Musica Militaria 1-4


Testi   Musica   Militaria     -    Inni   &   Patriottici



CANZONE DI TRINCEA Audio
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M’affaccio alla trincea sul far del giorno

e il sol mi bacia su la fronte stanca.

Ho un fosso e un muricciolo per soggiorno

e qualche sorso d’acqua mi rinfranca.

Ma un ritornello nel mio cor non manca;

come in caserma lo ricanto qui:

        E la borraccia

        che noi portiamo

        è disciplina

        di noi soldati.

        E tu biondina

        capricciosa garibaldina

        tru la la,

        tu sei la stella

        del primo amor.

Ho piena di cartucce la giberna

ed ho la mano pronta e l’occhio audace,

e della guerra la vicenda alterna

fa lieto il cor, come se fossi in pace.

E un ritornello nel mio cor non tace;

come in caserma, lo ricanto qui:

 

        E la giberna

        che noi portiamo

        è disciplina

        di noi soldati.

        E tu biondina…ecc.

 

M’affaccio alla trincea quando le stelle

cominciano nel cielo a tremolare,

anch’io ne ho due, ma sono assai più belle:

sul bavero le vedo luccicare.

E un ritornello me le fa più care;

come in caserma, lo ricanto qui:

 

E le stellette

che noi portiamo

son disciplina

di noi soldati.

E tu biondina…ecc.

 


CANZONE DELLA COMPAGNIA GENIO PIONIERI TAURINENSE Audio
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Barbe lunghe, penne al vento,

sguardo dell'aquila reale.

Siamo i Genieri della Taurinense

e i confin noi difendiam,

noi difendiam!

La picozza nella mano,

lo scarpon ferrato ai piè,

la sulle cime alte ci portiamo

e nel cuore abbiam la fè,

abbiam la fè!

Quando il cammin si fa più duro

mai ci fermiam, no!, mai ci arrestiam, no!

E quando il ciel si fa più scuro,

allora noi cantiam:

là sui nevai,

sconfinati e dominati dagli sci,

là sui ghiacciai

dove un giorno tante vittime ghermì,

la nostra penna sarà,

sarà quella che più in alto brillerà

e una gran voce che dirà:

VIVA I VECI

VIVA I BOCIA

DEL GLORIOSO GENIO ALPIN

Oh Genio Alpino,

sei la mia Compagnia,

fior d'ogni fiore

ovunque passi tutto porti via.

Questo è il Geniere

che sul cappello porta rose e fior

e rose e fior,

e quando a casa ritornerà

la bella al petto stringerà!

Scoppia la mina,

fischia la mitraglia,

è il Genio Alpin che passa

lasciatelo passar...

E se una firma ordina l'attenti

per i congedanti nessuna novità!

Siam congedanti

un passo avanti

se un'altra firma volete far!

Non c'è nè firma nè firmamento

questo è il momento

a casa si và.

A casa si va, si trova l'amante

sotto le piante

a fare l'amor.

A far l'amore in mezzo al trifoglio

il ben che ti voglio

nessun lo sà.

Nessun lo sà,

nessun lo può dire,

meglio morire

che restar qua.

Che restar qua alla Genio Pionieri

tutti i mestieri

ti tocca far;

campi minati

reticolati,

ponti scassati

da riparar.

Danno in consegna

miccia e tritolo,

prendi lo scolo

senza chiavar.

Danno in consegna  CM e CL

e campagnole da lucidar

Da lucidare, rilucidare, l'ho fatto io,

fallo anche tu,

l'ho fatto io quindici mesi

or siam borghesi

a casa si va...

 


CE BIELIS MANINIS Audio
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Ce bielis maninis,

maninis d’amor,

te’s a fatis la mame tò…!

Va jù… va plan… sta fèr cu la man…

Oi bambinute d’amor!

 


CANZONE DELLA 49a DI DIO Audio
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Non è la bella,

nè la modesta,

nè la Calusia, la disperata,

l'é soltanto la più invidiata

perché è il perno del Battaglion.

 

        Tessitore il Colonnello

        la chiamava l'orgoglio mio;

        giù il cappello che l'è di Dio

        quarantanove e nulla più.

 

Cinque al fregio, rossa nappina,

penna d'aquila non di gallina,

quarantanove sulla spallina,

siamo il perno del Battaglion.

 


CANZONE MARCIA 115a COMPAGNIA Audio
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Oilalà! Oilalà!

Siamo i baldi dei Mortai!

Come mai, come mai,

se si affaccian le ragazze

vanno pazze per i baldi dei mortai?

 

        Mandaci un bel sorriso

        bionda dal balcon;

        sul tuo bel viso

        noi lanciamo una canzone,

        e poi udrai dai monti e dal nevaio

        il rombo del mortaio

        e un canto pien d’amor

        ti farà battere più forte il cuor.

        Oilalà! Oilalà! Oilalà!

 

Dateci il vostro amor fanciulle belle:

noi del confine siam le sentinelle.

Dall’aspre impervie rocce lassù

vegliamo sulla vostra gioventù.

Noi siamo la “TORMENTA”

che sul nemico grandina slavine di terror;

ma su di voi bambine;

noi lanceremo un turbine di fior!

Oilalà! Oiualà! Oolalà!

 


CANTI E VIN Audio
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A vitta d'o sordatto

a vitta de l'Alpin

a sàiva dolorosa

se rio ghe foisse o vin,

però tutto l'è ninte

però tutto l'è bòri

bevendone 'n bon gotto

cantando 'na cansòn.

 

        Quel massolin di fiori...

 

Scalà picchi e montagne

attraversà giassè

vive comme i camosci

o l'è 'n brutto mestè;

però anche se ciove

se pensa a o tempo bon

bevendone dui gòtti

cantando 'na cansòn.

 

        La Teresina, in cameretta...

 

O rancio o no l'ariva

no gh'è ciù scatolette

invece d'a pagnotta

se roziggia gallette;

però, daeghe de l'àia

n'an daeto d'o vin bòn

se mai pe impise a pansa

cantièmo 'na cansòn.

 

        Se le tocco la frigola

        la frigola, in t'un cantòn...

 

Se deve andà in pattuglia

co'e bombe e co moschetto

ligàe drento a 'n cappotto

sciaccae sotta 'n elmetto,

però drento a borraccia

lambroccia o cancaròn:

forsa, figgieu, a o ritorno

cantièmo 'na cansòn.

 

        Quel buzaròn d'un Toni

        volia pié muié...

 

E canta che ti passa

a l'è 'na gran veitae

però quande se canta

de solito vèn sae;

e aloa l'è molto megio

se a e nòtte d'a cansòn

gh'è pe accompagnamento

un fiasco de vin bon.

 

        Oh ce biel, oh ce biel

        Cis-ciel a Udin...

 

Sémmo tornae borgheixi

a "naja" a l'è finia,

ma semmo sempre Alpini,

bando a malinconia,

e sempre e dappertutto

troviemo l'occaxiòn

de dà fondo a 'na cansòn.

 

        Sul cappello, sul cappello

        che noi portiamo...

 


CANZONE DEL GRUPPO SUSA Audio
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Su fate largo all’artiglieria

lasciate il passo al Gruppo “Susa”

noi siam quelli che in montagna

andiamo su con il cannone.

 

Portiam la piuma sopra il cappello

essa ci serve da bandiera

avanti avanti o penna nera

andiamo in alto con il cannon.

 

        E va sui monti va

        va l’artiglier

        con il cannon va

        va sempre più su

        va con la fede dentro il cuor

        lassù verso i nevai

        fra l’aspre rupe ed i ghiacciai

        lassù non tremerà

        il Gruppo Susa ed i suoi soldà.

 

Ci apre il passo il Comandante

egli ci guida per l’aspra via

mentre tutte le batterie marcian

cantando una canzon.

 

Alla canzone delle batterie

risponde l’eco delle montagne

come un rimbombo di un cannon.

 


A PLAN CALE IL SORELI Audio
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A plan cale il soreli

daùr d’un alte mont.

Ne grande pas a regna

che par un son profond.

 

        E lis piorutis mangin

        jerbutis che là…

        i tò pinsir, o biele

        cui sa là c’al sarà.

 


A DESTRA DELL'ISONZO Audio
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A destra dell'Isonzo
ci sta Santa Maria,
se stanco sei di vivere
t'insegnerò la via.

In riva dell'Isonzo

ci sta Santa Lucia,

se vuoi morire giovane

t'insegnerò la via.

 

        Bim bum bam

        al rombo del cannon.

Il nostro battaglione
l'è un pochetto scarso,
abbiam lasciato il resto
a San Michele al Carso.

 

A destra dell'Isonzo

ci sta una passerella,

se non ti va di vivere

dovrai passar per quella.

 

        Bim bum bam

        al rombo del cannon.

 

In cima al San Michele
ci sta la Cima Uno,

vi montan su in tanti,

non torna più nessuno.

 

Storia:

La tragica realtà della guerra diventa una sfida obbligata per l'umile soldato che non desiderava altro che continuare a coltivare la terra per mantenere la sua famiglia. La stragrande maggioranza dei soldati italiani era di origine e cultura contadina, pertanto era abituata ad accontentarsi di molto poco e, come nella tragica guerra 1915-1918, non potendo ribellarsi, si limitava a fare un poco d'ironia sulla triste sorte ch'era costretto a subire nella zona del Carso e lungo la vallata del fiume Isonzo, dove avvennero atroci carneficine. Secondo il calcolo delle fonti ufficiali, in quelle zone rimasero uccisi circa 300.000 soldati italiani, che, in parecchi casi, non poterono essere identificati.

I soldati dei due eserciti contendenti definirono il fronte dell'Isonzo "un mattatoio di uomini", a testimonianza della ferocia dei combattimenti. Nel primo anno di guerra (1915), l'Italia aveva scatenato quattro grandi offensive, nel secondo anno cinque e nel terzo anno (1917) altre due, poi venne Caporetto con la sua indecifrabile disfatta, riscattata in seguito sul Piave e sul Monte Grappa. Le undici battaglie definite un'inutile massacro, viste le inconsistenti conquiste territoriali servirono soprattutto a logorare in modo determinante l'impero austro-ungarico, trascinando nel disastro militare anche la potente Germania. Sulle acque del Piave e sul massiccio del Grappa, ogni residua energia austriaca si esaurì completamente ed un anno dopo Caporetto l'Italia chiuse l'immane eccidio vincendo la guerra, costata complessivamente agli italiani, tra militari e civili, ben 1.250.000 morti ed altrettante perdite subirono gli austro-ungarici. Resta il dato tragico che l'Isonzo fu per gli austriaci e per gli italiani ciò che Verdun fu per i tedeschi, poiché le battaglie assunsero la medesima apocalittica intensità, la stessa assurda carneficina.

 


LA COLLINA DELLA VITA Audio
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Sono qui in mezzo a voi

figlio anch'io della vostra Patria.

L'animo mio, per un momento,

ha gridato: "PRESENTE"!

 

Presente, per la pace dei popoli

Presente, per la dignità

Presente, per la democrazia

Presente, per l'uguaglianza.

 

Possa così questo vostro grido

attraversare ogni continente

portando la pace a tutti gli uomini.

 

Collina della vita e non della morte,

perchè grazie al vostro eroico gesto

si è dato e si darà per sempre

il vero senso della vita.

 

E per ogni cuore che batte

gridare con voi:

 

                       "PRESENTE"!

 


CAMPANE DI MONTE NEVOSO Audio
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Lasciarono il bianco paesello
cento mamme e altrettanti tesor,
un fior tra la piuma e il cappello
e una dolce canzone nel cuor.

 

Ritorneremo ancor sui nostri monti
e falceremo il grano al sole,
berremo l’acqua viva delle fonti
ch’è pura come il nostro amor!

 

Campane di Monte Nevoso,
quei rintocchi nel cielo divin
sembravano un grido armonioso
“Proteggete i miei giovani alpin”!

 

Tutto fu distrutto, ma tu torni a rintoccar,
campanil di Monte Nevoso;
tra le mura lacere c’è sempre un focolar
cento cuori sempre ad aspettar!

 

Campane di Monte Nevoso,
quei rintocchi nel cielo divin
sembravano un grido armonioso
“Proteggete i miei giovani alpin”!

 

Campane dal suono giocondo
che invocate la pace e l’amor,
non quella che predica il mondo,
ma la pace che vuole ogni cuor;
la pace, la fede, la gioia, l’amor!..

 

 


CANSUN DI ARPIN DE VENTIMIGLIA Audio
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Semu Arpin de Ventimiglia,

de muntagne e di valui

semo tuta 'na famiglia

cun i sci e cui scarpuin.

Munti e culine

brichi e valui

e stele arpine

i sun pe nui.

 

        In sciè se sime

        matin e seia,

        cantamo in rime

        viva l'Arpin.

        Munti e culine

        brichi e valui

        e stele arpine

        i sun pe nui.

 

Candu a neve cu a turmenta

a rebumba da vixin

nui cantamu a cansun lenta,

ma cantamu cian cianin.

 

        Munti e culine

        brichi e valui

        e stele arpine

        i sun pe nui.

 

Candu u sù u fa tutu belu

nui sentimu l'alegria,

che ne porta in s'cciancurelu

cu a sò dusse cumpagnia.

 

        Munti e culine

        brichi e valui

        e stele arpine

        i sun pe nui.

 

Sempre alegri se cantamu
a cansun di veci Arpin,
e cuntenti se mangiamu
cose ghè in tu barachin.

 

        Munti e culine

        brichi e valui

        e stele arpine

        i sun pe nui.

 


ERA LEI, SÌ SÌ Audio
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Era lei, sì sì, era lei no no.

Era lei che lo voleva,

era lei che lo voleva,

Era lei, sì sì, era lei no no.

Era lei che lo voleva;

quel mazzolin di fior.

 


CÒSSA GAVÈ VOI PARE Audio
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Còssa gavé voi pare

che tanto sospiré,

sospiro cara fiòla

che in guera devo andar.

 

No sospiré per questo

che ’n guera vago mi,

no sospiré per quelo

che voi podé star chi.

 

Compréme ’n bel cavalo

che possa scavalcar

e na spadina al fianco

che possa sgueregiar.

 

’L papà l’è a la finestra,

la mama al balcon

per veder la so fiòla

lì ’n mezo al bataglion.

 

La lassa zo la veste,

la tira sui bragon,

la slancia sul cavalo

vestita a la dragon.

 

I soldadi che va ’n guera

no i prende mai dei fior,

soltanto qualche volta

quando i va far l’amor.

 

I  soldadi che va ’n guera

no i se lava mai le man,

soltanto qualche volta

col sangue da cristian.

 

’L pregheria sior capitano

che él mai quel soldà là

la voze l’éi da dona

vestida da soldà.

 


DOMAN L’È FESTA Audio
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Doman l’è festa,

non si lavora,

g’ho la morosa

d’andà a trovar.

 

Vado a trovarla

perché l’è bella,

la g’ha ’na stella

In mezzo al cor.

 

La g’ha ’na stella

che la risplende,

che la mi rende

consolazion.

 


A’ L ÇHIANTE IL GIAL Audio
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A ’l çhiante il gial, a ’l criche il dì…

Mandi me ninine, mandi me ninine…

A ’l çhiante il gial, a ’l criche il dì…

Mandi me ninine… mi toçhie partì!…

 


CANTO DE NOT ’N MONTAGNA Audio
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La sera là sui prai de la montagna

che se gà ’l bosco nero sotto i piè

e gh’è ’n mucio de stele ’n tel seren

 

        Che bel cantar

 

Sluse ’l foc… for de l’us a ogni baita

’ntorno ’ntorno gh’è ’n bon odor de fen

e canta i grill, e lontan anca ’l cucu

 

        Cantente su…

 


AUPRÈS DE MA BLONDE Audio
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Dans le jardin de mon père

les lilas sont fleuris

tous les oisaux du monde

y viennent faire leur nid.

 

Auprès de ma blonde

qu’il fait bon qu’il fait bon

auprès de ma blond qu’il fait

bon dormir.

 

Il y avait la tourterelle

et la jolie perdrix

qui chante pour les filles

qui n’ont pas de mari.

 

Après de ma blonde

qu’il fait bon qu’il fait bon

auprès de ma blond qu’il fait

bon dormir.

 


CIAPA CINQUE, SBARBA DIECI Audio
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Ciapa cinque, ciapa cinque, sbarba dieci,

la va minga mal, gnanca tanto ben,

ciapa cinque, sbarba dieci,

la va minga mal, gnanca tanto ben!

 


AVE MARIA Audio
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Le squille benedette

ci chiamano a preghiera,

giù dalle alpestri vette

vien l’ombra della sera,

 

        Ave Maria…

 

O quanta pace arcana

discenderà dal cielo

un canto ci richiama

al mistico tuo velo,

Madonna della neve

un fiocco lieve lieve

 

        Ave Maria…

 


ERAN GIONTI

Su, Venzone

Audio
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Eran gionti

al stretto passo

nove millia o più Germani;

avean preso

il monte, i cani;

ma cazati

fora al basso

da quaranta

di Tenzone.

Su, su, su,

Venzon, Venzone...

 


BELLA NON PIANGERE Audio
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Bella non piangere

se mi vedrai partir.

Vado alla guerra

per vincere o morir.

 

Se vincerò

bandiera porterò.

Se morirò

non ti scordar di me.

 


E L’AN TAGLIA I SUOI BIONDI CAPELLI

 

E l’an taglia i suoi biondi capelli,

la si veste da militar,

lè monta sul cavallo,

verso il Piave se ne va.

 

Quan’fu giunta in riva al Piave

d’un tenente si l’ha incontrà:

“Rassomigli a una donzella

fidanzata d’un mio soldà.”

 

“No, donzella io non sono,

né l’amante di un suo soldà,

sono un povero coscritto

dal governo son sta richiamà.”

 

Il tenente la prese per mano,

la condusse in mezzo ai fior:

“E se lei sarà una donna

la mi coglierà i miglior.”

 

“I soldati che vanno alla guerra

non raccolgono dei fior,

ma han soltanto la baionetta

per combatter l’imperator.”

 

Il tenente la prese per mano,

la condusse in riva al mar:

“E lei sarà una donna

la si laverà le man.”

 

“I soldati che vanno alla guerra

non si lavano mai le man,

ma soltanto una qualche volta

con il sangue dei cristian.”

 

Il tenente la prese per mano,

la condusse a dormir:

“Ma se lei sarà una donna

la dirà che non può venir.”

 

“I soldati che vanno alla guerra

lor non vanno mai a dormir,

ma stan sempre sull’attenti

se un qualche attacco l’an vedon venir.”

 

Suo papà l’era a la porta

e sua mamma l’era al balcon

per veder la sua figlia

che ritorna col battaglion.

 

“Verginella ero prima

verginella sono ancor,

ed ho fatto sett’anni a la guerra

sempre al fianco del mio primo amor.”

 


E LA BANDIERA GIALLA E NERA Audio
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E la bandiera gialla e nera

è sempre stata la più brutta

                              trullalà!

 

Gli italiani l’han distrutta

là sul Carso e sul Trentin.

 

E la bandiera dei tre colori

è sempre stata la più bella

                             trullalà!

 

Noi vogliamo sempre quella

noi vogliam la libertà!

 


E LA BANDIERA TRICOLORE Audio
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E la bandiera tricolore

è sempre stata la più bella

trallalà;

noi vogliamo sempre quella,

noi vogliam la libertà,

noi vogliamo sempre quella,

noi vogliam la libertà.

 

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