dolce il sorriso

ti parlerò di ciò che ci afflisse

della mia terra e del mio viso

della mia idea prima che sparisse...

Non negar più il tuo sguardo stanco

che il giorno di sognare è giunto

scriviamo insieme questo libro bianco

l' ideale no non è ancora vinto

tutto sarà come al tempo lontano

l' anima sempre sarà com'era

tu tendi al cielo la tua destra mano

volerai libera forte e leggera

Bisogna che tu sia forte, bisogna

Sorvola su tutte le cattive cose

Ricorda, fai l'amore con ciò che in me sogna

Andiamo verso quelle sperdute rose

Suonerò lento un'aria di danza

vagherà come odore delicato

l'essenza pura riempirà la stanza

dentro alla luna mangerò il tuo fiato

tutto sarà come al tempo lontano

l' anima sempre sarà com' era

tu tendi al cielo la tua destra mano

volerai libera forte e leggera

 


EVITA Skoll Audio
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Caduti i muri e unito il mio popolo
fu lo scopo della mia vita
ma siete ancora indietro, perche' ?
inganno delle illusioni
creduto a troppi bagliori

Ho raccolto solo rose e amore
difeso donne e bambini
stelle cadenti del cielo che e'
questo mio popolo fiero
su questo mare guerriero

Ma il fuoco dov'e'? L'Argentina lo sa, brucia dentro al mio cuore
Questa terra non ha i colori che vuoi, i colori piu' accesi...
Son le parole che vuoi, queste parole per noi;
son le parole che vuoi, queste parole...

 


LE STRADE DI BUENOS AIRES Skoll Audio
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Le strade, le strade grandi di Buenos Aires
portano diritto alla piazza del mio cuore
nasce un polemico contrasto con un passato che non muore
il bambino coi suoi anni renditi conto che sa mascherare bene il suo più vivo dolore...

Le strade, le strade bianche di Buenos Aires
sempre piene di gente e facile clamore
poco importa che tu abbia un 10 dietro a una maglia di pallone
oppure 10 figli da sfamare per un altro giorno dopo essere tornato senza niente dalla stazione!

Strade su strade... a   Buenos   Aires
Strade su strade... a   Buenos   Aires
Strade su strade... a   Buenos   Aires
Strade su strade... a   Buenos   Aires

Le strade, le strade vive di Buenos Aires
han vissuto di certo momenti migliori
e visto uomini di vertice superiori a quei vigliacchi impostori
che mentre il popolo muore giocano a golf vestiti di bianco per l'occasione!

Le strade, le strade spente di Buenos Aires
han già pagato il conto con la storia
e han stretto forte i propri figli a cui è sfuggita una vittoria
sia essa un metro nella trincea della periferia, il riso di una donna o un gol ai mondiali per la gloria.

 


IN UNA NOTTE Skoll Audio
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Cuori che si stringono nella via
lacci intorno a braccia e sia
E poi il sangue gonfia le vene
e lui illuso per stare bene
Guanti bianchi sfiorano lei, che dentro al grembo ha
figlio senza madre ne' dei, che triste e' la realta'
E poi il rimorso aggrava le pene
per lui soltanto ceri sciolti nelle Chiese
Quello che la vita ti da' , dipende solo da te
ma piano, piano mi accorgo che, e' una notte notte
Sciogli quei capelli perche' , donna vera io trovi in te
ma piano, piano mi accorgo che, e' una notte notte...
Persa - la vita che volevo - adesso che rincorro una luce che vedevo e mantenevo -
miraggio - ostaggio a breve raggio - di questi tempi che non perdono il piacere di zittire e di ridire - su quelli che volevan dire - uscire dagli schemi preconcetti del tempo moderno - inverno - che ci vuole malati e impreparati -eppure siamo qua tenaci ed armati - a dire basta all' idra dell' appiattimento - sgomento e' quel che provochiamo nella gente che rinviene in questo tempo - a stento mentre il vento - sibila amplifica riporta ai cuori - i valori della Tradizione e' nostra l'ambizione - di ritornare ad affermarli perche' scocca l'ora della guerra santa - che vanta - qualsiasi e' l'era - l'onore la lealta' la fedelta' e la giustizia alla scacchiera...


SIAMO SOLO CUORE Skoll Audio
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Una finestra che guardi sull' anima l' hanno gia' inventata, sono i tuoi occhi;
tagliati alti sono una scogliera che si appresta a lottare per resistere all'onda ;
tu sei come me...
Le anime stanche piegate oramai, non pensano a rialzarsi piu'
ma quello che ho dentro che tuona oramai mi chiede di uscire e fare guai e sia...
Tra le stelle io sacrifico la ragione
perche' in me l'altare pretende solo il cuore
il potere sai sublima nell' onore
mezzi uomini a voi lascio le parole, solo le parole...
Una laguna che plachi l' anima ce l' ho qui di fronte, e' la tua pelle;
scura e liscia e' un rifugio santo che protegge la nostra nave dopo la tempesta;
loro invece sono...


COSMO O MICROCOSMO Skoll Audio
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microcosmo:
E' l' amore che ci fa credere in quello che forse non c'e',
e' l'onore che ci fa scendere in piazza a salvare le idee,
la passione che ci consuma bruciando e spendendo un'eta',
il sapore di cio' che e' giusto ci spinge a non chieder pieta'...
Sono parte di te, sono parte perche'
nella vita ho imparato a dire no,
ed il cuore che c'e' ed il cuore e' per me
voglio spenderlo e non tenerne un po',
e l'amore che dai e l'amore che fai
non sprecarlo e non lo scordare mai...
cosmo:
Il dolore si schianta dentro ai deserti di queste citta',
delusione per questa gente arruolata e piegata ad un cliche',
il candore di bianca polvere ammette scioccanti tribu',
la visione di un mondo finto vi spinge ad accender tivu'...

 


GENERAZIONE '78

F. Mancinelli

E ti svegli una mattina e ti chiedi cosa è stato,
rigettare i tuoi pensieri sulle cose del passato,
prendi un fazzoletto nero che conservi in un cassetto.
Cominciava tutto un giorno, forse un giorno maledetto,
frequentando certa gente di sicuro differente,
è un battesimo di rito con il fiato stretto in gola,
quando già finiva a pugni sui portoni della scuola,
e inciampare in un destino che ti cresceva dentro da bambino,
ed un ciondolo d'argento che ti tieni intorno al collo,
odio e amore per cercare di capire una logica ideale,
una logica ideale a cui ciecamente credi.

E tua madre piange sola e ti osserva dietro i vetri,
perché sa che non perdona questa guerra,
perché sa che non ha pace la sua terra
Un partito, vecchia storia, un'eredità che scotta,
nell'ambiguità di sempre come un senso di sconfitta,
e ignorare circostanze, giochi assurdi di potere,
che ne sai di quel passato di nostalgiche illusioni,
di un confronto che da sempre si è attuato coi bastoni?
E sentirsi viver dentro, a vent'anni, all'occasione,
per cercar di dare un senso alla tua Rivoluzione.

Poi una sera di gennaio resta fissa nei pensieri,
troppo sangue sparso sopra i marciapiedi
e la tua generazione scagliò al vento le bandiere,
gonfiò l'aria di vendetta senza lutto, né preghiere,
su quei passi da gigante, per un attimo esitare,
scaricando poi la rabbia nelle auto lungo il viale,
fra le lacrime ed i vortici di fumo,
da quei giorni la promessa di restare
tutti figli di nessuno.

Pochi giorni di prigione ti rischiarano la vista,
dimmi, come ci si sente, con un'ombra da estremista?
Cosa provi nelle farse di avvocati e tribunali?
Ed Alberto che è finito dentro l'occhio di un mirino,
la Democrazia mandante, un agente l'assassino.
E Francesco che è volato sull'asfalto di un cortile,
con le chiavi strette in mano, strano modo per morire.
Braccia tese ai funerali ed un coro contro il vento,
"oggi è morto un Camerata ne rinascono altri cento".
E il silenzio di un'accusa che rimbalza su ogni muro,
questa volta pagheranno te lo giuro

Poi la sfida nelle piazze ed i sassi nelle mani,
caroselli di sirene echi sempre più lontani,
quelle bare non ancora vendicate
le ferite quasi mai rimarginate.

Ma poi il vento soffiò forte, ti donò quell'occasione,
di combattere il sistema in un'altra posizione,
tra la fine del marxismo e i riflussi del momento,
costruire il movimento tra le angosce dei quartieri.
Ed un popolo, una lotta chiodo fisso nei pensieri
e generazioni nuove in cui tu credevi tanto.
Poi quel botto alla stazione che cancella tutto quanto.
E al segnale stabilito si da il via alla grande caccia,
i fucili che ora puntano alla faccia,
le retate in grande stile dentro all'occhio del ciclone,
tra le spire della santa inquisizione.

Poi le tappe di una crisi, di una storia consumata,
di chi trova la sua morte armi in pugno nella strada,
di chi viene suicidato in una stanza di chi scappa
di chi chiude nei cassetti anche l'ultima speranza.

E ti svegli una mattina, sulle labbra una canzone,
e l'immagine si perde sulla tua generazione,
quei ragazzi un po’ ribelli un po’ guerrieri,
che hanno chiuso nei cassetti e dentro ai cuori
tanti fazzoletti neri

 


in ricordo del Prof. Di Bella

Massimo Morsello

Il professor Luigi Di Bella, il noto fisiologo modenese che mise a punto una cura anticancro a base di somatostatina, melatonina e bromocriptina, che aveva sollevato molte speranze e accese critiche - oltre che la netta opposizione - della comunità scientifica, è morto all'Ospedale Estense di Modena. Si è spento nel reparto in cui era ricoverato da alcune settimane in seguito a una crisi respiratoria che l'aveva colpito verso la fine di maggio, dopo altri ricoveri subiti nel recente passato a causa di alcuni edemi polmonari. Era portatore di pace-maker. Il 17 luglio avrebbe compiuto 91 anni.
 (Il Corriere della Sera, 1 Luglio 2003)


      la stampa lo ha ricordato così ....
         noi preferiamo ricordarlo con questa canzone:

BUON ANNO PROFESSORE

Buon anno professore la voce mi scende senza farmi poi tanto male
tra un polmone e una corda vocale la pressione che viaggia che scende e che
sale.

Buon anno professore c'ho un sorriso di resto da dover restituire
e dentro al pugno non c'ho più neanche una mosca
solo notte che cala, solo notte che casca

Buona notte professore coi tuoi occhi da aspettare
come i bambini coi regali quando viene Natale
Buona notte professore le tue fiale e il mio tumore
fanno la pace con le mie cellule e col mio dolore.

Dacci dentro professore non c'ho voglia di morire
in una notte di nebbia, in un grido di rabbia.

Buon anno professore la tua miscela di miele di fango e di amore
mi circonda la spina dorsale mi restituisce la fame e poi non fa tanto male

Buon anno professore
coi tuoi occhi sereni e i tuoi capelli di gesso
mentre conti i miei globuli bianchi
e persuadi alla vita, deciso uno per uno ogni mio globulo rosso

Buona notte professore coi tuoi occhi da svegliare
con la tua schiena da accompagnare e da sorvegliare
Buona notte professore le tue fiale e le tue maniere
ci hanno dato una scommessa su cui puntare

Dacci dentro professore non c'ho più voglia di morire
in una notte di nebbia, dentro un grido di rabbia.

 


NON HO TRADITO

Non Nobis Domine

Il testo è di una poesia scritta dal Cap. Gino Bonola del Reggimento Paracadutisti Folgore della R.S.I nell'estate del 1945, durante la sua prigionia nel Campo di Concentramento di Coltano (PI).

Tremar dovesse la terra, sotto
il tuo gagliardo passo d'ardito,
tu va sicuro, con il tuo motto:
NON HO TRADITO!

Se l'ira cieca, se l'odio tetro
al tuo passar ti segna a dito,
rispondi senza guardare indietro:
NON HO TRADITO!

Se nel tuo sangue tu giacerai,
spirito invitto, corpo ferito,
piu' fieramente risponderai:
NON HO TRADITO!

E se la morte che t'e' accanto,
ti vorra' in Cielo, dall' infinito
s'udrà piu' forte, s'udrà piu' santo:
NON HO TRADITO!

 


NELLA TUA STANZA

Marcello de Angelis

Nella tua stanza colore di rugiada
la vita canta, la notte è già passata,
raggi di sole appaiono ad oriente,
la pioggia cade bagnandoci la mente.

Nella mia stanza il Sole non arriva
nessuno canta la morte ci è vicina
nell'aria manca ogni serie di odori
nella mia stanza ti tolgono i sapori.

Nella tua stanza grandi finestre aperte
le serrature non chiudono le porte
sulle pareti uccelli e arcobaleni
nella tua stanza quello che sogni ottieni.

Nella mia stanza camicie senza braccia
dei tuoi pensieri cancellano ogni traccia
ogni parola rimbalza sopra i muri
anche i tuoi passi non sono più sicuri.

Nella tua stanza si gioca con l'amore
tutto rinasce se il giorno prima muore
come era bello sentire le tue mani
sulla tua pelle correvano i miei sogni.

Nella mia stanza comandano i guardiani
quando ci parlan ci trattan come cani
non vedo un fiore da non so quanto tempo
una parola gentile non la sento.

Spero solo che la tua bella stanza
per la tua gioia duri ancora abbastanza
per poter dire che per quanto han provato
chi era il tuo uomo non l'hanno mai piegato.

Nella tua stanza ...

 


 Ragazzi di Budapest FdG Trieste

46.000 ungheresi rimasero uccisi negli scontri, 228 furono condannati al plotone d'esecuzione
75.000 vennero deportati in Russia, 8.000 dei quali non tornarono mai più

23 ottobre 1956. A Budapest migliaia di manifestanti scendono in strada in segno di solidarietà con l’immensa protesta di operai e studenti Polacchi repressa col sangue un mese prima. Viene abbattuta la statua gigante di Stalin nel parco municipale.

Il numero uno del Partito Comunista, parla alla radio: insulta gli studenti e gli operai e respinge le loro richieste. Poi ordina alla polizia politica di sparare sulla folla ammassata davanti al palazzo della radio: muoiono in 12. I manifestanti si impadroniscono delle armi di decine di poliziotti che non oppongono resistenza. Nella notte i blindati della 92ma divisione dell'Armata Rossa entrano a Budapest. Il 25 ottobre, inizia la rivolta in altre dieci città, cinque radio clandestine trasmettono nel paese, vengono distribuiti giornali clandestini e sono costituiti alcuni consigli di fabbrica.

31 ottobre. I blindati si ritirano dalla capitale. Mosca invia finti negoziatori che, per guadagnare tempo, assicurano che l'Armata Rossa sta lasciando il paese. Invece dopo quattro giorni i carri armati sovietici entrano a Budapest, la gente si difende con armi leggere e bottiglie molotov. I combattimenti continuano fino al 9 dicembre.  Il 12 dicembre, quando viene istituita la legge marziale, i lavoratori proclamano uno sciopero generale, che durerà fino al 13 gennaio, quando viene decisa la pena di morte contro tutti gli scioperanti.

Il 20 marzo, il primo ministro si reca a Mosca a rendere omaggio all’intervento sovietico. Il 27 aprile firmerà gli accordi di "stazionamento temporaneo" delle truppe sovietiche in Ungheria. vi resteranno ancora trentadue anni.

Avanti ragazzi di Buda
avanti ragazzi di Pest
studenti, braccianti, operai,
il sole non sorge più ad Est.

Abbiamo vegliato una notte
la notte dei cento e più mesi
sognando quei giorni d’ottobre,
quest’alba dei giovan’ungheresi.

Ricordo che avevi un moschetto
su portalo in piazza, ti aspetto,
nascosta tra i libri di scuola
anch’io porterò una pistola.

Sei giorni e sei notti di gloria
durò questa nostra vittoria
ma al settimo sono arrivati
i russi con i carri armati.

I carri ci schiaccian le ossa,
nessuno ci viene in aiuto
il mondo è rimasto a guardare
sull’orlo della  fossa seduto.

Ragazza non dirlo a mia madre
non dirle che muoio stasera
ma dille che sto su in montagna
e che tornerò a primavera

Compagni noi siam condannati,
sconfitta è la rivoluzione
fra poco saremo bendati
e messi davanti al plotone

Compagno il plotone già avanza,
già cadono il primo e il secondo
finita è la nostra vacanza,
sepolto l'onore del mondo

Compagno riponi il fucile
torneranno a cantare le fonti
quel giorno serrate le file
e noi torneremo dai monti

Avanti ragazzi di Buda,
avanti ragazzi di Pest
studenti, braccianti e operai,
il sole non sorge più all'Est

 


BELFAST

  Diapason

 

Animi di gente che andrà per le strade,
maschere nere sul volto dei guerrieri
e qualcosa invade l' aria invade l' aria
sembra un canto di guerra,
mentre il sole sta calando sta calando
sui palazzi di Belfast
e na na na na na na Belfast
e na na na na na na Belfast
e na na na na na na

Madre non piangere, tuo figlio è un combattente,
ha donato la sua vita senza chiedere niente,
le bandiere sulle bare sulle bare
sono alberi che fioriranno
sulla terra risanata risanata
dai tumori dello straniero
e na na na na na na Belfast
e na na na na na na Belfast
e na na na na na na

Svegliati Europa ed ascolta
il canto dei tuoi figli in rivolta  (ad libitum)
 

 


BERLINO

  Diapason

 

 

Ed ora, ed ora posso chiamarti amore,
anche se sulla porta ti ho lasciata a bestemmiare
il mio nome inciso sopra una targhetta
perché davanti a me ho un lignaggio che mi aspetta
ed ora posso chiamarti amore
anche se dentro al letto un altro ha il tuo calore
Come sei piccola a vederti in mezzo a questo fumo,
come sei piccola ed inutile oggi a Berlino

Ragazzi a terra sotto un Panzer Taus,
davanti ai carri russi in questo letamaio
Ragazzi per le strade, una bandiera,
ragazzi tutti i giorni di primavera
E la nostra Europa è stata violentata, ma
nessuno potrà dire che si è piegata,
è in piedi un' altra volta e canta ancora
un' ultima canzone per Berlino,
per Berlino

Ed ora, ed ora posso chiamarti amore
oppure posso spararti sulla bocca
ora che il tuo ritratto l' ho lasciato
a un camerata perché morisse divertito
Ed ora, ed ora che io sto vincendo
mentre tutto è un grido e la città intera brucia,
mentre il mio ventre aperto sembra urlare al sole
amore, amore, amo soltanto il mio onore

Ragazzi a terra sotto un Panzer Taus,
davanti ai carri russi in questo letamaio
Ragazzi per le strade, una bandiera,
ragazzi tutti i giorni di primavera
E la nostra Europa è stata violentata, ma
nessuno potrà dire che si è piegata,
è in piedi un' altra volta e canta ancora
un' ultima canzone per Berlino,
per Berlino!

 


Pensando ad un amico

Compagnia dell'Anello

D a n z a n o l e s t r e g h e s u l M o n t e d i Ma d o n n a

e t r a l e q u e r c e n a n e a n c o r a i l g r i l l o c a n t a .

U n f u o c o n e l l a n o t t e , u n u omo , u n a c a p a n n a

e l ' o c c h i o c h e r i c e r c a n e l c i e l o n u o v e s t e l l e .

E a n d a t i r i t i a n t i c h i r i t o r n a n o a l l a me n t e

e d r u i d i s e v e r i , ma g i c h e v i s i o n i

ma a n c o r a n o n s i p l a c a l a t u a l u n g a r i c e r c a

a n c o r a l a t u a me n t e n o n è c ome l a g o d ' a l p e .

S a l i r e l a mo n t a g n a e d i l à g u a r d a r e

l o n t a n o o v i c i n o , d e n t r o d i s é

S c a v a r e i n f o n d o i n f o n d o e f a r e t u t t o u s c i r e

c o n t a r e s u u n t a p p e t o l e n e g a t i v i t à

I l d h a rma e l ' a l p i n i smo , l a l e g g e e i l p r e c i p i z i o

l a sma n i a d i s p e z z a r e c a t e n e d i b o r g h e s e t r a n q u i l l i t à .

E a n c o r a i o t i p a r l o e n o n p o s s o n o n p e n s a r e

a q u e l c h e n o n s i e r a q u a l c h e a n n o f a .

G i o r n a t e d i r i v o l t a c o n l e s p r a n g h e i n ma n o

p e r a n n i i l mo v ime n t o mi a e t u a n u o v a f ami g l i a

e r e t i c i a u t o r i c h e a l l o r a s c o p r i v amo

l ' E u r o p a v e c c h i a t r o i a c i s f u g g i v a s emp r e d i ma n o

E p o i P oma i a e i l ama , l a mi s t i c a o r i e n t a l e

s t a g i o n i d i s p e r a n z a d e n t r o t e .

S i l e n z i s c o n o s c i u t i f r a p i n i s e c o l a r i

ma n o i c omp i t i e s e r i i n f i l a a me d i t a r e .

c e r c a n d o d i s p i e g a r e q u e l l o c h e p o i s e n t i v o .

P o i t u t t o s i e ' i n t e r r o t t o e o g n u n o s e n ' è a n d a t o

e c i t r o v i amo s o l i a n c o r a q u i a p a r l a r e .

Ma è g i u s t o s a i c e r c a r e e a n c o r a r i p r o v a r e

p e r q u e l l a p o r t a i n f i n e t u t t i n o i d o v r emo p a s s a r e .

 


Canto di un Cavaliere Errante

Compagnia dell'Anello

S u l mi o d e s t r i e r o

r a t e r r e l o n t a n e

amo r e n e l c u o r e

c o n me r e s t e r à

i c i e l o i l t u o s g u a r d o

i c i l i e g i o i l t u o l a b b r o

o h mi a s p o s a f e d e l t i s a r ò

a s p a d a a l mi o f i a n c o s u l l ' e l s a i l t u o n a s t r o

l a n o t t e s t r a n i e r a

p i ù d o l c e s a r à

e r t e t t o l e s t e l l e

e r g i a c i g l i o l e f o g l i e

p e r s o g n o l e g r a z i e d i t e .

E n e l mi o v a g a r e

f u o r i d a l mi o r e ame

u n s e n s o a l l a v i t a g u e r r i e r a d a r ò

p e r f e d e b r a n d i r e

d i mo r t e l a l ama

p i ù g l o r i a a l s u o n ome v e r r à

e n o i c a v a l i e r i

f e d e l i d ' amo r e

p e r i l r e e p e r i d d i o

s a p r emo p u g n a r

i l s o r r i s o s u l v o l t o

l a p a c e n e l c u o r e

i n b a t t a g l i a c o n n o s t r o s i g n o r .

N e l s a l v i f i c o e r r a r e

i l s a c r o d e s i o

l u c e n t e n e l l ' a rmi

a c c r e s c e r d o v r ò

e p e r n o s t r a e b b r e z z a

p e r a n t i c o d e c r e t o

i l n e t t a r s e g r e t o b e r r ò

e t u a c e r b a s p o s a

a n z i t emp o s o l i n g a

a t t e n d i s e r e n a

c h e t o r n i i l t u o r e

c o n g l o r i a e d o n o r e

c o n f e b b r e d ' amo r e

c o n t u n i c a l e g g e r a o rma i

c o n g l o r i a e d o n o r e

c o n f e b b r e d ' amo r e

o c h e ma i p i ù i o t o r n i d a t e .

 


Sul la strada

Compagnia dell'Anello

S t r a d e d ' E u r o p a s t a n c h i , s p o r c h i ma f e l i c i

p r e n d i d a l l a v i t a c i ò c h e p u o i ,

p o r t a i l t u o c a n t o f i n o i n R oma n i a ,

b a c i a i l g r a n o d i B u d a p e s t .

C e r c a t r a l e r o c c e g r i g i e d i S t o n e h e n g e

b r a c i n e l l a n o t t e b e v i i l t h e

a r l a c o n i v e n t i c h e v a n n o v e r s o N o r d ,

c a n t a c o n i L ama d i R i k o n .

1 . A n t i c h i b o s c h i e s t r a d e d e l l ' A rmo r

ma g i c i v i l l a g g i d e i B r e t o n s ,

n u v o l e c h e c o r r o n o n e l c i e l o s o p r a t e ,

s o g n a c o n l e p i e t r e d i C a r n a c .

2 . P r a t i e s c o g l i e r e d e l l ' l r l a n d a l a s s ù a N o r d

g e n t e c ome r o c c i a d i B e l f a s t ,

e l a c r o c e d ' o r o d i u n a f e d e c h e v i v r à ,

c o r n amu s e e mi t r a s o n p e r S a n d s .

1 . F i o r i e s o r r i s i s u l l a s t r a d a v e r s o i l S u d

i n d i c a i l l e o n e " T i b i P a x " ,

d a n z a n n e l c a s t e l l o s u l l a r o c c a d i C i s o n

p o e t i e c a v a l i e r i i n s i eme a t e .

2 . S f i o r a l e p i e t r e d e l p i c c o M o n t s é g u r

s i d i c e c i s i a a n c o r a u n t r o v a t o r e ,

c o n u n l i u t o e d u n s o r r i s o a n c o r l e a n t i c h e g e s t a

p i a n g e n d o a n c o r a f o r s e p i a n o c a n t e r à .

1 . S t r a d e d ' E u r o p a s t a n c h i , s p o r c h i ma f e l i c i

p r e n d i d a l l a v i t a c i ò c h e v u o i ,

p o r t a i l c a n t o f i n o i n R oma n i a ,

b a c i a i l g r a n o d i B u d a p e s t .

2 . S t r a d e d ' E u r o p a n e l l o z a i n o l i b e r t à

f o r s e u n g i o r n o l ' omb r a f u g g i r à

l e s u e ma n i s p o r c h e d a l s o l e l e v e r à

u n ' a q u i l a è n e l c i e l o s o p r a t e .

 


IL POETA

Marcello de Angelis

La dittatura dei Somoza in Nicaragua inizia nel 1937. Nel 1939, il presidente Franklin Delano Roosevelt, ponendo fine al protettorato diretto degli Stati Uniti sul Nicaragua, afferma testualmente: «È probabile che Somoza sia un figlio di puttana, ma è il nostro figlio di puttana».
Anastasio Somoza viene ucciso nel 1956, dal giovane poeta rivoluzionario Rigoberto López Pérez (a sua volta immediatamente trucidato dalla Guardia nacional).

Rigoberto lascia scritto in una lettera diretta alla madre:
«Dato che sono stati inutili tutti gli sforzi affinché il Nicaragua torni ad essere (o sia per la prima volta) una patria libera, senza oltraggi e senza macchie, ho deciso, sebbene i miei compagni non abbiano voluto accettare, di tentare di essere io ad iniziare il principio della fine di questa tirannia»
 
Dovranno passare ancora molti anni prima che il Fronte Sandinista di liberazione del Nicaragua riesca a porre fine a questa dittatura.

Lui parlava di rivoluzione
con le parole più belle,
noi eravamo stupiti
nel sentirlo cantare
con le parole più belle,
con le parole migliori
i sentimenti
che tutti noi sentivamo.
Lui parlava di verdi colline
e di labbra melograno
e parlava di guerra
come di fare l'amore
quasi fosse lo stesso,
come fosse migliore
e ci diceva
di ammazzare i tiranni.

E io proprio non ci credevo
quando lo vidi in teatro
agitare quell'arma,
gridare alla platea:
"E' dovere degli uomini liberi
uccidere i tiranni".
Tu non ci crederai,
ma lo fece davvero
e sorrideva davvero
quando venne schiacciato
dalle guardie del corpo,
da quei cani da guardia,
sotto il calcio dei mitra,
sotto i loro scarponi
per vendicare
il loro vecchio padrone.

E gli spezzarono tutte le dita
perché non scrivesse canzoni
e gli spezzarono i denti
perché non potesse cantare,
ma restavano gli occhi
e li potevamo vedere,
lui li guardava
e li lasciava stupiti.
Quando arrivò il capitano
si svuotò la platea
ed io solo rimasi
a fissarlo atterrito,
lui freddamente
gli sparò nella nuca
e per strada gridarono tutti:
"Hanno ammazzato il poeta!"
"Hanno ammazzato,
hanno ammazzato il poeta".

 


La nave

Compagnia dell'Anello


La nave

N e l l a n a v e

c h e s i s c u o t e

c o l l e n a v i

c h e p e r c u o t e

d i u n ' a u r o r a

s u l l a p r o r a

s p l e n d e u n o c c h i o

i n c a n d e s c e n t e la sol

n e l l a l u c e

u n i f o rme

d a l l e n a v i

a l l a c i t t à

s o l o i l p a s s o

c h e a l l a n o t t e

s o l i t a r i o

s i p e r c u o t e

n e l l e r o t t e

d a l l e n a v i

s o l i t a r i o

r i p e r c u o t e

c o s ì v a s t a

c o s ì amb i g u a

n e l l a n o t t e

c o s ì p u r a .

L ' a c q u a i l ma r e

c h e n e e s a l a

a l l e r o t t e

d e l l a n o t t e

b a t t e c i e c o

p e r l e r o t t e

d e n t r o l ' o c c h i o

d i s uma n o

d e l l a n o t t e

d i u n d e s t i n o

n e l l a n o t t e

p i ù l o n t a n o

p e r l e r o t t e

d e l l a n o t t e

i l mi o p a s s o

b a t t e b o t t e .

la sol

CORI

N e l l a n a v e

c h e s i s c u o t e

c o l l e n a v i

c h e p e r c u o t e

d i u n ' a u r o r a

s u l l a p r o r a

s p l e n d e u n o c c h i o

i n c a n d e s c e n t e

 


Anni di porfido

Compagnia dell'Anello


G l i a n n i s o n p a s s a t i , s o n p a s s a t e l e s t a g i o n i

R i c o r d i l e c o r s e p a z z e , l a t u a V e s p a , l e r i u n i o n i

L e p r ime s i g a r e t t e f uma t e d e n t r o a i b a g n i

I l g u s t o d i b r u c i a r e p e r s emp r e l e i l l u s i o n i ,

e n o i r e i e t t i e p a z z i c h e s p a c c a v amo i l mo n d o

e p o i s e n z a b a d a r c i n e i n c o l l a v amo i p e z z i

G l i a n n i s o n p a s s a t i , s o n p a s s a t e l e s t a g i o n i

L e f e s t e a l u c i b a s s e , a c amp a n a i p a n t a l o n i

T u c h e p a r l a v i a l l o r a d i P o e e d i B a g l i o n i ,

i o i n t a n t o r i p r o v a v o p e r t e n u o v e c a n z o n i

d a s o l a mi a s c o l t a v i , e mi s emb r a v a s t r a n o ,

t u s emp r e c omp a s s a t a , i o c o n l a r a b b i a i n ma n o

S o g n i p e r d u t i , l a v o g l i a d i l e g g e r e t u t t o ,

e r a b e l l o c a v a l c a r e u n p o n y , c o n B i l b o e F r o d o B a g g i n s

a l P u l e d r o Imp e n n a t o b e r e u n a b i r r a i n p a c e

me n t r e G a n d a l f r a c c o n t a v a , f uma n d o l ’ e r b a p i p a

e i n f a c c i a a u n mo n d o s c emo

l a n o s t r a r i b e l l i o n e

p a r e v a a v e s s e i l p r e g i o d i u n a n u o v a t r a s g r e s s i o n e

P e r g l i a l t r i o g n i d i r i t t o , p e r n o i l a r e p r e s s i o n e

Q u e g l i a n n i d e n t r o a l g h e t t o t e n t a v amo l ’ e v a s i o n e

Ma c c a r t i smo d ’ a l t r o s e g n o , s ’ è ma n g i a t o c o n s c i o l t e z z a ,

i l l u s i o n i e b a r r i c a t e i n n a l z a t e c o n p u r e z z a

ma i o c r e d o c h e s i a g i u s t o r ima n e r e e c o n t i n u a r e

l ’ a v v e n t u r a c omi n c i a t a , p e r c h é v i v e r e è l o t t a r e !

 


Il costume del cervo bianco

Compagnia dell'Anello


N e l s u o c a s t e l l o R e A r t ù

oma n i c e l e b r e r à

d e l c e r v o b i a n c o i l c o s t ume a n t i c o

a a n n i n o n s e g u i t o p i ù .

I l c a v a l i e r e c a c c e r à

e i l c e r v o b i a n c o s f i d e r à

e u n a d o n z e l l a , l a p i ù b e l l a

i l v i n c i t o r e b a c e r à .

E r e c f i g l i o d i r e

è i l p i ù v a l e n t e g u e r r i e r

c o r r e t r a i b o s c h i s o l o e l o n t a n o

e i n s e g u e i l c e r v o s u l d e s t r i e r .

E n i d e a s p e t t a a C a r a d i g a n ,

E n i d e è f i g l i a d i r e ,

c h i u c c i d e r à i l b i a n c o ami c o

l a b e l l a E n i d e n o n b a c e r à

Mi a b e l l a ami c a E n i d e

p e r t e i l c e r v o c a c c i a i

n e l l a f o r e s t a l u i mi p o r t ò

e d i l s u o r e g n o mi mo s t r ò

E ma i u c c i d e r l o p o t r ò

s e a n c h e c e n t ' a n n i i o v i v r ò

u n c o s ì n o b i l e s i g n o r

s emp r e s i g n o r e r e s t e r à (2 volte)

 

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