Musica Militaria 1-5


Testi   Musica   Militaria     -    Inni   &   Patriottici



ACQUERELLI ALPINI Audio
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L’ultima stella nel cielo

ecco non brilla più;

toglie la nebbia il suo velo

fino alle cime lassù.

 

        Un orizzonte infinito

        al primo sole si aprì

        diffonde il nuovo dì

        luce e serenità.

 

Le pecorelle

brucano sul pianoro

le pastorelle

vanno cantando in coro.

 

        La cornamusa

        riempie la vallate

        l’ora serena e beata

        scorre tra il monte e il ciel.

 

L’ombra silente discende pian

tornan le miti greggi all’ovil

e dalla pieve sperduta

una campana fa din dan dan.

 

        Spunta la luna nel ciel lontano

        piega il ginocchio il pastor

        e la preghiera saluta

        l’Ave Maria… Din dan!

 


TUTTI AVEVANO LA FACCIA DEL CRISTO

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Tutti avevano la faccia del Cristo

nella livida aureola dell'elmetto,

 

tutti portavano l'insegna del supplizio

nella croce della baionetta,

 

e nelle tasche il pane dell'ultima cena,

 

e nella gola il pianto dell'ultimo addio.

 


A LA MODA D’I MONTAGNON 

Viton, viton, viton

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Col bosaron d’un preive

voria pijé mojé, mojé, mojé…

        ’na bèla montagnina

        larga parei  ’na mina

        e con dui bei scarpon

        a la moda d’i montagnon.

                 Viton, viton, viton!

 

S’a l’è  ’rivà cò l’ora,

l’ora d’andè a sposè, sposè…

con la cocarda rosa

capelin color d’la cosa,

faudalin a la rigadon

a la moda d’i montagnon.

                 Viton, viton, viton!

 

S’a l’è rivà cò l’ora,

l’ora d’andè mangè, mangè, mangè…

patate ris e rave

mangè parei d’le crave,

fasio certi bocon

a la moda d’i montagnon.

                 Viton, viton, viton!

 

S’a l’è rivà cò l’ora,

l’ora d’andè balè, balè, balè…

        su e giù per cole rive

        sonand con cole pive,

        fasio d’i bei saoton

        a la moda d’i montagnon.

                 Viton, viton, viton!

 

S’a l’è rivà cò l’ora,

l’ora d’andè dormì, dormì, dormì…

con cole bele pajasse

larghe come d’le piasse

fasio d’i grand dormion

a la moda d’i montagnon.

               Viton, viton, viton!

 


ADAMELLO Audio
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Adamello Adamello Adamello,

per venirti a conquistar

traversando i larghi Pian di Neve

sotto il fuoco, mitraglia e cannon.

 

Traversando a poco a poco

una palla mi sento a ferir,

soccorretemi compagni portaferiti

ed in quattro mi portan all’ospedal.

 

All’ospedale appena arrivato

l’infermiere mi addormentò

e dopo il sogno mi son risvegliato,

ed una gamba mi sento rimancar.

 

Compiangetemi signore e signori,

gamba di legno non può camminar,

sui vent’anni ero un buon minatore

ora adesso son belle rovinà.

 


A L’OSPEDAL DI GENOVA Audio
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Emàvo una ragazza…

L’emàvo per sposarla!…

Non posso più baciarla,

Me l’ha repìta il Ciel.

 

        Me l’ha repìta il Cielo…

        Me l’ha repìta Iddio!…

        Voglio morire anch’io…

        Voglio morir con te!…

 

A l’ospedal di Genova,

e dove l’han portata…

Era tanto malata:

malata da morir!…

 

        Là stesa come un angiolo,

        sul bianco del lettino…

        Pareva un cherubino,

        caduto giù dal Ciel.

 

Mi disse: “caro Alberto,

ormai son moribonda

l’amore ci circonda!…

ci rivedremo in Ciel”.

 


A LA MATIN BONURA 

I dispiaceri de nujautri pouvri alpini

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A la matina bonura

a ’n fan alvè

a ’n mandò ‘n piassa d’armi

a fè istrussion,

a ’n fan marcé in avanti

a pocui ’n daré.

Nuiautri povr’alpin

’n fa mal i pè.

 

Sai ben perché

’n fa mal i pé

as marcia mal

sui marciape.

 

Al di d’la cinquina

a ’n fan strilé

a ’n  dan coi povri soldi

per pié d’fumé.

Adess che i touscan

a son chersù,

nuiautri povr’alpin

a ’n fan sté giù.

 

Sai ben perché

a ’n fa mal i pé

as marcia mal

sui marciapé.

 

Festa del regimento

rancio special,

a ’n dan cui salamini

ch’an fa sté mal,

a ’n dan la  pasta suta

cun  ’l formaj.

Nuiautri povr’alpin

’n fa mal i cai.

 

Sai ben perché, as marcia mal

sui marciapé.

 


A LA TOR VANGA Audio
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Era 'n botega che lavorava,
gnente pensava de la preson.
M'è capitata la sbiraria,
subito via i m'ha menà.

 

I m'ha menato en 'na gran sala
dove che stava l'esaminador.
I me domanda nome e cognome
e la mia Patria dove la stà.

 

E la mia Patria l'è tirolese,
cinquanta miglia lontan de quà.
G'ho mandà a dire a la mia mama
che la me vegna a ritrovà.

 

O che la vegna o che la manda,
a la Tor Vanga io son condanà.
Son condannato per sette anni,
l'è stà i compagni che 'l m'ha tradì.

 

Storia:

Il testo di questa canzone ci e' stato conservato da Nepomuceno Bolognini, uno dei fondatori della SAT, che lo pubblico' assieme ad altri canti popolari, nell'annuario SAT del 1886. La melodia e' stata recuperata di recente. La canzone fa riferimento alla Torre Vanga che, dopo la secolizzazione del principato vescovile di Trento, cessata la sua funzione di difesa dell'antico ponte sull'Adige venne adibita a prigione verso i primi dell'ottocento. Sembra pero' che l'origine sia molto piu' antica e risalga addirittura al XVIII secolo. Nel volume I de: Le arti e le tradizioni popolari d'Italia - Primo Documentario per la Storia della Etnofonia in Italia - pubblicato nel 1941 a cura di F. Balilla Pratella, sono resi noti dei frammenti sullo stesso tema provenienti da Lombardia, Emilia Romagna, Veneto e Friuli: "... le lezioni sono legate fra di loro dall'episodio dell'uomo arrestato dalla sbirraglia per sorpresa, bandito o ribelle che sia ...". La versione trentina resta la piu' completa nel testo e la piu' interessante musicalmente.

 


CANZONE DEL 7° ALPINI

nella campagna italo-greca

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Grecia, Grecia!

Volerem come aquile affamate

a conquistar le terre a noi negate,

e con le penne nere al vento

le baionette a cento a cento.

Grecia, Grecia,

noi ti vogliam piegar.

 

        Fra acqua, tormente e neve

        peni di ardor, pieni di fede,

        accompagnati dall'artiglieria

        si proseguirà per la segnata via.

        Ma la Grecia spinta dal timor

        si inchina a domandar perdon.

 

Italia, Italia!

Abbi di noi pietà.
Ti diamo quanto hai domandato

ma cessa questo fuoco accelerato.

E senza alcun ritardo alfin

Italia, Italia,

ritira i tuoi Alpin.

 

        Cantano mitraglie

        come quella sera

        ch'era d'autunno

        una notte nera

        mentre il cannone

        spara oltr'i confini.

        E là sul Tomori

        i baldi Alpini

        lottar devono

        nella tormenta

        contro il nemico

        per cacciarlo fuor.

 

Grecia, Grecia,

l'ora è sona' per te.
Con armi e munizioni
e carri armati,
noi vecchi baldi Alpini richiamati,

senza del nemico alcun timore

vogliamo piantare il Tricolore,

avanti sempre più avanti

nel cuor tuo a sventolar.

 


CANZONE DEL PISTRO Audio
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Caro pistrino dimmelo tu cosa facevi tre mesi fa

andavi a spasso con la morosa e non pensavi a fare il soldà.

 

Fare il soldato in artiglieria o mamma mia male si stà

male si stà per tanti motivi muli cattivi da governar

muli cattivi zaini pesanti e sempre avanti bisogna andar

sempre più avanti sempre in colonna per la madonna la finirà.

 

La finirà sta naja schifosa dalla morosa voglio tornar

dalla morosa e dall’amante sotto le piante a fare l’amor

sotto le piante sopra il trifoglio come ti voglio nessun lo sa.

 

Nessun lo sa nessuno lo può dire meglio morire che stare qua.

Ieri a Foligno, oggi a Bracciano la stessa storia da continuar,

la stessa storia triste e noiosa dalla morosa voglio tornar.

 

Quindici mesi di pastasciutta mamma che brutta fare il soldà.

Quindici mesi di pasta in brodo povero chiodo non s’alza più.

 

Quindici mesi li ho fatti anch’io… e porco zio falli anche tu

stretta è la foglia, larga è la via

il pistro scoppia ed il nonno va via!

 

Per la montagna… ghereghereghè!!!

 


COME PORTI I CAPELLI BELLA BIONDA Audio
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Come porti i capelli bella bionda,

tu li porti alla bella marinara,

tu li porti come l’onda

come l’onda in mezzo al mar.

        In mezzo al mar

        ci sta un camin che fumano,

        in mezzo al mar

        ci sta un camin che fumano,

        in mezzo al mar

        ci sta un camin che fumano

        saranno la miai bella

        che si sconsumano…

 

Come porti i capelli bella bionda,

ecc. ecc.

 

E i miei non vol

e i suoi non è contenti

e i miei non vol

e i suoi non è contenti

e i miei non vol

e i suoi non è contenti

ci sposeremo

imparimenti!

 

Come porti i capelli bella bionda,

ecc. ecc.

 


ALLA MATIN BONORA 

La giornata del soldato

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Alla matin bonora

t’insogni la tua bionda

senti suonar la tromba

e chi si veste e chi si lava,

chi si prepara per l’istruzion.

 

Quando alle sette in punto

si sente l’adunata

si scende in camerata:

fucile in spalla e cinturone

con la borraccia e il tascapan.

 

Quando giù nel cortile

comincia l’istruzione

si formano i plotoni:

in su l’attenti, dest’riga, fissi,

un gran silenzio bisogna far!

 

Quando alle cinque e mezza

si sente dar l’avanti

a spasso tutti quanti…

senza un soldo, senza tabacco,

si va in giro per la città.!

 

Quando suona il silenzio

tutti nel camerone;

tenente d’ispezione:

“Brutta cappella non fare schiasso

se no ti schiaffo a la prigion!”

 

Passata una mezz’ora

piove che Dio la manda,

si pianta lì la branda,

le scarpe in mano, salta la barra,

la sua chitarra si va a trovar.

 

A mezza notte in punto

torni nel camerone;

tenente d’ispezione:

“O marmittone dove sei stato?

Stai consegnato per trenta dì!”

 


ALLA MATINA SI GHÈ ’L CAFÈ Audio
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Pasta fagioli e ceci:

come farò se non ce n’ho?

Dopo la guerra, dopo la guerra

come farò, io non lo so!

Dopo la guerra ti pagherò.

Alla mattina si ghè ’l cafè

ma senza zucchero perché non c’è.

        A mangiar poc

        se resta stracc

        se diventa fiacc

        se peu più andar

        bon parèi!

A mezzogiorno la pasta c’è

l’è tutta colla da cartolè.

        A mangiar poc

        se resta stracc

        se diventa fiacc

        se peu più andar

        bon parèi!

E alla sera il brodo c’è

L’è acqua da lavà i piè!

        A mangiar poc

        se resta stracc

        se diventa fiacc

        se peu più andar

        bon parèi!

 


E TRANTA SOLD SON PA DUI LIRE Audio
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E trant sold son pa dui lire,

tranta sold, tranta sold  son pa dui lire.

E trant sold son pa dui lire

e dui lir, e dui lir son dui franchi,

        dui franchi.

 

Me pare l’ha vendù ’l boeu,

me mare l’ha vendù ’l crin

per faim’andè, per faim’andè,

per faim’andè, per faim’andè…

 

Me pare l’ha vendù ’l boeu,

me mare l’ha vendù ’l crin

per faim’andè, per faim’andè

int’i alpin, int’i alpin!

 

E trant sold son pa dui lire,

tranta sold, tranta sold  son pa dui lire.

E trant sold son pa dui lire

e dui lir, e dui lir son dui franchi,

        dui franchi.

 

Me pare l’è ’n borgheis,

mi son carià ’d speis

per pod’andè, per pod’andè…

int’i alpin, int’i alpin!

 


È ARRIVÀ Audio
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È arrivà Bum!

È arrivà Bum!

È arrivata una bella biondina

cun patate e cun fagioli

e l’insalata alla ricciolina

ina, ina.

E con la paia,

se fan i cappelli,

coi giovani belli

l’amore si fa.

Se con i sassi

se fan i palassi

coi bei ragazzi

l’amore si fa.

Se con il vetro

si fanno i bicchieri

con i mitraglieri

l’amore si fa.

 


E C’ERANO TRE ALPIN

Ghe gera tre alpin

Audio
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E  c’erano tre alpin

e c’erano tre alpin,

tornavan dalla guerra…

E  c’erano tre alpin

tornavan dalla guerra.

        Guarda che bell’alpin!

        Tornavan dalla guerra.

 

Il più bellin dei tre

il più bellin dei tre

avea un mazzo di rose…

Il più bellin dei tre

avea un mazzo di rose.

        Guarda che bell’alpin!.

        Avea un mazzo di rose.

 

        E la figlia del re

        vedendo quelle rose…

 

        “Dammelo a me,

        io voglio quei bei fiori.”

 

        “Le rose io ti darò

        se tu sarai mia sposa.”

 

        “Buon giorno signor re,

        voglio tua figlia in sposa.”

 

        “Se non vai via di qua

        ti faccio fucilare.”

 

        “E va in malora ti

        e la tua figlia ancor…

 

        Al mio pais

        io tengo l’amorosa.”

 


FARMACIA DELLA NAIA Audio
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Se ti viene il mal di pancia,

non usare il laudano:

bevi, bevi del Cinzano...

ed il mal ti passerà.

 

        Già, gli uomini onesti,

        bere debbon il vino a rivi:

        l'acqua è fatta pei cattivi:

        E il diluvio il dimostrò!

 

Se ti vien il mal di denti,

non usare dei calmanti:
bevi, bevi il vin Chianti...

ed il mal ti passerà.

 

        Già, gli uomini onesti,

        bere debbon il vino a rivi:

        l'acqua è fatta pei cattivi:

        E il diluvio il dimostrò!

 

Se ti viene il mal di cuore,

non usare lo strofanto:
bevi, bevi del Vin Santo...

ed il mal ti passerà.

 

        Già, gli uomini onesti,

        bere debbon il vino a rivi:

        l'acqua è fatta pei cattivi:

        E il diluvio il dimostrò!

 

Se ti viene la malaria,

non pigliare del chinino:
bevi, bevi del buon vino...

ed il mal ti passerà.

 

        Già, gli uomini onesti,

        bere debbon il vino a rivi:

        l'acqua è fatta pei cattivi:

        E il diluvio il dimostrò!

 

Se ti viene male ai piedi,

non usare del saltrato:
bevi, bevi del Chinato...

ed il mal ti passerà.

 

        Già, gli uomini onesti,

        bere debbon il vino a rivi:

        l'acqua è fatta pei cattivi:

        E il diluvio il dimostrò!

 

Se ti vien l'insolazione,

non empirti di rinfresco:
bevi, bevi il Barbaresco...

ed il mal ti passerà.

        Già, gli uomini onesti,

        bere debbon il vino a rivi:

        l'acqua è fatta pei cattivi:

        E il diluvio il dimostrò!

 

Se avessi brutta cera,

fuggi cipria e belletto:
tira giù del buon Brachetto...

ed il mal ti passerà.

        Già, gli uomini onesti,

        bere debbon il vino a rivi:

        l'acqua è fatta pei cattivi:

        E il diluvio il dimostrò!

 


FIAMME VERDI Audio
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Adunata, o forti alpini!

La montagna a sé ci vuole,

chiaman gli echi, attende il sole

il possente nostro “Hurrà!”

 

Su la roccia che risuona

Calmo ascende il passo ardito;

solo squilla sul granito

lo scarpone dell’alpin!

 

        Giovinezza, giovinezza,

        primavera di bellezza,

        nella vita e nell’ebbrezza

        il tuo canto squillerà.

 


FIGLIA, TI VOGLIO DARE… Audio
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Figlia, ti voglio dare

soldato di Fanteria.

 

No, cara mamma no,

la Fanteria la voeuri no.

Tutta la notte

mi fa montar di guardia.

No, cara mamma no,

la Fanteria la voeuri no.

 

Figlia, ti voglio dare

soldato di Sussistenza.

 

No, cara mamma no,

la Sussistenza la voeuri no.

Tutta la notte

mi fa mangiar pagnotte.

No, cara mamma no,

la Sussistenza la voeuri no.

 

Figlia, ti voglio dare

soldato dei Bersaglieri.

 

No, cara mamma no,

Bersaglieri j  a voeuri no.

Tutta la notte

mi fa andar di corsa.

No, cara mamma no,

Bersaglieri j  a voeuri no.

 

Figlia, ti voglio dare

soldato di Cavalleria.

 

No, cara mamma no,

Cavalleria la voeuri no.

Tutta la notte

mi fa andar al galoppo.

No, cara mamma no,

Cavalleria la voeuri no.

 

Figlia, ti voglio dare

soldato di Artiglieria

 

No, cara mamma no,

l’Artiglieria la voeuri no.

Tutta la notte

mi fa sparar cannoni.

No, cara mamma no,

l’Artiglieria la voeuri no.

 

Figlia, ti voglio dare

soldato degli Alpini.

 

Sì, cara mamma sì,

i bei Alpini li voglio sì.

Tutta la notte

con il pistocco in mano.

Sì, cara mamma sì,

i bei Alpini li voglio sì.

 
 

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