Musica Militaria 1-13


Testi   Musica   Militaria     -    Inni   &  Patriottici



TRENTATRE

Dai fidi tetti del villaggio
i bravi alpini son partiti;
mostran la forza ed il coraggio
nei loro volti franchi e arditi.
Son dell'Alpe i bei cadetti,
nella robusta giovinezza
dai loro baldi e forti petti
spira un'indomita fierezza.
O, valore alpin,
difendi sempre la frontiera,
e là sui confin
tien sempre alta la bandiera.
Sentinella, all'erta
per il suol nostro italiano,
dove amor sorride
e più benigno irradia il sol.
Là tra le selve e i burroni,
là tra nebbie fredde e il gelo,
piantan con forza i loro picconi
le vie rendon più brevi.
E quando il sole brucia e scalda
le cime e le profondità,
il fiero Alpino scruta e guarda,
pronto a dare i “Chi va là?”
O, valore alpin,
difendi sempre la frontiera,
e là sui confin
tien sempre alta la bandiera.
Sentinella, all'erta
per il suol nostro italiano,
dove amor sorride
e più benigno irradia il sol.


LA PENNA DELL'ALPINO

Bersagliere ha cento penne,
ma l’alpin ne ha una sola;
un po’ più lunga,
un po’ più mora;
sol l’alpino la può portar.
Quando scende la notte buia
tutti dormono laggiù alla pieve
ma con la faccia giù nella neve
sol l’alpin là può dormir.
Su pei monti vien giù la neve
la tormenta dell’inverno
ma se venisse anche all’inferno
sol l’alpin riman lassù.
Se dall’alto dirupo cade
confortate i vostri cuori
perché se cade in mezzo ai fiori
non gli importa di morir.


LA MONTANARA

(T. Ortelli - L. Pigarelli)

Lassù sulle montagne tra boschi e valli d'or
tra l'aspre rupi eccheggia un cantico d'amor
La montanara, si sente cantare
cantiam la montanara e chi non la sa
La montanara, si sente cantare
cantiam la montanara e chi non la sa
Lassù sui monti dai ripidi d'argento
una capanna cosparsa di più
era la piccola dolce dimora
di Soreghina la figlia del sol
La figlia del sol.


DA UDIN SIAM PARTITI

Da Udin siam partiti
da Bari siam passati
Durazzo siamo scesi
in Grecia destinati.
Ci tocca di partire
con la tristezza in cuor,
lasciando la morosa
con gli altri a far l'amor.
La Grecia terminata,
a Udin siam tornati,
che tosto per la Russia
noi siamo destinati.
E partiremo ancora
con la tristezza in cuor
lasciando la morosa
con gli altri a far l'amor.
Motorizzati a pie',
la piuma sul cappel,
lo zaino affardellato,
l'Alpin l'e` sempre quel


FIN DAI TETTI

Dai fidi tetti del villaggio
I bravi alpini son partiti;
mostran la forza ed il coraggio
della loro salda gioventù;
sono dell’Alpe i bei cadetti,
nella robusta giovinezza
dai loro baldi e forti petti
spira un’indomita fierezza.
Oh, valore alpin
difendi sempre la frontiera!
E là sul confin
tien sempre alta la bandiera!
Sentinella all’erta
per il suol nostro italiano
dove amor sorride
e più benigno irradia il sol.
Là su fra i picchi ed i burroni
fra vento, gelo, ghiacci e nevi
piantan con forza i loro picconi
le vie rendono più brevi.
E quando il sole brucia e scalda
le cime e le profondità
il fiero alpino scruta e guarda
pronto a dare il "chi va là


LA CANZONE DELL’EDELWEISS

Audio
non disponibile

Il più bel fiorellin del mondo
E' sempre l’edelweiss.
Fiorisce su
le rocce su
le nevi sui ghiacciai.
Disse all’alpino un dì la bella
voglio un’edelweiss.
Di fiorellin
mio bell’alpin
ne voglio un bel mazzin.
L’alpin tosto partiva
per cogliere l’edelweiss.
Sui monti andò
lei l’aspettò
l’alpino non tornò.
L’alpino era caduto
per cogliere l’edelweiss.
La bella ognor
piange d’allor
il suo perduto am


MONTE CANINO

Non ti ricordi quel mese d'Aprile
Quel lungo treno che andava al confine
Che trasportavano migliaia degli alpini
Su-su correte: è l'ora di partir
Dopo tre giorni di strada ferrata
Ed altri due di lungo cammino
Siamo arrivati sul Monte Canino
E col sereno ci tocca riposar
Se avete fame guardate lontano
Se avete sete la tazza alla mano
se avete sete la tazza alla mano
che ci rinfresca: la neve ci sara'
perché l’è figlio di un vecchio alpino.
E gli mise la penna nera
perché l’è figlio di un vecchio alpin.


MONTE NERO

Spunta l'alba del 15 Giugno
comincia il fuoco dell'artiglieria
Il 3° alpini è sulla via
Monte Nero a conquistar
Monte Nero Monte Rosso
traditore della vita mia
Ho lasciato la mamma mia
per venirti a conquistar
per venirti a conquistare
ho perduto tanti compagni
tutti giovani sui vent'anni
la loro vita non torna piu'.
Colonnello che piangeva
a veder tanto macello
fatti coraggio alpino bello
che l'onor sarà per te.


BERSAGLIERE HA CENTO PENNE

   Bersagliere ha cento penne
ma l’alpin ne ha una sola
un po' più lunga un po' più mora,
sol l’alpin la può portare...
Quando scende la notte bruna
tutti dormon nella pieve
ma con la faccia dentro la neve
sol l’alpin non può dormir...
Là sui monti vien giù la neve
la tormenta dell’inverno
ma se venisse anche l’inferno
sol l’alpin riman lassù...
Se dall’alto di rupo cade
confortate i vostri cuori
perché se cade i mezzo ai fiori
non gli importa di morir


SUL PONTE DI PERATI
BANDIERA NERA

Sul ponte di Perati,
bandiera nera,
è il lutto degli Alpini
che fan la guerra.
E' il lutto della Julia
che va alla guerra,
la meglio gioventù
che va sottoterra.
Quelli che son partiti
non son tornati,
sui monti della Grecia
sono restati.
Sui monti della Grecia
c'è la Voiussa,
del sangue della Julia
s'è fatta rossa.
Un coro di fantasmi
vien giù dai monti.
E' il canto degli alpini
che sono morti.
Alpini della Julia
in alto il cuore!
Sul Ponte di Perati c’è il tricolore.
Sul Ponte di Perati c’è il tricolore.


SUL CAPPELLO

Audio
non disponibile

Sul cappello che noi portiamo
c’è una lunga penna nera
che a noi serve da bandiera
su pei monti a guerreggiar.
Evviva evviva il reggimento
Evviva evviva il Corpo degli Alpin.
Su pei monti che noi andremo
pianteremo l’accampamento,
brinderemo al reggimento:
Viva il Corpo degli Alpin.
Su pei monti che noi saliremo
coglieremo stelle alpine
per portarle alle bambine
farle piangere e sospirar.
Farle piangere e sospirare
nel pensare ai bellì alpini
che tra i ghiacci e le slavine
van sui monti a guerreggiar.


SIGNORE DELLE CIME

(Bepi de Marzi)

Dio del cielo, signore delle cime
un nostro amico hai chiesto alla montagna
ma ti preghiamo,
ma ti preghiamo,
su nel paradiso, su nel paradiso, lascialo andare
per le tue montagne.
Santa Maria Signora della neve,
copri col bianco soffice mantello,
il nostro amico, il nostro fratello,
su nel paradiso, su nel paradiso, lascialo andare
per le tue montagne.


ERA UNA NOTTE CHE PIOVEVA

Era una notte che pioveva
e che tirava un forte vento;
immaginatevi che grande tormento
per un alpino che sta a vegliar!
A mezzanotte arriva il cambio
accompagnato dal capoposto
"Oh sentinella torna al tuo posto,
sotto la tenda a riposar!".
Quando fui stato nella mia tenda
sentii un rumore giù per la valle,
sentivo l'acqua giù per le spalle,
sentivo i sassi a rotolar.
Mentre dormivo sotto la tenda
sognavo d'essere con la mia bella
e invece ero di sentinella

fare la guardia allo stranier.


IL TESTAMENTO DEL CAPITANO



Il Capitano della compagnia
si l’è ferito e sta per morir..!
E manda a dire ai suoi Alpini
perché lo vengano a ritrovar.
I suoi Alpini ghe manda a dire
che non han scarpe per camminar…
"O con le scarpe o senza scarpe
i miei Alpini li voglio qua …
" Cosa comanda, sior Capitano
che noi adesso semo arrivà …"
E io comando che il mio corpo
in cinque pezzi sia taglià:
il primo pezzo a mia Patria
Il secondo pezzo al Battaglion
Il terzo pezzo alla mia mamma
che si ricordi del suo figliol !
Il quarto pezzo alla mia bella
che si ricordi del suo primo amor!
L’ultimo pezzo alle montagne
che lo fioriscano di rose e fior…!


TAPUM!
Venti Giorni sull'Ortigara

versione 1
versione 2

 Venti giorni sull’Ortigara
senza il cambio per dismontà
ta pum! ta pum! ta pum!...
ta pum! ta pum! ta pum!...
E domani si va all'assalto,
soldatino non farti ammazzar,
ta pum! ta pum! ta pum!...
ta pum! ta pum! ta pum!...
Quando poi si discende a valle
battaglione non hai più soldà.
ta pum! ta pum! ta pum!...
ta pum! ta pum! ta pum!...
Nella valle c'è un cimitero,
cimitero di noi soldà.
ta pum! ta pum! ta pum!...
ta pum! ta pum! ta pum!...  
Cimitero di noi soldà
forse un giorno ti vengo a trovà.
ta pum! ta pum! ta pum!...
ta pum! ta pum! ta pum!... 
Ho lasciato la mamma mia,
l'ho lasciata per fare il soldà.
ta pum! ta pum! ta pum!...
ta pum! ta pum! ta pum!...
Quando portano la pagnotta
il cecchino comincia a sparar.
ta pum! ta pum! ta pum!...
ta pum! ta pum! ta pum!...


DI QUA’, DI LA’ DEL PIAVE

Di qua, di là del Piave
ci stava un’osteria.
Là c’è da bere e da mangiare
ed un bel letto per riposar.
E dopo aver mangiato e ben bevuto
oi bella mora se vuol venire
questa è l’ora d’andar a dormire.
Io si che vegnaria
per una volta sola
solo ti prego lasciarmi sola
che son figlia da maritar.
Se sei da maritare
dovevi dirlo prima
or che sei stata coi vecchi alpini
non sei figlia da maritare.
E dopo tanti mesi è nato un bel bambino,
non beve latte, ma succhia vino.


AL COMANDO DEI NOSTRI UFFICIALI

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non disponibile

Al comando dei nostri ufficiali
caricheremo cartucce a mitraglia
E se per caso il colpo si sbaglia
a baionetta l'assalto farem.
Tu nemico che sei tanto forte
su fatti avanti se hai del coraggio
E se qualcuno ti lascia il passaggio
noi altri alpini fermarti saprem
O care mamme che tanto tremate
non disperate pei vostri figlioli
che qui sull'alpe non siamo noi soli
C'è tutta Italia che al fianco ci stà


IL SILENZIO

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non disponibile

Brutta cappella, va in branda
va a dormir, e va a dormin,
mentre l’anziano ‘l va fòra
a divertis, a divertiss.
Non t’arrabbiare che i mesi
passano...la finirà,
i giorni volano...la finirà,
anche per te...la finirà.
Cara cappella dovrai ancor patir,
ma adesso per ora tu cerca di dormir,
che quando anziano lo sarai pur tu,
non ci potrai scordare mai più.


GRAN DIO DEL CIELO

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non disponibile

Gran Dio del cielo
se fossi una rondinella
vorrei volar, vorrei volar
vorrei volare in braccio alla mia bella
Prendi la secchia e vattene alla fontana
là c'è il tuo amore, là c'è il tuo amore
là c'è il tuo amore che alla fontana aspetta
Prendi il fucile e vattene alla frontiera
là c'è il nemico, là c'è il nemico
là c'è il nemico che alla frontiera aspetta


SUL PONTE DI BASSANO, BANDIERA NERA

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non disponibile

Sul ponte di Bassano,
bandiera nera,
è il lutto degli Alpini
che va alla guerra.
E' il lutto degli Alpini
che va alla guerra,
la meglio zoventù
l'è sottoterra.
Nell'ultimo vagone
c'è l'amor mio
col fazzoletto bianco
mi dà l'addio.
Col fazzoletto bianco
mi salutava

e co' la bocca i baci
la mi mandava.
Quando che lui veniva
a casa mia
la meio seggiolina
l'era la sua.


MONTE GRAPPA



Monte Grappa, tu sei la mia Patria,
sei la stella che addita il cammino,
sei la gloria, il volere, il destino,
che all'Italia ci fa ritornar.
Contro a te già s'infranse il nemico,
che all'Italia tendeva lo sguardo:
non si passa un cotal baluardo,
affidato agli italici cuor.
Monte Grappa, tu sei la mia Patria,
sovra te il nostro sole risplende,
a te mira che spera ed attende,
i fratelli che a guardia vi stan.
Le tue cime fur sempre vietate,
per il pie' dell'odiato straniero,
dei tuoi fianchi egli ignora il sentiero
che pugnando più volte tentò.
Quale candida neve che al verno
ti ricopre di splendido ammanto,
tu sei puro ed invitto col vanto
che il nemico non lasci passar.
O montagna, per noi tu sei sacra;
giù di lì scenderanno le schiere
che irrompenti, a spiegate bandiere,
l'invasore dovranno scacciar.
Ed i giorni del nostro servaggio
che scontammo mordendo nel freno,
in un forte avvenire sereno
noi ben presto vedremo mutar.
Monte Grappa, tu sei la mia Patria, ecc.


BOMBARDANO CORTINA

Bombardano Cortina
dicono che gettano fiori
nemici traditori
E' giunta l'ora subito fora dovete andar !
E' giunta l'ora subito fora dovete andar !
E proseguendo poi
per val Costeana
tutti sulla Tofana
su quella vetta la baionetta si tirerà !


FRATELLI D'ITALIA

Fratelli d'Italia,
l'Italia s'è desta,
dell'elmo di Scipio
s'è cinta la testa.
Dov'è la vittoria?
Le porga la chioma
ché schiava di Roma
Iddio la creò.
Stringiamci a coorte,
siam pronti alla morte
siam pronti alla morte;
Italia chiamò.
Noi siamo da secoli
calpesti e derisi
perché non siam popolo
perché siam divisi.
Raccolgaci un'unica
bandiera, una speme;
i fonderci insieme
già l'ora suonò.
Stringiamci a coorte,
siam pronti alla morte,
siam pronti alla morte;
Italia chiamò
Uniamoci, amiamoci!
L'unione e l'amore
rivelano ai popoli
le vie del Signore.
Giuriamo far libero
il suolo natio;
uniti, per Dio,
chi vincer ci può?
Stringiamci a coorte,
siam pronti alla morte
siam pronti alla morte;
Italia chiamò.
Dall'Alpe a Sicilia,
dovunque è Legnano;
ogni uomo di Ferruccio
ha il core, ha la mano.
I bimbi d'Italia
si chiaman Balilla,
il suon d'ogni squilla
i Vespri suonò.
Stringiamci a coorte,
siam pronti alla morte,
siam pronti alla morte;
Italia chiamò
Son giunchi che piegano
le spade vendute;
già l'aquila d'Austria
le penne ha perdute:
il sangue d'Italia,
il sangue polacco,
bevè col cosacco.
Ma il sen le bruciò!
Stringiamci a coorte,
siam pronti alla morte
siam pronti alla morte;
Italia chiamò.
Evviva l'Italia,
dal sonno s'è desta,
dell'elmo di Scipio
s'è cinta la testa.
Dov'è la vittoria?
Le porga la chioma
ché schiava di Roma
Iddio la creò.
Stringiamci a coorte,
siam pronti alla morte
siam pronti alla morte;
Italia chiamò.


MOTORIZZATI A PIE

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non disponibile

Da Udin siam partiti,
da Bari siam passati.
Durazzo siamo scesi
in Grecia destinati.
Ci tocca di partire
con la tristezza in cuor,
lasciando l'amorosa
con gli altri a far l'amor.
La Grecia è terminata,
a Udin siam tornati
che tosto per la Russia
noi siamo destinati.
E partiremo ancor
con la tristezza in cuor
lasciando l'amorosa
con gli altri a far l'amor!
Motorizzati a pie',
la penna sul cappel
lo zaino affardellato

l'Alpin l'è sempre quel.
E vegnirà quel dì
che canterem così:
«Finita l'è la naja,
a casa a divertir!»


STELUTIS ALPINIS

Se tu vens cà sù ta' cretis
là che lôr mi àn soterât,
al è un splàz plen di stelutis;
dal miò sanc l'è stât bagnât...
Par segnâl, une crosute
jè scolpide lì tal cret;
fra che' stelis 'nàs l'erbute,
sot di lor jo dùar cujet.
Ciol, su ciol, une stelute
che ricuardi il nestri ben:
tu 'i darâs 'ne bussadute
e po' plàtile in tal sen.
Quant' che a ciase tu sês sole
e di cûr tu preis par me,
il miò spirt ator ti svole:
jo e la stele 'o sin cun te.
Ma 'ne dì quant che la vuere

a' sara un lontan ricùard
tal to cûr, dulà ch'al jere
stele e amôr, dut sara muart.
Restarà par me che stele
che 'l miò sanc a là nudrit
par che lusi simpri biele
su l'Italie a l'infinit.


LA CANZONE DEL PIAVE

Il Piave mormorava calmo e placido al passaggio
dei primi fanti il ventiquattro maggio;
l'esercito marciava per raggiunger la frontiera
per far contro il nemico una barriera...
Muti passaron quella notte i fanti:
tacere bisognava andare avanti.
S'udiva intanto dallae amate sponde,
sommesso e lieve il mormorìo dell'onde.
Era un presagio dolce e lusinghiero.
Il Piave mormorò: non passa lo straniero!
Ma in una notte trista si parlò di un fosco evento
e il Piave udiva l'ira e lo sgomento.
Ahi, quanta gente ha vista venir giù lasciare il tetto,
poi che il nemico irruppe a Caporetto!
Profughi ovunque! Dai lontani monti,
venivano a gremir tutti i suoi ponti.
S'udiva allor dalle violate sponde
sommesso e tristo il mormorar dell'onde.
Come un singhiozzo, in quell'autunno nero,
il Piave mormorò: ritorna lo straniero!
E ritornò il nemico: per l'orgoglio e per la fame
volea sfogare tutte le sue brame...
Vedeva il piano aprico di lassù: voleva ancora
sfamarsi e tripudiare come allora!
 - No - disse il Piave. - No, - dissero i fanti -
mai più il nemico faccia un passo avanti!
Si vide il Piave rigonfiar le sponde!
E, come i fanti, combattevan l'onde...
Rosso di sangue del nemico altero,
il Piave comandò: indietro, và, straniero!
Indietreggiò il nemico fino a Trieste, fino a Trento
E la Vittoria sciolse l'ali al vento!
Fu sacro il patto antico: tra le schiere, furon visti
risorgere Oberdan, Sauro, Battisti!
Infranse, alfin, l'italico valore
le forche e l'armi dell'impiccatore!
Sicure l'Alpi, libere le sponde
Si tacque il Piave, si placaron l'onde.
Sul patrio suolo, vinti i torvi Imperi,
la Pace non trovò nè oppressi nè stranieri!


MI SON ALPIN

Audio
non disponibile

Mi son Alpin
me pias el vin
tengo l'innamorata
in fondo al quartier.
  Vicino al quartier
vicino alla caserma
  tengo una bella serva
per fare all'amore.


QUEL MAZZOLIN DI FIOR

Quel mazzolin di fiori
che vien dalla montagna
bada ben che non si bagna
chè lo voglio regalar,
bada ben che non si bagna
chè lo voglio regalar.
Lo voglio regalare
perchè l'è un bel mazzetto,
lo voglio dare al mio moretto
stasera quando vien,
lo voglio dare al mio moretto
stasera quando vien.
Stasera quando vien
gli fo una brutta cera;
e perchè Sabato di sera
lui non è vegnù da me,
e perchè Sabato di sera
lui non è vegnù da me.
Non l'è vegnù da me,
l'è andà dalla Rosina...
Perchè mi son poverina
mi fa pianger e sospirar,
perchè mi son poverina
mi fa pianger e sospirar.
Mi fa piangere e sospirare
sul letto dei lamenti
e che mai diran le genti,
cosa mai diran di me,
e che mai diran le genti,
cosa mai diran di me.
Diran che son tradita,
tradita nell'amore
e a me mi piange il cuore
e per sempre piangerà,
e a me mi piange il cuore
e per sempre piangerà.
Abbandonato il primo,
abbandonà il secondo,
abbandono tutto il mondo
e non mi marito più,
abbandono tutto il mondo
e non mi marito più.


APRITE LE PORTE

Aprite le porte
che passano, che passano,
aprite le porte
che passano i baldi alpin!
freschi e bei, senza schei, bei putei
E come la marcia ben
le banda, la banda,
e come la marcia ben
le banda dei alpin!Vinassa, vinassa
Là nella valle, c'è un'osteria
è l'allegria, è l'allegria
là nella valle, c'è un'osteria
è l'allegria di noi alpin!
E se son pallida nè miei colori
no' vo' dotori, no' vo' dotori
e se son pallida come 'na strassa
vinassa, vinassa e fiaschi de vin!
Là sul Cervino c'è una colonna
è la Madonna, è la Madonna
là sul Cervino c'è una colonna
è la Madonna di noi alpin!
E se son pallida nè miei colori etc...

 


BOMBARDANO CORTINA  (2) Audio
non disponibile

 

Bombardano Cortina, oillì

dicon che mandan fiori, oilà

tedeschi traditori,

è giunta l'ora, subito fora

dovete andar!

 

E proseguendo poi, oillì

per valle Costeana, oillà

giunti sulla Tofana

su quella vetta, la baionetta

scintillerà.

 

Non mancherà poi tanto, oillì

che anche il Lagazuol, oillà

conquisteremo noi, 

quando l'artiglieria

Sasso di Stria

battuto avrà!

 

Son prese le Tre Dita, oillì

il Masarè è già nostro, oillà

l'aquila ha perso il rostro

e già s'invola

spennata e sola

là sul Caval.

 

Fatta è la galleria, oillì

messa la gelatina, oillà

anche il Gigetto 

col Castelletto

per l'aria andò

 

Giunti sul Canalone, oillì

schierati i suoi soldati, oillà

tiri bene aggiustati

gli fecer tutta 

la pasta asciutta

lasciare lì!

 

Per Valle Travenanzes, oillì

e strada Dolomiti, oillà

v'inseguiremo arditi, 

e voi scappate

fin che arrivate

dal vostro Re.

 

Giunti da Cecco Peppo, oillì

stringetegli le mani, oillà

dite che gl'Italiani,

vi fann la guerra:

su questa terra

vi voglion più!

 


BENIA CALASTORIA

Tornà, son tornà, son tornà par sempre,
Tornà nella valle dove gera me popà.

Vardè, ma vardè, ma vardè la valle,
Vardè le montagne dove gera le contrà.

 


E AL DI LA' DEL PIAVE (2) Audio
non disponibile

 

 

Di qua, di là del Piave

ci sta un'osterìa,

di qua, di là del Piave

ci sta un'osterìa.

là c'è da bere e da mangiare (cis, ses, morra)

ed un buon letto da riposar.

 

E dopo aver mangiato,

mangiato e ben bevuto,

e dopo aver mangiato,

mangiato e ben bevuto:

Oh vien da basso – mia bella mora (cis, ses, morra)

Che quest’è l’ora di far l’amor!

 

- Mi sì ghe vegneria

per una volta sola,

mi sì ghe vegneria

per una volta sola,

solo vi prego lasciarmi stare, (cis, ses, morra)

che son figlia da maridar.

 

- S'eri da maridare

dovevi dirlo prima,

s'eri da maridare

dovevi dirlo prima,

sei sempre stata coi vecchi alpini, (cis, ses, morra)

non sei più figlia da maridar.

 

E dopo alquanti mesi

è nato un bel bambino,

E sul cappello che lui portava, (cis, ses, morra)

C’era la penna del vecchio alpin!

 


GIOVINEZZA

Audio
non disponibile

Inno del Battaglione “Vestone” 5° Alpini

 

Son passati i giorni lieti

delle danze e degli amori

su compagni in alto i cuori

il passato salutiamo

è la vita una battaglia;

il cammino è pien d’inganni;

noi siam giovani, abbiam vent’anni

l’avvenire non temiam.

 

        Giovinezza, giovinezza…

        primavera di bellezza

        della vita nell’ebbrezza

        il tuo canto squilla e va…!

 

Stretti stretti sotto il braccio

d’una piccola sdegnosa

trecce bionde, labbra rosa

occhi azzurri come il mare.

Ti ricordi a primavera

nei crepuscoli vermigli

tra le fresche ombre dei tigli

i patetici vagar…?

 

        Giovinezza, giovinezza…

        primavera di bellezza

        della vita nell’ebbrezza

        il tuo canto squilla e va…!

 

Salve dolce adolescenza,

te commossi salutiamo

per la vita ce ne andiamo

i tuoi canti cesseranno…

Ma se un dì giungesse il grido

dei fratelli non redenti,

alla morte sorridenti

il nemico ci vedrà.

 

        Giovinezza, giovinezza…

        primavera di bellezza

        della vita nell’ebbrezza

        il tuo canto squilla e va…!

 


GLI ALPINI DEL PAVIONE Audio
non disponibile

 

Gli alpini del Pavione

ghe piase un fià la sgnappa

ma i gà fermà i tedeschi

lassù sul Monte Grappa!

 

        Bon, bon, bon,

        gli alpini del Pavion!

 

Gli alpini del Pavione

i xe na lingorassa,

ma i gà sigà ai tedeschi:

“De qua no, no se passa!”

 

Gli alpini del Pavione

ghe piase massa el vino,

ma i gà fermà i tedeschi

in fondo a Val Calcino!

 

Il battaglion Pavione

l’è un battaglion speciale,

l’ha detto il Colonello,

l’ha detto il Generale.

 


HO LASCIATO LA MAMMA MIA Audio
non disponibile

 

Ho lasciato la mamma mia

l’ho lasciata per fare il soldà.

 

        Ta-pum, ta-pum, ta-pum…

        Ta-pum, ta-pum, ta-pum…

 

Venti giorni sull’Ortigara

senza cambio per dismontare.

 

        Ta-pum, ta-pum, ta-pum…

        Ta-pum, ta-pum, ta-pum…

 

Quando portano la pagnotta

il cecchino comincia a sparare.

 

        Ta-pum, ta-pum, ta-pum…

        Ta-pum, ta-pum, ta-pum…

 

E domani si va all’assalto

soldatino non farti ammazzar.

 

        Ta-pum, ta-pum, ta-pum…

        Ta-pum, ta-pum, ta-pum…

 

Quando sei dietro a quel muretto

soldatino non puoi più parlar.

 

        Ta-pum, ta-pum, ta-pum…

        Ta-pum, ta-pum, ta-pum…

 

Quando poi si discende al piano

battaglione non ha più soldà.

 

        Ta-pum, ta-pum, ta-pum…

        Ta-pum, ta-pum, ta-pum…

 

Battaglione di tutti i morti

noi giuriamo l’Italia salvar.

 

        Ta-pum, ta-pum, ta-pum…

        Ta-pum, ta-pum, ta-pum…

 

Nella valle c’è un cimitero

cimitero dei morti soldà.

 

        Ta-pum, ta-pum, ta-pum…

        Ta-pum, ta-pum, ta-pum…

 

Cimitero di noi soldati

forse un giorno ti vengo a trovar...

 

        Ta-pum, ta-pum, ta-pum…

 


HO PERSO LA VOCE SUL PODGORA Audio
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Ho perso la voce

sul Podgora…

 

Ho perso la voce

a fare l’amore

con un castagno secco

sull’aurora…

 


I FANTAZ SON LAZ IN UERE Audio
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I fantaz son laz in uere,

prin di duc’ il gno moros;

uei prea matine e sere

par che tornin vitorios.

 


I TUOI CAPELLI SON RICCI E BELLI Audio
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I tuoi capelli son ricci e belli,

sono legati con fili d’oro.

 

        Angelo del cor mio

        per te io moro.

        Angelo del cor mio

        per te io morirò.

 

O dammi un riccio dei tuoi capelli

perché io li tenga per tua memoria.

 

        Quando sarò sul campo

        della vittoria

        i tuoi capelli

        sì sì li bacerò.

 


IL BATTAGLIONE EDOLO… Audio
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Il battaglione Edolo l’è giunto a Vezza d’Oglio,

all’assalto disperato saltava nel pollaio.

        Bim bum bom,

        le galline nel saccon.

 

Se non ci conoscete guardate le nappine,

noi siam del battaglione che ruba le galline.

 

Appena chiuso il sacco l’Alpino scappa via

e va all’osteria a spettar la compagnia.

        Bim bum bom,

        porta un liter de chel bon.

 

E dopo un po’ di tempo entravano i “cappelloni”,

vedendo che gli Alpini mangiavano i capponi,

        Bim bum bom,

        cappelloni dietro-front!

 

Il battaglione Edolo sta sempre sulle cime

e quando scende a valle el roba le galline.

 

Il parroco di Edolo ha predicato in chiesa:

“Attente ragazzine che il Quinto Alpin vi frega!”

 

Una delle più belle ha dato la risposta:

“Se il Quinto Alpin ci frega è tutta roba nostra.”

 


IL COLONNELLO FA L’ADUNATA Audio
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Il colonnello fa l’adunata

negli occhi tutti el ne gà vardà

e poi gà dito ai veci alpin

di tener duro n’ha comandà.

I suoi alpini ghe fa risposta:

“Sior colonnello se tegnarà”

e scarpinando sulle montagne

in prima linea i s’à portà.

E per do mesi i à tegnù duro

In mezzo al fredo da far giassar

scoltando sempre le so’ parole

“sacrificarsi ma non mollar”.

E i suoi alpini ghe manda a dire

che non gli riva né pan né vin.

E il colonnello gli fa risposta:

“Questo l’è niente per i veci alpin”.

e i suoi alpin ghe manda a dire

che no’ i gà scarpe per camminar.

E il colonnello gli fa risposta:

“No’ serve scarpe per star là”.

E i suoi alpini ghe manda a dire

che dal gran fredo non se pol salvar.

E il colonnello gli fa risposta:

“Con la mitraglia ve podè scaldar”.

E i suoi alpini ghe manda a dire

che adesso manca le munission.

E il colonnello gli fa risposta:

“Na baionetta vale un canon”.

E i suoi alpini ghe manda a dire

Posta da casa non i vede arrivar.

E il colonnello gli fa risposta:

“Il re vi manda a saludar”.

E un altro mese ’sti veci alpini

gà tegnù duro senza mollar.

Ed ogni giorno i greci tacava

senza esser boni mai de passar.

E i suoi alpini ghe manda a dire

che massa pochi i xè restà.

E il colonnello va su da loro:

“Niente paura eccomi qua”.

E la mattina s’à levà ’l sole

e le montagne el gà indorà:

il colonnello coi veci alpini

tuti i era morti, ma i era là.

 


IL COLONNELLO RONCHI… Audio
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Il colonnello Ronchi l’ha detto: “Son sicuro

di prendere il Cavento”, invece c’è un siluro.

 

        Va là, va là, va là,

        anche questa è la verità.

 

Il colonnello Pevvetti ha detto “…Orco…io,

se mi siluran Ronchi son silurato anch’io!”

 

        Va là, va là, va là,

        anche questa è la verità.

 


IL FURLAN Audio
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Di chel sanc che àn menat vie

dal Lusinz al mar lontan,

un riu lunc par qualchi mie,

l’è sanc nestri, sanc furlan.

 

O furlan, fra tantis penis

pe famèe, pal tet piardut,

mièz il sanc das nestris venis

i gravòns nus àn bevut.

 


FACCETTA… BIANCA… Audio
non disponibile

 

Oh!… quante cose debbo raccontare

di quel che sono andato a conquistare…

In mezzo a quelle brutte faccie more…

È sol per te che palpita il mio cuor!…

 

        Faccetta bianca, mia piccolina

        aspetta e spera che già l’ora si avvicina

        quando sarò vicino a te

        sarò felice nuovamente come un re.

 

Faccetta bianca sono di ritorno

Dall’Africa che scotta come un forno!…

Ma quando verrò a Napoli a sbarcare,

sta certa che hai finito di aspettar!…

 

        Faccetta bianca, mio dolce amore

        vieni qui stretta stretta sul mio cuore!…

        Quando sarò vicino a te

        sarò felice nuovamente come un re!…

 

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