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Musica Alternativa 6-2 |
Testi
Primavera a marzo era entrata, era entrata a Milano, ne avvertivi il tepore e tra il fumo e il cielo lontano ne avvertivi la gioia nella ragazza che tu tenevi per mano. Finalmente l’ultima campana, è finita la scuola anche per oggi potrai tornare a casa tua per riposare ma sotto casa, davanti al portone, ti attendeva la morte, non ne immaginavi l’assurda ragione. Un colpo, due colpi e altri colpi sul capo, finché non furono certi di averti finito i loro volti eran coperti dal rosso come il tuo volto dal sangue che avevi già addosso. La morte di un tempo aveva la falce, la morte di oggi ha pure il martello, lasciò la sua firma su quel muro di calce, proprio di fronte al tuo cancello. Per quarantasette giorni una madre ha sperato e pregato accanto al letto del figlio morente fino a quando una notte il suo cuore ha ceduto ma alla gente non importò niente. Era morto un"Fascista", non valeva la pena guastarsi l’appetito o rovinarsi una cena. Era morto un"Fascista", andava in fretta sepolto avevan paura anche di un morto. Andava sepolto e dimenticato Perché così vuole la giustizia del proletariato. Era morto un"Fascista" e andava in fretta sepolto, avevan paura anche di un morto.
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E' stata tutta una brutta storia di quelle che ti restano dentro la memoria dentro la memoria di uno che la pensa e la pensava come te come te che sognavi una terra migliore come te che non volevi l'odio ed il rancore come te i tuoi sogni spezzati come te i tuoi progetti rubati come te la tua morte violenta come te la tua pur troppo lenta e la stanza dell'ospedale non c'è più niente da fare, più niente da fare. Ed io che sono come te che corro i rischi che hai corso tu io non temo più, non temo più.... E se un giorno morirò come sei morto tu diranno come hanno detto per te che eri un esaltato in più un esaltato perchè non volevi compromessi perchè non accettavi le situazioni perchè non volevi il tricolore rosso ma io che sono come te hanno visto in te il loro ideale di gioventù che è stato spezzato come sei stato spezzato, ammazzato tu. Sergio Ramelli sei stato ammazzato dalla violenza del proletario camerata Ramelli, sarai vendicato te lo giuriamo, sarai vendicato.
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Sergio col tuo sacrificio hai dimostrato quanto può essere dura la nostra strada per raggiungere la nostra meta che noi chiamiamo libertà in questo mondo dove non c'è più coraggio questo popolo dove non c'è più amore dove solo viene usata la violenza e si muore soli per la strada e se questa è libertà e democrazia noi siamo destinati solo a morire a bastonate oppure bruciati nascere solo per patire. Morire senza aver lasciato niente anche solo qualcosa di valido costruire la nostra vocazione ma in questo mondo non c'è più passione Sergio tu non ti sei tirato indietro hai affrontato il rischio e sei stato condannato per strada ti hanno aspettato i bastoni e le catene per loro te li meritavi e ti hanno visto e aggredito con dentro l'odio verso la tua vita mascherati per paura e dopo giù giù fino a terra quarantasette giorni di agonia poi finalmenete hai raggiunto la vera libertà in un alltro mondo dove c'è armonia dove non c'è odio ma solo amore. Ma quel giorno verrà in cui il serpente rosso sarà schiacciato dall'aquila nera lo divorerà solo come merita ma forse noi più non ci saremo
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Forse è inutile spiegare una fede, una bandiera forse è inutile spiegare il mio sogno questa sera una guerra irrazionale si combatte nel mio cuore odio amore poi stanchezza l'agrodolce del mio umore Ma Milano ha recitato sempre il solito copione con le auto nelle strade con i treni alla stazione non lo so se non si accorge o se fa finta di niente ogni anno stesso giorno stesso posto stessa gente ogni anno stesso nodo che si ferma nella gola poi si libera in un grido e basta solo una parola Ma Milano ha troppa fretta e forse è inutile spiegare tanto non potrà capire tanto non lo saprei fare. Forse è inutile spiegare la mia rabbia che ora sale io la sento sulla pelle mi da forza e mi fa male forse è inutile spiegare tanto non lo saprei fare il mio braccio che si alzava la mia voglia di lottare Ma Milano..
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Voglio
nuotare in questa mia emozione Un
solo pensiero che mi gira in testa E
adesso io vivo in una Europa bastarda Quante
volte l'abbiamo gridata, nei nostri canti e
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Sotto un albero fiorito
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Se vuoi unire musica e azione
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Forse per scherzo |
Sono stato preso |
Oste, oste: |
Voi cari amici siete qua
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Son tornato dal mio viaggio
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Bienvenue mon camarade
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Voglio stare, voglio stare qui a guardare
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Ho preso una decisione
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Decidere:
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Dimmi cosa ti dà
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Giovani d'Europa con la voglia di cambiare
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Sai mi fa pensare
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TRA FIAMME E BAGLIORI E' LA MORTE CHE DANZA VESTITA DI UN TETRO MANTELLO DI PECE SI AGGIRA NEL CAMPO CHE ANCORA RIPOSA LA SUA LUNGA CERCA FINIVA QUEL GIORNO PER ANNI HA VAGATO IN ATTESA DI CHI PAURA DI CEDERLE CERO NON HA PERCHE' HA IL CUORE NOBILE E FIUMI PER VENE O NERA SIGNORA DA TUTTI BANDITA CERCATE LA VITA CHE APPAGHI LA SETE DI SANGUE ED ORRORE VOI SIETE VESTITA E DI UN SOLO UOMO LA MORTE CERCATE SI ALZA POI IL SOLE DI FUMO VELATO SUI PRATI IL DESTINO HA LASCIATO I SUOI SEGNI MIGLIAIA DI CORPI PRONTI A PARTIRE PER IL VIAGGIO ETERNO CHE DA FINE ALLA VITA LE ANIME IN FILA PER STIRPE ED ONORE TREMANO NUDE DINANZI ALLA MORTE SOLTANTO UN UOMO DAL CUORE SI FORTE FRONTEGGIA LA FALCE DI SPADA E DI SCUDO O NERA SIGNORA................................... LUNGO E' IL DUELLO LEALE E SINCERO SCINTILLA IL METALLO PEI COLPI SUBITI L'ANIMA INCALZA SENZA TIMORE DI ESSER FERITA OPPUR DI MORIRE UN LAMPO NEL CIELO SVENTRO' IL FIRMAMENTO L'EROE RASSEGNATO LASCIO' CADER L'ARMI SI MISE IN GINOCCHIO DAVANTI ALLA LUCE E ACCETTO' CON ORGOGLIO LA MORTE IN BATTAGLIA O NERA SIGNORA...................................
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e andare a combattere. Avresti voluto toccare il cielo d'Irlanda, unirti all' I.R.A. insieme a Bobby Sands. E nelle strade di Roma e di Berlino, salutare gli amici con il braccio teso ancora come allora. E andare sempre a caccia del Superuomo, ritrovarsi soli e non fermarsi mai. Ma non è stato, qualcosa non ha funzionato. Rabbia e rinuncia son quello che tu avrai. La tua canzone ora bruciala nell'aria. Ma forse un giorno qualcuno la ricorderà... Legionaria. Avresti voluto il tesoro dei templari, custodire il segreto nel castello antico con il Sacro Graal. Tra i sacerdoti e i monaci guerrieri, sognatori di un mondo che non muore mai. E nelle strade di Francia e di Bretagna, ritrovare i colori, le stagioni e la musica che ti accompagnerà. E fare a pezzi quel mondo troppo borghese, ritrovarsi soli e non fermarsi mai. Ma non è stato, qualcosa non ha funzionato. Rabbia e rinuncia son quello che tu avrai. La tua canzone ora bruciala nell'aria. Ma forse un giorno qualcuno la ricorderà... Legionaria.
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corre l'eroe potente e selvaggio gioca col drago , vola col falco cavalca glorioso tra i fiori di maggio in testa calotta d'acciaio, in mano un bastone di fuoco parla di quattro stagioni, poi chiede agli dei di un magico gioco . Voci distanti ci portan novelle, grandi battaglie e fiumi di sangue, un solo uomo salvare potrà la terra dei bretoni che onore non pianga la sua profezia ci parla di stragi, donne stuprate dal barbaro uomo infedeli guerrieri venuti dal sud, condottieri a cavallo del tuono. Sull'altopiano si incrocian le spade nobili uomini offron la vita per una causa venuta dall'alto perchè il loro scopo non venga tradito brillano gli elmi e le cotte di maglia scoppiano i cuori da lance trafitti il NORD trionfa su ossa profane il cerchio crociato non accetta sconfitte.
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Dedicata al sacrificio dei piloti kamikaze giapponesi durante la seconda guerra mondiale e, in parte, ispirata all’opera “La voce degli spiriti eroici” di Yukio Mishima.
Sto guardando rapito il mare dai cinque colori La nostra formazione salì di migliaia di metri Dal respiratore bianco fluì l’ossigeno che ci ristora Perché sia il nostro ultimo cibo, domani non vedrò domani (domani)
Tu danzerai indossando il vestito più acceso Dormi e verrò a spiegarti la strada che ho preso E piangerai ora che il tuo volto è indifeso Ma danzerai per me!
Spingo i motori al massimo, è la velocità suprema I bombardieri che sono nemici sono in volo come sciame d’insetti Ma io ho soltanto un obbiettivo: il “lift” della portaerei Ormai è chiaro che il coraggio altro non è che guardare (guardare)
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La guerra è finita rovine che svelano aperture nel cielo Granelli di polvere si librano in volo (la guerra è finita) Studenti passeggiano all’Università (la guerra è perduta) Intorno più niente: macerie! L’imperatore ha perduto l’immortalità non è più Dio c’han detto così sarà
Tokyo! Tokyo! Sprofondando nel disonore di questa realtà di questa città Tokyo! Tokyo! Aspettando di nuovo il sole, c’è chi attenderà, c’è chi attenderà
Non molto lontano, pescatrici di ostriche si tuffano in mare La notte si avventa sulla luce di un faro (la guerra è finita) Un cielo stellato sulla costa di Yokohama (la guerra è perduta) Intorno più niente: macerie! L’imperatore ha perduto l’immortalità non è più Dio c’han detto così sarà
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Fumati pure le Marlboro light, forse starai un po’ meglio C’è miss Italia e ride alla tv, crederai di averla pure tu Ci han detto i sogni sono fiori, potrai se vuoi comprarli Però non viverli davvero, lo sai sono ingombranti No! C’è una ragazza che voglio stringere, lo sa che il male è l’indifferenza? (Belle epoque tu es la dame, la bete de trait pour la caravane) No! Mi sembra chiaro che adesso ho paura, di questo mondo apparente e di cera (Belle epoque double la mis, tu es la vanitè d’une fausse promesse) Ora per ora, ora per ora, ancora! (epoque damassè, mademoiselle et funambole) Ora per ora, ora per ora, ancora! (image deformee, grande cirque ou cimetiere ?)
La dolce vita adesso se ne va, da queste dita rugose Si scioglie il ghiaccio esposto al sole ma più molli sono certe persone
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hanno vite segnate dalla fatica e qualche brutto momento Ma quando andiamo a dormire, poi, ci fanno addormentare al loro ricordo Le ragazze di Praga hanno capelli come grano d’agosto se le guardi negli occhi rischi di perderti in un mare più vasto Profondità che ci spaventa un pò, ha l’odore forte della libertà Le fate danzano intorno a Ian e quelle fate cantano insieme a Ian le nostre fate pregano insieme a Ian Ian è un segno che non passerà, Ian ha il profumo della primavera… Le ragazze di Praga hanno vent’anni ma le han parlato dei carri nelle piazze e nelle strade che non fanno camminare in avanti E quando andiamo a dormire noi ci addormentiamo insieme ad un loro volto
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luci basse al porto chiusa la stazione passa un gatto rosso passa un cane nero sono a casa mia ma sono forestiero niente nelle tasche siam persone sole quattro foto e una valigia di cartone straccioni armati schiacciano le nostre vite il loro ghigno è sale sulle mie ferite il pensiero sfiora mille volti accesi il mio sguardo fissa quattro panni stesi uguali alla mia gente attaccata e ferita uguali a quest' Italia che da qui è sparita Nostro esodo sai la mia gente qua muore, muore nostro esodo e poi la mia gente scompare male nostro esodo sai la mia gente qua muore, muore nostro esodo sai si muore... I miei occhi son quelli di mio padre gli occhi di mio figlio son quelli di suo padre quanto vale un sogno perso nell' intorno quanto pesa un viaggio senza più un ritorno ma son le persone che mi han già lasciato i miei biglietti buoni per il mio passato ci han tolto tutto ci han ormai già divorato ma la nostra dignità non ha mai vacillato!
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che questo e' il tempo di rifiorire del tuo dolore non sono più ignaro il volto bianco sta per scomparire ti dirò come è dolce il sorriso ti parlerò di ciò che ci afflisse della mia terra e del mio viso della mia idea prima che sparisse... Non negar più il tuo sguardo stanco che il giorno di sognare è giunto scriviamo insieme questo libro bianco l' ideale no non è ancora vinto tutto sarà come al tempo lontano l' anima sempre sarà com'era tu tendi al cielo la tua destra mano volerai libera forte e leggera Bisogna che tu sia forte, bisogna Sorvola su tutte le cattive cose Ricorda, fai l'amore con ciò che in me sogna Andiamo verso quelle sperdute rose Suonerò lento un'aria di danza vagherà come odore delicato l'essenza pura riempirà la stanza dentro alla luna mangerò il tuo fiato tutto sarà come al tempo lontano l' anima sempre sarà com' era tu tendi al cielo la tua destra mano volerai libera forte e leggera
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Una finestra che guardi sull' anima l' hanno
gia' inventata, sono i tuoi occhi; |
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E ti svegli una mattina e ti chiedi cosa è
stato,
E tua madre piange sola e ti
osserva dietro i vetri, Poi una sera di gennaio resta
fissa nei pensieri,
Pochi giorni di prigione ti
rischiarano la vista, Poi la sfida nelle piazze ed i
sassi nelle mani,
Ma poi il vento soffiò forte,
ti donò quell'occasione,
Poi le tappe di una crisi, di
una storia consumata,
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Il professor Luigi
Di Bella, il noto fisiologo
modenese che mise a punto una cura
anticancro a base di somatostatina,
melatonina e bromocriptina,
che aveva sollevato molte speranze e accese
critiche - oltre che la netta opposizione - della comunità
scientifica, è morto all'Ospedale Estense di Modena. Si è spento
nel reparto in cui era ricoverato
da alcune settimane in seguito a una crisi
respiratoria che l'aveva colpito verso la fine di maggio, dopo
altri ricoveri subiti
nel recente passato a causa di alcuni edemi polmonari. Era portatore di pace-maker.
Il 17 luglio avrebbe compiuto 91 anni.
BUON ANNO PROFESSORE Buon anno professore la voce mi scende senza
farmi poi tanto male come i bambini coi regali quando viene Natale Buona notte professore le tue fiale e il mio tumore fanno la pace con le mie cellule e col mio dolore. Dacci dentro professore non c'ho voglia di
morire Buon anno professore
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Il testo è di una poesia scritta dal Cap. Gino Bonola del Reggimento Paracadutisti Folgore della R.S.I nell'estate del 1945, durante la sua prigionia nel Campo di Concentramento di Coltano (PI).
Tremar
dovesse la terra, sotto
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Nella tua stanza colore di
rugiada Nella tua stanza si gioca con
l'amore
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46.000 ungheresi rimasero
uccisi negli scontri, 228 furono condannati al plotone d'esecuzione 23 ottobre 1956. A Budapest migliaia di manifestanti scendono in strada in segno di solidarietà con l’immensa protesta di operai e studenti Polacchi repressa col sangue un mese prima. Viene abbattuta la statua gigante di Stalin nel parco municipale. Il numero uno del Partito Comunista, parla alla radio: insulta gli studenti e gli operai e respinge le loro richieste. Poi ordina alla polizia politica di sparare sulla folla ammassata davanti al palazzo della radio: muoiono in 12. I manifestanti si impadroniscono delle armi di decine di poliziotti che non oppongono resistenza. Nella notte i blindati della 92ma divisione dell'Armata Rossa entrano a Budapest. Il 25 ottobre, inizia la rivolta in altre dieci città, cinque radio clandestine trasmettono nel paese, vengono distribuiti giornali clandestini e sono costituiti alcuni consigli di fabbrica.
31 ottobre. I blindati si ritirano dalla capitale. Mosca invia finti negoziatori che, per guadagnare tempo, assicurano che l'Armata Rossa sta lasciando il paese. Invece dopo quattro giorni i carri armati sovietici entrano a Budapest, la gente si difende con armi leggere e bottiglie molotov. I combattimenti continuano fino al 9 dicembre. Il 12 dicembre, quando viene istituita la legge marziale, i lavoratori proclamano uno sciopero generale, che durerà fino al 13 gennaio, quando viene decisa la pena di morte contro tutti gli scioperanti. Il 20 marzo, il primo ministro si reca a Mosca a rendere omaggio all’intervento sovietico. Il 27 aprile firmerà gli accordi di "stazionamento temporaneo" delle truppe sovietiche in Ungheria. vi resteranno ancora trentadue anni.
avanti ragazzi di Pest studenti, braccianti, operai, il sole non sorge più ad Est. Abbiamo vegliato una notte su portalo in piazza, ti aspetto, nascosta tra i libri di scuola anch’io porterò una pistola. Sei giorni e sei notti di gloria nessuno ci viene in aiuto il mondo è rimasto a guardare sull’orlo della fossa seduto. Ragazza non dirlo a mia madre Compagni noi siam condannati, Compagno riponi il fucile Avanti ragazzi di Buda,
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Animi
di gente che andrà per le strade,
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Ed
ora, ed ora posso chiamarti amore,
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D a n z a n o l e s t r e g h e s u l M o n t e d i Ma d o n n a e t r a l e q u e r c e n a n e a n c o r a i l g r i l l o c a n t a . U n f u o c o n e l l a n o t t e , u n u omo , u n a c a p a n n a e l ' o c c h i o c h e r i c e r c a n e l c i e l o n u o v e s t e l l e . E a n d a t i r i t i a n t i c h i r i t o r n a n o a l l a me n t e e d r u i d i s e v e r i , ma g i c h e v i s i o n i ma a n c o r a n o n s i p l a c a l a t u a l u n g a r i c e r c a a n c o r a l a t u a me n t e n o n è c ome l a g o d ' a l p e . S a l i r e l a mo n t a g n a e d i l à g u a r d a r e l o n t a n o o v i c i n o , d e n t r o d i s é S c a v a r e i n f o n d o i n f o n d o e f a r e t u t t o u s c i r e c o n t a r e s u u n t a p p e t o l e n e g a t i v i t à I l d h a rma e l ' a l p i n i smo , l a l e g g e e i l p r e c i p i z i o l a sma n i a d i s p e z z a r e c a t e n e d i b o r g h e s e t r a n q u i l l i t à . E a n c o r a i o t i p a r l o e n o n p o s s o n o n p e n s a r e a q u e l c h e n o n s i e r a q u a l c h e a n n o f a . G i o r n a t e d i r i v o l t a c o n l e s p r a n g h e i n ma n o p e r a n n i i l mo v ime n t o mi a e t u a n u o v a f ami g l i a e r e t i c i a u t o r i c h e a l l o r a s c o p r i v amo l ' E u r o p a v e c c h i a t r o i a c i s f u g g i v a s emp r e d i ma n o E p o i P oma i a e i l ama , l a mi s t i c a o r i e n t a l e s t a g i o n i d i s p e r a n z a d e n t r o t e . S i l e n z i s c o n o s c i u t i f r a p i n i s e c o l a r i ma n o i c omp i t i e s e r i i n f i l a a me d i t a r e . c e r c a n d o d i s p i e g a r e q u e l l o c h e p o i s e n t i v o . P o i t u t t o s i e ' i n t e r r o t t o e o g n u n o s e n ' è a n d a t o e c i t r o v i amo s o l i a n c o r a q u i a p a r l a r e . Ma è g i u s t o s a i c e r c a r e e a n c o r a r i p r o v a r e p e r q u e l l a p o r t a i n f i n e t u t t i n o i d o v r emo p a s s a r e .
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S u l mi o d e s t r i e r o r a t e r r e l o n t a n e amo r e n e l c u o r e c o n me r e s t e r à i c i e l o i l t u o s g u a r d o i c i l i e g i o i l t u o l a b b r o o h mi a s p o s a f e d e l t i s a r ò a s p a d a a l mi o f i a n c o s u l l ' e l s a i l t u o n a s t r o l a n o t t e s t r a n i e r a p i ù d o l c e s a r à e r t e t t o l e s t e l l e e r g i a c i g l i o l e f o g l i e p e r s o g n o l e g r a z i e d i t e . E n e l mi o v a g a r e f u o r i d a l mi o r e ame u n s e n s o a l l a v i t a g u e r r i e r a d a r ò p e r f e d e b r a n d i r e d i mo r t e l a l ama p i ù g l o r i a a l s u o n ome v e r r à e n o i c a v a l i e r i f e d e l i d ' amo r e p e r i l r e e p e r i d d i o s a p r emo p u g n a r i l s o r r i s o s u l v o l t o l a p a c e n e l c u o r e i n b a t t a g l i a c o n n o s t r o s i g n o r . N e l s a l v i f i c o e r r a r e i l s a c r o d e s i o l u c e n t e n e l l ' a rmi a c c r e s c e r d o v r ò e p e r n o s t r a e b b r e z z a p e r a n t i c o d e c r e t o i l n e t t a r s e g r e t o b e r r ò e t u a c e r b a s p o s a a n z i t emp o s o l i n g a a t t e n d i s e r e n a c h e t o r n i i l t u o r e c o n g l o r i a e d o n o r e c o n f e b b r e d ' amo r e c o n t u n i c a l e g g e r a o rma i c o n g l o r i a e d o n o r e c o n f e b b r e d ' amo r e o c h e ma i p i ù i o t o r n i d a t e .
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S t r a d e d ' E u r o p a s t a n c h i , s p o r c h i ma f e l i c i p r e n d i d a l l a v i t a c i ò c h e p u o i , p o r t a i l t u o c a n t o f i n o i n R oma n i a , b a c i a i l g r a n o d i B u d a p e s t . C e r c a t r a l e r o c c e g r i g i e d i S t o n e h e n g e b r a c i n e l l a n o t t e b e v i i l t h e a r l a c o n i v e n t i c h e v a n n o v e r s o N o r d , c a n t a c o n i L ama d i R i k o n . 1 . A n t i c h i b o s c h i e s t r a d e d e l l ' A rmo r ma g i c i v i l l a g g i d e i B r e t o n s , n u v o l e c h e c o r r o n o n e l c i e l o s o p r a t e , s o g n a c o n l e p i e t r e d i C a r n a c . 2 . P r a t i e s c o g l i e r e d e l l ' l r l a n d a l a s s ù a N o r d g e n t e c ome r o c c i a d i B e l f a s t , e l a c r o c e d ' o r o d i u n a f e d e c h e v i v r à , c o r n amu s e e mi t r a s o n p e r S a n d s . 1 . F i o r i e s o r r i s i s u l l a s t r a d a v e r s o i l S u d i n d i c a i l l e o n e " T i b i P a x " , d a n z a n n e l c a s t e l l o s u l l a r o c c a d i C i s o n p o e t i e c a v a l i e r i i n s i eme a t e . 2 . S f i o r a l e p i e t r e d e l p i c c o M o n t s é g u r s i d i c e c i s i a a n c o r a u n t r o v a t o r e , c o n u n l i u t o e d u n s o r r i s o a n c o r l e a n t i c h e g e s t a p i a n g e n d o a n c o r a f o r s e p i a n o c a n t e r à . 1 . S t r a d e d ' E u r o p a s t a n c h i , s p o r c h i ma f e l i c i p r e n d i d a l l a v i t a c i ò c h e v u o i , p o r t a i l c a n t o f i n o i n R oma n i a , b a c i a i l g r a n o d i B u d a p e s t . 2 . S t r a d e d ' E u r o p a n e l l o z a i n o l i b e r t à f o r s e u n g i o r n o l ' omb r a f u g g i r à l e s u e ma n i s p o r c h e d a l s o l e l e v e r à u n ' a q u i l a è n e l c i e l o s o p r a t e .
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La dittatura dei Somoza in
Nicaragua inizia nel 1937. Nel 1939, il presidente Franklin Delano
Roosevelt, ponendo fine al protettorato diretto degli Stati Uniti sul
Nicaragua, afferma testualmente: «È probabile che Somoza sia un figlio
di puttana, ma è il nostro figlio di puttana».
Lui parlava di rivoluzione E io proprio non ci credevo E gli spezzarono tutte le dita
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La nave N e l l a n a v e c h e s i s c u o t e c o l l e n a v i c h e p e r c u o t e d i u n ' a u r o r a s u l l a p r o r a s p l e n d e u n o c c h i o i n c a n d e s c e n t e la sol n e l l a l u c e u n i f o rme d a l l e n a v i a l l a c i t t à s o l o i l p a s s o c h e a l l a n o t t e s o l i t a r i o s i p e r c u o t e n e l l e r o t t e d a l l e n a v i s o l i t a r i o r i p e r c u o t e c o s ì v a s t a c o s ì amb i g u a n e l l a n o t t e c o s ì p u r a . L ' a c q u a i l ma r e c h e n e e s a l a a l l e r o t t e d e l l a n o t t e b a t t e c i e c o p e r l e r o t t e d e n t r o l ' o c c h i o d i s uma n o d e l l a n o t t e d i u n d e s t i n o n e l l a n o t t e p i ù l o n t a n o p e r l e r o t t e d e l l a n o t t e i l mi o p a s s o b a t t e b o t t e . la sol CORI N e l l a n a v e c h e s i s c u o t e c o l l e n a v i c h e p e r c u o t e d i u n ' a u r o r a s u l l a p r o r a s p l e n d e u n o c c h i o i n c a n d e s c e n t e
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G l i a n n i s o n p a s s a t i , s o n p a s s a t e l e s t a g i o n i R i c o r d i l e c o r s e p a z z e , l a t u a V e s p a , l e r i u n i o n i L e p r ime s i g a r e t t e f uma t e d e n t r o a i b a g n i I l g u s t o d i b r u c i a r e p e r s emp r e l e i l l u s i o n i , e n o i r e i e t t i e p a z z i c h e s p a c c a v amo i l mo n d o e p o i s e n z a b a d a r c i n e i n c o l l a v amo i p e z z i G l i a n n i s o n p a s s a t i , s o n p a s s a t e l e s t a g i o n i L e f e s t e a l u c i b a s s e , a c amp a n a i p a n t a l o n i T u c h e p a r l a v i a l l o r a d i P o e e d i B a g l i o n i , i o i n t a n t o r i p r o v a v o p e r t e n u o v e c a n z o n i d a s o l a mi a s c o l t a v i , e mi s emb r a v a s t r a n o , t u s emp r e c omp a s s a t a , i o c o n l a r a b b i a i n ma n o S o g n i p e r d u t i , l a v o g l i a d i l e g g e r e t u t t o , e r a b e l l o c a v a l c a r e u n p o n y , c o n B i l b o e F r o d o B a g g i n s a l P u l e d r o Imp e n n a t o b e r e u n a b i r r a i n p a c e me n t r e G a n d a l f r a c c o n t a v a , f uma n d o l ’ e r b a p i p a e i n f a c c i a a u n mo n d o s c emo l a n o s t r a r i b e l l i o n e p a r e v a a v e s s e i l p r e g i o d i u n a n u o v a t r a s g r e s s i o n e P e r g l i a l t r i o g n i d i r i t t o , p e r n o i l a r e p r e s s i o n e Q u e g l i a n n i d e n t r o a l g h e t t o t e n t a v amo l ’ e v a s i o n e Ma c c a r t i smo d ’ a l t r o s e g n o , s ’ è ma n g i a t o c o n s c i o l t e z z a , i l l u s i o n i e b a r r i c a t e i n n a l z a t e c o n p u r e z z a ma i o c r e d o c h e s i a g i u s t o r ima n e r e e c o n t i n u a r e l ’ a v v e n t u r a c omi n c i a t a , p e r c h é v i v e r e è l o t t a r e !
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N e l s u o c a s t e l l o R e A r t ù oma n i c e l e b r e r à d e l c e r v o b i a n c o i l c o s t ume a n t i c o a a n n i n o n s e g u i t o p i ù . I l c a v a l i e r e c a c c e r à e i l c e r v o b i a n c o s f i d e r à e u n a d o n z e l l a , l a p i ù b e l l a i l v i n c i t o r e b a c e r à . E r e c f i g l i o d i r e è i l p i ù v a l e n t e g u e r r i e r c o r r e t r a i b o s c h i s o l o e l o n t a n o e i n s e g u e i l c e r v o s u l d e s t r i e r . E n i d e a s p e t t a a C a r a d i g a n , E n i d e è f i g l i a d i r e , c h i u c c i d e r à i l b i a n c o ami c o l a b e l l a E n i d e n o n b a c e r à Mi a b e l l a ami c a E n i d e p e r t e i l c e r v o c a c c i a i n e l l a f o r e s t a l u i mi p o r t ò e d i l s u o r e g n o mi mo s t r ò E ma i u c c i d e r l o p o t r ò s e a n c h e c e n t ' a n n i i o v i v r ò u n c o s ì n o b i l e s i g n o r s emp r e s i g n o r e r e s t e r à (2 volte)
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