Musica Militaria 1-9


Testi   Musica   Militaria     -    Inni   &   Patriottici



IL MIO BEN… È UN BRAVO ALPINO Audio
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Il mio ben è un bravo alpino,

il più bel della vallata.

Quando vien a me vicino

il mio cuor fa palpitar.

 

        Io vorrei mi stringesse forte a sé

        sussurando: “Sei il mio tesor!”.

        Ma il mio alpin par che nulla veda in me…

        Mi sorride… e se ne va!

 

Non so più frenare il pianto:

il mio bene parte pel fronte!

Non saprà che l’amo tanto,

non saprà del mio dolor!

 

        I capelli mi sento accarezzar:

        “Perché piangi, o mio bel fior?

        Il tuo alpino non se ne vuole andar

        senza dirti: “Sei il mio tesor!”.

 


L’È BEN VER CHE MI SLONTANI Audio
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L’è ben ver – l’è ben ver che mi slontani

dal pais – dal pais, ma non dal cur…

stà costante – stà costante me ninine

che jo’ torni – che jo’ torni se no mur…!

 

Montagnutis – montagnutis ribassais

faimi a mi – faimi a mi un po’ di splendur

che ti viodi – che ti viodi ançhie una volte

se non pues – se non pues jo ne mur…!

 


CANTA LO SCIATORE Audio
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Quando la neve

scende giù lieve,

non esitar si deve:

prendi il tuo “sacco” e lesto va

dove più fioccherà…

Se il suo rigore

mette timore

a chi ha l’affanno in cuore,

quando nel cuor c’è gioventù

non si resiste più…

 

        Si va

        sulla montagna

        dove la neve il volto ci abbronzerà…

        L’ardor

        che ci accompagna,

        come una fiamma, il cuor ci riscalderà.

        Salir,

        sempre salir…

        mentre ogni valle canta così:

        “Sci…”

        “sci…”

        “Sciator…”

        ripete il vento

        “solo - ardimento – il tuo motto sarà

        sarà!”

 

Signorinella,

pallida e snella,

getta la tua gonnella,

la tua pelliccia di vison,

mettiti i pantalon…

Vecchio “scarpone”

d’ogni passione

vinci la tentazione,

non abbracciar più la Ninì,

solo i fedeli sci!…

 

        Si va

        sulla montagna

        dove la neve il volto ci abbronzerà…

        L’ardor

        che ci accompagna,

        come una fiamma, il cuor ci riscalderà.

        Salir,

        sempre salir…

        mentre ogni valle canta così:

        “Sci…”

        “sci…”

        “Sciator…”

        ripete il vento

        “solo - ardimento – il tuo motto sarà

        sarà!”

 

Finale:

 

        “Sciator…”

        ripete il vento

        “solo - ardimento – il tuo motto sarà…

        sarà!”

 


LA SONADA DEI CONGEDAA… Audio
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“Congedaa, congedaa, col sacchett alla man…!

Permanent, permanent

in piazza d’armi col Tenent!…”

        Salta fuori, salta fuori una “cappella”,

        tutta sporca e scalcinata…,

        “Che cos’è questa sonata?…”

        “Che cos’è questa sonata?…”

        Salta fuori, salta fuori una “cappella”

        tutta sporca e scalcinata…,

        “Che cos’è questa sonata?…”

        “la sonada dei congedà!…”.

“Congedaa, congedaa col sacchett alla man…

Permanent, permanent

in piazza d’armi col Tenent!…”.

                Tra-ra-la-la-re-ra-la-la-là

                Tra-ra-la-la-re-ra-là

                Tra-ra-la-la-re-ra-la-la-là

                Tra-ra-la-la-re-ra-là!

“Non sarà mai più la mamma

che ti chiama alla mattina…,

ma sarà la trombettina

che ti viene a risvegliar…”

        Caporale, caporale di giornata

        sulla porta del quartiere,

        fa suonar dal trombettiere

        l’adunata dei congedaa!…

L’adunata, l’adunata è già suonata

i plotoni riuniti

lasciaremo sti coscritti

con i mesi che hann, da far!…

 

 


LA SVEGLIA DEGLI “SCARPONI” Audio
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Il gallo ha già cantato,

smettila di dormir;

il sacco è preparato

è l’ora di partir

        Infila gli scarpon,

        prepara i tuoi polmon,

        la brezza di quell’aria

        a respirar;

quest’è la vita ideal

che tutti fa dimenticar

        il diretto rovesciò,

i guai della città,

mentre si va, si va…

        si và per il sentiero

        che porta in cima al monte;

        ci troverem di fronte

        al sol che nascerà.

Lassù le stelle alpine,

tra la rugiada, attendon già

e la per quelle chine,

a coglierle si và, si và!

 


LA TRADOTTA CHE LA VA A ROMA Audio
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La “tradotta” che parte da Milanooo…

La va a Roma senza mai fermàaaa…

Stracargàda de “Veci” Alpini…

Stracargàda de “Veci” Alpini…

La “tradotta” che parte da Milanooo…

La va a Roma senza mai fermàaaa…

Stracargàda de “Veci” Alpini…

Che se stracchen mai un minut de cantàaaa!…

 

        Benchè “Veci” sem scarponi sempr’in gamba

        quand’Num pàssem tucc se volten indrèee…

        E se viaggium…, bévum, mangium…

        Sem Num che paga con i nost’danèeee…

 

Num semm gl’ALPINI che un dì hann fa la Guerra,

difensori semm dei noster Confinn…

Che  se el RE El gavarà bisognaaaa…

Sem sempre bun de pestagiò i Tugninnn!…

 

        Quand’ i Romani vederann la gran sfilada…

        A bucca averta tucc i re-esterann…

        E se… d’Alpinn n’hann vist ben pochi…

        Finalment i ne ri-mi-ra-rann!…

 

Che se in Guerra furse Emm di’ na quai Bestéma…

Andand’ a Roma saremm tucc perdunàaa…

Perché el PAPA…, che L’è Alpinista,

da S. PEDER EL ne benediràaaa!…

 

        S’el nost cappel, che l’è la nostra umbréla,

        per tutt el Mund ghe l’hann imitàaa…,

        LA PENNA NERA, che l’è insci bella,

        gl’Alpini soli ghe l’hann da portàaaa!

 

E v’jalter “Bocia” si dei cavigioni,

pudi ciamass propri fortunaaa…

Che stand’insema a Num Scarponi…

Diventarì i pusè mei Suldàaaa!…

 


LA TRADOTTA CHE PARTE DA TORINO Audio
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La tradotta che parte da Torino

a Milano non si ferma più

ma la va diretta al Piave,

ma la va diretta al Piave…

 

La tradotta che parte da Torino

a Milano non si ferma più

ma la va diretta al Piave,

cimitero della gioventù.

 

Siam partiti in ventisette,

solo in cinque siam tornati qua,

e quegli altri ventidue

sono morti a San Donà.

 

Cara suora, son ferito,

a domani non ci arrivo più,

se non torno alla mia mamma

questo fiore ce lo porti tu.

 

A Nervesa c’è una croce,

uno dei nostri sta disteso là;

io ci ho scritto su: Ninetto,

che la sua mamma lo ritroverà.

 


LA TRADOTTA CHE VA A NIZZA Audio
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La tradotta che parte da Milano…

A Ventimiglia non si ferma più…

Ma la va diretta a Nizza,

ma la va diretta a Nizza…

La tradotta che parte da Milano

a Ventimiglia non si ferma più

ma la va diretta a Nizza

dove la Francia non vogliamo più…

 

        A Caprera, a Caprera vi è una tomba,

        Garibaldi l’è sepolto là

        ma nel dì dell’avanzata,

        ma nel dì dell’avanzata…

        A Caprera, a Caprera vi è una tomba,

        Garibaldi l’è sepolto là

        ma nel dì dell’avanzata,

        trionfante Lui risorgerà!…

 

La sua Nizza rifaremo Italiana

e la Corsica pur libererem

da Malta, Tunisi e anche da Cipro

da Malta, Tunisi e anche da Cipro…

La sua Nizza rifaremo Italiana

e la Corsica pur libererem

da Malta, Tunisi e anche da Cipro

quei boja inglesi noi discaccerem!…

 

        E l’Italia divenuta alfin padrona

        del Mare nostrum ch’un dì romano fu

        dirà al mondo stupefatto,

        dirà al mondo stupefatto…

        E l’Italia divenuta alfin padrona

        del Mare nostrum ch’un dì romano fu

        dirà al mondo stupefatto…:

        “l’impero inglese non esiste più…”

 

                                Così sia, amen.

 

 


LA VIEN GIÙ Audio
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La vien giù dalle montagne,

l’è vestita alla francese,

da un bel giovane cortese

gli fu chiesto far l’amor.

 

“Lo ringrazio, o giovanotto,

la ringrazio del buon cuore,

appartengo a un altro amore

che mi ama e mi vuol ben”.

 

“Vatten via, o sciagurata,

vatten via su le montagne,

a raccoglier le castagne

con gli agnelli a pascolar”.

Io non sono montanara

e nemmeno paesana

sono nata in su la spiaggia

e son figlia del bel mar.

 

Ed il sole fù mio padre

e la luna fù mia madre

le sorelle son le stelle

che scintillano nel ciel.

 

“Sono nata in mezzo ai fiori,

in mezzo ai fiori di vermiglio

sono pura come un giglio,

come un giglio voi morir”.

 


LA VILLANELLA

 

Varda che passa la villanella;

osc-ce che bela, la fa innamorar!

        O come bali bene bela bimba,

        bela bimba, bali ben!

Varda quel vecio sotto la scala

osc-ce che bala, ch’el gh’ha ciapà.

        O come bali bene bela bimba,

        bela bimba, bali ben!

Varda quel merlo dentro la gabbia

osc-ce che rabbia ch’el gh’ha ciapà.

        O come bali bene bela bimba,

        bela bimba, bali ben!

Dansa al mattino, dansa alla sera

sempre leggera sembra volar.

        O come bali bene bela bimba,

        bela bimba, bali ben!

 

 


LA SOLDANELLA Audio
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Lassù sull’Alpi dai bei color

Una fanciulla mutata è in fior.

È soldanella che fra le rupi,

più alta è prima a rifiorir.

        Su quelle cime

        Noi siam saliti

        Dove più bello

        Risplende il sol

Ora in vetta siam

Ed allor, cantiam!…

 


LEGGENDA DI GUERRA Audio
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Laggiù in una casetta,

d’Italia sul confin,

viveva una vecchietta,

la madre di un alpin…

Col figlio suo d’accanto,

nella quiete li fra i monti

viveva in un incanto,

la vecchia col suo alpin…

Ma un dì, fra le vette,

fra i bianchi nevai…

fra gole e ghiacciai,

una voce ascoltò:

“Madre orsù!

il figlio tuo dammi anche tu…

Lo stranier

calpesta ancor le mie frontier.

Io la Patria son…

e i miei figli tutti vo’…

Lo stranier

è qui alle frontier!…”

“Su parti figlio mio:

la Patria ti chiamò…

e t’accompagni Iddio…

per te lo pregherò!

Ma verso l’orizzonte,

dove tu combatterai,

a notte, su quel monte

la madre tua verrà”.

Così a mezzanotte

la vecchia arrivava…

dal monte chiamava

il suo caro alpin.

“Figlio, qui,

fra neve e gei, starò così…

di laggiù

la madre tua chiama anche tu”

“Madre io son qui”

(rispondeva ognor l’alpin)

Lieta in cuor

se ne andava allor.

Rombava la mitraglia

là proprio sul confin.

“È giorno di battaglia

per il mio figlio alpin.

Mio Dio! fa che ritorni

qui con me nella casetta

ad allietarmi i giorni

o me ne morirò”.

Con ansia mortale

sul monte andò urlando…

ma invano chiamando

il suo caro alpin!

“Madre, tu

il figlio tuo non chiamar più,

sul mio altar,

la gioventù seppe immolar…

Ei dorme quaggiù

Né si desterà mai più!

Madre, tu

lo rivedrai lassù”.

 


MARCIA ALPINA DELLE TOFANE Audio
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Salve ombrose valli

salve crode in fior,

saluto a voi Tofane,

un pensiero al primo amor.

 

Fuma il Castelletto,

tuona il Masarè;

su compagni, alzin le trombe

il nostro inno verso il ciel!

 

L’ultimo sguardo all’orizzonte,

ove riposi, o bel Cador,

prega che i figli tuoi qui al fronte

sfidin la morte con onor!

 


NEGRITELLA Audio
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Ti ho raccolto sulla montagna

negritella che sbocci al sol,

a una bimba dagli occhi neri

ti ho donato gentile fior.

 

        Corto, corro alla cascatella

        per trovare la pastorella;

        odorosa nigritella

        sei regina dei nostri cuor.

 

Mentre dormi nel tuo lettino

un dolce canto ti fa svegliar:

è un'arietta che vien dai monti

sol d'amore ti fa sognar.

 

        Quest'arietta che vien dai monti

        sol d'amore ti fa sognar.

        Tralalallalalallalero

 

Questo è jodler del montanaro

che sull'Alpe riecheggerà,

ed il canto delle sorgenti

a noi l'eco ripeterà.

 

 


O CHE BELA MATINADA Audio
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O che bela matinada

tut el ciel l’è seren!

Nass ’l sol e sona la campana

lontan nella valle nera.

O montagna dei bella

sei l’amor

de l’alpin

che t’ha ’nsognada.

 


QUESTA TOMBA Audio
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Questa tomba i sospiri raccoglie,

è d'un figlio che tanto m'amò;

questa tomba i sospiri raccoglie,

è d'un figlio che mai non vedrà!

 

        L'allevai fra i sospiri ed affanni,

        ma il destino non volle così;

        non appena compiuti i vent'anni,

        innocente in guerra morì!

 


MONTAGNES VALDOTAINES Audio
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Montagnes de ma vallée,
vous êtes mes amours.

Cabanes fortunées,
vous me plairez toujours.

Rien n'est si beau que ma Patrie,
rien n'est si doux que mon amie.

O montagnards, chantez en choeur
de mon pays la paix et le bonheur!

Halte-là! Halte-là! Halte-là!
Les montagnards sont là!

 


LES MONTAGNARDS Audio
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Vous etes mes amours:

Montagnes de ma vallée,

Cabanes fortunées,

Vous me plairez toujours.

Rien n’est si beau que ma patrie

Rien n’est si doux que mon amie,

Oh! Montagnards,

Chantez en choeur

De mon pays

La paix et le bonheur!

Halte-là! Halte-là! Halte-là!

Les Montagnards sont là!

Laisse-là tes montagnes!

Me dit un étranger;

Suivis moi dans mes campagnes,

Vien, ne sois plus berger!

Jamais, jamais, cette follie!

Je suis hereux de cettevie,

J’ai ma ceinture

Et mon béret

Mes chants joyeux,

Mon amie et mon chalet!

Sur la cime argentée

Des ces pics orageux,

La nature danptée

Favorise nos jeux.

Vers les glaciers, d’un plomb rapide,

J’atteis souvent l’ours intrépide

Et sur les monts

Plus d’une fois

J’ai devancé

La course du chamois!

Dejà dans la vallée

Tout est silencieux;

La montagne voilée

Se dérobe à nos yeux…

On n’entend plus dans la nuit sombre

Que le torrent mugir dans l’ombre.

Oh! Montagnards;

Chantez  plus bas

Thérèse dort,

Ne la réveillons pas!

 

 


NON SARÀ PIÙ LA TROMBA

Congedo

Audio
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Non sarà più la tromba

che ci sveglia la mattina

ma sarà la mia biondina

che mi viene a risvegliar.

 

Maresciallo di picchetto

sulla porta del quartiere

fa suonar dal trombettiere

l’adunata dei congedà.

 

L’adunata è già sonata,

i plotoni riuniti,

lasceremo sti coscritti

con i mesi che han da far.

 

Con i mesi che han da fare

sotto questa disciplina

dalla sera alla mattina in piazza d’armi a faticar.

 

Addio piazza d’armi

con tutti gli ufficiali,

sergenti e caporali

non vi vedrò mai più.

 

 


OH! CHE PENA, OIH! CHE DOLORE…!

E col sifolo del vapore

Audio
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Oh! Che pena, oih! Che dolore

mi dà il sifol del vapore

oh! Che pena, oh! Che dolore

mi dà il sifol del vapore…

L’è la partenza… - sì del mio amore,

chi sa quando ritornerà!…

L’è la partenza – sì del mio amore

chi sa quando ritornerà!…

 

        Tornerò ’sta primavera

        con la sciabola insanguinata…

        Ma se ti trovo… - già maritata

        Oh! Che pena, oih! Che dolor…!

 

Vò pregar mattina e sera

fin che torna la primavera…

La primavera l’è già tornata,

ma il mio ben non torna più…!

 

 


LI BEI FIEUJ Audio
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Li bei fieuj van fè 'l soldà

e li macaco a stan a cà.

Stan a cà a guardè le fije

e a san gnanca cosa dije.

 


NOT EN VAL GARDENA Audio
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Bela not en val Gardena,

le montagne le è tute d'arzent

ne la quiete pu serena

sento en canto portà chi dal vent.

 

        Biondinelle 'namorade

        nei visetti 'ndoradi dal sol

        ne le baite profumade

        l'allegrie voi sè del me cor.

 


ROSA DELLE ALPI Audio
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Là dei monti sulle alture

via lontan da ogni duol,

spunta un fiore tinto in rosa

che s'indora al primo sol.

 

        La sua patria è là su in alto,

        lì soltanto può fiorir,

        se di là sarà strappato

        va nostalgico a morir.

 

Rosa alpina tu riunisci

tutti i monti intorno a te,

stringi insieme tutti i cuori

nel sorriso e nella fe'.

 

        Nel color tuo rosso aurora

        si rispecchia il nostro amor

        per le nitide montagne

        per chi vive nel lavor.

 

 


LUISIN Audio
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Un dì per 'sta contrada

passava un bel fieu

e un mazzolin di rose

l'ha trà in sul me poggieu.

 

        E per tri mes de fila

        e squasi tutti i dì

        el passeggiava sempre

        domà per veder mi.

 

Vegnù 'l cinquantanoeuv,

che guerra disperada!

E mi per 'sta contrada

l'ho pu vedu passà.

 

        Un dì pioveva. Ver sera

        s'ciopavi del magon,

        quand m'è rivà 'na lettera

        col bord de condizion.

 

Scriveva la sorella

del pover Luisin

che l'era mort in guerra

de fianc al Castellin.

 

        Hin già passà trii ann,

        l'è mort, el vedi pu,

        e pur sto coeur

        l'è chi ancamò per lu.

 
 

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