Musica Fascista 2-4


Musica   Ventennio   Fascista    -    Inni  &  Patriottici



Cara al Sol


Cara al sol con la camisa nueva
que tú bordaste en rojo ayer,
me hallará la muerte si me lleva
y no te vuelvo a ver.

Formaré junto a mis compañeros
que hacen guardia sobre los luceros,
impasible el ademán,
y están presentes en nuestro afán.

Si te dicen que caí,
me fui al puesto que tengo allí.

Volverán banderas victoriosas
al paso alegre de la paz
y traerán prendidas cinco rosas:
las flechas de mi haz.

Volverá a reír la primavera,
que por cielo, tierra y mar se espera.

Arriba escuadras a vencer
que en España empieza a amanecer.


Caro Papà

Caro papà chi scrive è la mia mano,
quasi trema lo comprendi tu, 
son tanti giorni che mi sei lontano 
e dove vivi non lo dici più, 
le lacrime che bagnano il mio viso 
son lacrime di orgoglio credi a me 
ti vedo che dischiudi un bel sorriso 
e il tuo balilla stringi in braccio a te.

Anche io combatto,
anche io con la mia guerra 
con fede, con onore e disciplina 
desidero che frutti la mia terra 
e curo l'orticello ogni mattina, 
l'orticello di guerra e prego Iddio 
che vegli su di te babbuccio mio.

Caro papà da ogni tua parola 
sprigioni un credo che non si scorda più, 
fiamma d'amore di patria che consola 
come ad amarla mi insegnasti tu 
così da te le cose che ho imparato le tengo chiuse
 e strette nel mio cuor 
ed oggi come te sono un soldato 
credo il tuo credo con lo stesso amor.

Anche io combatto,
anche io con la mia guerra 
con fede, con onore e disciplina 
desidero che frutti la mia terra 
e curo l'orticello ogni mattina, 
l'orticello di guerra e prego Iddio 
che vegli su di te babbuccio mio,
e prego Iddio che vegli su di te babbuccio mio.


Carovane del Tigrai

 Mentre in ciel lassù nella notte blu
Tremano le stelle tutte d’or
Sale da lontan lieve un canto stran
Pieno di nostalgico dolor
E cantando va nell’oscurità
Chi giammai conobbe libertà
Vanno le carovane del Tigrai
Verso una stella che oramai brillerà
E più splenderà d’amor
Mentre nell’ombra triste della sera
S’innalza un’umile preghiera
Che da un brivido in ogni cuor
Signore Tu che vedi tutto di lassù
Fa che doman finisca questa schiavitù
Vanno le carovane del Tigrai
Verso una stella che oramai brillerà
E più splenderà d’amor
Quando giunse il dì che lontan si udì
Eccheggiar il rombo del cannon
Ogni schiavo allor ascoltò il calor
Con il cuore pieno di emozion
Ora incontro va alla civiltà
E le sue catene spezzerà
Vanno le carovane del Tigrai
Verso una stella che oramai brillerà
E più splenderà d’amor
 

Ciao Biondina

L'alba spunta già 
e se devi andar 
per le vie del mondo 
non tardar.
Ogni studentin 
gaio soldatin
lascia i libri 
e l'università. 

Ciao biondina 
ci rivedremo 
un bel giorno 
ci incontreremo 
da lontan
quando resterò 
solo col mio cuor 
ti penserò sognerò 
di baciar ancor 
la tua treccia d'or. 
Addio biondona. 

Ciao biondina 
è giunta l'ora. 
Ciao biondina 
un bacio ancora 
con ardor 
il goliarda va 
senza mai esitar 
combatterà 
ciao mio caro amor 
presto torno vincitor.

Sfila il battaglion 
rombano i motor 
sempre in alto 
i cuori e il tricolor. 
Vincere o morir 
questo è l'avvenir 
della più gagliarda gioventù


Cimiteri di folgori
(Brigata Folgore)

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 Nel giorno di El Alamein
giorno di morti per chi vive ancora,
s'udì sotto le zolle deserte
seminate
di silenzio e di croci,
un mare d'uomini.

Corpi antichi lanciati,
squali di vento veloci
frenati da seta
o da morte.

Si udì un mare
di rupi nemiche
di sole assetato
di ciottoli diacci
di notti severe
gli sguardi biechi della luna
le buche, l'attesa...

Udimmo qui il mondo falò
bruciare bestemmie
e preghiere

Udimmo il sospiro di vetro gelarsi
in occhi morenti
Paracadutisti.

Ossa d'aria-teschi di ferro
dimenticati protagonisti
del tempo.
 

Divina Patria

Un giorno il tambur
lontano rullerà 
e le trombe squillino, 
trillino, chiamino. 
Se poi come un tuon e
cheggerà il cannon 
ci troverà ben pronti
per marciar. 

Patria nostra tu, divina Patria 
sei più preziosa della nostra vita. 
Noi darem per te 
con un sorriso sulle labbra 
come un dono il nostro ben.
Patria nostra tu, divina Patria
se chiami all'armi correremo uniti. 

Premio non vogliam 
con un sorriso "a noi" premio sarà. 
E' bello morir 
la Patria per salvar
la bandiera libera, 
palpiti, sventoli, 
sui monti e sui mar, 
è bello guerreggiar 
con dei fucili contro il nemico vil. 

Patria nostra tu, divina Patria 
sei più preziosa della nostra vita. 
Noi darem per te 
con un sorriso sulle labbra 
come un dono il nostro ben.
Patria nostra tu, divina Patria
se chiami all'armi correremo uniti. 


Duce A Noi


Versione moderna

Nell'Italia dei fascisti
anche i bimbi son guerrieri,
siam balilla o moschettieri del regime il baldo fior.
La medaglia che portiamo
con il Duce qui sul petto,
fa da scudo al nostro affetto
e d'orgoglio accende i cuor.
L'occhio del duce brilla
vivo nei suoi balilla,
siam la scintilla
d'amor che un dì dal suo cuore usci:
Sì, Sì.
Duce dei tuoi balilla
alta la fede squilla
più dolce nome del tuo non c'è
Duce, Duce per te!
Noi abbiamo un bel moschetto
e l'Italia ce lo diede, moschettieri
l'arma al piede il destino a preparar.
Se Balilla aveva il sasso
noi scagliamo il nostro cuore
dei piccini maschio ardore,
vuol la Grande Italia far...
L'occhio del duce brilla
vivo nei suoi balilla,
siam la scintilla
d'amor che un dì dal suo cuore usci:
Sì, Sì.
Duce dei tuoi balilla
alta la fede squilla
più dolce nome del tuo non c'è
Duce, Duce per te!
Duce dei tuoi balilla
alta la fede squilla
più dolce nome del tuo non c'è
Duce, Duce per te!
 

Duce, mia Luce! 

Audio
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Duce tu sei la luce
fiamma tu sei nel cuore
la patria se vorrai il sangue ti darà!
Se il mondo vuol la pace
dovrà sentir la voce
d'un popolo che dice:
Duce, Duce, Duce!
Il popolo italiano d'oggi è fiero
perchè rivive un'era di grandezza
guidato dal suo grande condottiero
che ritemprò nel cuor la giovinezza
quel cuor di giovinezza che soldato
e per la patria vuole la libertà!
Duce tu sei la luce
fiamma tu sei nel cuore
la patria se vorrai il sangue ti darà!
Se il mondo vuol la pace
dovrà sentir la voce
d'un popolo che dice:
Duce, Duce, Duce!
Lavoro e Patria questa è la bandiera
che il popolo d'Italia benedice
perchè nel sangue ha quella fiamma nera
che brilla tanto in guerra come in pace.
La fiamma che ha infiammato tanti cuori
che caddero per la sua libertà!
Duce tu sei la luce
fiamma tu sei nel cuore
la patria se vorrai il sangue ti darà!
Se il mondo vuol la pace
dovrà sentir la voce
d'un popolo che dice:
Duce, Duce, Duce!
Rivola ardita l'aquila imperiale
nel cielo dell'Impero conquistato
col bacio dell'amore che immortale
e sempre la grandezza al mondo ha dato
e questo bacio che affratella il cuore
è la bellezza della libertà!
Duce tu sei la luce
fiamma tu sei nel cuore
la patria se vorrai il sangue ti darà!
Se il mondo vuol la pace
dovrà sentir la voce
d'un popolo che dice:
Duce, Duce, Duce!
 

E' partita una tradotta

Audio
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 E' partita una tradotta,
tutta piena di diciott'enni,
visi freschi, cuori spaccati
dalle granate dell'allegrìa.
Hanno preso la via del mare
questi giovani in grigioverde
col prurito nelle mani
e l'amore nei tascapani. 
L'han chiamato "Il Battaglione
del figiol... di mamma mia!"
Fà una pernacchia e tira via
perchè c'è sempre qualche frescone... 
Parapam...pam...pam...  
Mamma mia, ma col moschetto,
bacio in fronte, te l'ho detto
salutando alla stazione,
questo è quello della mitraglia;
mamma mia, ma col pugnale,
chè la guerra non è finita,
scaglia l'anima nella partita,
lasciala andare dove vorrà. 
I diciott'anni li consumiamo
tra la gavetta e le scarpinate,
poi verrà l'ora che batte il cuore
quell'ora santa delle legnate.
O Battaglione di primavera
dove si ferma nessun lo sa. 
Per ora andiamo oltre i confini
Battaglioni di Mussolini!
 

Faccetta Nera

Se tu dall'altipiano guardi il mare, 
Moretta che sei schiava fra gli schiavi, 
Vedrai come in un sogno tante navi 
E un tricolore sventolar per te. 

Faccetta nera, 
Bell'abissina 
Aspetta e spera 
Che già l'ora si avvicina! 
quando saremo 
Insieme a te, 
noi ti daremo 
Un'altra legge è un altro Re.

La legge nostra è schiavitù d'amore,
il nostro motto è LIBERTÀ e DOVERE, 
vendicheremo noi CAMICIE NERE, 
Gli eroi caduti liberando te! 

Faccetta nera, 
Bell'abissina 
Aspetta e spera
Che già l'ora si avvicina!
quando saremo
Insieme a te, 
noi ti daremo 
Un'altra legge è un altro Re. 

Faccetta nera, piccola abissina, 
ti porteremo a Roma, liberata. 
Dal sole nostro tu sarai baciata,
Sarai in Camicia Nera pure tu. 

Faccetta nera, 
Sarai Romana 
La tua bandiera 
sarà sol quella italiana! 
Noi marceremo
Insieme a te 
E sfileremo avanti al DUCE 
E avanti al Re! 


Figli di nessuno

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non disponibile
 
 Figli di nessuno
tra le rocce noi marciam
ci disprezza ognuno
perché laceri noi siam
ma se ce n'è uno
che ci sappia comandar e dominar
figli di nessuno
anche a digiuno
saprem marciar.

Siamo nati chissà dove chissà quando
allevati nella pura carità
senza padre, senza madre, senza inganno
noi viviamo come uccelli in libertà.

Figli di nessuno,
tra le rocce noi viviam
ci disprezza ognuno,
perché laceri noi siam
ma se ce n'è uno
che ci sappia comandar e dominar
figli di nessuno
anche a digiuno
saprem marciar.
Figli di nessuno
anche a digiuno
saprem marciar.

Fischia il Sasso

Fischia il sasso, il nome squilla 
del ragazzo di Portoria 
e l'intrepido Balilla 
sta gigante nella storia 

Era il mozzo del mortaio 
che nel fango sprofondò 
ma il ragazzo fu d'acciaio
e la madre liberò. 

Fiero l'occhio, svelto il passo 
chiaro il grido del valore.
Ai nemici in fronte il sasso 
agli amici tutto il cuor. 

Fiero l'occhio, svelto il passo 
chiaro il grido del valore.
Ai nemici in fronte il sasso 
agli amici tutto il cuor. 

Sono baldi aquilotti 
come sardi tamburini 
come siculi picciotti
o gli eroi garibaldini. 

Vibra l'anima nel petto 
sitibondo di virtù 
Dell'Italia il gagliardetto 
e nei fremiti sei tu. 

Fiero l'occhio, svelto il passo 
chiaro il grido del valore.
Ai nemici in fronte il sasso 
agli amici tutto il cuor. 

Fiero l'occhio, svelto il passo 
chiaro il grido del valore.
Ai nemici in fronte il sasso 
agli amici tutto il cuor. 


(versione fascista)
Giovinezza

Salve o popolo di eroi,
salve o Patria immortale,
son rinati i figli tuoi
con la fede e l'ideale. 
Il valor dei tuoi guerrieri
la virtù dei tuoi pionieri
la vision dell'Alighieri
oggi brilla in tutti i cuor. 
Giovinezza, Giovinezza,
 primavera di bellezza
nella vita e nell'asprezza,
 il tuo canto squilla e va. 
Dell'Italia nei confini
son rifatti gli Italiani,
li ha rifatti Mussolini
per la guerra di domani 
Per la gioia del lavoro
per la pace e per l'alloro
per la gogna di coloro
che la Patria rinnegar. 
Giovinezza, Giovinezza, primavera di bellezza
nella vita e nell'asprezza, il tuo canto squilla e va. 
I poeti e gli artigiani
i signori e i contadini,
con orgoglio di Italiani
giuran fede a Mussolini. 
Non v'è povero quartiere
che non mandi le sue schiere,
che non spieghi le bandiere
del fascismo redentor. 
Giovinezza, Giovinezza, primavera di bellezza
nella vita e nell'asprezza, il tuo canto squilla e va.
 

Giovinezza

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(I versione “il commiato” quella dei goliardi)

 Son finiti i tempi lieti
degli studi e degli amori
o compagni in alto i cuori
il passato salutiam!
E' la vita una battaglia
è il cammino irto d'inganni
ma siam forti abbiam vent'anni
l'avvenire non temiam. 
Giovinezza, Giovinezza, primavera di bellezza
nella vita e nell'asprezza, il tuo canto squilla e va.
Giovinezza, Giovinezza, primavera di bellezza
nella vita e nell'asprezza, il tuo canto squilla e va. 
Salve o nostra adolescenza,
te commossi salutiamo:
per la vita ce ne andiamo
il tuo riso cesserà.
Ma se il grido ci giungesse
dei compagni non redenti
alla morte sorridenti
il nemico ci vedrà. 
Giovinezza, Giovinezza, primavera di bellezza
nella vita e nell'asprezza, il tuo canto squilla e va.
Giovinezza, Giovinezza, primavera di bellezza
nella vita e nell'asprezza, il tuo canto squilla e va.
 

(II versione, quella degli Arditi)
Giovinezza

Allorchè dalla trincera
suona l'ora di battaglia,
sempre è prima Fiamma Nera
che terribile si scaglia
col pugnale nella mano
con la fede dentro il cuore:
essa avanza, va lontano
con la gloria e di valor.
Giovinezza, giovinezza,
primavera di bellezza,
della vita nell'asprezza
il tuo canto squilla e va!
Per Benito Mussolini
Eja, eja, alalà!
Col pugnale e colla bomba
nella vita del terrore
quando l'obice rimbomba
non mi trema in petto il cuore.
La mia splendida bandiera
e' d'un unico colore,
e' una fiamma tutta nera
che divampa in ogni cuor.
Giovinezza, giovinezza,
primavera di bellezza,
della vita nell'asprezza
il tuo canto squilla e va!
Per Benito Mussolini
Eja, eja, alalà!
Del pugnale al fiero lampo
della bomba al gran fragore,
tutti avanti, tutti al campo:
qui si vince oppur si muore!
Sono giovane e son forte,
non mi trema in petto il core:
sorridendo vo alla morte
pria d'andar al disonor!
Giovinezza, giovinezza,
primavera di bellezza,
della vita nell'asprezza
il tuo canto squilla e va!
Per Benito Mussolini
Eja, eja, alalà!
 

Giovinezza

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(III versione-Inno dei sindacalisti nazionali corridoniani)

 Sventoliamo al sol di maggio 
il vessillo redentore:
su compagni, su coraggio
della lotta suonan l'ore. 
Siamo giovani, siam forti,
non ci trema in petto il cuore;
siam le vigili coorti
di un'Idea che mai non muor. 
Giovinezza, giovinezza, primavera di bellezza
della vita nell'ebbrezza, il tuo canto squillerà.
Giovinezza, giovinezza, primavera di bellezza
della vita nell'ebbrezza, il tuo canto squillerà. 
Corridoni, la tua schiera
è già pronta alla battaglia.
Con lo sguardo alla bandiera
sui nemici essa si scaglia. 
Sul borghese che si stende
nel suo fango e nel suo oro
che ci sfrutta e ognor offende
i diritti del lavoro. 
Giovinezza, giovinezza, primavera di bellezza
della vita nell'ebbrezza, il tuo canto squillerà.
Giovinezza, giovinezza, primavera di bellezza
della vita nell'ebbrezza, il tuo canto squillerà.
Corridoni, o duce amato
sorgi, ormai, dalla tua fossa.
Vieni, esulta, è ormai spuntato
il gran dì della riscossa. 
Scritto sta sopra i destini
l'avvenire sindacale,
l'alto sogno di Mazzini
la Repubblica social. 
Giovinezza, giovinezza, primavera di bellezza
della vita nell'ebbrezza, il tuo canto squillerà.
Giovinezza, giovinezza, primavera di bellezza
della vita nell'ebbrezza, il tuo canto squillerà.
 

Il Brennero è italiano

Audio
non disponibile
 
 Là dove Druso un dì passò, io ci ritornerò.
La vetta dell'Italia col mio cuor difenderò.
E guai a chi dal Brennero il cippo sposterà:
Bolzano e l'Alto Adige Italia resteran.
Lassù, lassù, lassù noi resterem,
tra i verdi boschi e l'azzurro ciel. 
Lassù, lassù, lassù noi resterem:
sì, sì, noi resterem!
Bianco è il color dei nostri Monti Pallidi lassù
E rosso è il Catinaccio quando sta per tramontar,
e verde è l'alto pascolo: che mai si vuol di più
per dimostrar che il tricolor non si cancella più!
Lassù, lassù, lassù, ecc. ecc.
 

Il Canto degli Arditi

Versione moderna

Mamma non piangere se c'è l'avanzata,
tuo figlio è forte dall'assallto dei cuor 
asciuga il pianto della fidanzata, 
chè nell'assalto si vince o si muor. 

Avanti Ardito, le Fiamme Nere 
son come simbolo delle tue schiere
scavalca i monti, divora il piano
pugnal fra i denti, le bombe a mano. 

Fiamme Nere avanguardia di morte, 
siam vessillo di lotta e di orror, 
siamo l'orgoglio trasformato in coorte, 
per difender d'Italia l'onor. 

Avanti Ardito, le Fiamme Nere 
son come simbolo delle tue schiere
scavalca i monti, divora il piano
pugnal fra i denti, le bombe a mano. 

Una stella ci guida, la sorte, 
e ci avvincon tre fiamme d'amor,
tre parole di fede e di morte: 
il pugnale, la bomba ed il cuor. 

Avanti Ardito, le Fiamme Nere 
son come simbolo delle tue schiere
scavalca i monti, divora il piano
pugnal fra i denti, le bombe a mano. 

L'ardito è bello, l'ardito è forte! 
ama le donne, beve il buon vin; 
per le sue fiamma color di morte 
trema il nemico quando è vicin!

Avanti Ardito, le Fiamme Nere 
son come simbolo delle tue schiere
scavalca i monti, divora il piano
pugnal fra i denti, le bombe a mano. 

Quante volte fra tenebre folte, 
nella notte estraemmo il pugnal 
fra trincee e difese sconvolte 
dalla mischia cruenta e fatal! 

Avanti Ardito, le Fiamme Nere 
son come simbolo delle tue schiere
scavalca i monti, divora il piano
pugnal fra i denti, le bombe a mano. 

 


GIOVINEZZA
(4a versione-quella fascista)

Audio
non disponibile

Salve o popolo di eroi,
salve o Patria immortale,
son rinati i figli tuoi
con la fe' nell'ideale.

Il valor dei tuoi guerrieri
la virtù dei pionieri
la vision dell'Alighieri
oggi brilla in tutti i cuor.

Giovinezza, Giovinezza, primavera di bellezza
della vita nell'asprezza, il tuo canto squilla e va.

[Giovinezza, Giovinezza, primavera di bellezza del Fascismo è la salvezza per la nostra libertà.]

Dell'Italia nei confini
son rifatti gli Italiani,
li ha rifatti Mussolini
per la guerra di domani

Per la gloria del lavoro
per la pace e per l'alloro
per la gogna di coloro
che la Patria rinnegar.

Giovinezza, Giovinezza, primavera di bellezza
della vita nell'asprezza, il tuo canto squilla e va.

I poeti e gli artigiani
i signori e i contadini,
con orgoglio di Italiani
giuran fede a Mussolini.

Non v'è povero quartiere
che non mandi le sue schiere,
che non spieghi le bandiere
del fascismo redentor.

Giovinezza, Giovinezza, primavera di bellezza
della vita nell'asprezza, il tuo canto squilla e va.

 


E CADORNA MANDA A DIRE Audio
non disponibile


Mamma mia vienimi incontro
vieni incontro a braccia aperte
io ti contero' le storie
che nell'Africa passo'.
Maledette quelle contrade
quei sentieri polverosi
sia d'inverno sia d'estate
qua si crepa dal calor.
e Cadorna manda a dire
che si trova sui confini
che ci vogliono gli alpini
per potersi avanzar.
 


LA CANZONE DELLA TAGLIAMENTO Audio
non disponibile


Per voi ragazze belle della via
che avete il volto della primavera,
per voi che siete tutta poesìa
e sorridete alla camicia nera,
per voi noi canteremo le canzoni
dei nostri vittoriosi battaglioni.

Ohè camerati,
degli "M" decorati,
A noi!
Il Don ci ha battezzati
A noi!

Partiti dalla Roma madre antica
per continuar la marcia redentrice,
andammo nella Russia bolscevica
portando in cuor la fede innovatrice.
Ci precedette un'epica Legione
ci accolse il rombo cupo del cannone.

Ohè camerati...

Poi venne il dì dell'algido squallore
in riva al grande fiume dei cosacchi,
allor rifulse indomito il valore
che invermigliò la lotta negli attacchi.
La nostra "M" ormai dal tempo stinta,
dal sangue degli eroi venne ritinta.

Ohè camerati...

E quando a Roma noi ritorneremo,
e per le vie dell'Urbe sfileremo,
le nere insegne tutte insanguinate
dinnanzi al nostro Duce inchineremo.
Su di esse inciso v'è come nel quarzo
tutto il valor della "23 Marzo".

All'erta imboscati,
che gli "M" son tornati,
gli eroi,
sarete bastonati,
da noi!
 


 BATTAGLIONE "BARBARIGO" Audio
non disponibile

Sul mare per la Patria combattemmo
la buona guerra contro l'oppressore;
sul mare i nostri morti deponemmo
con ciglio asciutto, fieri nel dolore.

Ma Giuda cambia in oro il miglior sangue,
cadono i lauri al vento che li schioma!
Un Uomo s'erge ancora, insonne, esangue,
con l'occhio fisso sull'eterna Roma.

Rit:
Barbarigo, Barbarigo,
battaglione dell'onore!
Brucia ed arde la tua fede,
la vendetta rugge in cuore.

Se la morte ci dà un bacio
caldo e rosso come un fiore,
sorridiam tra le sue braccia
alla Patria che non muore.

Vendute da un re vil le nostre navi,
da fanti a terra combatteremo noi!
Latraron nelle fogne i servi ignavi,
dal ciel ci benedissero gli Eroi.

Siamo quelli che siamo, e da nessuno
vogliamo onori o mendichiam l'alloro.
Di noi parlano i morti di Nettuno
Al mare ed alle stelle, e tra di loro.
Rit:

Il nome di Bardelli è un'ostia pura
che d'oro splende con la sua medaglia;
egli non dorme nella sepoltura,
ma marcia in testa a noi nella battaglia.

E dell'aspro Gianicolo le zolle
repubblicano han sangue che risplende;
e il nostro amore incendierà quel colle
dove ci chiama Garibaldi e attende.
Rit:

 


CANZONE DEL "FULMINE" Audio
non disponibile

Santa Gorizia le campane scioglie
e suona a gloria a darci il suo saluto.
Le donne ci sorridon dalle soglie,
come chi trova un dolce amor perduto.
Ma i migliori di noi non son tornati:
li abbiam sepolti in una fredda sera
sotto Tarnova, e dormono placati
nel sogno, avvolti dalla lor Bandiera.

Rit:
Fulmine! Scatto, Travolgo e Vinco
è la tua impresa.
Sotto la Morte con la rosa in bocca,
chi può fermare l'anima protesa
verso le stelle, quando l'ora scocca?
Fulmine! Guizza di fiamma il tuo fulgente nome
sacro al fuoco, ora al Ciel vendicatore.
Femmina è la Vittoria e, per le chiome,
piegala a forza al bacio del tuo amore.

La spada abbiam raccolto sulla piana
di Tripoli, la spada di buon taglio
che impugnò vittorioso, a Bu Meliana,
Umberto Cagni. E in piedi è l'Ammiraglio
E ci addita la via: "Garibaldini
del mare avanti, avanti! Vincerà chi crede!"
E dietro l'orma sua cade Giombini,
gittando un fior di sangue alla sua Fede.
Rit:

Fulmine! Scatto, Travolgo e Vinco.
Ove sei marinaio che l'orrore
di una resa infamante tu deridi
e respingi la vita oltre l'Onore
gridando "Italia! Decima!" e t'uccidi?
La vita è senza peso. Pura, eccelsa
la Patria è fiamma al nostro invitto amore.
Vale solo la spada, se con l'elsa
la mano chiusa sa impugnare il cuore!
Rit:

 


 INNO DEL 183° REGGIMENTO PARACADUTISTI "NEMBO" Audio
non disponibile

All'armi, arditi dell'aria!
Col pugnal fra i denti e bombe a mano,
dal cielo scendiamo in battaglia,
sempre pronti a vincere o morir.
All'armi, all'armi, all'armi!
Pronti al lancio e al rombo del motor:
non tremar se fischia la mitraglia
ma lotta con fiducia e con ardor!

Sorridi, o mamma,
puoi esser fiera:
tuo figlio ardito
in terra e in ciel.
Egli combatte per la sua Bandiera
con fede ardente e di rincalzo il cuor!

Non pianger, mamma,
aspetta e spera;
tuo figlio ardito: ritornerà.
Non può morir sul campo di battaglia: Nembo!
Se vive eternamente in ogni cuor!

Sorridi, o mamma,
puoi esser fiera:
tuo figlio ardito
in terra e in ciel.
Egli combatte per la sua Bandiera
Con fede ardente e di rincalzo il cuor!

Non pianger, mamma,
aspetta e spera;
tuo figlio ardito: ritornerà.
Non può morir sul campo di battaglia: Nembo!
Se vive eternamente in ogni cuor!

 


INNO DEL BATTAGLIONE "LUPO" Audio
non disponibile

Il Lupo va dove si lotterà.

Noi siamo gli arditi del Battaglione Lupo,
il nostro sangue al Duce si immola.
Il nome d'Italia la bocca fa gioir,
vogliam per la Patria o vincere o morir.

Guardateci il verde, noi siamo la speranza.
Vedete qui il rosso, è il sangue dei fratelli
che gridano vendetta dal bel, profondo mar.
Noi siamo fanteria, noi siamo marinar.

Refrain:
Maggiore De Martino, guidaci tu all'assalto,
terremo sempre in alto il nostro Tricolor.
"Iterum Rudit Leo" è il nostro motto;
serriamoci più sotto, salviamo il nostro onor.

 


 

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