Musica Militaria 1-6


Testi   Musica   Militaria     -    Inni   &   Patriottici


PREGHIERA DELL'ARTIGLIERE DA MONTAGNA Audio
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Dio onnipotente ed eterno a Te,

cui danno gloria i cieli, i monti ed il mare,

noi Artiglieri da Montagna eleviamo i

cuori. 

Tu hai scelto nei tempi antichi la

montagna, naturale palestra di virtù

umane ed oasi perenne di religiosi

silenzi, per dare a gli uomini i Tuoi

comandamenti e nella pienezza dei

tempi hai voluto proclamare al mondo

la Tua legge di AMORE dal colle

delle beatitudini.

 

Signore Gesù Cristo, Tu hai detto un

giorno che nessuno ama il proprio

fratello più di colui che dà la vita;

i nostri Artiglieri da Montagna hanno

accolto la Tua voce ed hanno seguito

il Tuo esempio.

 

Sulle montagne, nei deserti, nelle

steppe nevose dove il DOVERE li ha

chiamati, essi hanno sacrificato,

come hai fatto Tu un giorno sul

monte Calvario, la loro vita per noi;

noi oggi Ti preghiamo per loro.

 

Nel Tuo paradiso, dove non agiva la

tormenta, accogli in pace i loro spiriti

immortali!

 

A noi che li ricordiamo quaggiù dona

la grazia di godere, anche per il loro

generoso sacrificio, una lunga pace e

di lavorare concordi per la serenità

delle nostre case e per la dignità della

nostra Italia.

 

Così sia.

 


Dimonios - inno della Brigata Sassari
China su fronte
si se sezzidu pesa
ch'es passende
sa Brigata Tattaresa.
Boh! Boh!
E cun sa manu sinna
sa mezzus gioventude
de Saldigna.
 

Semus istiga
de cudda antiga zente
ch'a s'inimigu
frimmaiat su coro.
Boh! Boh!
Es nostra oe s'isigna
pro s'onore de s'Italia
e de Saldigna.
 

Da sa trincea
finas'a sa Croazia
sos "Tattarinos"
han'iscrittu s'istoria.
Boh! Boh!
Signimos cuss'olmina
onorende cudd'erenzia
tattarina.
 

Ruiu su coro
e s'animu che lizzu
cussos colores
adorant s'istendarde.
Boh! Boh!
E fortes che nuraghe
a s'attenta pro mantennere
sa paghe.
 

Sa fide nostra
no la pagat dinari.
Aioh! Dimonios!
Avanti forza paris.
 


PREGHIERA DEL MULO Audio
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Non ridere, o mio conducente, ma ascolta questa mia preghiera.

 

Accarezzami spesso e parlami, imparerò così a conoscere la tua voce, ti  vorrò bene e lavorerò più tranquillo.

 

Tienimi sempre pulito! Un giorno ho sentito dire dal Capitano che "Un buon governo vale metà razione".

È vero: quando ho gli occhi, la pelle, gli zoccoli puliti, mi sento meglio, mangio con maggiore appetito e lavoro con più lena.

 

Quando sono in scuderia lasciami legato lungo, specie di notte, affinchè io possa giacere e riposare.

Va bene che sono capace di dormire anche stando in piedi ma, credimi, riposo e dormo meglio quando sono sdraiato.

 

Se quando mi metti il basto e ne stringi le cinghie divento irrequieto, non credere che lo faccia per cattiveria, ma è perchè soffro il solletico; abbi quindi pazienza, non trattarmi male e mettimi il basto e regolane le cinghie con delicatezza.

 

Quando andiamo in discesa ed io vado più adagio di te, pensa che lo faccio perchè voglio ben vedere dove metto i piedi; non incitarmi quindi a procedere più celermente, ma allungami il pettorale e accorcia la braga affinchè il carico non mi penda sul collo e mi spinga a cadere.

 

E quando in salita io vado più in fretta non mi trattenere con strattonate e non ti attaccare alla coda perchè io ho bisogno di essere libero nei movimenti per meglio superare i tratti più ripidi e più difficili del percorso.

Accorciami il pettorale ed allunga la braga in modo che il carico non mi vada sulle reni procurandomi ferite e piaghe.

 

Se io inciampo, abbi pazienza, sorreggimi ed aiutami. Se lungo le rotabili passano quelle macchinacce che con il loro rumore mi fanno tanta paura, non tirarmi per le redini per non farmi innervosire.

Accarezzami invece, parlami e vedrai che rimarrò tranquillo.

 

Quando rientriamo in caserma o nell'accampamento non abbandonarmi subito anche se sei stanco, ma pensa che anch'io ho lavorato e sono più stanco di te. Se sono sudato, strofinami subito con un pò di paglia; per te sarà una fatica ben lieve e basterà ad evitarmi dolori reumatici, tossi e coliche.

Fammi bere spesso acqua fresca e pulita, se bevo troppo in fretta distaccami pure dall'acqua perchè mi farebbe male, ma non agire con imprecazioni e con strattonate.

Lascia poi che io torni a bere quando voglio, perchè l'acqua non mi ubriaca e mi fa bene.

 

Quando poi sei di guardia-scuderia non dimenticare di passare la biada al setaccio per togliere polvere e terra; mi eviterai così riscaldamenti e dolori viscerali.

 

Ricordati che io capisco benissimo quando il conducente mi vuole bene o è cattivo. Se ha cura di me, sono contento quando mi è vicino e lavoro più volentieri; quando invece mi tratta male o mi fa dei dispetti, divento nervoso e posso essere costretto a tirar calci.

 

Allorchè starai per andare in congedo e dovrai passarmi in consegna al conducente della classe più giovane, spiegagli bene i miei pregi ed i miei difetti e raccomandagli come deve trattarmi.

Mi risparmierai così un periodo di sofferenze e, al dispiacere di vederti andare via, non dovrò aggiungere anche quello di capitare in mano ad un conducente poco pratico e cattivo.

 

Sii sempre buono, comprensivo e paziente, pensando che anche noi muli siamo di carne ed ossa.

E ricorda anche che migliaia di miei fratelli, per portare ai reparti armi e munizioni, viveri e mezzi, sono morti straziati dai proiettili e dalle bombe, travolti dalla tormenta o dalle valanghe, annegati nei torrenti e nel fango, esauriti dalle fatiche, dalla sete, dalla fame e dal gelo.

 

Ricordati, dunque, mio caro conducente, che come tu hai bisogno di me io non posso fare a meno di te.

Dobbiamo quindi scambievolmente conoscerci, comprenderci e volerci bene per formare una coppia perfetta.

 

Solo così il buon Dio ci aiuterà e ci benedirà.

 


ASCOLTA O DIO Audio
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Non so ancora se vorrai darmi una mano,

credo almeno che mi comprenderai.

È strano che non ti abbia incontrato prima,

ma solo in un inferno come questo.

Bene, ho già detto tutto.

L’offensiva ci aspetta fra poco.

Mio Dio, non ho paura

da quando ho scoperto che sei vicino.

Il segnale!… bene, devo andare.

Dimenticavo di dirti che ti amo.

Lo scontro sarà orribile…

Stanotte chissà…

Non sono mai stato tuo amico,

io so, però…

mi aspetterai se arrivo da te?

Guarda come sto piangendo…

Tardi ti ho scoperto…

Quanto mi dispiace!

Perdonami… Devo andare.

Buona fortuna!

Che strano…

Senza paura vado alla morte.

 


BENEDICI O MADONNA Audio
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Benedici o Madonna,

le giovani e vecchie

penne nere vigili

scolte alle frontiere.

 

Benedici o Madonna

le nostre madri,

le nostre spose e

i figli nostri lontani.

 

Benedici o Madonna

le nostre baite,

le limpidi fonti ed

il mistero dei nostri

monti.

 

Benedici o Madonna,

le nostre montagne

le solinghe valli

ed i silenzi delle

cime.

 

Veglia o Madonna

sul tricolore,

sui nostri capi

e sulla nostra

Italia.

 

Aiutaci o Madonna

nell’ora del

pericolo

salva le nostre

anime

donaci la pace,

la nostra pace.

 

Così sia.

 


PREGHIERA Audio
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Solo

col cuore fedele

con le vele

rotte dall’uragano,

in preda ad ogni infido elemento

vado, portato dal vento,

chissadove, chissadove.

Ed ogni approdo è lontano

ed ogni fuoco si è spento

ed è vicina la notte.

Signore, delle sventure

conosco tutto l’umano

tormento,

tutto il dolore dell’uomo.

Ho superato ogni prova

ogni sgomento.

Ho vinto ogni paura.

Ho stretto il cuore nel pugno

E vedo, senza un lamento

in questo viaggio che dura

per l’infinito squallore,

verso l’ignoto.

Ho messo tutto il coraggio,

tutta la Fede

in un voto

e vado con l’anima nuda.

Solo la fede mi muove

ma chissadove, chissadove…

Come un viandante sperduto

Signore; Ti ho chiesto conforto

e ancora chiedo il tuo aiuto

per il mio ultimo porto.

Sono stanco

e occorre che vada

finché la notte non cada.

Io non conosco riposo

Io non conosco riparo

Ed ho perduto - ogni cosa

Ho bevuto - ogni calice amaro

e il mio amarissimo pianto.

Ho visto in faccia la morte

che sempre mi segue d’accanto

con il respiro suo lieve

dal giorno in cui sulla neve

mi ha dato una rosa di sangue.

Sono stanco

e occorre che vada,

che trovi l’ultimo lido

prima che venga la notte.

Debbo tentare il ritorno

finch’è giorno;

finch’è giorno.

Ascolta questo mio grido:

Dammi, o Signore, la strada!

 

Almeno una volta vorrei

tenere fra le mie braccia,

stretta al mio povero cuore,

la piccola bimba, che ha nome

della Vittoria

e dirle, senza parole,

che son tornato da lei.

Mille pensieri ha l’anima deserta

ed un pensiero unico, un intenso

desiderio che tutti riassume:

giungere alfine, a quella porta aperta

dove la sposa veglia accanto al lume.

E accanto al fuoco che non si è mai

spento

accanto al fuoco vivo del ritorno

restare un poco, sino al nuovo giorno.

Poi, rinfrancato dal suo amore immenso

vivere ancora per morir contento.

 

E tu, Signore che vedi

tutto il dolore del mondo.

Tu che nel cuore profondo

sai penetrare i misteri,

questa preghiera tu ascolta

e questa grazia concedi:

Dammi, o Signore, la forza

di fare gli ultimi passi:

Fa che raggiunga la porta

dove mi aspetta la sposa

che ha tutto il pianto

negli occhi,

tutto lo schianto

nel cuore.

Io debbo dirle una cosa.

Fammi arrivare, o Signore,

sull’uscio della mia casa

prima che venga la notte,

per dirle solo, o Signore,

ne l’ultimo abbandono,

che ho tanto amato

il suo amore.

 

Per esso ho vinto la morte

ed ho difeso gelosa,

in una lotta senza posa

col tempo e con la distanza,

la mia ultima speranza

vivendo come in un sogno

la vita che vorrei,

dimentico della mia sorte,

di quello che fui,

di quello che sono

ma fatto ancora più forte,

nell’impossibile oltranza

per il pensiero - di lei

il desiderio - di lei

e l’estremo bisogno

del suo perdono.

 


PREGHIERA

Per i Caduti del Deserto del Cielo del Mare

Base Italiana di Quota 33 (El Alamein, nel Sahara egiziano)

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Benedici Signore, nel canto del Deserto e del Mare

gli Italiani riuniti sopra la Quota lontana.

Essi conobbero, prima del supremo mortale spasimo

tormento insonne di attesa, sete, sozzura, fatica, fuoco.

Seppero vicende disperate di battaglia, e talora indifesi al

facile insulto straniero, squallore di libertà perduta.

Perchè condotti non da vanità o bramosia di ventura

ma da obbedienza alla Patria, benedici o Signore.

Con tutti i Caduti d'Africa e del mondo, fratelli Soldati

d'ogni sangue e bandiera, purificati nell'ultima fiammata.

 


IL NOSTRO CAPPELLO Audio
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“Sapete cos’è un cappello alpino?”.

È il mio sudore che l’ha bagnato

e le lacrime che gli occhi piangevano e tu dicevi:

“Nebbia schifa”.

Polvere di strade, sole di estati,

di pioggia e fango di terre balorde, gli hanno dato il colore.

Neve e vento e freddo di notti infinite,

pesi di zaini e sacchi, colpi d’armi e impronte di sassi,

gli hanno dato la forma.

Un cappello così hanno messo sulle croci dei morti,

sepolti nella terra scura,

lo hanno baciato i moribondi come baciavano la mamma.

L’han tenuto come una bandiera.

Lo hanno portato sempre.

Insegna nel combattimento e guanciale per le notti.

Vangelo per i giuramenti e coppa per la sete.

Amore per il cuore e canzone di dolore.

Per un Alpino il suo CAPPELLO è TUTTO.

 


SONO LA TUA BANDIERA, L'ITALIA, LA TUA PATRIA

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SONO

la terra, i monti, i mari, il cielo e tutte le bellezze

        della natura che ci circondano,

l’aria che respiri

il sangue di chi è caduto nell’adempimento di un dovere o nel

        raggiungimento di un  ideale, per permetterti di vivere libero,

la zolla che copre i tuoi Morti,

la Fede, l’amore, il vibrante entusiasmo dei tuoi avi,

la fatica, l’affanno, la gioia di chi studia e di chi

        produce con la mente e col braccio,

il dolore, il sudore e la struggente nostalgia degli

        emigranti,

la tua famiglia, la tua casa ed i tuoi affetti più cari,

la speranza, la vita dei tuoi figli

 

        SONO LA TUA BANDIERA, L’ITALIA

                          LA TUA PATRIA

 

Ricordati di me, onorami, rispettami e difendimi

Ricordati che al di sopra di ogni ideologia mi avrai sempre

        unico simbolo di concordia e di fratellanza, tra gli

                            Italiani

Ricordati che finché apparirò libera nelle tue strade tu

                            sarai libero

Fammi sventolare alle tue finestre, mostra

 


AD UN ALPIN RESTÀ SULL'ORTIGARA Audio
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Desfo el ninzolo che gavea cusìo

per la nostra cucieta de nogara

quando, tornando zo da l'Ortigara,

te gavarìa ciamà solo marìo.

 

        El gera de tre teli: sora a quelo

        de drita de dovevi dormir ti;

        su quel de zanca, cussì bianco e belo,

        dovea per sempre starte arente mi

        e in quel de meso, metàrghe el putelo

        che sognavino aver squasi ogni dì.

 

Desso lo desfo. In quel de drita, un zorno

i metarà a dormir soto la neve

me poro pare, da la testa bianca.

Povaro vecio!... Da quel dì, el va atorno

tremando da la pena e da la freve

senza parlare...

 

        Sora a quel de zanca,

        a fin de otobre i metarà me mare.

        Povara vecia!... Da quel dì la speta

        credendo sempre che te torni indrìo,

        e la dise pian pian la coroneta

        pianzendo solo come lo sa Dio.

 

Povara vecia!... In quel de meso, invesse,

co' tornerà la primavera bela

e i prà xe verdi e 'l bel formento cresse,

vogio che i meta mì, mì ne la cassa,

perchè oramai, mi morirò putela.

 

        Desfo el ninzolo che gavea cusìo

        per la nostra cucieta de nogara:

        lo desfo adasio co' la testa bassa

        pianzendo solo come lo sa Dio,

        o bell'Alpin restà su l'Ortigara!...

 


AMA IL VECCHIO Audio
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Lascialo parlare, perchè nel suo passato ci sono tante cose vere.

 

Lascialo vincere nelle discussioni, perchè ha bisogno di sentirsi sicuro di sé.

 

Lascialo andare fra i suoi vecchi amici, perchè è li che si sente rivivere.

 

Lascialo raccontare storie già ripetute, perchè lui vuole vedere se stai alla sua compagnia.

 

Lascialo vivere fra le cose che ha amato, perchè soffre nel sentirsi spiantato dalla propria vita.

 

Lascialo gridare quando ha torto, perchè lui e i bambini hanno diritto alla comprensione.

 

Lascialo salire nell'auto di famiglia quando vai in vacanza, perchè l'anno prossimo avrai il rimorso se lui non ci sarà più.

 

Lascialo invecchiare con lo stesso paziente amore con cui lasci crescere i tuoi bambini, perchè tutto fa parte della natura.

 

Lascialo pregare come vuole, perchè l'anziano è uno che avverte l'ombra di Dio sulla strada che gli resta da percorrere.

 

Lascialo morire fra le braccia pietose, perchè l'amore dei fratelli sulla terra fa meglio presentire quello del Padre del Cielo.

 

Fà questo, o vergognati di essere uomo.

 


ARTIGLIERI ALPINI A VERONA Audio
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Consacrada 'na targa: che festa!

Adunata de mile scarponi,

'na valanga de canti, de soni,

che fasea rintronar fin la festa.

 

Se Verona l'è bela ogni giorno,

ancò tuta la brila, la slusa,

no gh'è ansie e dolori che scusa

co sti bocia, sti veci, d'intorno.

 

Se ghe fusse ci stamattina

g'à la testa sgonfià de pensieri

un'ociada a sti baldi artiglieri

la fà più de la penicelina.

 

Gh'è ci ancò no se senta italian?

Ci no spera un futuro glorioso?

Ci no sia felice, orgoglioso

de strucarve, alpini, la man?

 

Lassè pur che diga e che i fassa:

in voialtri, noialtri speremo

e le vostre canzoni cantemo

che cantando, i dise, la passa.

 


BIVACCHI ALPINI Audio
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Nel funereo mattino

se mai l'aria, irta di spilli,

diacce lagrime distilli

così ciancia, in cor, l'alpino:

 

"Lo splendor dell'alpi arcane

dai poeti è celebrato

che non hanno mai provato

lo svernar sulle Tofane......

 

Perchè l'erma Dolomite

se divina è come il mare

guai per te se vuoi tentare

le sue gelide salite!

 

Nostra gloria è il Castelletto

ch'or la mina ha devastato:

ma ti mette al cataletto

sognatore innamorato.

 

Vedi là le Cinque Torri

ferme, sopra il precipizio:

ma vi lasci il pelo e il vizio,

pellegrino, se v'accorsi!"

 

Nel funereo mattino

quando l'aria, tutta diaccia,

neve e pioggia venta in faccia

così ciancia, in cor, l'alpino.

 

Ma..... di balzo sul Forame

già s'inerpica e sorride

se la Parca gli recide

della vita l'aureo stame!

 

Dolce Italia! oggi si scherza,

pure in mezzo alla tormenta,

che c'investe, che ci sferza,

ci mulina e ci addormenta.

 

Dormir no: ma risognare

noi vogliam, sotto la neve

il paterno focolare

e la bianca umile pieve

 

e la trepida preghiera

che la nostra infanzia apprese,

alte andando nella sera

le campane del paese,

 

dove - or muti ignoti eroi! -

al Destin tendon gli orecchi

i soavi nostri vecchi

che sospirano per noi.....

 

O notturne cantilene

lunghe tristi appassionate

lontananti per serene

solitudini stellate!

 

O vigilie luminose

fra le danze agili e strette,

dove amor lanciò saette

entro nuvole di rose!

 

Ansie prime, o primi baci,

casta guancia imporporata,

o sorrise albe fugaci

sul tuo seno, o inobliata!

 

O partenza pel futuro,

fermo il cuore, alacre il piede,

quando un di battè il tamburo

la risorta itala fede!

 

Ecco: in fondo all'ombra vana

arde un tremulo bagliore:

poesia pura e lontana

che sei tu, magico fiore?

 

Sei la prima giovinezza?

Sei la luce de' bei giorni?

Caro amor, sei tu che torni

colla tua lenta carezza?

 

 

Su, su alpini, occhio alle porte

Non sa tregue lo straniero

anche il sogno più leggero

è fratello della morte

 

Con lungo ululo ferino

solca l'aria la granata:

ti s'avea dimenticata

o fanfara del mattino!

 

Delle vergini Tofane

chi ne insidia, oggi, il deserto?

Su, coll'armi. A viso aperto

proteggete l'Alpi arcane!

 

Chi al diruto Castelletto

tenta l'ultima battaglia?

fate voi del vostro petto

folgorante invitta maglia!

 

Ah, crollante Austriaco impero!

Delle ferme Cinque Torri

sfida te l'erto maniero.

Ma se al fier richiamo accorsi

 

balzerem sopra i graniti

a sbarrarti ancor la via!

Le selvagge Dolomiti

sono in nostra signoria

 

O ferrata alpina schiera,

sulle vette scintillanti

leva tu, fra l'armi e i canti,

la tua memore bandiera!

 

E se, tacite, le nevi

questa diva Alpe fatale

tutta avvolgan de' lor grevi

infiniti tedi uguali

 

o che sotto la rapina

infernal della tormenta

la milizia, errante, senta

che la morte s'avvicina

 

e di perse arcature

orma, al mondo, non rimanga

quando tuona sulle alture

la precipite valanga

 

o se fresca meraviglia!

torni sopra la trincera

l'occhiazzurra primavera

dalle lunghe umide ciglia

 

o ferrata alpina schiera,

sulle vette scintillanti

sempre tu, fra l'armi e i canti

leva l'inclita bandiera!

 

Per le mute umili case

dove il rombo della morte

d'ombra gelida pervase

trepidanti anime assorte,

 

per le navi che i furori

dei pirati han silurate,

per le chiese profumate

dai nefandi imperatori,

 

per le stragi meditate

ne' teutonici conviti,

per le madri fulminate

dagli aerei banditi,

 

per l'infanzia ch'ha smembrata

la tedesca libertà,

per la forca ch'ha levata

l'apostolica pietà,

 

per l'Italia, che piangendo

benedice il tuo coraggio,

per la Gloria! che partendo

hai giurata al tuo villaggio,

 

con fedele impeto puro

gitta tu l'anima al fato:

e fa degne del passato

le giustizie del futuro.

 


ESSERE SEMPRE GIOVANE Audio
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La giovinezza non è un periodo della vita,

essa è uno stato dello spirito,

un effetto della volontà,

una qualità dell'immaginazione,

un'intensità emotiva,

una vittoria del coraggio sulla timidezza,

del gusto dell'avventura sull'amore del conforto.

Non si diventa vecchi per aver vissuto un certo numero di anni

si diventa vecchi perché si è abbandonato il nostro ideale.

Gli anni aggrinziscono la pelle,

la rinuncia del nostro ideale aggrinzisce l'anima.

Le preoccupazioni, le incertezze, i timori e i dispiaceri

sono i nemici che lentamente ci fanno piegare verso la terra

e diventare polvere prima della morte.

Giovane è colui che si stupisce e si meraviglia,

che domanda come un ragazzo insaziabile: e dopo?

Che sfida gli avvenimenti e trova la gioia al gioco della vita.

Voi siete così giovani come la vostra fede,

così vecchi come la vostra incertezza,

così giovani come la vostra fiducia in voi stessi,

così giovani come la vostra speranza,

così vecchi come il vostro scoramento.

Voi resterete giovani fino a quando resterete ricettivi,

ricettivi a ciò che è bello, buono e grande,

ricettivi ai messaggi della natura, dell'uomo e dell'infinito.

Se un giorno il vostro cuore dovesse essere morso dal

pessimismo e corroso dal cinismo,

possa Dio aver pietà della vostra anima di vecchi.

 


GLI ALPINI Audio
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Gli alpini

 

Sogni in grigio-verde,

scarponi di gloria

per una Patria da difendere.

Montagne di ricordi,

il Piave, l’amara Grecia,

le impervie alpi

e le ambe etiopi.

 

Oggi: missioni d’amore,

penne nere color afganistan,

armate di un sorriso,

combattono la battaglia della pace.
 

 


 

 

 

 

 

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