Musica Militaria 1-12


Testi   Musica   Militaria     -    Inni   &   Patriottici



VARDA CHE PASSA Audio
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Varda che passa

la villanella

os-ce che bela,

la fà ’nnamorar.

 

Varda quel merlo

dentro la gabbia

come che ’l canta

el fà innamorar.

 

E come bali bene bela

bimba

bela bimba

bela bimba.

 

Guarda quel vecio

sotto la scala

guarda che bala

che i’l ga ciapà.

 

E come bali bene bela

bimba

bela bimba

bela bimba.

 


VIOLE DEL CARSO Audio
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Noi siamo le viole del Carso

siamo pallide

ma abbiamo tanto profumo!

Se tu credevi

non vi fossero fiori sul Carso

illuso ti sei!

Siamo così numerose!

Cresciamo innumeri

dietro l’orrida pietra,

sul margine della trincea

è strano davvero se qualcuno ci coglie

di solito nessuno ci vede.

Tra cento di noi

qualcuna rallegra qualcuno

e giunge lontano lontano in attesa

alla dolce signora

dell’uomo che

chiude le pallide labbra su lei.

Poiché una sola

raggiunge il miracolo

non vale la pena di vivere in cento?

Oh sì.

Noi crediamo di sì.

Noi siamo le viole del Carso

siamo pallide

ma abbiamo tanto profumo.

 


VEI PUR FOR BETINA

Audio
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Sul balcon, vei for,

gh'è 'l to Alpin che speta

tra le rose e i fior.

I oseleti canta

tra le rame in fior.

I oseleti canta

la più bela canzon d'amor.

O Betina gh'è 'l to Alpin

vei pur for Betina

sul balcon tra i fior.

 


VÈS CHEI VOI Audio
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Vès chei voi come dos stelis,

chel nasùt cussì ben fat…

benedèt chel voli neri,

benedèt chel voli gris,

mi somee ’ne bambinute

c’a ven fur dal paradis.

 


VETTA ALPINA Audio
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C’è tra le Alpi un’altissima vetta

che mi fa tanto sognar;

so che ogni giorno, impaziente mi aspetta

ed io la voglio scalar.

 

Ritornello:

 

        Oh, vetta alpina,

        che splendi al sole!

        Sei la regina di noi alpin!

        Le bianche stelle

        che tu sai dare

        son sentinelle del nostro cuor.

              La Madonnina proteggerà

              chi alla tua cima salir vorrà.

        Oh, vetta alpina,

        che splendi al sole!

        Sei la regina di noi alpin!

Mamma, io bacio la chioma tua bianca

prima di andare lassù;

no, non svegliarti sarai tanto stanca,

tornerò presto quaggiù.

 


VOICI VENIR LA NUIT

La soir à la montagne

Audio
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Voici venir la nuit la-haut sur la montagne

et le soleil s'enfuit à travers la campagne.

 

        Et l'on entend les montagnards

        chanter dans la prairie

        son doux refrain joyeux

        qui charme son amie.

        Tralala-la-la-la

 

La cloche du hameau résonne en distance;

le son du chalumeau nous invite à la danse.

 

        Et l'on entend les montagnards

        chanter dans la prairie

        son doux refrain joyeux

        qui charme son amie.

        Tralala-la-la-la

 

Voici la fin du jour et les jeunes bergères

pensent à leurs amours en disant leurs prières.

 

        Et l'on entend les montagnards

        chanter dans la prairie

        son doux refrain joyeux

        qui charme son amie.

        Tralala-la-la-la

 


VECCHIO SCARPONE Audio
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Lassù in un ripostiglio

polveroso

fra mille cose che non

servon più,

ho visto u poco logoro

e deluso

un caro amico di

gioventù.

 

Qualche filo d’erba

con fango disseccato,

fra i chiodi parea

conservar,

era uno scarpone

militar.

 

Vecchio scarpone

quanto tempo è passato,

quante illusioni fai

rivivere tu.

Quante canzoni,

sul tuo passo ho cantato

che non scordo più.

 

Sopra le dune

del deserto infinito,

lungo le sponde

accarezzate dal mar.

Per giorni e notti

insieme a te ho

camminato,

senza riposar.

 

Lassù fra le bianche

cime

di nevi eterne

immacolate al sol,

cogliemmo le stelle

alpine

per farne dono

ad un lontano amor.

 

Vecchio scarpone

come un tempo

lontano,

in mezzo al fango

con la pioggia e col

sol,

forse sapresti,

se volesse il destino

camminare ancor.

 

Vecchio scarpone,

fai rivivere tu

la mia gioventù.

 


VI VEDO E PENSO ANCORA Audio
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E su le cime nevose

una croce l’è piantà

non ci sono né fior né rose

ma la tomba d’un soldà.

        L’è un alpin che

        il monte uccise

        L’è un alpin che

        il ghiacciaio rubò.

Vi vedo e penso ancora

nell’ora dei tramonti

e al sorgere dell’aurora

montagne del mio cor

Questo dolce ricordo

mi fa sognare, mi fa cantare

la dolce melodia

che riempie il cuore di nostalgia

Vi vedo e penso ancora

nell’ora dei tramonti

e al sorger dell’aurora

montagne del mio cuor.

 


L'ALBA DI MAGGIO Audio
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canzone di guerra
da potersi cantare sulle musiche: La marsigliese-L'Inno di Garibaldi e L'Inno di Mameli (soltanto il ritornello)


(Marsigliese)
Ha l'Italia sventolato
Il glorioso tricolor,
E le trombe han suscitato
In ognuno un santo ardor!...

(Inno di Garibaldi)
Gridando al Tedesco - con forte ardimento
Va fuori da Triese - disgombra da Trento!
Già troppo il tuo giogo - tiranno e crudele!
Oppresse quel suolo - sorriso dal ciel,...

(due volte il ritornello de''Inno di Mameli)
Che l'alba di Maggio
Dell'Autro servaggio
Il giogo tremendo
La fine segnò...!!

(Marsigliese)
Sopra i valchi nevosi
Dalle Alpestri cime al mar,
Dai scoscesi ardimentosi
Dove il daino solo appar

(Inno di Garibaldi)
Ascoltasi il grido: Savoia! Savoia!
La stirpe d'Asburgo - sol degna è del boia!
Corriamo, schiacciamo - quei tristi Landwer!
Da Trento e da Trieste - va fuori o stranier!

(due volte il ritornello dell'Inno di Mameli)
Che l'alba di Maggio
Dell'Austro servaggio
Il giogo tremendo
La fine segnò...!


(Marsigliese)
Il gran genio della gloria
Ci sorride, o militar!
Ei ci guida, alla vittoria
Sopra l'Alpi, i campi e il mar

(Inno di Garibaldi)
E il mondo ci guarda - stupiti, o soldati,
Che l'epoche gesta - dei nostri antenati
Rifulger faremo - per l'alta ragion
Di compier d'Italia - la grande redenzion!

(due volte il ritornello dell'Inno di Mameli)
Che l'alba di Maggio
Dell'Austro servaggio
Il giogo tremendo
La fine segno!...

(Marsiglise)
Se la razza maledetta
Non vogliam che sorga più,
Presto orsù, alla baionetta
La si annienti, o gioventù

(Inno di Garibaldi)
Avanti! E' grandiosa - quest'ultima impresa!
Avanti! Ci applaude - la Triplice Intesa!
E avremo a compagni - nell'aspro cammin
Gli eroici Francesi - qual fu a Solferin!

(due volte il ritornello dell'Inno di Mameli)
Che l'alba di Maggio
Dell'Austro servaggio
Il giogo tremendo
La fine segno...!

O GIOVENTU' D'ITALIA Audio
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 (inno patriottico) 1914

O gioventù d'Italia,
è l'ora di partir...
Ricordati! Ricordati!
O vincere o morir.
La gloia già l'ammalia,
Sorride l'avvenir,
La Patria, la Patria
Per te si vuol morir.
Trento e Trieste
Siete italiane...
Vi sia veste
Il tricolor.
Figlie lontane,
Che amiamo tanto,
Vi giunga il canto
Dei nostri cuor!


O f---ieri (testo 'epoca illeggibile) avanti,
O bersaglier va tu,
Ricordati! Ricordati!
Tu devi andar laggiù.
Uniti tutti quanti
Avremo la virtù
Di vincere! di vincere!
L'imperatore fu!
Trento e Trieste
Siete Italiane...
Vi sia veste
Il tricolor.
Figlie lontane,
Che amiamo tanto.
Vi giunga il canto
Dei nostri cuor!


Fratelli del Trentino
A voi la notra man,
Stringetela! Stringetela!
Insieme andrem lontan...
Il sangue Triestino
Versato non fu invan:
Giuriamolo! Giuriamolo!
Nel nome di Oberdan!
Trento e Trieste ecc.

 


BARBE LUNGHE Audio
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Barbe lunghe, penne al vento 
sguardo d’aquila lontan, 
siam gli alpin del battaglione Trento 
che i confini difendiam. 
La picozza nella mano, 
saldo il cor ferrato il pie’, 
su gli sci arditi scivoliamo 
e mai non trema in cor la fe’. 
Quando il cammin si fa più duro 
non esitiam, con ci arrestiam. 
Quando il cielo si fa scuro 
allora noi ripartiam. 
Freddo nevaio sconfinato, 
dominato dai nostri sci. 
Aspro ghiacciaio 
che in un giorno tante vittime ghermì. 
La nostra penna sarà sarà 
quella che sull’Alpe guizzerà, 
e una voce echeggierà, 
viva i baldi viva i veci 
del glorioso sesto alpin.

 


FUOCO A MITRAGLIA Audio
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Non ne parliamo di questa guerra che sarà lunga un’eternità. Per conquistare un palmo di terra 
quanti fratelli son morti di già. Fuoco e mitragliatrici, 
si sente il cannone che spara. 
Per conquistar la trincea: 
“Savoia!”, si va. 
Trincea di raggi, maledizioni, 
quanti compagni son morti lassù! Finirà dunque ‘sta flagellazione, di questa guerra non se ne parli più! O monte San Michele 
bagnato di sangue italiano, 
tentato più volte, ma invano, Gorizia pigliar. 
Da Monte Nero a Monte Cappuccino 
fino all’altura di Doberdò 
un reggimento più volte distrutto; alfine indietro nessuno tornò. Fuoco e mitragliatrici, 
si sente il cannone che spara. 
Per conquistar la tricea: 
“Savoia!”, si va.
 

 


LA GUERRA E I MINISTRI Audio
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Barbe lunghe, penne al vento 
sguardo d’aquila lontan, 
siam gli alpin del battaglione Trento 
che i confini difendiam. 
La picozza nella mano, 
saldo il cor ferrato il pie’, 
su gli sci arditi scivoliamo 
e mai non trema in cor la fe’. 
Quando il cammin si fa più duro 
non esitiam, con ci arrestiam. 
Quando il cielo si fa scuro 
allora noi ripartiam. 
Freddo nevaio sconfinato, 
dominato dai nostri sci. 
Aspro ghiacciaio 
che in un giorno tante vittime ghermì. 
La nostra penna sarà sarà 
quella che sull’Alpe guizzerà, 
e una voce echeggierà, 
viva i baldi viva i veci 
del glorioso sesto alpin.


CANTA, SURDATO! Audio
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'Nu surdato d''o quinto artigliaria
ha scritto 'a nnammurata:
<<Cara Carmela mia,
famme sapè
quala canzona nova hannu cacciata,
e mannala... pecchè
quanta napulitane stanno ccà
vonno cumbattere...
ma... vonno cantà!>>
'O surdato napulitano
nun se mette appaura d''o cannone!
si, vò murì c''a baiunetta mmano;
ma vò murì cantando 'na canzone!
 
Tutte, tutte 'e ccanzone 'e primavera,
quante n'hannu cacciate
se cantano 'a fruntiera,
gia pecchè...
tutte Carmela soia nce l'ha mannate
E ha scritto: <<penza a me!
Canta e cumbatte e nun te sgumentà!
Cantano a Napule
tu haie riturnà!>>
'O surdato napulitano
nun se mette appaura d''o cannone!
si, vò murì c''a baiunetta mmano;
ma vò murì cantando 'na canzone!
 
Pe vuie tutte, surdate 'a nuie luntane,
c'affruntate 'o cannone,
belli napulitane,
pure mò,
Napule vostra tene 'na canzone!
Comme a na mamma, no....
nun v'abbandona! E si ato nun pò fà..
Si, fino all'urdemo,
ve cò fà cantà!
'O surdato napulitano
nun se mette appaura d''o cannone!
si, vò murì c''a baiunetta mmano;
ma vò murì cantando 'na canzone!
 


STORNELLO POPOLARE Audio
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Fior del pensiere
Trieste cerca per terra e per mare,
cerca se vede le nostre bandiere!
 
Fior del Tirolo,
I tre colori vuol reggere lo stelo,
e Cecco Beppe gli ne dà due solo!
 
Fior del trentino,
L'ho tanto amato quand'era lontano,
ora gli voglio dormir da vicino
 


Il Lucertone Audio
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Nel mio settore ci sta un lucertone che esce la sera

quando la luna salendo dai monti rischiara i roccioni;

sale pian piano seguito dal cane in cerca Ufficiali

per dispensare arresti e cicchetti e dar punizioni

 

Dice: Tenente dovè?

E l'attendente risponde: A dormir.

Il lucertone s'arrabbia così:

Teston! che vigilanza c'è!

 

Quando la sera io son di vedetta là sotto i roccioni

pulisco le scarpe, preparo la mensa per quando si sveglia.

Ma la consegna che egli mi ha dato diceva così:

quando lui dorme non vuol che nessuno lo venga a svegliare.

 

Bestia! Non sai chi son io?

Sono il Maggior Comandante il settor,

sveglia il Tenente o ti sbatto in prigion;

teston! che vigilanza c'è!

 

Ed io sentendo la bestia urlare mi sveglio di scatto

e all'attendente domando ragione di tanto fracasso.

Il lucertone sentendomi sveglio s'arrabbia di più:

Signor Tenente, mi meraviglio che ancora lei dorma!

 

Calma, signor Maggiore,

Lei ha dormito tutta la notte

mentre in trincea si stava a vegliar;

che cosa c'è venuto a far?

(Che cavolo è venuto a far?!)

 


Genta amìa Audio
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Genta amìa, vo soldà:

prend pa de sagren,

ma co’ flor ti leissà

fala tegnì (2volte)

 


La madre dell'alpino Audio
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Laggiù in una casetta,

d’Italia sul confin,

viveva una vecchietta,

la madre di un alpin…

Col figlio suo d’accanto,

nella quiete li fra i monti

viveva in un incanto,

la vecchia col suo alpin…

Ma un dì, fra le vette,

fra i bianchi nevai…

fra gole e ghiacciai,

una voce si udì:

 

“Madre orsù!

il figlio tuo dammi anche tu…

Lo stranier

calpesta ancor le mie frontier.

Io la Patria son…

e i miei figli tutti vo’…

“Madre orsù!

il figlio tuo dammi anche tu…

…”  

“Su parti figlio mio:

la Patria ti chiamò…

e t’accompagni Iddio…

per te io pregherò!

Ma verso l’orizzonte,

dove tu combatterai,

a notte, su quel monte

la madre tua verrà”.

Così a mezzanotte

la vecchia arrivava…

dal monte chiamava

il suo caro alpin.

“Figlio, qui,

fra neve e gei, starò così…

di laggiù

la madre tua chiama anche tu”

“Madre io son qui”

(rispondeva ognor l’alpin)

Lieta in cuor

se ne andava allor.  

 

Rombava la mitraglia

là proprio sul confin.

“È giorno di battaglia

per il mio figlio alpin.

Mio Dio! fa che ritorni

qui con me nella casetta

ad allietarmi i giorni

o me ne morirò”.

Con ansia mortale

sul monte andò urlando…

ma invano chiamando

il suo caro alpin!

“Madre, tu

il figlio tuo non chiamar più,

sul mio altar,

la gioventù seppe immolar…

Ei dorme quaggiù

Né si desterà mai più!

Madre, tu

lo rivedrai lassù”.

 


la violeta Audio
non disponibile

    

E la Violeta la va la va,

la va sul campo, la s'era 'nsôgnada

che gh'era 'l so Gingin che la rimirava

 

Perché tu mi rimiri, Gingin d'amor?

Io ti rimiro perché tu sei bella,

e se vuoi venire con me alla guerra.

 

No no con te alla guerra non voi venir,

non voi venire con te alla guerra

perché si mangia male e si dorme in terra.

 


Siam prigionieri
(Siberia 1914 - 1918)
Audio
non disponibile

    

 

Siam prigionieri,

siam prigionieri di guèra,

siam su l'ingrata tèra

del suol Siberian.

Siam sui pajoni,

siam sui pajoni di legno,

de pulzi quasi un regno

e di piôci ancor.

 

Ma quando, ma quando

la pace si farà

ritorneremo contenti

dove la mamma sta.

 

Chiusi in baraca

sul duro lèto di legno,

fuori tompèsta di fredo,

e noi cantiamo ancor.

 

Siam prigionieri,

siam prigionieri di guèra,

tuti senza ghevèra

nel suolo Siberian.

 

Ma quando, ma quando

la pace si farà

ritorneremo contenti

dove la mamma sta.

 


E quando il vecio alpin Audio
non disponibile

    

Ma quando il vecio Alpin

va sul confin col tromboncin

per tatticare

bella non lacrimare

da te ritornerà

 

La mia partenza l’è da Milano

dammi la mano, da te ritornerò.

 

Ma quando...

 

La mia partenza l’è da Torino

dammi un bacino, da te ritornerò

 

Ma quando...

 

Lassù pei monti c’è una fontana

l’è l’acqua sana e di noialtri Alpin

 

Ma quando...

 


Sul Pajon Audio
non disponibile

 

Il battaglione d'Aosta
sul Pajon
è sempre sulle cime,
sul Pajon
ma quando scende a valle,
sul Pajon
attente ragazzine!

Sul Pajon de la caserma
requiem æterna e così sia,
và a remengo ti
to pare, to mare e to zia
e la naja e compagnia
sul Pajon, sul Pajon

Il parroco d'Aosta,
l'ha detto predicando,
"Attente ragazzine,
che il "Quarto" sta arrivando".

Una de le più bele,
l'ha detto piano piano:
"Se il "Quarto" sta 'rivando
l'è quelo che spetiamo".

Una de le più brute,
l'ha detto forte forte:
"Se il "Quarto" sta 'rivando
noi gli farem la corte!

E dopo nome mesi,
è nato un bel bambino.
Non vuole bere latte
ma beve solo vino!".

 


Sul Pajon 2 Audio
non disponibile

El battaglion di Feltre,
sta sempre sulle cime,
ma quando scende a valle
attente ragazzine.

Sul pajon de la caserma,
requiem eterna e così sia,
va a ramengo ti, to pare,
to mare, to zia
e la naja in compagnia.
Sul pajon, sul pajon,sul pajon
de la caserma.

El prete de Candide
l'ha detto predicando:
Attente ragazzine
che il Feltre sta arrivando.

Sul paion...

Una delle più belle,
ha detto piano piano:
se il Feltre sta arrivando
è quello che vogliamo

Sul pajon ...

 


San Matìo

 

Co la regina de San Matio la vole l’acqua rento ‘l so castello,
ma che la porta el capitano, quel che comanda la cità de Gia-no.
Ma ‘l capitano ga za l’amore, la ze la fiola de Lilano Belo;
el se le porta nel so castelo e l’indormenza co ‘le serenate.
Le serenate del capitano le sveja tuta la cità de Giano.
Ma la regina no’ ze contenta: la vole l’acqua de la Valle Scura.
El capitano el ga paura, el ga paura de la Busa Fonda.
La Busa Fonda, la Busa Nera, el capitano belo el se dispera.
El se dispera el capitano, quel che comanda la cità de Giano.
Ma la regina no’ ze contenta: la vole l’acqua rende l’erba men-ta.
Co’ l’erba menta, co’ l’erba amara, la Busa Fonda la diventa ciara
, col primo sole de la matina, la prima onda ze de l’acqua fina.
Col primo sole, la prima onda, co’ l’acqua fina la diventa bionda,
col primo sole de la matina, la prima onda ze de l’acqua fina.
Col primo sole, la prima onda, co’ l’erba menta la diventa bionda,
col primo ciaro de la matina el capitano beve l’acqua fina.
Ma la regina no ‘ze contenta: la vole l’acqua rento ‘l so castelo;
che ghe la porta, col capitano, la vol la fiola de Lilano Belo
Lilano Belo dal campo tondo ga tanti fiori che profuma ‘l mondo,
ma ‘l capitano li porta via così la storia ‘desso ze finìa.
La ze la storia del capitano, quel che comanda la cità de Gia-no.
La ze la storia de la regina che la voleva tuta l’aqua fina.
Ma ‘l capitano la porta via, così la storia ‘desso ze finìa.

 

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