Musica Militaria 1-14


Testi   Musica   Militaria     -    Inni   &   Patriottici


Il canto del paracadutista

Lo scudetto della brigata Folgore

Cuori d'acciaio all'erta

il cielo è na pedana,

tra poco nell'offerta

noi piombeemo giù,

pugnali e bombe a mano,

viatico di morte,

e l'ansia della sorte

non sentiremo più !

Aggancia la fune di vincolo,

spalanca nel vento la botola,

assumi la forma di un angelo

e via pel tuo nuovo destin !

Come folgore dal cielo !

canta il motto della gloria.

Come nembo di tempesta !

precediamo la vittoria.

Un urlo di sirena fuori...fuori !

E giù nell'infinito

sul nemico pù agguerrito

per distruggere o morir.

Per distruggere o morir.

L'occhio nemico scruta:

son nuvole che vanno,

ma poi che il vento muta

li vedi già son qui.

E gli angeli di guerra,

pugnale in mezzo ai denti,

in uno contro venti

si battono così !

Sganciato ogni corpo dai vincoli,

racchiusi in un qadrato fermissimo,

il piombo nemio si sgretola:

nessuno di noi cederà !

Come folgore dal cielo !

...

Passa pei cieli un canto,

è un canto di vittoria,

i figli della gloria

in alto vanno ancor.

E pronti alla battaglia,

col cuore sempre all'erta,

ripeteran l'offerta

con rinnovato ardor !

Aggancia la fune di vincolo,

spalanca nel vento la botola,

assumi la forma di un angelo

e via pel tuo nuovo destin !


Sui monti sui mar

Lo scudetto della brigata Folgore

Sui monti sui mar

per le strade e nel ciel

lanciamo in alto la sfida ideal.

Lungo sarà il cammino

ma con sperana e con ardor

lanciamo i ostri cuori

nella battaglia ancor.

La pioggia ci bagna

ci arde alto il sol.

D'inverno il gelo

ci morde aspro il cuor.

Ma saldi ne periglio

Vitam pro patia exponimus

e la divisa nostra è insegna del valor.

In aspri cimenti

le forze noi tempriam.

Fra i rischi mortali

la nostra via seguiam.

In faccia almondo vile

splende la sfida del valor

avanti o Paraca

avanti, avanti ancor.


PARACADUTISTA TU

Lo scudetto della brigata Folgore

 Siam nuove fiamme di un novello ardor

temprato è il braccio e più temprato è il cuor

siam pronti a osar siam pronti a obbedir

come siam pronti a vincere o a morir.

 Col nostro petto e col nostro cervel

uniamo insieme la terra con il ciel

bianche farfalle scendono a ploton

unite tutte al rombo del cannon.

 Paracadutista tu

che scendi da lassù

sopra l'inferno

tu conquisti ciò che vuoi

a fianco degli eroi

che sono eterni.

Quando scendi giù dal ciel

avvolto nel tuo vel

la vittoria ti sorride già

ma se ti tronca la mitraglia

dalla battaglia

in ciel ritornerai lassù

ma se ti tronca la mitraglia

dalla battaglia

in ciel ritornerai lassù.


INNO D'ITALIA

Lo scudetto della brigata Folgore

 Fratelli d'Italia,

l'Italia s'è desta;

dell'elmo di Scipio

s'è cinta la testa.

Dov'è la Vittoria ?

le porga la chioma;

che schiava di Roma

Iddio la creò.

 Stringiamci a coorte!

siam pronti alla morte;

Italia chiamò.

 Noi siamo da secoli

calpesti, derisi,

perchè non siam popolo,

perchè siam divisi.

Raccolgaci un'unica

Bandiera, una speme;

di fonderci insieme

già l'ora suonò.

 Stringiamci a coorte!

siam pronti alla morte;

Italia chiamò.

 Uniamoci, amiamoci;

l'unione e l'amore

rivelano ai popoli

le vie del Signore. Giuriamo far libero

il suolo natio:

uniti per Dio,

chi vincer ci può?

  Stringiamci a coorte!

siam pronti alla morte;

Italia chiamò.  

Dall'Alpe alla Sicilia,

dovunque è Legnano;

ogn'uomo di Ferruccio

ha il core e la mano;

i bimbi d'Italia

si chiaman Balilla;

il suon d'ogni squilla

i Vespri suonò.

 Stringiamoci a coorte!

siam pronti alla morte;

Italia chiamò.

 Son giunchi che piegano

le spade vendute;

già l'Aquila d'Austria

le penne ha perdute.

Il sangue d'Italia

e il sangue Polacco

bevè col Cosacco

ma il cor le bruciò!

 Stringiamci a coorte!

siam pronti alla morte;

Italia chiamò

 


GIRA GIRA L'ELICA

Lo scudetto della brigata Folgore

 L'aviazione nostra sorella

Dopo di noi è la più bella,

e gira gira l'elica romba il motor

siam paracadutisti o si apre o si muor.

 Il paracadute è seta pura

Ma se non si apre è fregatura,

e gira gira l'elica romba il motor

siam paracadutisti o si vince o si muor.

 Il paracadute è seta fina

ma se non s'apre è na' rovina,

e gira gira l'elica romba il motor

siam paracadutisti o si apre o si muor.

 Se la capovolta non sai fare

un'ingessatura puoi farti fare

e gira gira l'elica romba il motor,

siam paracadutisti o si vince o si muor.


CON LA MORTE A PARO PARO

Lo scudetto della brigata Folgore

 Quanto più aspra in guerra

infuria la battaglia

quanto più forte crepita

sul fronte la mitraglia;

se segna il passo il fante,

se sostano i carristi,

ci mandano a chiamare: chi ?

Noi, paracadutisti !

 Siam cento, cento e cento,

tutti forti, arditi e sani,

un po' pazzi, un po' poeti,

ma il fior fior degli Italiani.

 Veniamo da lontano

per vie arcane e belle

volando nella notte,

ci guidano le stelle.

Nell'alba colorata

di luci lievi e tristi,

scendiamo giù dal cielo: chi ?

Noi, paracadutisti !

 C'è  a chi piace far l'amore,

 a chi piace far denaro,

a noi piace far la guerra

con la morte a paro paro.

  Giungiamo da lontano

qual folgore dall'alto

spazzando ogni difesa,

nell'ebrezza dell'assalto;

apriam la strada al fante,

il valico ai carristi,

diam ali alla vittoria: chi ?

noi, paracadutisti !

 Siam cento, cento e cento,

tutti forti, arditi e sani,

un po' pazzi, un po' poeti,

ma il fior fior degli Italiani

 A chi cade combattendo

Dio concede in sorte bella

di volare lieve lieve

tra una nuvola ed una stella.

 In quell'angolo di cielo

riservato a tutti noi,

ove vivono in eterno

Santi, Martiri ed Eroi.


L'Inno dei Carristi d'Italia

Son d'acciaio i cingoli possenti
son d'acciaio come i nostri cuor
che conoscon tutti gli ardimenti
e non san che sia il timor.

Cosa importa se il nemico è forte?
Con l'ardore della volontà,
il carrista sa sfidar la morte
e impetuoso avanti va.

Nella lotta ci guidano gli eroi,
e i risorti che vegliano su noi!

Siamo carristi
tempra d'eroi
Ferrea mole, ferreo cuor!

Le fiamme rosse
Che noi portiamo
simboleggiano il valor.

E la vittoria sapremo conquistar
e la storia di noi dovrà parlar

Siamo carristi, tempra d'eroi
Ferrea mole, ferreo cuor!

Siamo nati all'alba del carrismo
e l'esempio il cuore ci forgiò !
e dei fratelli il nobile eroismo alla lotta ci temprò!

Col sorriso andremo alla battaglia
mentre mamma ci benedirà...
sfideremo, baldi, la mitraglia
quando l'ora sonera!

Con la féde, nel cuore, con l'ardir
noi giuriamo di vincere o morir!

Siamo carristi, tempra d'eroi
Ferrea mole, ferreo cuor!

Le fiamme rosse che noi portiamo
simboleggiano il valor.
E la vittoria sapremo conquistar
e la storia di noi dovrâ parlar
Siamo carristi, tempra d'eroi
Ferrea Mole Ferre

 Testo emendato secondo dettami costituzionali post 2^ Guerra Mondiale


I bersaglieri

Quando passano per via
Gli animosi bersaglieri,
Sento affetto e simpatia
Pei gagliardi militar.
Vanno rapidi e leggeri
Quando sfilano in drappello
Quando il vento sul cappello
Fa le piume svolazzar.
Italia in mezzo secolo
Copertasi di gloria
Fu addotta alla vittoria
Dal prode bersagliere.
Lo stuolo di Lamarmora,
Sui campi di Crimea
La foce Eridanea
Ritolse allo stranier.
Splende al sol d'Italia
Del bersagliere la carabina,
Dalle giogaie alla marina
E’chiuso il varco all'invasor.
Dove gemono dolori
Prima accorre il bersagliere,
Che dà al misero tesori
Di bontade e di fortezza. 
Marcia a capo delle schiere
Ordinate per l'assalto,
Non discende dallo spalto
Finchè il fuoco cesserà.
Caduto in riva all'Adige,
Risorto a Solferino
Pugnando a San Martino,
L'ingiuria vendicò.
L'Italia, come fulmine,
Percorse vincitore,
Spiegando il tricolore
Univa il Tebro al Po.
Splende al sol d'Italia
Del bersagliere la carabina,
Dalle giogaie alla marina
E' chiuso il varco all'invasor.
 

L'Inno

Tu Vulcano,

che prepari ali e artigli alla battaglia,

porterai con Te del tuo motto il sacro ardore.

Sempre prime nel periglio le tue alate Centurie saran,

degne della fede che la Patria in Te poso'.

Tu fremente irromperai sull'odiato nemico dal ciel:

l'ala avversaria vinta al suol s'infrangera'.

Porterem nei voli la fede della gioventu',

che risplendera' di nuova gloria e nuovo ardir.

O Italia nostra sara' bello per Te,

su' nel ciel o vincere o morir!

Musica di E. Del Giudice
Parole di M. Travaini


Canzone dei Sommergibilisti

Sfiorano l'onde nere nella fitta oscurità,
dalle torrette fiere ogni sguardo attento sta.
Taciti ed invisibili
partono i sommergibili!
Cuori e motori
d'assaltatori
contro l'immensità!

Ritornello: Andar
pel vasto mar
ridendo in faccia a monna Morte ed al Destino!
Colpir
e seppellir
ogni nemico che s'incontra sul cammino!
È così che vive il marinar
nel profondo cuor
del sonante mar!
Del nemico e dell'avversità
se ne infischia perché sa
che vincerà.

2. Giù sotto l'onda grigia di foschia nell'albeggiar
una torretta bigia spia la preda al suo passar!
Scatta dal sommergibile
rapido ed infallibile
dritto e sicuro
batte il siluro
schianta e sconvolge il mar!
Refrain:

3. Ora sull'onda azzurra nella luce mattinal
ogni motor sussurra come un canto trionfal!
Ai porti inaccessibili
tornano i sommergibili:
ogni bandiera
che batte fiera
una vittoria val!


La canzone del Tagliamento 

Audio
non disponibile
 
Per voi ragazze belle della via
che avete il volto della primavera,
per voi che siete tutta poesia
e sorridete alla camicia nera,
per voi noi canteremo le canzoni
dei nostri vittoriosi battaglioni. 
Ohè camerati,
degli "M" decorati,
A noi!
Il Don ci ha battezzati
A noi! 
Partiti dalla Roma madre antica
per continuar la marcia redentrice,
andammo nella Russia bolscevica
portando in cuor la fede innovatrice.
Ci precedette un'epica Legione
ci accolse il rombo cupo del cannone. 
Ohè camerati... 
Poi venne il dì dell'algido squallore
in riva al grande fiume dei cosacchi,
allor rifulse indomito il valore
che invermigliò la lotta negli attacchi.
La nostra "M" ormai dal tempo stinta,
dal sangue degli eroi venne ritinta. 
Ohè camerati... 
E quando a Roma noi ritorneremo,
e per le vie dell'Urbe sfileremo,
le nere insegne tutte insanguinate
dinnanzi al nostro Duce inchineremo.
Su di esse inciso v'è come nel quarzo
tutto il valor della "23 Marzo". 
All'erta imboscati,
che gli "M" son tornati,
gli eroi,
sarete bastonati,
da noi!
 

LA CAMPANA DI SAN GIUSTO

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Per le spiagge e per le rive di Trieste
suona e chiama di San Giusto la campana
l'ora suona, l'ora suona non lontana
che più schiava non sarai.

Le ragazze di Trieste cantan tutte con ardore
o Italia, o Italia del mio cuore
tu ci vieni a liberar!

Le ragazze di Trieste cantan tutte con ardore
o Italia, o Italia del mio cuore
tu ci vieni a liberar!

Avrà baci fiori e rose la Marina
la campana suonerà la nostra festa
su San Giusto sventolar vedremo a festa
il vessillo tricolor.

Le ragazze di Trieste cantan tutte con ardore
o Italia, o Italia del mio cuore
tu ci vieni a liberar!

Le ragazze di Trieste cantan tutte con ardore
o Italia, o Italia del mio cuore
tu ci vieni a liberar!


Stemma della Marina Militare

Reggimento S. Marco

Popol d'Italia avanti avanti,
bagna nel mar le tue bandiere,
gente di mille primavere
l'ora dei forti suonerà.
Stretto il patto con la morte
chiusa in pugno abbiam la sorte,
sui leoni l'abbiam giurato
per l'eterna libertà, la libertà...
San Marco! San Marco!
cosa importa se si muore,
quando il grido del valore
con i fanti eterno sta.
Arma la prora o marinaio,
vesti la giubba di battaglia,
per la salvezza dell'Italia
forse doman si morirà.
Come a Lissa, così a Premuda
lotteremo a spada nuda,
sui leoni l'abbiam giurato
per l'eterna libertà, la libertà...
San Marco! San Marco!...
 

L’AVEMARIE Audio
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È sunà, è sunà l’Avemaria,

le preiere, le preiere jè compide,

le funziòn, le funziòn ’e jè finide

e content, e content ’l è nostro cur!…

 

Don dan don – dan din – don dan don – din don dan

Buine sere, buine sere sior Pievàn!

Femenutis, femenutis fantazzinis,

i pensir, i pensir parinlu vie!…

 


LA SENTINELLA Audio
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Era una notte che pioveva

e che tirava un forte vento:

immaginatevi che gran tormento

per un alpin che sta a vegliar.

 

A mezzanotte arriva il cambio

accompagnato dal capoposto:

“Oh sentinella torna al tuo posto,

sotto la tenda a riposar!”

 

Quando fui stato ne la mia tenda

Sentii un rumore giù per la valle,

sentivo l’acqua giù per le spalle,

sentivo i sassi a rotolar.

 

Mentre dormivo sotto la tenda

sognavo d’essere con la mia bella

e invece ero di sentinella

fare la guardia allo stranier.

 


IL LEGIONARIO IN A. O. !… Audio
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Dall’Africa lontana ove andò volontario

ritorna il Legionario

più fiero lassù…,

alla Casetta alpina, fra neve e ghiacciai…:

“se l’Africa era bella, più bella sei tu!…”

 

        Oh! Legionario ohè!…, ritorna a cantare

        la vecchia Montanara per chi non la sa…

        Oh! Legionario ohè, ritorna a cantare!…

        L’Impero hai conquistato pel Duce, pel Re!

 

Ripensa alla sua sposa, ai figli, alla mamma

che sempre ebbe nel cuore, in guerra, laggiù!…

Ho fatto il mio dovere mia cara morosa…:

Se care son le negre, più cara sei tu!…

 

        Oh! Legionario ohè!…, ritorna a cantare

        la vecchia Montanara per chi non la sa…

        Oh! Legionario ohè, ritorna a cantare!…

        L’Impero hai conquistato pel Duce, pel Re!

 


INNO DEL BATTAGLIONE SUSA Audio
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Dal formidabil colle

della gloriosa Assietta

risuona il nostro passo

fino all’opposta vetta,

e dal torrente al bosco

echeggia la canzone:

siam della vecchia Susa

il forte battaglione.

 

Rida nei cieli il sole

o la bufera scenda,

con incrollabil polso

salda piantiam la tenda

mentre, dell’Alpin in vista,

sventola la bandiera

dell’alma terra nostra

nei tre colori altera.

 

Talor l'aspra fatica

piega la nostra fronte

mentre affrettiam sul dorso

del dirupato monte;

ma tosto ci rinfranca

lo squillo di fanfara,

come la nota voce

d'una persona cara.

Or che la bianca pace

guarda l'Italia intorno,

al focolar natio

lieti farem ritorno,

ma sempre avremo in petto

le lunghe veglie d'armi,

pronti all'appello ognora

d'un repentino allarmi.

Ove all'Alpi al varco

miri il nemico assalto,

alla comun difesa

accorrerem d'un salto,

e se di Patria il grido

l'estremo fato invita

nel fremito dell'ora

darem la nostra vita.

 


LA CANSSON 'D LE CANSSON Audio
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Mach l'aotr dì mentre as goardava

monssù Febo a tramonté

l'oma vist ch'as quacionava

tra le fioche e d'ii giassé.

J'Alpi Graie ai fan da cuna,

e lo 'ndeurmo ii canti alpin.

Mentre 'l ciair 'd la bianca luna

lo riciama a la matin.

 

        Sòma sì! Sòma lì! Soma là!

        J'alpinista a san cantè

        le canssòn ch'a fan marcé,

        La canssòn, nostra passion,

        ch'a dà forssa e dà coragi.

        L'è l'eterna gioventù

        ch'as ricambia 'l coro, su,

        Mentre ii cant a resto a dì

        ch'a saran sèmpre così!

 

Da 'n Val 'd Susa o da 'o Val Granda,

fina an mes ai Valdostan;
dal Monvis doa ch'a canta

l'acqua 'd Po caland al pian;

la natura tuta 'n festa
a completa 'l cant coral,

riportand da gran maestra

l'eco ciair da 'n val a 'n val.

 

        Sòma sì! Sòma lì! Soma là!

        J'alpinista a san cantè

        le canssòn ch'a fan marcé,

        La canssòn, nostra passion,

        ch'a dà forssa e dà coragi.

        L'è l'eterna gioventù

        ch'as ricambia 'l coro, su,

        Mentre ii cant a resto a dì

        ch'a saran sèmpre così!

 

Da la sima 'd 'na rochera
'n mes le nebie del Mucron,

da le baite vérs l'Orsiera,

sèmpre istesse le canssòn.

L'è così che lo pòrile

tra u girola ai pias marcé.

Filo svicie come anguille,

senssa mai resté 'ndarè!

 

        Sòma sì! Sòma lì! Soma là!

        J'alpinista a san cantè

        le canssòn ch'a fan marcé,

        La canssòn, nostra passion,

        ch'a dà forssa e dà coragi.

        L'è l'eterna gioventù

        ch'as ricambia 'l coro, su,

        Mentre ii cant a resto a dì

        ch'a saran sèmpre così!

 


LA MAMMA DEL SOLDATO Audio
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“O mamma, già lo squillo

di guerra odo sonar,

e l’italo vessillo

sull’Alpi ho da recar!”

 

        “Figlio, de le mie lacrime

        non so più trattener

        però tu devi compiere

        da forte il tuo dover.”

 

“O mamma, questo bacio

che in fronte ora ti do,

dal campo, nelle veglie

sempre lo manderò!”

 

        “Dì e notte, al campo, o figlio,

        ti seguirà il mio cor,

        e teco nel periglio

        mi sentirai ognor.”

 

“E se per la vittoria

dovessi anche perir,

o mamma mia, l’Italia

dovrai tu benedir!”

 

        “E se cadrai con gloria

        saprò, nel mio dolor,

        come da forti cadono

        d’Italia i difensor!”

 


IL SOLDATO FUCILATO Audio
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La dolorosa istoria

che vò contarvi or ora

è storia che addolora

la vita militar.. .

 

        Ohimè! Ohimè!

        Ciombola-lila-leilila

        ciombola-lila-lelila

        ciombola-lila-leilila-là.

 

Il povero soldato

fu condannato a morte

lontan dalla consorte

vicino al Colonel!

 

        Ohimè! Ohimè!

        Ciombola-lila-leilila

        ciombola-lila-lelila

        ciombola-lila-leilila-là.

 

La moglie quando il seppe

n’ebbe gran dispiacere

e corse dal furiere

la grazia ad implorar!

 

        Ohimè! Ohimè!

        Ciombola-lila-leilila

        ciombola-lila-lelila

        ciombola-lila-leilila-là.

 

La pratica trasmessa

segue la gerarchia

e dalla fureria

passa in maggiorità.

 

        Ohimè! Ohimè!

        Ciombola-lila-leilila

        ciombola-lila-lelila

        ciombola-lila-leilila-là.

 

Giunto il fatal mattino

per esser fucilato,

egli si dà malato

e dice che non può!

 

        Ohimè! Ohimè!

        Ciombola-lila-leilila

        ciombola-lila-lelila

        ciombola-lila-leilila-là.

 

Tosto gli palpa il polso

il militar dottore

e dice: “Il tuo malore

son tutte falsità!”

        Ohimè! Ohimè!

        Ciombola-lila-leilila

        ciombola-lila-lelila

        ciombola-lila-leilila-là.

 

Il Colonel vestito

impugna la sua spada

e dice: “Che si vada

a morte fucilar!”

        Ohimè! Ohimè!

        Ciombola-lila-leilila

        ciombola-lila-lelila

        ciombola-lila-leilila-là.

 

Passano via i soldati

in fila, derelitti,

coi lor fucili dritti

facevano pietà!

 

        Ohimè! Ohimè!

        Ciombola-lila-leilila

        ciombola-lila-lelila

        ciombola-lila-leilila-là.

 

Sopra una sedia è posto

il militar soldato

dal prete confessato,

l’assiste il caporal.

        Ohimè! Ohimè!

        Ciombola-lila-leilila

        ciombola-lila-lelila

        ciombola-lila-leilila-là.

 

Gli schioppi fan lo sparo,

il militar si cade

e tutto il sangue invade

la tunica e il cheppì.

 

        Ohimè! Ohimè!

        Ciombola-lila-leilila

        ciombola-lila-lelila

        ciombola-lila-leilila-là.

 

Tosto la grazia arriva

e il militar contento

ritorna al suo Reggimento

a fare il suo dover.

 

        Ohimè! Ohimè!

        Ciombola-lila-leilila

        ciombola-lila-lelila

        ciombola-lila-leilila-là.

 

La dolorosa istoria

che vi ho testè narrata

un soldo è valutata

me vale assai di più.

 

        Ohimè! Ohimè!

        Ciombola-lila-leilila

        ciombola-lila-lelila

        ciombola-lila-leilila-là.

 


IL NONNO SI SPOSÒ Audio
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Un giorno fu fondato

il Corpo degli Alpini;

mio nonno allor

vi si arruolò,

ed in Piemonte andò.

Col suo cappello duro

ed i baffoni al vento

salì il Monviso,

il Paradiso,

il Bianco ed il Cervin.

 

        Oh, oh… Oh, oh!

        “Cèrea, bela totina!”

        Fu lì, fu allor

        che il nonno si sposò!

 

Vent’anni dopo il babbo

è alpino in Lombardia;

da buon soldà

porta sui prà

la bela Gogogin!

L’aria dell’Ortigara

gli fè cambià colore;

ma per fortuna

con la sua ghirba

a casa ritornò.

 

        Oh, oh… Oh, oh!

        “Però che bela tusa!”

        Fu lì, fu allor

        che il babbo si sposò!

 

Ho fatto anch’io l’alpino

sui monti del Trentino.

Salii di qua,

montai più su

sul Brenta e il Gran Zebrù.

Due volte richiamato

conobbi pur le Ambe,

l’aspro deserto,

la steppa russa,

la Grecia… e vivo ancor!

 

        Oh, oh… Oh, oh!

        “Dov’è la mia putela?”

        Oh, oh… Oh, oh!

        Anch’io mi sposerò!

 

Eccola, bionda e bella,

lì, presso la fontana…

Col batticuor

le chiedo: “Allor,

non ti ricordi più?”.

Sospira la morosa,

che un dì m’amava tanto:

ha già marito

e tre bambini…

No, non si può sposar!

 

        Oh, oh… Oh, oh!

        Che bello far la guerra…

        Oh, oh… Oh, oh!

        che tutto fa cambiar!

 


LA BELLA GIGOGIN Audio
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Rataplan! Tambur io sento

che mi chiama alla bandiera.

Oh, che gioia, oh, che contento,

io vado a guerreggiar.

Rataplan! Non ho paura

delle bombe e dei cannoni;

io vado alla ventura,

sarà poi quel che sarà.

 

        E la hella Gigogin

        col tramillerillellera

        la va a spass col so spincin

        col tramillerillerà.

 

Di quindici anni facevo all'amore,

daghela avanti un passo,

delizia del mio cuore.

 

        A sedici anni ho preso marito,

        daghela avanti un passo,

        delizia del mio cuor.

 

A diciassette mi sono spartita,

daghela avanti un passo,

delizia del mio cuor!

 

        La ven, la ven, la ven alla finestra

        l'è tutta, l'è tutta, l'è tutta incipriada,

        la dis. la dis, la dis che l'è malada

        per non, per non, per non mangià polenta,

        bisogna, bisogna, bisogna aver pazienza

        lassàla, lassàla, lassàla maridà.

 

Le baciai, le baciai, il bel visetto

la mi disse, la mi disse: oh che diletto

là più basso, là più basso,

in quel boschetto

anderemo, anderemo a riposà.

 
 

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