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Musica Fascista 2-5 |
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Musica Ventennio Fascista - Inni & Patriottici |
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Partì
cantando il canto il legionario
Allorché
il Duce l’ordine lanciò
E
nei suoi occhi un raggio d’infinito
S’accese
pien d’audacia e balenò
La
fede in cuore il riso sulla bocca
Come
nel tempo in cui si vinse al Piave
Egli
esclamò rivendico l’impero
Che
di Roma un tempo gia fu
Marcia
la giovinezza
Incontro
all’avvenire
Per
vincere o morire
Marcia
col cuor sincero
Mentre
radioso il sole lassù
Illumina
l’Italia vegliata ancor di più
dal
Duce fondatore dell’impero
li
riportò nel segno del Littorio
il
giusto premio che il destin segnò
aveva
scritto pagine di storia
col
tricolore al vento egli avanzò
e
la vittoria emerse luminosa
da
quel valore italico grandioso
che
sempre fu l’onore della stirpe
destinata
sul mondo a imperar
Marcia
la giovinezza
Incontro
all’avvenire
Per
vincere o morire
Marcia
col cuor sincero
Mentre
radioso il sole lassù
Illumina
l’Italia vegliata ancor di più
dal
Duce fondatore dell’impero
Marcia
la giovinezza
Incontro
all’avvenire
Per
vincere o morire
Marcia
col cuor sincero
Mentre
radioso il sole lassù
Illumina
l’Italia vegliata ancor di più
dal
Duce fondatore dell’impero
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La
tromba del quartiere è già suonata
È
l’adunata del battaglion
Un
rigo in fretta per l’innamorata
Poi
la sfilata lungo i bastion
E
per le strade ancora tormentate
Risuona
dei soldati la canzon
Si
va per Mussolini nell’Africa oriental
Abbiam
con gli abissini molti conti da saldar
Per
chiuder la partita portiam nella giberna
L’elisir
di lunga vita per il Negus Selassiè
Si
va per Mussolini per l’Italia e per il re
Tremante
d’emozione una vecchietta
Si
reca in fretta alla stazion
Per
dire al figlio suo con amore
Và,
fatti onore, io pregherò
Ritornerò
col segno del valore
Le
grida il figlio mentre il treno va
Si
va per Mussolini nell’Africa oriental
Abbiam
con gli abissini molti conti da saldar
Per
chiuder la partita portiam nella giberna
L’elisir
di lunga vita per il Negus e l’Assie
Si
va per Mussolini per l’Italia e per il re
E
un giorno non lontano laggiù sull’altipiano
Vedremo
sventolare più superbo il tricolor
Si
va per Mussolini per l’Italia e per il re
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Salve
o Re Imperator! Nuova Fede il Duce diè al Mondo e a Roma il nuovo Imper. Fecondato dal lavor, Legionario orgoglio avrai del tuo Imper. Popolo fedel col Sangue lo creò. Credere, Obbedir, Combattere saprà. Vittoriose spiegherà fulgide le Insegne della Patria al Sol. Popolo fedel col Sangue Lo creò. Credere, Obbedir, Combattere saprà. Vittoriose leverà fulgide le Insegne della Patria al Sol. |
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Fuoco
di Vesta che fuor dal tempio |
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Siamo
i figli della Lupa
dell’Italia
il primo fiore
e
donato abbiamo il cuore
al
suo grande Condottier.
Noi
di Roma siam Balilla
e
del Duce il primo affetto.
Il
Suo nome abbiamo in petto
e
l’Italia nei pensier.
Suonate
campane, suonate festose
a
schiere di bimbi che passan gioiose
marciamo
inquadrati da veri soldati.
L’Italia
e il suo Duce vogliamo seguir.
Suonate
campane, suonate festose
a
schiere di bimbi che passan gioiose
marciamo
inquadrati da veri soldati.
L’Italia
e il suo Duce vogliamo servir.
La
divisa che portiamo
sempre
avrà la nostra Fede.
Mussolini
ce la diede
le
faremo sempre onor.
Suonate
campane, suonate festose
a
schiere di bimbi che passan gioiose
cantiamo
inquadrati da veri soldati.
L’Italia
e il suo Duce vogliamo servir.
Suonate
campane, suonate festose
a
schiere di bimbi che passan gioiose
marciamo
inquadrati da veri soldati.
L’Italia
e il suo Duce vogliamo servir.
Suonate
campane, suonate festose
a
schiere di bimbi che passan gioiose
marciamo
inquadrati da veri soldati.
L’Italia
e il suo Duce vogliamo servir.
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Roma
divina, a Te sul Campidoglio |
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Siamo
fiaccole di vita,
siamo
l'eterna gioventù
che
conquista l'avvenir
di
ferro armata e di pensier.
Per
le vie del nuovo Impero
che
si dilungano nel mar,
marceremo
come il Duce vuol
dove
Roma già passò.
Bocche
di porpora ridenti,
date
amor, date amor,
e
noi domani a tutti i venti
daremo
il tricolor.
O
nude stanze,
fredde,
squallide nell'ora di studiar,
dove
speranze,
sogni,
canti pur ci vengono a trovar,
a
noi veglianti
sui
volumi d'ogni scienza e d'ogni età,
il
dover gridi: "Per l'Italia e per il duce
eja,
eja, eja, alalà!"
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Mamma
ritorna ancora alla casetta sulla montagna che mi fu Natale son pien di gloria amata mia vecchietta ho combattuto in Africa Orientale. Asciuga il dolce pianto ripeti al mondo intero che il figlio tuo sincero ha vinto e lotta ancor. Italia va, con la tua giovinezza per la maggior grandezza il Duce sempre a vegliar sarà... Veglierà il re, gloriosa Patria bella tu sei la viva stella che il Duce al Mondo ridonerà Nella valigia t'ho portato un fiore io lo raccolsi in mezzo alla battaglia il suo profumo aspira con amore se crepitasse ancora la mitraglia. Bagnato è tutto intorno del sangue d'un guerriero che per crear l'Impero vince e lotta ancor. Italia va, con la tua giovinezza per la maggior grandezza il Duce sempre a vegliar sarà... Veglierà il re, gloriosa Patria bella tu sei la viva stella che il Duce al Mondo ridonerà |
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Forza l'Italia in marcia le sue schiere
e
lo straniero scaccia dal suo mar Con i gagliardetti al vento le bandiere tutto il suo popolo esultando va A fronte alta porgimi la mano Sorridi e canta se ti dico addio Poi con la flotta nera andrò lontano e la vittoria batterà il mio ardore Prenditi questo mio fiore Appuntalo sul petto e non tremare Prendilo è un ciclamino L'ho colto tra i più belli del giardino Se tornerò col segno del valore Lo porteremo insieme sull'altare Prenditi questo mio fiore Appuntalo sul petto e non tremar Quando sulla mia nave di vedetta il nostro mare attento scruterò Anche al tuo cuor che trepida e mi aspetta con tenerezza mi rivolgerò Se un giorno ti dirann che questo cuore Riposa addormentato in fondo al mare Non piangere per il perduto amore Vissuto assai chi per la patria muor |
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Col
carrarmato noi facciam la guerra
strumento
che conosce sol vittoria
che
perder fa al nemico la sua boria
che
appena appena lo sente avanzar
Col
carrarmato noi facciam la guerra
compagine
noi siamo d’ardimento
che
sorridendo affronta ogni cimento
che
se ne frega se poi dovrà morir.
Baldo
carrista
lancia
al vento del tuo cuore la canzone
nell’impeto
di fede e di passione
per
la tua Patria, per il Re, per il tuo Duce.
Se
canta il cuore
l’accompagna
col suo ritmo anche il motore
e
dice a chi lo guida nel cimento:
“Demone
rosso, avanti!
Tu
sei fra tutti quanti il re dell’ardimento!”
Baldo
carrista
lancia
al vento del tuo cuore la canzone
nell’impeto
di fede e di passione
per
la tua Patria, per il Re, per il tuo Duce.
Se
canta il cuore
l’accompagna
col suo ritmo anche il motore
e
dice a chi lo guida nel cimento:
“Demone
rosso, avanti!
Tu
sei fra tutti quanti il re dell’ardimento!”
Baldo
carrista
lancia
al vento del tuo cuore la canzone
nell’impeto
di fede e di passione
per
la tua Patria, per il Re, per il tuo Duce.
Se
canta il cuore
l’accompagna
col suo ritmo anche il motore
e
dice a chi lo guida nel cimento:
“Demone
rosso, avanti!
Tu
sei fra tutti quanti il re dell’ardimento!”
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Squadriglia
disperata che non si ferma mai.
Mai!
Mai!
Con
l’ala tricolor!
Come
aquila indomata l’assalto sempre sferra.
Sferra!
Sferra!
Al
canto del motor!
Su
l’ala armata rigna la morte,
contro
ogni sorte si scaglierà!
oillì,
oillì, ollì, oillà.
La
Disperata: eccola qua!
[fischi]
La
Disperata: eccola qua!
Il
nero gagliardetto ha il motto “me ne frego”!
Frego!
Frego!
E
sventola lassù.
Dal
sangue benedetto a tutti dice “guai!”.
Guai!
Guai!
Non
si ripiega più!
No!
Su
l’ala armata rigna la morte,
contro
ogni sorte si scaglierà!
oillì,
oillì, ollì, oillà.
La
Disperata: eccola qua!
[fischi]
La
Disperata: eccola qua!
Nemici
bianchi o neri.
Attenti!
Ché
son botte!
Botte!
Botte!
E
chi non l’ha, vien giù.
Sia
oggi come ieri, contro i nemici, Dài!
Dài!
Dài!
L’Italia
vincerà!
Sì!
Su
l’ala armata rigna la morte,
contro
ogni sorte si scaglierà!
oillì,
oillì, ollì, oillà.
La
Disperata: eccola qua!
[fischi]
Su
l’ala armata rigna la morte,
contro
ogni sorte si scaglierà!
oillì,
oillì, ollì, oillà.
La
Disperata: eccola qua!
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e il sonno non viene,perchè?... Mah,non so,non ricordo davvero: forse san sveglio da sempre, chissà!... La luna,selenica diva, che seguo con gli occhi febbrili sgusciare tra i cigli, m'appare,qual stanca creatura, tra i picchi rocciosi sorgenti dal fondo di basse colline ammassate sul tergo del fronte. E trova il suo asilo pur essa, e il chiarore soffuso s'estingue. Un istante è passato, quello che viene è già qui e il buio dilaga repente e affoga chi giace. Or,ecco,ci siamo: l'ordine è quasi un bisbiglio che rompe la quiete apparente. E' tempo di andare, non può starvi indugio e,"via,via ragazzi: fuori,alla lesta!" silente,nell'aria vischiosa, la pattuglia si muove, si tuffa e sparisce. Sono ombre, fantasmi velati di nero, che vanno per brulli pendii, per erte sudate, tra anfratti e pianori sassosi, oltre la notte, nel cielo profondo,laggiù, ove il nulla è ancora qualcosa. |
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Le donne non vi vogliono più bene perché portate la camicia nera. Non vi crucciate, donne da galera che tutti sanno avvinte da catene. A voi fascisti, a voi, non si conviene, chi rinnegò la patria e la bandiera, chi si donò al nemico tutta intera, chi ha stoppa in capo ed acqua nelle vene! Voi che correte il Palio della Morte, fra quattro mura intenti alla battaglia, che per sorteggio, arride a voi soldati, se un cuor di donna vi farà la corte, che vi ha seguito sotto la mitraglia: è un fuoco in meno in petto agli imboscati! |
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Le donne non ci vogliono più bene perché portiamo la camicia nera Hanno detto che siamo da catene hanno detto che siamo da galera. L'amore coi fascisti non conviene. Meglio un vigliacco che non ha bandiera, uno che non ha sangue nelle vene, uno che serberà la pelle intera. Ce ne freghiamo. La Signora Morte fa la civetta in mezzo alla battaglia, si fa baciare solo dai soldati. Sotto ragazzi, Facciamole la corte! Diamole un bacio sotto la mitraglia! Lasciamo l'altre donne agl'imboscati |
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