Musica Popolare 3-2


Testi   Musica   Popolare     -    Inni   &   Patriottici


 

Col grande bastimento

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Canto popolare raccolto in Trentino, Valsugana - armonizzazione di Antonio Zanon

L'eterna storia dell'innamorato deluso. Il giovane, per dimenticare, partirà "col grande bastimento". Se ne andrà ben contento, dice lui, per non vedere più la ragazza causa del suo dolore. Ma il tormento è ancora aspro e la consolazione inefficace e lontana:
"Almeno trovassi una bella ragazza che piangesse per me!"

 Da quando ti ho veduto, mi sono innamorato
megio sarebbe stato, se non ti avessi amà

Dal ben che ti volevo, l'amor che ti portavo
non me lo immaginavo, che tu fossi così.

Così domani parto col grande bastimento
vado col cuor contento, per non vederti più.

Con 'ste ragazze belle, sarebbe una fortuna
se ne trovassi una che piangerà per me.


Siam chiamati al militar


Canto popolare - elaborazione di Antonio Zanon

Succede di frequente che i potenti della terra, distratti da conquiste, da vendette e strategie, e sordi alla voce del buon senso e della storia, si scordino che non c'è sacrificio più grande di una madre che dona al mondo la carne e il sangue e i sogni di un proprio figlio.

Siam riuniti tra le squadre
siam chiamati al militar
tu mi guardi o dolce madre
e non fai che lagrimar.

Monti e valli, piani aperti
mamma mia vo' in Calison.
Se tu brami ch'io deserti
mamma mia diserterò.

Oh no, no mio caro figlio,
non recarmi sto dolor.
Sia di te quel che vuol Dio,
ma non trarti disertor

Sia di te che il padre unito
che recarmi accanto ai pie'
figlio mio ti ho partorito
per la patria e non per me !


La Gigiota contadina

Canto popolare raccolto Valsugana - armonizzazione di Cecilia Vettorazzi

Scende dai monti la contadina con le secchie per vendere il latte: ai giovanotti che le propongono ben altro, risponde che tutto è possibile: basta soltanto che mamma e papà non sappiamo. Se, preoccupati di vederla tornare a casa spettinata, i suoi gliene chiederanno ragione, ecco pronta la spiegazione candida candida: "Sono stata su al convento, ho trova' padre Francesco, ho passato 'n oreta al fresco, ohi che gusto, ohi che piacer". Il testo, giocato su doppi sensi fin troppo trasparenti, è valorizzato da un' elaborazione musicale che fra appropriati, frequenti mutamenti di ritmo e di tonalita e sullo sfondo di uno sbarazzino, ammiccante accompagnamento bandistico, tiene bordone con garbo e allegria.

La vien giù, la vien giù da le montagne, para para pam
con le secie, con le secie sule spale, rom pom pom
la va gridando, para para pam
per le contrade, rom pom pom
late fresco, late fresco a chi ne vol.

O Gigiota, o Gigiota contadina, para para pam
tu sei troppo, tu sei troppo spiritosa, rom pom pom
e io da te, para para pam
vorrei una cosa, rom pom pom
far merenda, far merenda e colazion.

E mi sì, e mi sì che la farla, para para pam
basta solo, basta sol che i miei noi sapia, rom pom pom
se i lo sapesse, para para pam
i miei di casa, rom pom pom
la più grama, la più grama saria mi.

La matina, la matina torna a casa, para para pam
con la testa, con la testa spettinata, rom pom pom
dove sei stata, para para pam
figliola mia, rom pom pom
tutta notte, tutta notte e anca 'l dì.

Sono stata, sono stata su al convento, para para pam
e ho trovato, e ho trovà padre Francesco, rom pom pom
e ho passato, para para pam
'n 'oreta al fresco, rom pom pom
ohi che gusto, ohi che gusto, ohi che piacer


Canto Ucraino

Canto dell'Ucraina occidentale presso i monti Carpazi; parole e musica di S. Vorobkevic - armonizzazione di Andrea Mascagni

Come le canzoni dei Cosacchi, questo Canto Ucraino è una nenia possente e malinconica: il coro, vigoroso e sommesso e l'assolo del basso parlano del tempo passato, della gioventù ormai trascorsa che si vuole rievocata da uno zingaro con un canto capace di lenire nostalgia e dolore.

O zingaro ti narrerò la pena del mio cuor
ma il mio conforto troverò pensando alla mia gioventù
oh suonami il canto che sa recare gioia al mio cuor.

Nel petto arde il mio dolor, mi stringe ancora il cuor
oh, suonami, ti pagherò il vino santo d'allor
oh. suonami il canto che dà felicità al mio cuor.

O zingaro ti canterò, il dolce canto di allor
una ninna nanna che porterò per sempre dentro il mio cuor
ed ogni giorno ricorderò il tempo che non c'è più


Scende già mattina

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Canto d'autore - testo e musica di Fulvio Zanoni

Una dolce contemplazione e un languido abbandonarsi: la luna impallidisce, l'alba sta per giungere, io devo riposare, cullato da una musica lontana, che via via si perde come l'ultimo pensiero.... in raffinate armonie.

 Scende già mattina, non si può tardar
pallida è la luna, stanca di vegliar.

Musica lontana, eco di un pensier
e sol l'ultima stella rimane accesa in cielo.

Scende già mattina, non si può tardar,
pallida la luna, ....devo riposar


CE bielis maninis

Canto popolare - Armonizzazione di Andrea Mascagni

Ce bielis maninis
maninis d'amor,
ce bielis maninis
maninis d'amor!

Te' sa fatis la mame to'!
Va j ù va plan sta ' fer cu la man....

Oi bambinute d'amor,
oì bambinute d'amor!


Waltzing Matilda

Canto popolare australiano - ricostr. e arm. Gianni Malatesta
La seconda strofa è stata da noi creata in occasione della trasferta in Australia del Febbraio 2000

Se nell'immenso cuore deserto d'Australia, tra montagne rosso fuoco e canguri allegri saltellanti, vedete passare un vagabondo chino a parlare alla sua capra che docile lo segue, no, non è un pazzo, non è uno svitato fuori di testa:
ama troppo la sua terra, quel solitario, e lo canta a squarciagola alla sua capretta, che ahimè non lo capisce. E non gli risponde.

Once a jolly swagman camp'd by a billabong,
under the shade of a coolibah tree,
and he sang as he watch'd and waited till his billy boiled,
you'll come a waltzing Matilda with me.

Rit. Waltzing Matilda, waltzing Matilda
you'll come a waltzing Matilda with me,
and he sang as he watched and waited till his billy boiled you
'll come a waltzing Matilda with me.

Resteremo insieme solo pochi giorni ma
una gran festa per tutti sarà
questo dolce canto nella gioia ci unirà
nei nostri cuori per sempre vivrà.

Rit....

Libera traduzione di G. Malatesta
Una volta un simpatico vagabondo era accampato
vicino ad un canale sotto l'ombra di un albero di eucalipto
e cantava, e guardava aspettando che la teiera bollisse.

Rit. Tu verrai, verrai con me ballando nel mio tascapane.
Tu verrai, verrai con me ballando nel mio tascapane.

E lui cantava mentre guardava e aspettava che la teiera bollisse.

Rit. Tu verrai, verrai con me ballando nel mio tascapane.

E venne giù una pecora a bere nel canale
e il vagabondo, saltò nel canale e la acchiappò con allegria
e lui cantava mentre metteva la pecora nel suo tascapane.


Ai preât la biele stele Audio
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Ai preât la biele stele

Ai preât la biele stele,
ducj i sanz dal Paradîs.
Che ‘l Signôr fermi la uere
e'l gnò ben torni in paîs. 

Ma tu stele, biele stele
và palese 'l gnò destin.   
Và daûr di che montagne
là ch'al è il gnò curisin.


Tamburo, bel tambur

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Tamburo bel tambur,

damele a mi le rose!

Tamburo bel tambur,

damele a mi le rose, sì!

Mi si che te le do

se tu mi vuoi per sposa! (rip. sì)

Va la dal mio papà,

dighe se l'è contento.

" Bongiorno, signor re!

Mi da sua figlia in sposa? " (rip. no!)

" Ritirati da me!

Ti faccio fucilare! "

. Le palle di cannon

sono per mia difesa! (rip. sì)

Tamburo bel tambur,

dimmi chi l'è tuo padre!

. Il mio padre l'è

l'è 'l re de l'Inghilterra.

(ripetere due volte forte)

Tamburo bel tambur:

totela pur mia figlia,

Mira che bel bambin!

Totela pur mia figlia!


'L Caregheta

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Velo qua lo caregheta

e che 'l vien da le montagne

con le paie e con le zieghe

Velo qua a 'mpaiar careghe !

E la paia no me manca

no me manca le sparele

su da brave tosate bele

su porteme de laorar !

Se ghe fuse 'na ragazza

che me porta la carega

dighe pure che la vegna

che la 'mpaieren per nient !

Se ghe fuse 'na veciaza

che me porta la carega

diseghe pure che la vegna

ma coi soldi pronti in man !


Ritorno

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Son già vent'anni che manco da casa

e la mia mamma la voglio riveder

Chi elo che batte, che batte ala mia porta

e lè tuo figlio, ti viene a ritrovar

Io non conosco nè figli nè figlie

ed a quest'ora non apro a nessun !

Pazienza o mamma, se non mi vuoi aprire

la tua mercede la pagherà il Signor !


La Bruneta

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Dove te 'n vetu, bela Bruneta

così soletta per la città ?

"Io me ne vado alla fontanella

dove la mamma mi ha mandà"

Trecento scudi mi te daria

solo una notte dormir con te

" Andrò diritta dalla mia mamma

qualche consiglio lei mi darà"

Prendili pure mia cara figlia,

che li son buoni per maritar.

Gli farem fare la medicina

tutta la notte lui dormirà.

'l dorme 'l dorme tutta la notte

e la mattina s'è risveglia...

Altri trecento te ne daria

un'altra notte dormir con te

Torò consiglio dalla mia mamma

che qualche cosa lei mi darà

No! No! non voglio consigli di mamma,

perchè da mamma so stà ingannà.


La moglie bella

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Sospira bel Gioanin

che tuti i te vol ben

te gh'è la moglie bela

ma no la sa far nient !

Ciombo lalilalelila ecc.

Cosir no sa cosir

filar no la sa far

'laorar nte la campagna

la dis che 'lghè fa mal !

Polenta no 'n ghe pias

cafè tre volte al dì

la sera e la matina

e anca a mezodì !


La ballata del Conte

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E l'era el fiol del conte che 'l voleva tòr moier

el voleva tòr la inglesa l'era figlia d'un cavalier.

La sera el la dimanda, e la note l'ha sposà,

la matina de bonora en la Francia el l'ha menà

La fà trecento miglia senza mai poter parlar

e la 'n fa trezenzinquanta sempre a piangere e sospirar

"A che piangete, o inglesa cosa c'è nel vostro cuor ?"

"Io sospiro padre e madre che mai più io rivedrò"

"Se sospirè per questo, cara inglesa gavè reson:

ma se sospirè per l'altro el pugnale è preparà"

E la testa del sior conte giù per terra ruzzolò !


Fiocca la neve

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Fiocca la neve, la neve fiocca

tremo dal freddo, ardo d'amor

Ohi canto ancor, ohi canto ancor

fanciulla bionda, ardo d'amor

Son bianchi i tetti, bianche le vie,

ma, pur lo vedi, non parto ancor.

Ohi canto ancor....

Non ti rammenti la mia canzone ?

l'onta è più forte: vado a morir

Che male c'è, che male c'è

se un solo bacio voglio da te ?


Idolo

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Oh Nineta la luna che bela

la va zo pian pianin drio al Bondon

No te par che la dighe anca ela

"Toi Rosina spalanca el balcon" ?

Ma te dormi ti intant, Bereghina

e mi verzo la voze a cantar

mola zo la scaleta Rosina

ostregheta no farme sfiatar

Idolo, rispondimi

Idolo non dormir

se dormi svegliati e stammi a sentir

No te vedi che tempo d'inverno

son qui solo in mezzo alla strada

Il mio cuore s'agghiaccia e s'ammala

Ai ! mio cuore morire dovrà

Idolo, rispondimi

Idolo non dormir

se dormi svegliati e stammi a sentir


Bepin va in camera

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Bepi, Bepin va in camera

in camera a dormire

ghe vegnù 'n ment la bela

e 'l s'à tornà a vestire

Le nà ne la su camera

e 'll'à trovata a leto

e 'll'à trovata a leto

che la dormiva sola

El gh'ha donato un bacio

no l'ha sentito niente

el ghe na dato un altro...

ahimè ch'io son tradita !

O rondinella bella

oh falsa ingannatora

canta' tu m'hai stanotte

prima che spunti l'ora


La figlia del Borghese

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La bella figlia del borghese

e che per acqua la se n’ va;

quando fu sta’ a metà la strada

la si mise a riposar.

La riposa e poi la dorme

e soto l’ombra d’un bel fior;

passò di lì un ufiziale

e un bel bacio el g’ha donà.

La bela figlia torna a casa

e lo racconta al suo papà:

“O papà, mio caro papà,

un ufiziale el m’ha bacià !”.

“Vegnirà doman matina:

da la giustizia noi andrem !

o Giustizia, cara Giustizia:

mi voria sodisfazion !”.

La sodisfazion l’è questa:

de tegner la figlia a ca’,

e no lasciarla fuor di note

co gli ufiziali a far l’amor.


Sangue Trentino

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Le sei e mezzo eran del mattino,

le nostre truppe alpine facevan fuoco!

S'udiva un grido d'angoscia e di dolor,

là in fondo a quella valle facevano terror!

Sessanta eran morti sull'istante,

sessanta e più feriti mortalmente.

Giunti alla sera, si mise a trasportar

I morti al camposanto,

i feriti all'ospedal.

In mezzo a quei feriti era un trentino,

partito da sua casa eran tre anni.

Sangue trentino, perché ridotto così:

alla tua patria nascer, all'estero morir!

La serva

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Son 'na serva, no spazo le strade

strasinando la coa del vestì.

Go le onge e le man rovinade

perchè devo laorar tut el dì

Non g'ho polver sul mus,

ma del resto me la godo e g'ho tuti 'n tel zesto !

Dove vago, in qualunque botega

son la prima che i core a servir.

I pesega, i me loda e i me prega

de tornar, de no starli a tradir.

Mi ghe dago la corda,

del resto quela zent la g'ho tuta in tel zesto !

No gh'è versi che torna da piazza

che la siora la diga qualcos.

O le verze l'è come 'na straza,

o la carne l'è quasi tut os.

Mi m'enrabio e rispondo,

del resto i paroni i g'ho tuti 'n tel zesto !

Se i me ama g'ho gusto, ma in fondo

no me importa nè tanto nè poc!

Per 'na sola persona a sto mondo

saria pronta a butarme 'n tel foc !

L'è el me biondo,

ma i altri del resto ve'l confeso, i g'ho tuti in tel zesto !


Figlia no !

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Figlia no, che l'è poreto !

Se l'è poreto no me importa:

elo col saco e mi la sporta

oilà, larilalala

mi gnanca per questo lo voglio lasciar !

Figlia no, 'l fa 'l caretiere !

Caretier lasa che el sia

mo monto su e lu el para via

oilà, larilalala

mi gnanca per questo lo voglio lasciar !

Figlia no, 'l gioca ale carte !

Ma lu le carte e a mi i scartini,

lu le meze e mi i quartini

oilà, larilalala

mi gnanca per questo lo voglio lasciar !

Figlia no, 'l va a l'osteria !

A l'osteria lasè ch'el vaga

lu la ciuca e mi la bala

oilà, larilalala

mi gnanca per questo lo voglio lasciar !

Figlia no, l'è mezo orbo !

Se lu l'è orbo mi ghe vedo,

per la strada mi lo meno

oilà, larilalala

mi gnanca per questo lo voglio lasciar

Figlia no !..... Mamma si !


Venite o pastori

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Venite o pastori, è nato un Bambino

una Vergin lo culla, i cieli l'adoran !

Cessarono i cieli la loro armonia

cantando Maria la nanna a Gesù

cantando Maria la nanna a Gesù

Venite o pastori, è nato un Bambino

una Vergin lo culla, i cieli l'adoran!

A voce divina la Vergine bella

più vaga che stella, adora Gesù !

più vaga che stella, adora Gesù !


Passa il reggimento

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E quando passa il reggimento

il cuor di gioia balzar mi sento

le gambe mie sento tremar

un bersagliere vorrei sposar !

Io mi trovo assai contenta

quando passa il reggimento

è la cosa assai più cara

il suon della fanfara !

Non c'è cosa assai più bella

che la banda militar

con tutti i bersaglieri

e l'uffizialità !

Balza, ribalza, balzar mi sento in cuor

e là risplende la fiamma dell'amor

che là risplende la fiamma dell'amor

è quando vedo il bersaglier passar !

Io mi trovo assai contenta ...

Non è tenente, nè capitano

nè colonnello, nè generale

suona la tromba, l'è l'ideal

un bersagliere vorrei sposar !


Quando ero piccolina

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Quando ero piccolina

stavo in braccio del mio papà

Mi diceva: Rosina vien granda

che ti voglio maritar

Grandicella son venuta

e all'età di sedici 'an

ho un figlio che chiama già mamma

e il papà non so chi lè

Sarà forse 'na lingera

'na lingera d'oltre mar

sarà un fiore di primavera

mi fa pianger sospirar

Tutti dicon che sono smortina

son smortina perchè vado fuor

sono in cerca del mio primo amore

quando 'l trovo lo sposerò


La Boara

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E quel di che me marido a la querra me toca andar

e ti raccomando mama, mama mia la me moier

di tenerla in camerella, a cusir e ricamar

La ghe da la roca e el fuso, e la stopa da filar

e po dopo la la manda for coi boi a pascolar

E le stada sete anni senza mai poder parlar

e quel di che la cantava so marì l'è rivà là

O boara, bella boara de chi ei mai quei bei boi là ?

e le i boi de me madona, prego il ciel la morirà


Ferdinando

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Ferdinando s'innamora

e di una bella, d'una bella ragazzetta

che di nome era Lisetta,

l'è fatta apposta, fatta apposta per far l'amor!

Di sovente la conduzieva

e là nei boschi, là nei boschi profondi e oscuri,

là le tolse i suoi onori,

e alla fine, alla fine l'abbandonò!

"Te l'ho detto tante volte

che a far l'amor, a far l'amore ci vuol giudizio!

Tutti gli uomini han quel vizio

di arbandonare, arbandonare la gioventù!"

Jolecoeur
 (piccolo dolce amore)

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Dime 'n pò bel galan bel giuin

du a sev incaminà ?

"Caminà su 'nver la Franza

duv a i è la mia speranza

duv a i è me jolecoeur,

duv a i è me jolecoeur !"

Bel galant a l'è sta in tan Franza

là va 'n piaza a spasighè

a si scuntra 'na franzeisa

ca parlava la piemonteisa:

"Oh mossiè basè mua bien !

oh mossiè basè mua bien !"

A l'ha pià per sue man bianche

angrupè a la pieu,

a l'ha mnà là sle culine

duv a i è l'erb tutte fine.

ui, tre vote sa l'ha basè

dui, tre vote sa l'ha basè

"E ades che l'avei basà me,

bel galant mi spuserai !

Sa l'è l'omm che mi pensava,

sa l'è l'omm desiderava

di spusè me jolicoeur,

di spusè me jolicoeur !"


Gli Aizimpoineri

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Alla mattina all'alba

sento le trombe suonare lerà

Son gli aizimpineri che vanno via

ciao bella mora mia se vuoi venir

Mi si che vegnaria

per una notte sola lerà

Solo ti prego non mi toccare

perchè son giovane da maritar

Se sei da maritare

dovevi dirlo prima lerà

Or che sei stata con gli aizimpineri

non sei più giovine da maritar

Alla mattina all'alba

sento le trombe suonare lerà

Son gli aizimpineri che vanno via

ciao bella mora mia se vuoi venir


Susanna al ballo

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Susanna vientu al ballo, girulìn

Susanna vientu al ballo, girulin

che al bal te voi menar,

girulin dai dai, girulin dai dai

che al bal te voi menar

Quando fu stata al ballo

nessun la fa balar

Soltanto 'l fiol del Conte

tre giri el ghe fa far

Nel fare il terzo giro

le rose ghe cascà

Nel prender su le rose

un bacio el gà molà

I ma bacià in tanti

nessuno el m'à mangià

E gnanca el fiol del conte

nol sarà sta famà


Io son partito

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Io son partito in una sera al chiar di luna

sperando di trovar lontan un pò di fortuna

E nel partir tutto dovrò lasciare

Questo è il destin di chi vuole emigrare !

Lassù sui monti in mezzo al freddo, freddo gelato

pensando a tutte quelle cose che ho lasciato

Ma nel mio cuor mi vien la nostalgia

di dover lasciar la bella patria mia

Ritorneremo il mese di Maggio, Maggio pieno

quando sui prati verdeggianti si taglia il fieno

e con gli amici si canta in allegria

son tornato alfin alla casetta mia !

O bella bimba dalle labbra fresche di rosa

se tu acconsentirai ti voglio mia per sposa

ma prima un piccol, piccol nido mio

mai più lontan dal paesello mio

Ma prima un piccol, piccol nido mio

mai più lontan dal paesello mio !


L'oselin del bosc

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Quell'oselin del bosc

e quell'oselin del bosc

che alla campagna vola (rataplan)

che alla campagna vola (rataplan)

Se l'avessi in man

quell'oselin del bosc

Dove saral volà ?

Sulla finestra bella

Se l'avessi in man.....

Cosaveral portà ?

'Na lettare sigillata

Se l'avessi in man.....

Cosa ghe giera su ?

Di maritarti oi bella

Se l'avessi in man.....

Son maritata ier

Oggi mi son pentita

Se l'avessi in man.....

Go tolto 'n bruto vecio

L'è pien di gelosia

Se l'avessi in man.....

L'è meio 'n giovinot:

L'è pien di allegria


El Genuveis

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Bel Genuveis a vol maride -se vol pie la fia d'un rich marcant

vol pie la fia d'un rich marcant -cu la ch'a porta ia riss ei guant

bel genuveis a vol Marie -cu la ch'a porta ia riss ei guant

Bel genuveis a fa fe d'un balu -fa fe d'un balu per fe bale

fa fe d'un balu per fe bale -tute le fie da maride

bel genuveis vol fe bale -tute le fie da maride.

Tute le fie n'a van al balu -ma la pi bela andari-a pa

ma la pi bela andari-a pa -perche so pare la ten serà

la ten serà la ten serà -e la pi be l'andari-a pa

Bel genuveis fa su ne le cioche

su ne le cioche ma nen tant fort

per le d'an ten di la se m'ande a fe ie i'unur

a chia l'e mort el me prim'amur

Quand ch'a sun stat per pur-te lu vi-a el genuveis

a-a le surtì bel genuveis a le-e surtì a la buta ie l'anel al di !

bel genuveis a le surtì a la bu-ta ie l'anel al di !
 

Quando me so sposà

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O' fat 'na gran capela che ve la voi contar !

Quando me so sposà l'ò tolta brava e bela

ò fat na gran capela, che ve la voi contar !

Filàr no la vol filàr, cusir no la sa far

e l'aria de la campagna la dis che la ghe fa mal !

Polenta no la 'n vol, cafè tre volte al dì

la sera e la mattina e a l'ora del mezdì !

Lei mula e senza sal, la gà dolor per tut

la ga la lengua longa e la vol che mi sia mut !

O' fat 'na gran capela...

quando me sò sposà !


Serenata

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Che bella serenata, quante stelle

na bela notte per rubar putele

Chi ruba le putele non son ladri

ma sono giovanotti innamorati

Aprite la finestra, o vago fiore

poichè la notte è oscura e il tempo tace

Io son venuto per rubarti il cuore

lasciatemi passar, che son l'amore

Fanciulla, la mia voce diventa roca

al suon della chitarra si fa più fioca

Se tu non apri la finestra amata

sarà cantata invan la serenata

 


Ammore, ammore Audio
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Ammore ammore acciuccame `sta rame
fammele coje a me `stu bbelle fiore.

Ammore ammore ne me fa' l'inganne
damme la rose `nghi tutti li fronni.

Ammore ammore ne me ne fa tante
so' piccirille e lo raccont'a mamme

 


Belle rose du printemps Audio
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Que fais-tu là-bas, ma jolie bergère?
Belle rose du printemps.

Combien prends-tu pour ton salaire?
Belle rose du printemps.

 


Che fai bela pastora Audio
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Che fai bela pastora
che fai così soleta
a calpestar l'erbeta
a lo spuntar del dì?
Su questi verdi prati
a largoi miei armenti
passo i miei dì contenti
e vivoin libertà
Oh oh oh oh
oh la la la la
la la la la la la la
Oh oh oh oh oh
E voi che siete vècio
che fate qui d'intorno
a lo spuntar del giorno
con quel mazètoin man?
L'ò colto apena adesso
fresco dal mio vasèto
Con gaudio e con dilèto
lo vengo a te a portar
E voi che siete vècio
Pensate ai casi vostri
'nfilzate i padrenostri
l'amor lassela star.
Non fate la ritrosa
se anche sonvecèto
me sento robusteto.

 


Dove te vett o Mariettina Audio
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Dove te vett o Mariettina
Dove te vett o Mariettina
Dove te vett o Mariettina
'nsci bon ora 'n mezz' al prà
'nsci bon ora 'n mezz' al prà.
Mi me ne vado in campagnola
Mi me ne vado in campagnola
Mi me ne vado in campagnola
campagnola a lavorà.
campagnola a lavorà.
Se la rosada la s'è alta
Se la rosada la s'è alta
Se la rosada la s'è alta
la te bagnerà'l scossà.
la te bagnerà'l scossà.
El scossarin l'ho già bagnato
El scossarin l'ho già bagnato
El scossarin l'ho già bagnato
stamattina in mezz' al prà
stamattina in mezz' al prà.


E adess che sem chi tuti Audio
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Adess che sem chi tuti
`na mossa de bianco
`na mora -al fianco
per disco-co-correre d'amor.

Se ela no se fida
de stare al fianco
tre mosse de bianco
ci faranno co-co-consolar.

Se ela la se fida
de stare al fianco
`na mossa de bianco
sarà il co-co-colmo del piacer.

 


Fila, fila Audio
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Vos tu venir con me
su la montagna,
dove gh’è l’erba suta
e no la bagna?

Fila, fila ortanela,
fin che gira la molinela,
fin che ‘l fuso l’è terminà.

Vos tu venir con me
laggiù in campagna,
dove che nasse ‘l zaldo
e l’erba spagna?

Fila, fila ...

Vos tu venir con me,
bella, stanotte,
col mosto ti darò
castagne cotte.

Fila, fila ...

Vos tu venir sul monte,
o bimba bella?
Risplender vedrem
la nostra stella.

Fila, fila ...

 


Il più bel fiorellin Audio
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Il più bel fiorellin del mondo
è sempre l'edelweiss;
fiorisce su le rocce, su
le nevi e sui ghiacciai.

Un giorno disse la ragazza:
voglio l'edelweiss!
O bell'alpin di fiorellin
ne voglio u bel mazzin.

L'alpino subito partì
per coglie l'edelweiss.
Un dì passò, un altro ancor
ed egli non tornò.

L'alpino cadde per donarle
un fiore: l'edelweiss.
La bella allor piangeva ognor
il suo perduto amor

 


In mezzo al prato gh'è tre sorelle Audio
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In mezzo al prato – gh’è tre sorelle
Una di quelle – mi voi sposar;
no l’è la prima – né la seconda
ma l’è la bionda che mi ha feri.

La bella bionda – mi manda a dire
Che il mio soffrire – la fa penar.
"O giovinotto – non mi tradire:
non vo’ morire – di mal di cuor".

"O cara figlia – de la pastora
è questa l’ora – del nostro amor;
tutto il mio cuore – io t’ho donato
innamorato – io son di te".

 


Il ritorno Audio
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Questa è lunga storia di un soldato
che per disgrazia ritorno dal fronte
senza saper che invece dell’alloro
gli avevan messo cento corna in fronte!

A sòn tornà stanote,
stanote a casa mìa:
tre case, l’osteria
la cesa col piovàn.
Me ga robà la guera
Cinque ani manco un mese
Ma adess dal me paese
Mi no me movo più.
Vicin a me mujere
Tacà a la me pùtela
La vita xè pù bela,
la xe la libertà. Oh!

Cammina per la strada acciotolata
E giunge a una finestra illuminata
Bussa alla porta il bravo soldatino
E sulla porta appare un bel bambino

"Ghe xe la … " ghe domando
"Ghe xe la Carolina?"
"Me mama xè in cusina
a fare i so mestier.
Vien ‘vanti ghe xè posto
Par tutti congedati:
qua i militar soldati
fan tapa note e dì.
A tuti la ghe conta
Che l’è senza mario,
perché l’è andà con Dio
sul fronte a guerreggiar." Oh!.

Mette i ricordi dentro il tascapane
Passa una mano sopra il capo biondo
E mentre intorno sta crollando il mondo
Riprende il suo cammin senza ritorno.

"Dà un baso a la to mama
dà un baso a to sorèla
fa su la portesela
e torna dentro in cà.
Ti dighe con la mama
Che l’è passà to zio,
ma che l’è andà con Dio
per non tornar mai più.
La xè finìa la guera:
cinque ani manca un mese.
Ma adess al mio paese
Mi no ghe vegno più.

A go sognà ‘na note
‘na note a casa mia.
Tre case, l’ostaria
La cesa col piovàn.

 


J' abbruzzu Audio
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So `ssajit' aju Gran Sassu
so' rrimast' ammutolite
me parea che passu passu
se sajess' aj infinitu.

Che turchinu, quanto sole
quanto cielo che bellezza
pure Roma e j'artru mare
se vedea da quell'altezza.

Poi so jitu a la Majella
la montagna tutt' in fiore
quant'è bbella, quant'è bbella
pare fatta pell' ammore.

(Che silenzio, quanta pace
che malia la ciaramella
ju pastore guarda e tace
pare ju dio de la Majella).
Poi so' scisu a la marina
e le vele colorate
co' ju sole `e la matina
se so' tutte illuminate.

So' ssalito a ju Gran Sassu
la montagna e' tutt'in fiore
pell' ammore
pell' ammore !

 


La barbera Audio
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Oh barbera belà, barbera belà
la barba se mi
la barba se mi vuoi far.

Io sì si che te la, farìa ma ho
paura, ma ho
paura del mio marì.

Tuo marito l'è andato
in Francia l'è andà
speranza di non ritornar.
La tua barba l'è riccia
e bionda l'è riccia
e bionda la fa `nemorar.

 


La brutta vecia Audio
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‘Na volta gh’era ‘na brutta vecia
Che la g’aveva do’ denti soli.
Ghe palpa uno, el ghe scorlava
Ghe palpa st’altro e ‘l ghe resta in man.
Comen mit mihr, me dis ‘na todesca,
Sull’erba fresca a fare l’amor.
Mi no’ capisso ne’ si e ne’ no,
E come ‘n‘asin ghe digo:" yo,yo!"
Zwenzich personen in automobil,
Das is zu fill, das is zu fill.
In eine svolten l’auto se volten,
Zwenzich personen alles kaput.
Sprechen sie deutch fino a bolzan,
Ma da ‘sta banda se parla italian.

 


La ceseta de Transaqua Audio
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As tu vis la ceseta de Transaqa, de Transaqua,
cel Cimen de la Pala sera i cepi? Oh!

La gh'ha i oci chiari come l'aqua, come l'aqua,
e i cavei tuti driti e senza grepi, oh!

Sì ghe vist la ceseta de Transaqua, deTransaqua,
ma 'l Cimen de la Pala non ghe xera, oh!

Sera i cepi lustri de tant'aqua, de tant'aqua,
se vedeva 'na nuvolena nera, oh!

Nella cesa cianta Messa il prete, messa il prete,
Sul Cimen de la Paa fis'cia il vento, oh!

Cosa importa se gh'ho le scarpe rote, scarpe rote?
Mi te varde e me sente il cor contento, oh!

Cosa importa...

 


La Dosolina Audio
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La Dosolina la va di sopra,
la si mette al tavolino,
solo per scrivere 'na letterina
e per mandarla al napolitan.

Napolitano l'è 'nda a Bologna
a zercarse una morosa;
la Dosolina, povera Tosa,
Napolitano l'abbandonò!

Ma se ti trovo sola soletta
un bel base te daria.
Ma se ti trovo in compagnia,
te l'ho giurato, t'ammazzerò.

 


La ligrìe Audio
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(E) la ligrie ‘e je dai zovins
(e) nò dai vecijos maridaz
Le àn piardùte (biel) lant a messe
(e) in chè dì che son sposaz
para para pa pa pa …

(E) veso vu che biele fie
(e) no la daiso a di nissun?
(E) la tigniso riservade
(e) sot la nape e cjapà il fum?
para para pa pa pa …

 


La mia bela la mi aspeta Audio
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La mia bela la mi aspeta
la mia bela la mi aspeta
Ma io devo andare a la guera
chi sa quando che tornerò
ma io devo andare a la guera
chi sa quando che tornerò.

L'ò ardada a la finestra
L'ò ardada a la finestra
Ma io devo andare a la guera
la mia bela aspeterà
ma io devo andare a la guera
la mia bela aspeterà.

Il nemico è là in vedetta:
Il nemico è là in vedetta
O montagne tutte bele
Valcamonica del mio cuor.
o montagne tutte bele
Valcamonica del mio cuor.
 


La vien giù da le montagne Audio
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La vien giù da le montagne
L’e vestita a la francese,
da un bel giovane cortese
gli fu chiesto far l’amor.

“Lo ringrazio, o giovanotto,
lo ringrazio del buon cuore,
appartengo a un altro amore
che mi ama e mi vuol ben”.

“Vatten via, o sciagurata,
vatten via su le montagne,
a raccoglier le castagne
con gli agnelli a pascolar”.

“Sono nata in mezzo ai fiori,
in mezzo ai fiori di Vermiglio,
sono pura come un giglio,
come un giglio voi morir”.

 


La mula de Parenzo Audio
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La mula de Parenzo - liolà
ha messo su bottega,
de tutto la vendeva; (2 v.)
la mula...
de tutto la vendeva
fora che baccalà.
E perché non m'ami più?

La me morosa vecia,
la tengo de riserva,
e quando spunta l'erba; (2 v.)
la me morosa....
e quando spunta l'erba
la mando a pascolar.
E perché..

La mando a pascolare
nel mese di settembre,
ma quando vien novembre; (2 v.)
la mando...
ma quando vien novembre
la mando a riposar.
E perché...

La mando a pascolare
insieme alle caprette,
l'amor con le servette; (2 v.)
la mando...
l'amor con le servette
non lo farò mai più!
E perché...

Se il mare fosse tocio
e le montagne polenta:
ohi mamma che tociade; (2 v.)
se il mare...
ohi mamma che tociade
polenta e baccalà!
E perché...

Se il mare fosse di vino
e i laghi de acquavita,
'briaghi per tutta la vita:(2 v.)
se il mare...
'briaghi per tutta la vita:
polenta e baccalà.
E perché...

Tutti mi dicono bionda,
ma bionda io non sono,
porto i capelli neri. (2 v.)
tutti mi dicono...
porto i capelli neri,
neri come il carbon.
E perché...

Sinceri ne l'amore,
sinceri ne gli amanti:
ne ho passati tanti (2 v.)
Sinceri...
ne ho passati tanti
e passerò anche te!
E perché...

 


La Paganella Audio
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Voria veder el Trentino
Da 'na vista propri bella.
No 'sto a perder massa tempo
E va' su la Paganella.
Paganella, Paganella,
va la su, va la su, va la su,
ma fa priè non perder temp.

Cosa èl sta Paganella?
che no sò cossa che l'è?
No che sai cossa che l'è
No che sai cossa che l'è
L'è la zima la più bella,
de più belle no ghe n'è.
L'è la zima la più bella,
de più belle no ghe n'è.
No ghe n'è, no ghe n'è,
no ghe n'è, no ghe n'è, no ghe n'è,
po, po, po.

Tote 'nsema 'na putela
e 'na bozza, 'na bozza de bon vin,
per goder, per goder la Paganella
e la vista, e la vista del trentin, del trentin.
Tote 'nsema 'na putela
e 'na bozza de bon vin,
per goder la Paganella
e la vista del trentin,
per goder la Paganella
e la vista del trentin.
Paganella, Paganella,
o montagna tutta bella.
Paganella, Paganella,
de più belle no ghe n'è.
No ghe n'è, no ghe n'è,
no ghe n'è, no ghe n'è, no ghe n'è.

Da là su se vede 'l ziel,
i torrenti e le vedrette,
va l'ociada, va 'l pensier
dal confin fino a le strette.
Paganella, Paganella,
va l'ociada, va 'l pensier
da le strette fien 'l confin.

Da 'na banda trenta laghi
e d'Asiago l'altipian,
e d'Asiago l'altipian,
e d'Asiago l'altipian.
Da 'na banda trenta laghi
e d'Asiago l'altipiano,
e da l'altra San Martino
e zò zò fin a Milan.
a Milan, a Milan,
a Milan, a Milan, a Milan,
po, po, po.

 


La pastora e il lupo Audio
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La bergèra larga i môtôn
E la bergèra larga i môtôn
Al lung de la riviera
E ‘l sol levà l’era tan’ càud
La sé setà a l’ômbrèta.

J’è sôrtì ‘l gran lüv del bosc,
J’è sôrtì ‘l gran lüv del bosc,
con la bôca ambajeja
A j’à pià ‘l pi bel bàrbin
Ch’à j’era ‘n t’la trupeja.

La bergèra ‘s büta a criar,
e la bergèra ‘s büta a criar:
"Aj, mi povra fieta!
Se qualcün a m’ajüteis,
sarìa sôa môrôsêta."

Da lì passa gentil galant,
e da lì passa gentil galant
côn la sua bela speja.
S j’à dait tre côlp al lüv,
barbin l’è saôtà ‘n tera.

"Mi ’v’ ringrassiô, gentil galant
e mi ’v’ ringrassiô, gentil galant,
mi ’v’ ringrassiô ‘d vostra pena.
Quand ch’i tônda ‘l me barbin,
vi dônarò la lena"

"Mi na sôn pa marcant de pann,
e mi na sôn pa marcant de pann,
e gnunca de la lena.
Un basin dêl vost buchin
Mi pagherà la pena."

 

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