Musica Popolare 3-3


Testi   Musica   Popolare     -    Inni   &   Patriottici


 
LA RONDA Audio
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O giovani ardenti d'italico ardore 
serbate il valore pel dì del pugnar! 
 
Viva l'Italia indipendente, 
viva l'unione, la libertà!
 
Stringiamoci assieme di trombe allo squillo, 
giuriam sul vessillo, vittoria o morir! 
 
Viva l'Italia indipendente, 
viva l'unione, la libertà!
 
Stringiamoci assieme, ci unisca un sol patto, 
del dì del riscatto l'aurora spirò! 
 
Viva l'Italia indipendente, 
viva l'unione, la libertà!
 
Zitti, silenzio, passa la ronda. 
Zitti, silenzio, chi va là? 
Plan rataplan rataplan plan plan 
Plan rataplan rataplan plan plan 
Plan rataplan rataplan plan plan 
Chi va là? 
Viva l'unione, la libertà! 
Viva l'unione, la libertà!  
 


 
SU LOMBARDI ALL'ARMI ALL'ARMI Audio
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Su Lombardi all'armi all'armi
Su Lombardi all'armi all'armi
della gloria è sorto il dì

Su Lombardi all'armi all'armi
Su Lombardi all'armi all'armi
della gloria è sorto il dì

........la patria natìa
...........petti con l'armi
come spèinti da.....
nella pugna il nemico a fugar
...................desìo.......

Su Lombardi all'armi all'armi
Su Lombardi all'armi all'armi
della gloria è sorto il dì

Su Lombardi all'armi all'armi
Su Lombardi all'armi all'armi
della gloria è sorto il dì

 


 
CORO DEL NABUCCO Audio
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Va, pensiero, sull'ali dorate,
va, ti posa sui clivi, sui colli,
ove olezzano tepide e molli
l'aure dolci del suolo natal!

Del Giordano le rive saluta,
di Sionne le torri atterrate.
O mia Patria sì bella e perduta,
o membranza sì cara e fatal!

Arpa d'or dei fatidici vati
perchè muta dai salici pendi?
le memorie nel petto riaccendi,
ci favella del tempo che fu!

O simile di Solima ai fati
traggi un suono di cupo lamento
oh t'ispiri il Signore, un concento
che ne infonda al patire virtù,
che ne infonda al patire virtù,
al patire virtù!
 


 
CORO DEI CROCIATI E PELLEGRINI Audio
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Oh Signore, dal tetto natìo,
ci chiamasti con santa promessa;
noi siam corsi all'invito di un pio
giubilando per, l'aspro sentier.

Ma la fronte avvilita e dimessa
hanno i servi già baldi e valenti
deh! non far che ludibrio alle genti
siano Cristo, i tuoi figli guerrieri

Oh fresche aure. volanti sui vaghi
ruscelletti dei prati lombardi !
Fonti eterne ! Purissimi laghi!
Oh vigneti indorati di sole

Dono infausto, crudele è la mente
che vi pinge sì veri agli sguardi
ed al labbro più dura e cocente
fa la sabbia di un arido suol!

Fa la sabbia - fa la sabbia di un arido suol!
D'un arido suol - d'un arido suol!


 


 
CHI PER LA PATRIA MUOR... Audio
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Aspra del militar
benchè la vita,
al lampo dell'acciar
gioia l'invita.

Chi per la patria muor
vissuto è assai;
la fronda dell'allor
non muore mai.

Piuttosto che languir
per lunghi affanni,
è meglio di morir
sul fior degli anni.

Chi muore e dar non sa
di gloria un segno
alle future età,
di fama è indegno.

 


 
INNO NAZIONALE
(1847)
Audio
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Cittadini, accorrete, accorrete,
le compatte falangi formate,
ed al mondo alla fine mostrate
ch'oggi Italia ha il suo canto guerrier.

Giuriam ! Giuriam ! Giuriam !
Sarà Italia indipendente.
Giuriam ! Giuriam ! Giuriam !
Od estinti si cadrà.

Del toscano Leopoldo secondo
fu l'agir sublimissimo e sano,
poi re Alberto, guerriero italiano,
colla forza la forza ci diè.

Giuriam ! Giuriam ! Giuriam !
Per Pio nono e Carlo Alberto !
Giuriam ! Giuriam ! Giuriam !
Per Leopoldo Tosco Re !

Con tre simili intrepidi cuori,
se chi opprime impedisse il pensiero
del riscatto di un popolo intiero,
crudo scempio di lui si farà.

Giuriam ! Giuriam ! Giuriam !
Sarà Italia indipendente.
Giuriam ! Giuriam ! Giuriam !
Od estinti si cadrà.

Cittadini, accorrete, accorrete,
le compatte falangi formate,
ed al mondo alla fine mostrate
ch'oggi Italia ha il suo canto guerrier.

Giuriam ! Giuriam ! Giuriam !
Per Pio nono e Carlo Alberto !
Giuriam ! Giuriam ! Giuriam !
Per Leopoldo Tosco Re !

Fra noi gli odi di parte cessaro;
giusta, sacra ed immensa è la speme,
che ci stringe, ci agglòmera insiene,
che di tante una vita ne fa.

Giuriam ! Giuriam ! Giuriam !
Sarà Italia indipendente.
Giuriam ! Giuriam ! Giuriam !
Od estinti si cadrà.

Non più esigli, nè morti, nè pianti,
tale è il sacro volere di Dio.
Fu il fortissimo agire di Pio
che i destini d'Italia mutò!

Giuriam ! Giuriam ! Giuriam !
Per Pio nono e Carlo Alberto !
Giuriam ! Giuriam ! Giuriam !
Per Leopoldo Tosco Re !

Ei diè esempio umanissimo ai Regi,
Ei dischiúseci libero il varco,
e due Regi s'assunser l'incarco
d'esser pronti coi figli a pugnar.

Giuriami Giuriam! Giuriami
Sarà Italia indipendente.
Giuriam! Giuriam! Giuriam!
Od estinti si cadrà.

 


 
LA STELLA DEI SOLDATI Audio
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Bella bambina,
capricciosa garibaldina,
tu sei la stella,
tu sei la bella di noi soldà.

Tu sei bambina,
bella bionda garibaldina,
tu sei la bella,
tu sei la stella di noi soldà.
 

 


 
LA CARABINA DEL BERSAGLIERE
(1852)
Audio
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Mia carabina, mia fidanzata,
di tutto punto tu se' parata;
dolce tripudio della mia mano,
amor dell'occhio con cui ti spiano,
io t'ho giurata la fede mia
sui vasti campi di Lombardia.
Giorno di nozze si ravvicina,
mia carabina.

Mia carabina. méttiti a festa;
nozze di sangue l'Adige appresta;
ti sarà data l'aurea medaglia,
vinta nel foco della battaglia;
altare, un colle preso d'assalto;
letto, la pietra d’un arduo spalto;
e tu d'ogni arma sarai regina,
mia carabina.

Mia carabina, tu sei fremente
come fanciulla pel damo assente.
Brami di guerra la danza orrenda
come fanciulla che il ballo attenda;
il fiero lampo che da te sorte
grida ai Tedeschi: Ruina o morte;
ed io rispondo: Morte e ruina,
mia carabina.

Mia carabina, talor s'appanna
il terso acciaro della tua canna;
e la tua bocca sussurra e noma:
Roma e Venezia, Venezia e Roma.
Ed io rispondo: che più ti resta?
Lupa ti scuoti; Leon, ti desta,
La via si calchi di Nabresina,
mia carabina.

Mia carabina, tu mai non dici
- troppi nel campo sono i nemici -
chiedi sol quanti per opra mia
mordon la terra nell'agonia.
E se ti metto la daga in testa,
sembri una sposa vestita a festa,
e meni orrenda carneficina,
mia carabina.

Mia carabina, questi stranieri
spuntare i nostri pennacchi neri
dell'Alpi in vetta presto vedranno,
e i vanti in gola ricacceranno.
Tra le due schiatte pose natura
codeste rocche, codeste mura.
A ripigliarle Dio ti destina,
mia carabina.

Mia carabina, nessun ci segua;
il bersagliere passa e dilegua,
corre al vento, col tigre balza,
lo credi a fronte, dietro t'incalza.
Qua si sparpaglia, là si raduna,
pare e dispare la penna bruna;
ma con te sempre, con te cammina,
mia carabina.

Mia carabina, le nostre pròde
coi due gran becchi l'Aquila rode:
ond’è che, a punta di baionetta,
ti scrissi in calcio: Morte o vendetta!
S'io cado, il guardo tanto mi regga
che lo straniero fuggire io vegga;
e ancor sotterra simi vicina,
mia carabina.


 


 
L'ADDIO DEL BERSAGLIER Audio
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"Addio, mia bella, addio"
io dissi nel partire al mio tesor:
"Ti lascio il cuore mio,
m'aspetta il Re sul campo dell'onor!"
Essa piangeva e sospirava,
mentre la bocca io le baciava.
Sul petto avevo il nastro tricolore
e dentro il core il sogno dell'amore!...

"Addio, mia bella, addio"
cantava nel partir la gioventù.
E nel partire anch'io,
"chi sa, pensavo, se ritorno più"
Ora son qui sulla frontiera,
ed il mio core aspetta e spera.
E guardo, sospirando, cielo e mare,
ma non so quando potrà ritornare.

"Addio, mia bella, addio"
le sussurrai stringendola al mio cuor:
"Non piangere, amor mio,
chi muore per la Patria, no, non muor!"
"Va pure, disse, ti salvi Iddio
ma se non torni al fianco mio
anch'io morrò, lo giuro sul mio onore
io morirò per te, mio dolce amore!"
 


 
Amado mio Audio
non disponibile

Amado mio
godiam quest'ora
che ci innamora
ma svanirà.
La notte splende
di mille luci
e ai nostri cuori
sorriderà.
Prima che l'aurora
ritorni ancora
non lasciam sfuggire
questa notte blu
che non tornerà più.
Di un azzurro velo
s'ammanta il cielo,
cantan gli usignoli
e ci inebria il cuor
il profumo dei fiori.
Amado mio
stanotte o mai
mi bacerai, ti bacerò.
La notte splende
di mille luci
e ai nostri baci
sorriderà.
Amado mio
godiam quest'ora
che ci innamora
ma svanirà.
La note splende
di mille luci
e ai nostri cuori
sorriderà.
 


 
APRITE LE PORTE Audio
non disponibile

Aprite le porte
che passano, che passano,
aprite le porte
che passano i baldi alpin!

Freschi e bei,
senza schei,
bei putei.

E come la marcia ben
le banda, la banda, (3 volte)
come la marcia ben
le banda degli alpin!
 


 
COME PORTI I CAPELLI BELLA BIONDA Audio
non disponibile

Come porti i capelli bella bionda,
tu li porti alla bella marinara,
tu li porti come l'onda,
come l'onda in mezzo al mare.

In mezzo al mar
ci stan camin che fumano,
in mezzo al mar
ci stan camin che fumano,
in mezzo al mar
ci stan camin che fumano,
saranno le mie belle
che si consumano.

Come porti i capelli bella bionda,
tu li porti alla bella marinara,
tu li porti come l'onda,
come l'onda in mezzo al mar.

E i miei non vol
e i suoi non è contenti
e i miei non vol
e i suoi non è contenti
e i miei non vol
e i suoi non è contenti
ci sposeremo
imparimenti!

 


 
IL CACCIATORE NEL BOSCO Audio
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Il cacciatore del bosco,
mentre alla caccia andava,
incontrò la contadinella
graziosa e bella,
il cacciatore se ne innamorò.

Egli la prese per mano
e la condusse a sedere,
dal gusto e dal piacere
e dal godere,
la poverina s'addormentò.

Mentre la bella dormiva
il cacciatore vegliava,
pregava gli uccelletti
che non cantassero
perchè la bella potesse dormir.

Quando la bella si sveglia
il cacciatore non c'era,
ohi vile traditore d'un cacciatore,
cuore crudele tu m'hai tradì.

Bella non t'ho tradito,
non sono un traditore
sono figlio d'un gran signore,
Io te Io giuro ti sposerò.

Avremo dei bei figli,
che cosa ne faremo?
Faremo dei cacciatori, dei cacciatori
con allegria di mamma e papà.
 


 
LA FAMIGLIA DEI GOBBON Audio
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Un gobbo ed una gobba, all'età di novant'anni
per por fine ai loro affanni
per por fine ai loro affanni.
Un gobbo ed una gobba, all'età di novant'anni
per por fine ai loro affanni
si decisero a sposar.

Rit.
Gobbo suo padre, gobba sua madre
gobba la figlia della sorella
era gobba anche quella...
era gobba anche quella.
Gobbo suo padre, gobba sua madre
gobba la figlia della sorella
era gobba anche quella
la famiglia dei gobbon.

E celebra le nozze, il canonico Don Piero
con la gobba fatta a pero...
con la gobba fatta a pero.
E scrive sul registro, di Don Piero il segretario....
con la gobba a dromedario
la famiglia dei gobbon.

Rit.

E il dì del matrimonio, c'eran pure i suonatori
co la gobba anche loro
co la gobba anche loro.
E il dì del matrimonio, c'eran pure i suonatori
co la gobba anche loro
la famiglia dei gobbon.

Rit.

E dopo nove mesi, è nato un bel bambino
anche lui col suo gobbino
anche lui col suo gobbino.
E dopo quattro anni, è nato pure Pietro...
con la gobba sul didietro
la famiglia dei gobbon.

Rit.

Altra versione


In un paese strano viveva una famiglia
era gobba anche la figlia-
era gobba anche la figlia. (bis)
la famiglia dei gobbon!

Rit.
Gobbo so pare, gobba so mare,
gobba la figlia e la sorella
era gobba pure quella-
era gobba pure quella (bis)
la famiglia dei gobbon.

Il dì del matrimonio si sposa il segretario,
che assomiglia a un dromedario-
che assomiglia a un dromedario. (bis)
la famiglia dei gobbon!

Rit.

La sposa del segretario si chiama Mariarosa,
dalla gobba bianca e rosa-
dalla gobba bianca e rosa (bis)
la famiglia dei gobbon!

Rit.

Padrino della sposa era stato zio Marcello;
dalla gobba da cammello-
dalla gobba da cammello (bis)
la famiglia dei gobbon!

Rit.

Madrina della sposa la vecchia Maddalena;
dalla gobba sulla schiena-
dalla gobba sulla schiena (bis)
la famiglia dei gobbon!

Rit.

 


 
Lo spazzacamino Audio
non disponibile

Su e giù per le contrade
di qua e di là si sente
‘na voce allegramente
dello spazzacamin !
Su e giù per le contrade
di qua e di là si sente
‘na voce allegramente
dello spazzacamin.

S’affaccia alla finestra
una bella signorina
con voce graziosina
chiama lo spazzacamin
S’affaccia alla finestra
Una bella signorina
con voce graziosina
chiama lo spazzacamin.

Prima lo fa entrare
e poi lo fa sedere,
dà da mangiare e bere
allo spazzàcamin.
Prima lo fa entrare
E poi lo fa sedere
dà da mangiare e bere
allo spazzàcamin.

E dopo aver mangiato
mangiato e ben bevuto
gli fa vedere il buco,
il buco del camin.
E dopo aver mangiato
mangiato e ben bevuto
gli fa vedere il buco,
il buco del camin

E quel che mi rincresce
o caro giovinetto
che il mio camin l’è stretto
come farai a passar ?
E quel che mi rincresce
o caro giovinetto
che il mio camin l’è stretto
come farai a passar ?

Non dubitar signora
son vecchio del mestiere
so fare il mio dovere
su e giù per il camin.
non dubitar signora
son vecchio del mestiere
so fare il mio dovere
su e giù per il camin.

E dopo quattro mesi
La luna va crescendo
La gente va dicendo
L’è lo spazzacamin.
E dopo quattro mesi
La luna va crescendo
La gente va dicendo
L’è lo spazzacamin.

E dopo nove mesi
È nato un bel bambino
Che somigliava tutto
Allo spazzacamino.
E dopo nove mesi
È nato un bel bambino
Che somigliava tutto
Allo spazzacamino.
 


 
MATTINATA FIORENTINA Audio
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È primavera... svegliatevi bambine
alle cascine, messere Aprile fa il rubacuor.
E a tarda sera, madonne fiorentine,
quante forcine si troveranno sui prati in fior.

Fiorin di noce,
c'è poca luce ma tanta pace,
fiorin di noce, c'è poca luce;
fiorin di brace,
Madonna Bice non nega baci,
baciar le piace, che male c'è?

È primavera... svegliatevi bambine
alle cascine, messere Aprile fa il rubacuor.
È primavera... che festa di colori!
Madonne e fiori tentaste il genio d'un gran pittor.
E allora, a sera, fiorivano gli amori,
gli stessi amori che adesso intrecciano i nostri cuor.

Fiorin dipinto,
s'amava tanto nel quattrocento,
fiorin dipinto, s'amava tanto;
fiorin d'argento,
Madonna Amante le labbra tinte
persin dal vento si fa baciar!
È primavera... che festa di colori!
Madonne e fiori trionfo eterno di gioventù.
 


 
 O SIGNORE, DAL TETTO NATIO Audio
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O Signore, dal tetto natio
ci chiamasti con santa promessa;
noi siam corsi all'invito d'un pio,
giubilando per l'aspro sentier.

Ma la fronte avvilita e dimessa
hanno i servi già baldi e valenti!...
Deh, non far che ludibrio alle genti
sieno Cristo, i tuoi fidi guerrier!...

Oh, fresc' aure volanti sui vaghi
ruscelletti de' prati lombardi!...
Fonti eterne!...Purissimi laghi!
Oh, vigneti indorati dai sol!

Dono infausto, crudele è la mente
che vi pinge sì veri agli sguardi,
ed al labbro più dura e cocente
fà la sabbia - fà la sabbia d'un arido suol!..
D'un arido suol!
D'un arido suol!.

 


 
Pellegrin che vien da Roma Audio
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Pellegrin che vien da Roma
con le scarpe rotte ai pie’.
para punzi pun, para punzi pan.

Pellegrin che vien da Roma
con le scarpe rotte ai pie’.

Non appena fu arrivato
all’osteria se ne andò.
para punzi pun, para punzi pan.
Non appena fu arrivato
all’osteria se ne andò.

Buona sera, signor oste,
c’è una camera per me?
para punzi pun, para punzi pan.
Buona sera signor oste,
c’è una camera per me.

Ce n’è una sola sola,
dove dormo con mia mojer.
para punzi pun, para punzi pan.
Ce n’è una sola sola,
dove dormo con mia mojer.


Se voi foste un galantuomo
dormiremmo tutti assiem.
para punzi pun, para punzi pan.

Se voi foste un galantuomo
dormiremmo tutti assiem.

Galantuamo l'era mio padre

e galantuom son pure me.

para punzi pun, para punzi pan.

Galantuamo l'era mio padre

e galantuom son pure me.

Per maggiore sicurezza
metteremo un campanel.
para punzi pun, para punzi pan.
Per maggiore sicurezza
metteremo un campanel.

Mezzanotte era passata,
il campanel sentì suonar.
para punzi pun, para punzi pan,
Mezzanotte era passata,
il campanel sentì suonar.

Spocraccion d’un pellegrino,
cosa hai fatto a mia mojera?
para punzi pun, para punzi pan.
Sporcacion d’un pellegrino,
cosa hai fatto a mia mojera?

Se campassi anche cent’anni,
dei pellegrini non mi fido pù.
para punzi pun, para punzi pan.
Se campassi anche cent’anni
dei pellegrini non mi fido pù.
 


 
PIEMONTESINA Audio
non disponibile

Addio bei tempi passati
mia piccola amica ti devo lasciar
gli studi son già terminati
abbiamo finito così di sognar.

Lontano andrò, dove non sò,
parto col pianto nel cuor,
dammi l'ultimo bacio d'amor.

Non ti potrò scordar
piemontesina bella
sarai la sola stella
che brillerà per me.

Ricordo quelle sere
passate al Valentino,
col biondo studentino
che ti stringeva sul cuor.

Totina il tuo allegro studente
di un giorno lontano
è adesso dottor,
io curo la povera gente,
ma pur non riesco a guarir il mio cuor.

La gioventù non torna più,
quanti ricordi d'amor
a Torino ho lasciato il mio cuor.

 


 
Santa Lucia Lontana Audio
non disponibile

Parteno 'e bastimente
pe' terre assaje luntane
cantano a buordo e sò napulitane
cantano pe' tramente
'o golfo già scumpare,
e 'a luna 'mmiez''o mare
'nu poco 'e Napule,
le fà vede...
Santa Lucia luntana 'a te,
quanta maluncunia.
Si gira 'o munno sano,
se và 'a cercà furtuna
ma, quanno sponte 'a luna,
luntano 'a Napule nun se po' stà.
E sonano ma 'e mmane
tremmano 'ncopp''e corde
quanta ricorde, aimè, quanta ricorde.
E 'o core nun 'o sano,
nemmeno cu 'e canzone
sentenno voce e suone,
se mette a chiagnere
ca vò turnà.
Santa lucia luntana 'a te...
Santa Lucia tu tiene
sulo 'nu poco 'e mare
ma, chiù luntana staie, cchiù bella pare
e 'o canto d'é sirene
ca tesse ancore 'e rezze
core nun v ricchezze
si 'e nnato 'a Napule
'nce vo muri!
Santa Lucia luntano 'a te...ecc.
Quanna caiole,
Quanna aucielle,
dint''a 'stu vico tuio pare 'na festa,
canta 'o cardillo,
canta 'a zenzella,
siente 'na sinfunia fore 'a fenesta
e po' t'affaccie tu, cu st'uocchie nire
arraque 'e sciure,
e te zennie cu' me.
Rosa, c''a mmiez''e rrose,
me tiene mente, e faie 'nu pizzo 'a risa
te guardo, e penzo 'o juorno ca te sposo,
te guardo, e penzo 'o juorno ca te vaso.
A vintun'ora,
cu 'nu suspiro,
appann''e lastre e dici bbonasera,
po' areto 'e scure,
me guarde ancora,
e te ne vaie a durmì cuntenta e allera.
Fora 'o balcone mio, sott''a friscura,
m'addormo, e sonno,
ca staie 'mbraccio a me.
Rosa, ca mmiez''e rrose,...
Bella e cianciosa
che paraviso,
'o juorno ca te dongo mille vase,
vase azzeccuse,
vase cu 'a stesa,
po' scuorno te faie rossa e ammore trase
e po' me dice doppo nove mise:
" è masculillo,
e arrassumiglia a te ".
Rosa, ca mmiez''e rrose,...

 


 
Son venù da Montebel Audio
non disponibile

Son venù da Montebel
a cavallo a cavallo
son venù da Montebel
a caval d' un asinel,
per poterti ritrovare
per venir con te a ballare.

T’ho portà un cavagnin
pien di rose pien di rose
t’ho portà un cavagnin
pien di rose e gelsomin,
per poterti ritrovare
per venir con te a ballare.

Son venù da Montebel
a cavallo a cavallo
son venù da Montebel
a caval d' un asinel,
per poterti ritrovare
per venir con te a ballare.

 


 
Brindisi agli sposi Audio
non disponibile

E questo vino è bono
e sa di malvagìa
evviva la sposa
e chi la porta via.

E questo vino è bono
e sa di moscato,
evviva i sposi
e tutto il parentato.

E questo pranzo
è stato prelibato,
evviva i sposi
e chi l'ha preparato.

Questa giornata
è stata di allegria,
salutiamo i sposi

 


 
A Cchiù Bella I Tutte Audio
non disponibile

Donna ccu ssi capilli annargintati subra la pari frunta li tiniti
vena lu jurnu e vi li pettinati trema ra terra quannu li schiunniti.

Sona ra santa missa e bui cci Jati la genti fanu largo e bui trasiti
‘a chillu locu chi vi 'nginucchiati 'na fonte d'acqua santa cci faciti.
Ccu scala e senza scala ‘ncelu Jati parrate cco ri santi e ppo scinnitì.

Belli su l'occhi tue, bella e ra vesta belli su l'occhi mie chi t'hanu vista;
ma nun jini ‘a ra jghesia quannu è festa ca fa murire a chini nun t'ha vista.

L'angioli i 'ssu celo fanu festa;‘na bella comi tìa nun l’ haju vista.
Ch'avia 'nu pannicello i sita russa la cchiù bella di tutte mi paria.

Eju fici fmta chi tinia ra tussa illa si vota e mi guàrdada a mia.
Lila si vota ccu 'na eira russa di la vrigogna nun bidìada a mia.

Beili su l'occhi tue, bella è ra vesta belli su l'occhi mie chi t'hanu vista.

 


 
Anninnora Audio
non disponibile

Anninnora anninnora, cuccu meu.
Prama di otti, lera fizzu fizzu.
Tentu m'happu 'nu fizzu 'n Crabu Mannu.
So dos sos craboddos de sa ghedda.
Folla manna niedda sassaresa.

Arrositedd'Arros'in tundu 'n tundu.
Si bivis in su mundu gosadie.
A su timbiri timbiri timbirindona.
Ehia! Ehia!
 


 
Barones, sa tirannia Audio
non disponibile

Su Segnore Feudatariu
a sas undighi si pesa;
da e su lettu a sa mesa,
da e sa mesa a su giogu;
e pustis pro disaogu
andat a cicisbeare;
giompid'a iscurigare:
teatru, ballu, allegria.

Cantu differentemente
su vassallu passà s'ora!
innantis de s'aurora
già es bessidu in campagna;
bentu o nie in sa muntagna,
in su paris, sole ardente.
O poverittu! comente
lu podet agguantare?

Nasché su Sardu soggettu
a milli cumandamentos:
tributos e pagamentos
chi faghet a su Segnore
in bestiamen e laore
in dinari e in natura;
e pagà pro sa pastura,
e pagà pro tribagliare.

O poveros de sas biddas,
trabagliade, trabagliade
pro mantenner in zittade
tantos caddos de istalla.
A bois lassan sa palla,
issos regoglin su ranu:
e pensan sero e manzanu
solamente a ingrassare.

Procurad' 'e moderare,
barones, sa tirannia,
chi si no, provida mia,
torrades a pè in terra!
Declarada è già sa gherra
contra de sa prepotenzia,
e cominza sa passienzia
in su populu a mancare.
 


 
Boghe Longa Audio
non disponibile

E tue senza pane,
istancu, famidu e nudu,
no alzas de disdignu una protesta.

Ses pesu de su cane,
vile servis e mudu,
linghes sa man' ingrata e faghes festa
a chie ti deridede
cando pedinde a manu tesa t'idede.

E su grasciu sarau
chi su riccu segnore
faghed a palas tuas cun fastizos:
populu, ses isciau,
fatigasa e sudorese
cunsacras pro capriccioso e desizoso,
e de cussa zente ischiva
tue, famidu, gridas: viva e viva!
 


 
Brigante Se More Audio
non disponibile

Ammo pusato chitarre e tamburo
pecché sta musica s'adda cagnà
simmo briganti e facimmo paura
e cu a scuppetta vulimmo cantà.

E mo cantammo sta nova canzone
tutta la gente se l'adda 'mparà
nun ce ne fotte d'o re Burbone
ma 'a terra è 'a nosta e nun s'adda tuccà.

Tutte e paise d'a Basilicata
se so' scetati e vonno luttà
pure 'a Calabria mo s'è arrevotata
e stu nemico 'o facimmo tremmà.

Chi ha visto o lupo e s'e miso paura
`nun sape buono qual' è a verità
o vero lupo ca magna 'e creature
è o piemontese c'avimma caccià.

Femmene belle ca date lu core
si lu brigante vulite salvà
nun 'o cercate, scurdateve 'o nome,
chi ce fà guerra nun tene pietà.

Ommo se nasce, brigante se more,
ma fino all'ultimo avimma sparà
e si murimmo, menate nu fiore
e na bestemmia pe' sta' libertà.

 


 
Canzone Del Pescatore Audio
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Vurria addeventare pesce d'oro
dint''a lu mare me jesse a menà.

Venesse 'o piscatore e me pescasse
dint''a 'na chianelluccia me mettesse.

Venesse 'a nenna mia e me comprasse
dint''a la tielluccia me friesse.

Me voglio fà 'na casa 'mmiezo 'o mare
fravecata de penne de pavone.
 


 
U vin di Cerret Audio
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Tutti i metine che l'acque derate
'ballepe a vije
ije énnènte é l' asene érréte
vaje na vigne che stà ni cerréte.

Fétijé ueje é fétijé demane
passene subbete i settemane
etutte a fétijé che c' éje léssate
u saece sele ije é a bénalme de taté.

Sta vegnérèlle che tate é léssate
a grasee dell' uve l' ha sémpe pertate
é tutte l énno che l' éjé 'ssestute
sèmpe uve é grasee 'nsi é mo éjé 'vute.

Sele Cuencètte 'neià tanté piécere
chije tiéngne a Pélle a métine é a sére
ne mo ne 'mporte ije é éssé 'nna sénte
pecché eu vine ije stiéngae cuentènte.

Dénte frebbare é irle é séppà
nu mése de marze dépù é petà
a prété terchuine orémaje se sà
nu mése d' ebbrile se ciadé menà.

E quanne é Eaje z' adé stennà
é l' uve 'bbone quesei pe pertà
doppe na vote fenute de cégne
ce té remane soltante a vellégne.

Sta vegnérèlle che tate é léssate
a grasee dell' uve l' ha sémpe pertate
é tutte l énno che l' éjé 'ssestute
sèmpe uve é grasee 'nsi é mo éjé 'vute.

Sele Cuencètte 'neià tanté piécere
chije tiéngne a Pélle a métine é a sére
ne mo ne 'mporte ije é éssé 'nna sénte
pecché eu vine ije stiéngae cuentènte.

Doppe de tanté sacrefigje
moglieme a sére m' éllucche é me dice
chéssé fejésone ne l' édé uerté
sennò se mézzate é se uaje pe té.

Care cuencétte ma tu che t' éccueccie
se na fenisce t' ébbette chiss' uecchie
pecché a vigne ije me l' éje séppate
é coste vine me l' éjé merdate
 


 
Ninna-nanna 1 Audio
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E nanna e nanna:

cosa serve tanta nanna

quando la bimba non vôle dormì?

Se assomiglia alla su’ mamma:

più bellina non pôl venì!

 


 
Ninna-nanna 2 Audio
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Fai la nanna, dolce lume,

fai la ninna ninna nanna-nà,

le mie braccia per te son piume,

fai la ninna ninna nanna-nà.

Fai la nanna, mio conforto,

fai la ninna ninna nanna-nà,

nel mio seno anch’io t’ho porto,

fai la ninna nanna nanna-nà.

 


 
Ninna-nanna 3 Audio
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Fa’ la nanna, bambolozzo mio,

che tu facci le braccia grosse,

che tu leghi quell’uomo cattìo,

fa’ la nanna, bambolozzo mio.

 


 
Ninna-nanna 4 Audio
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Fa’ la ninna, fa’ la nanna,

piccinino della mamma;

fa’ la nanna, fa’ un bel sonno;

poverino, n’hai bisogno.

Hai bisogno di dormire;

poverino, ’un lo sai dire.

Nanna ’oh, nanna ’ho!

Il mio bambino s’addormentò.

 


 
Ninna-nanna 5 Audio
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Fate la nanna, coscine di pollo,

la vostra mamma v’ha fatto ’l gonnello

e vi ci ha messo i fiorellini attorno:

fate la nanna, coscine di pollo.

Fate la nanna e possiate dormire,

il letto vi sia fatto di vïole,

e le coperte di quel panno fine,

la coltrice di penne di pavone.
 


 
Ninna-nanna 6 Audio
non disponibile

Fate la nanna, coscine di pollo,

la vostra mamma v’ha fatto ’l gonnello

e vi ci ha messo i fiorellini attorno:

fate la nanna, coscine di pollo.

Fate la nanna e possiate dormire,

il letto vi sia fatto di vïole,

e le coperte di quel panno fine,

la coltrice di penne di pavone.
 


 
Ninna-nanna 7 Audio
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Fa’ la nanna, Peppì,

ch’è venuto papà:

t’ha portato ’l dindì,

fa’ la nanna, Peppì.

Fate la nanna bambino d’amore,

la vostra mamma v’ha fatto col core;

la vostra mamma v’ha fatto col core,

fate la nanna, bambino d’amore.

Nanna, la nanna,

fate la nanna e t’addormenti Iddio:

si non puoi dormì tu, dormirò io.
 


 
Ninna-nanna 8 Audio
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Fatte la ninna, bello pappandrino,

che mmamma te l’ha ccòtti li facioli,

e tte l’ha mmessi drent’ar tigamino,

fatte la ninna, bello pappandrino.

Òo, òo.

 


 
Ninna-nanna 9 Audio
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Fatte la ninna ’nsino che ’n te sveji.

Ninna, la nanna e la nanna, la nanna,

le pecorelle che vann’ a la vigna.

Vann’ a la vigna, vann’ a riccone l’ua,

ne pòrten’ u’ rrampazzo a mmamma tua.

Òo, òo.

 


 
Ninna-nanna 10 Audio
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Fatte la nonna, fije, fatte la nonna,

la pace te la ria la Madonna!

Sante Necola alla taverna jeva,

èva vigilia, e carne nun magnava:

Sante Necola mie, viate te!

Famme ’ste fije sant’ e buone cumm’ a tte!

 


 
Ninna-nanna 11 Audio
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Nonna nonna e nonna nonnarella,

tutti so’ brutti e ’sto figlio mmio è bello:

è tanto bello e si’ vole fa’ granne,

vo’ fare li servizi a la mamma;

a la mamma e a tutti li parienti,

’sto figlio mmio vale quanto a ciento.

 


 
Ninna-nanna 12 Audio
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Nonna nonnâoooo,

e suonno, suonno, che triche e nu’ biene

vi’ quante prïarie che bo’ lu suonno;

lu chiammo a notte, chilo vene a ghiuorno.

 


 
Ninna-nanna 13 Audio
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Nonna nonnôoooo,

nonna vo’ fare chesta nenna bella,

nonna vo’ fare mo’ ch’è piccerella,

che quann’è grossa s’addurmienti sulella.

E nonna nonna, chè la nonna è bona,

li pare tuoie dòrmen’ a lu lietto,

sola ’sta nenna nun trov’ arricietto.

 


 
Ninna-nanna 14 Audio
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Nonna nonnôoooo.

Quanno sant’Anna cantav’ a Maria,

quante belle canzone le diceva!

E le diceva: adduòrmete, Maria.

Maria ch’era santa s’addurmeva;

e le diceva: adduòrmete, Dunzella,

tu si’ la mamma de li bbirgenelle;

e le diceva: adduòrmete, Signora,

tu si’ la mamma de lu Salvatore;

e le diceva: adduòrmete, Regina,

tu si’ la mamma de Gesù Bambino!

 


 
Ninna-nanna 15 Audio
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Oh! la nonna, nonnarella,

’sta figlia mia se fa i sonne belle;

se fa i sonne che se fece Maria,

cogli occhi chiusi e con la mente a Dio.

Cogli occhi chiusi e con la mente ai Santi,

’sta figlia mia pozza cresce’ santa!

 


 
Ninna-nanna 16 Audio
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Quanto si’ bello! Dio te pozza dare

la forza de Lorlando e de Sanzone,

li bellizzi che avìa Carlo Romano:

la sapïenza che avìa Salomone,

dudici figli mascoli puozzi fare,

puozzi guarnì lo Regno ogni pontone,

uno vescovo, ’n àuto cardinale,

lo papa santo co’ lu’ ’mperatore.

Nonna, nonnôoooo.

 


 
Ninna-nanna 17 Audio
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Suonno, suonno, vieni ca t’aspetto,

come Maria aspettava San Giuseppe;

a San Giuseppe mmio, lo vecchiotto,

porta lo suonno sotto a lo cappotto;

a San Giuseppe mmio, lo vecchiarello,

porta lo suonno sotto a lo mantiello.
 


 
Ninna-nanna 18 Audio
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Suonno, suonno, ca bieni da lu monte,

vieni cu’ palla r’oro e dàlla ’nfronte.

Dàlle ’nfronte e non mme lu fa’ male,

è peccerillo a la nonna vo’ fare.

La nonna vo’ fare a’ ’nu lietto de rosa:

lu figlio rorme e la mamma rreposa.

 


 
Ninna-nanna 19 Audio
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Viéce, Madonne, vestite de bianche,

púrteje lu suonne, e liveje lu piante;

viéce, Madonne, vestite de rusce,

púrteje lu suonne, e liveje la tosce:

viéce, Madonne, vestite de nire,

púrteje lu suonne, e liveje le pene.

 


 
Ninna-nanna 20 Audio
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Ninna, ninna ninnareddi

u llupp s’ha mangiat la pichireddi.

Ninna, ninna, ninno, o… o… o.
Si h’ha mangiat chi totti la lani,

prova picchiredd senz’ attani!

Ninna, ninna, ninno, o… o… o.

Picchiredda me comi facisti

Quann mmocc o llupi ti vidisti?

Ninna, ninna, ninno, o… o… o.

 


 
Ninna-nanna 21 Audio
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Ninna ninna e ninna cu’ lu sonnu,

stu figliu è bello e mamma mo’ l’addorme.

Addòrmete, figliu, addòrmete a la cuna,

e addòrmete cu’ la bona fortuna…

Viene, sonnu, non volè’ tardare,

lu figliu mmio vole repusare.

Reposa l’acqua e reposa lu ventu,

reposa, figliu, mo’ ca ’ngh’ hai lu tempu.

Vene lu sonnu da luntana via,

lu vene addorm’ a lu figliu mmiu.

Vene a cavallu a ’nu cavallu ghiancu

la sella d’oro, la briglia di birlanti.

Vene a cavallu a ’nu cavallu rossu,

la stella ’mbrontu e la briglia a lu mussu.

Sonnu, ca lu mannai e no ’nghe vene,

ca quacche donna bella lu tratene!

Oh bella donna, ’ascialu menine,

’ascialu addorme’ e pu’ lu tornu a tine.

Piccolu si’ e hai a cresce’ granne,

e addòrmete gioia de la mamma.
 


 
Ninna-nanna 22 Audio
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A ninna, ninna ccu la ninna, ninna,

tu si’ lu juri di li piccininni;

tu si’ lu juri, tu si’ la jurera

tu si’ lu juri di la primavera;

tu si’ lu juri, tu si’ lu jurillo

tu si’ lu juri di li piccirilli !

 


 
Ninna-nanna 23 Audio
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Dormi, dormi, dormi, Nicola meu, dormi contentu,

ca chista è l’ura, chistu lu momentu,

e veni sonnu e veni pigghiatillu,

a stu figghiolu meu piccirillu…

 


 
Ninna-nanna 24 Audio
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E ninna ninna e ninna ninna nonna,

la vera mamma toia è la Madonna,

la Vergine Maria da cca passava,

e de la picciuledda mia nda dimandava.

Edda n’addimandava ed eo dicendu

l’aiu a le brazza ca me sta dormennu.

Beddu lu mare e bedda la marina,

bedda la picciuledda mia quannu cammina;

beddu lu mare e beddi su li pisci,

bedda la picciuledda mia quando mi crisci.

E suonnu suonnu non me dimorare,

ca l’ora è tarda e la mamma à da hare.

 


 
Ninna-nanna 25 Audio
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Lu suonnu, bieddu mia, è jutu a jurilli

e ppi l’amuri tuo ’ndi cozi milli.

Lu suonnu, bieddu mia, è jutu a violi,

e ppi l’amuri tua ndi cozi novi.

Lu suonnu, bieddu mia, pirdutu l’hai;

famu allu liettu, ca lu truvirai,

lu truvirai lu suonnu e lu ripúosu;

duormi, Ninnuzzu bieddu e graziusu.

 


 
Ninna-nanna 26 Audio
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Lu sonnu e ninna, beddu, su’ dui cosi…
unu mu dormi e n’atru mu riposi…

unu mu dormi e n’atru mu riposi...

O ninna sonnu...

 


 
Ninna-nanna 27 Audio
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Fa la nana, me ninin,

tua mama a ’t völ tanta bin,

ciapa ciapa ün bel basin.

 


 
Ninna-nanna 28 Audio
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Nana, naneta,

papà l’è andat a neta;

neta sunava,

i’ angel cantava…

 


 
Ninna-nanna 29 Audio
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Nanan chinchin,

to papà mnirà,

porterà bunbun;

fa la nina,

fa la nana.

 


 
Ninna-nanna 30 Audio
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Sögn, sögn, viena, viena sögn.

E la sögn a völ pa venì

e Carlin völ pa durmì.
 


 
Ninna-nanna 31 Audio
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Sadegna

La nninna di lu Puppu bellu

O Deu, ninnu meu,

beddu, più di l’oru.

Supra la dura padda

vidisi ch’era natu,

e mi parissi un celi

di stelli curunatu,

di soli accumpagnatu

sopra un mannu decoru.

O Deu, ninnu meu, ecc.

La mamma illu mirallu

amurosa dizia:

Vita di la mi ita,

drommi la me alligria,

funtana sempre ’ia

d’abbundanti tesoru.

O Deu, ninnu meu, ecc.

Caglia, ninnu, caglia,

chi tempu enarà

candu illa dura cruzi

ciudato hai a istà

e tandu hai a pruà

un cudeli disdoru.

o Deu, ninnu meo, ecc.

 


 
Ninna-nanna 32 Audio
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Ci-ci, ninâ, pipin di scune,

che la mame si consume,

si consume a pôuc a pôuc

come il len su pal fôuc.

Il papâ l’è lad a seà,

la gialine a cocodà,

a j’ è lade a fa il coc

su la quarte dal pitoc,

il pitoc a i cor daûr

la gialine a scampe fûr.

 


 

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