Musica Militaria 1-1


Testi   Musica   Militaria     -    Inni   &   Patriottici



Dove sei stato mio bel Alpino

versione 1

versione 2

 

- Dove sè stato, mio bell'Alpino? 

Dove sè stato, mio bell'Alpino,

Che ti ga cambià colore? 

- L'è stata l'aria del Trentino, 

L'è stata l'aria del Trentino, 

Che m'ha fat cambià color! 

- L'è stata l'aria dell'Ortigara, 

L'è stata l'aria dell'Ortigara, 

Che m'ha fat cambià color! 

Sul Monte Nero c'è una tormenta, 

Sul Monte Nero c'è una tormenta 

Che m'ha fat cambià color!

La sul Pasubio c'è un barilotto. 

Che m'ha fat cambià color! 

Sul Monte Grappa c'è una bombarda 

Sul Monte Grappa c'è una bombarda 

Che m'ha fat cambià color! 

E' stato il fumo della mitraglia 

E' stato il fumo della mitraglia 

Che m'ha fat cambià color! 

- Ma i tuoi colori ritorneranno, 

Ma i tuoi colori ritorneranno
Questa sera a far l'amor.

 


E Cadorna manda a dire

E Cadorna manda a dire
Che si trova là sul confine
E ha bisogno degli Alpini
Per potersi avanzar.

La Fanteria è troppo debole
I bersaglieri son po' maffiosi
Ma gli Alpini son valorosi
Su pei monti a guerreggiar

Novantotto fatti coraggio
Che le porte son bombardate
Fra fucili e cannonate
Anche l'Austria cederà.


Joska la Rossa


El muro bianco, drio de la to casa
Ti te saltavi come un oseleto,
Joska la rossa, pèle de bombasa,
Tute le sere prima de 'nà in leto.

Te stavi lì, co le to scarpe rote
Te ne vardavi drio da j' oci mori
E te balavi alegra tuta note
E i baldi alpini te cantava i cori. Oh.

Joska, Joska, Joska,
Salta la mura!
Fin che la dura, oh.
Joska, Joska, Joska,
Salta la mura!
Balla con mi! Oh. (2 volte)

Ti te portavi el sole ogni matina,
E de j 'Alpin te geri la morosa,
Sorela, mama, boca canterina,
Oci del sol, meravigliosa rosa.

Xe tanto e tanto nù, ca te zerchèmo.
Joska la rossa, amor, rosa spanja.
Ma dove sito andà? Ma dove andemo?
Semo ramenghi. O morti. E così sia. Oh.

Joska, Joska, Joska,
Salta la mura!
Fin che la dura, oh.
Joska, Joska, Joska,
Salta la mura!
Balla con mi! Oh. (2 volte)

Busa con crose. Sarà sta i putèi?
La par 'na bara e invece xe 'na cuna.
E dentro dorme tuti i to fradei,
Fermi, impalà, co i oci ne la luna. Oh.

Joska, Joska, Joska,
Salta la mura!
Fin che la dura, oh.
Joska, Joska, Joska,
Salta la mura!
Fermate là! Oh.
(3 volte accelerando)

Fermate là


Benia Calastoria

Tornà, son tornà, son tornà par sempre,
Tornà nella valle dove gera me popà.

Vardè, ma vardè, ma vardè la valle,
Vardè le montagne dove gera le contrà.

 


O Barcarol del Brenta
 

Oi barcarol del Brenta

presteme la barcheta

per andare in gondoletta

su la riva del mar.

 

Mi si che ve la presto,

basta che la ritorna;

se la barca se sprofonda

no ve la presto più.

 

La barca è preparata,

cinta di rose e fiori,

ci son dentro i Cacciatori

del Settimo Alpin.

 

Del Settimo Alpini

del Battaglion Cadore,

vi saluto belle more,

non vi vedrò mai più.

 

Ci rivedremo ancora,

forse da richiamati

con gli zaini affardellati

non ci vedremo più.

 

La barca è ritornata,

cinta di rose e fiori,

ci sono dentro i Cacciatori

del Settimo Alpin.

 


MONTE PASUBIO

 

Sulla strada del Monte Pasubio

Bom borombom.

Lenta sale una lunga colonna

Bom borombom.

L'è la marcia di chi non torna

di chi si ferma a morir lassù.

 

Ma gli Alpini non hanno paura

Bom borombom.

 

Sulla cima del Monte Pasubio

Bom borombom

Soto i enti che ze 'na miniera

Bom borombom.

Son gli Alpini che scava e che spera

di tornare a trovar l'amor.

 

Ma gli Alpini non hanno paura

Bom borombom.

 

Sulla strada del Monte Pasubio

Bom borombom

è rimasta soltanto una croce

Bom borombom.

Non si sente mai più una voce,

ma solo il vento che bacia i fior.

 

Ma gli Alpini non tornano indietro

Bom borombom, bom borombom, 

bomborombà. 

 


La Penna Nera

Sul cappello, sul cappello che noi portiamo

c'è una lunga, c'è una lunga penna nera

che a noi serve, che a noi serve da bandiera

su pei monti, su pei monti a guerreggiar.

Su pei monti, su pei monti che noi saremo

pianteremo, pianteremo l'accampamento

brinderemo, brinderemo al reggimento

viav il corpo, viva il corpo degli alpin.

Su pei monti, su pei monti che noi saremo

coglieremo, coglieremo le stelle alpine

per donarle, per donarle alle bambine

farle piangere, farle piangere e sospirar.

Su pei monti,su pei monti che noi saremo

pianteremo, pianteremo il tricolore

o Friuli, o Friuli del mio cuore

ti verremo, ti verremo a liberar.


La Tradotta

La tradotta che parte da Torino,

a Milano non si ferma più,

ma la va diretta al Piave,

cimitero della gioventù.

 

Siam partiti, siam partiti

in ventisette, solo in cinque

siam tornati qua e gli altri

ventidue son rimasti tutti a S.Donà.

 

A Nervesa, a Nervesa c'è una croce,

mio fratello è sepolto là,

io ci ho scritto su Ninetto,

che la mamma lo ritroverà

 

Cara suora, cara suora son ferito,

a domani non arrivoi più,

se non c'è qui la mamma

un bel fiore me lo porti tu.

 


Sui Monti Scarpazi

Quando fui sui monti Scarpazi

"miserere" sentivo cantar.

T'o cercato fra 'l vento e i crepazi

Ma una croce soltanto 'o trovà.

 

O mio sposo eri andato soldato

per difendere l'imperator,

ma la morte quassù hai trovato

e mai più non potrai ritornar.

 

Maledeta la sia questa guera

Che mà dato si tanto dolor.

Il tuo sangue hai donato a la tera,

hai distrutto la tua gioventù.

 

Io vorei scavarmi una fossa,

sepelirmi vorei da me

per poter colocar le mie ossa

solo un palmo distante da te.

 

Quando fui sui monti Scarpazi

"miserere" sentivo cantar.

 


Valsugana

Quando saremo fora

fora de la Valsugana,

noi andrem trovar la mamma

per veder come la sta.

La mamma la sta bene

il papà l'è ammalato

il mio bel partì soldato

chi sa quando ritornerà.

Tutti me dis che lu 'l se gà

trovà n'altra morosa,

l'è 'na storia dolorosa

che mi credere non sò

Mi no la credaria ma

se 'l fosse proprio vera,

biondo o moro ancor stasera

n'altro merlo troverò.

 


E' morto un Alpino

Audio
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E' morto un Alpin, sulla montagna

Ritornava dal confin dopo la guerra:

ma quando l'Alpin l'è cascà in terra

fu lì un angel del Trentin

che ghe diseva:

" O bell'alpino, alla tua casetta

manda un saluto: io l' porterò"

Allora l'Alpin l'ha verti i oci,

ghe parea che l'angiol fosse lì vicino:

"Angel del cielo, l'ultimo mio baso

prtemel caldo al mio tesor,

portemel caldo al mio amore."

E' morto un Alpino


E tu Austria

Audio
non disponibile

Quanti morti e quanti feriti,

quanto sangue è sparso per terra.

Ma noi alpini sul campo di guerra

giammai nessuno fermarci potrà

 

Al comando dei nostri ufficiali

carichiamo fucile e mitraglia;

e se per caso il colpo si sbaglia,

alla baionetta all'assalto si va.

 

E tu Austria, che sei la più forte,

fatti avanti se hai del coraggio:

se la Buffa ti lascia il passaggio,

noialtri alpini fermarti saprem.

 

E tu Austria non essere ardita

di varcare d'Italia i confini,

che sulle Alpi ci sono gli Alpini,

che su per aria ti fanno saltar!

 

E tu Austria che sei la più forte

fatti avanti se hai del coraggio;

e se la Buffa ti lascia il passaggio,

noi altri Alpini fermarti saprem.

 

Varcheremo le mura di Trento

coi fucili per ben caricati;

e di rinforzo ci sta i richiamati.

Tutto per aria faremo saltar!

 

Al comando dei nostri ufficiali

caricheremo cartuccia e mitraglia;

e se per caso il colpo si sbaglia,

la baionetta faremo brillar.


Fuoco e mitragliatrici

Non ne parliamo di questa guerra

che sarà lunga un'eternità;

per conquistare un palmo di terra

quanti fratelli son morti di già!

Fuoco e mitragliatrici,

si sente il cannone che spara;

per conquistar la trincea:

Savoia! si va.

Trincea di raggi maledizioni,

quanti fratelli son morti lassù!

Finirà dunque 'sta flagellazione?

di questa guerra non se ne parli più.

Fuoco e mitragliatrici,

si sente il cannone che spara;

per conquistar la trincea:

Savoia! si va.

 

O Monte San Michele

bagnato di sangue italiano

tentato più volte ma invano

Gorizia pigliar.

Fuoco e mitragliatrici,

si sente il cannone che spara;

per conquistar la trincea:

Savoia! si va.

Da monte Nero a monte Cappuccio

fino all'altura di Doberdò,

un reggimento più volte è distrutto:

alfine indietro nessuno tornò.

Fuoco e mitragliatrici,

si sente il cannone che spara;

per conquistar la trincea:

Savoia! si va.

Non ne parliamo di questa guerra

che sarà lunga un'eternità;

per conquistare un palmo di terra

quanti fratelli son morti di già!

Fuoco e mitragliatrici,

si sente il cannone che spara;

per conquistar la trincea:

Savoia! si va.

Anonimo

Addio padre e madre addio

Addio padre e madre addio,

che per la guerra mi tocca di partir,

ma che fu triste il mio destino,

che per l'Italia mi tocca morir.

Quando fui stato in terra austriaca

subito l'ordine a me l'arrivò,

si dà l'assalto la baionetta in canna,

addirittura un macello diventò

E fui ferito, da una palla al petto,

e i miei compagni li vedo a fuggir

ed io per terra rimasi costretto

mentre quel chiodo lo vedo a venir.

" Fermati o chiodo, che sto per morire,

pensa a una moglie che piange per me ",

ma quell'infame col cuore crudele

col suo pugnale morire mi fà

Sian maledetti quei giovani studenti

che hanno studiato e la guerra voluto,

hanno gettato l'Italia nel lutto

per cento anni dolor sentirà

Anonimo 1916

La Tradotta che parte da Novara

La tradotta che parte da Novara 
e va diretta al Montesanto, 
e va diretta al Montesanto, 
il cimitero della gioventù. 

Sulle montagne fa molto freddo 
ed i miei piedi si son gelati, 
ed i miei piedi si son gelati 
e all'ospedale mi tocca andar. 
Appena giunto all'ospedale 
il professore mi ha visitato: 
O figlio mio, sei rovinato 
ed i tuoi piedi li dobbiam tagliar. 

Ed i miei piedi mi hanno tagliato. 
due stampelle mi hanno dato, 
due stampelle mi hanno dato 
e a casa mia mi han mandà. 

Appena giunto a casa mia, 
fratelli e madre compiangenti 
e tra i singhiozzi e tra i lamenti: 
O figlio caro, tu sei rovinà. 

Mi hanno assegnato una pensione 
di una lira e cinquantotto, 
mi tocca fare il galeotto 
per potermi ben disfamar, 

Ho girato tutti i paesi 
e tutti quanti ne hanno compassione, 
ma quei vigliacchi di quei signori 
nemmeno un soldo lor mi hanno dà. 

Anonimo 1916 


AI PREAT LA BIELE STELE Audio
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Ai preat la biele stele

duçh i Sants del Paradis…:

“che il Signor fermi la uère,

e che il mio ben torni ai pais!…”

 

Oh! Tu stele, biele stele

su’ palese il mio destin!…

Va daùr di che ’montagne

là ch’al-l’è il mio curisin!…

 

Jè i à dit: " Cjol sù la spade,

se tu tornis valoros

ti darai une bussade

tu saras il gno moros".

 

Miò moros 'l è lat in uère,

a combati par l'onor

prearai matine e sere

par ch'al torni vincitor.

 


EL SALUT AL PAIS Audio
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A van i bravi Alpini

a van fra i rocch, i munt e n’t i giasè…

 

E l’Alpin a jè pa gnun

ca lo guadagna:

né per munt né per calè…

        né per calè…!

 

Quand che l’aria a comenzaa vni scura

perché l’sul atraversa l’Munvis

chiel a guarda sa veja pianura…

e poeuil a manda un salut al pais…!

 

Quand che l’aria a comenza a vni scura

perché l’sul atraversa l’Munvis

chiel a guarda sa veja pianura…

e poeuil a manda un salut al pais…!

 


DI QUA, DI LÀ DEL PIAVE  2

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Di qua, di là del Piave

ci sta un’osteria.

Là c’è da bere e da mangiare

ed un buon letto da riposar.

 

E dopo aver mangiato,

mangiato e ben bevuto.

Oi bella mora, se vuoi venire

è questa l’ora di far l’amor.

 

Mi si che vegnaria

per una volta sola.

Però ti prego lasciarmi stare

che son figlia da maritar.

 

Se sei da maritare

dovevi dirlo prima.

Or che sei stata coi vecchi alpini

Non sei più figlia da maritar.

 

E dopo nove mesi

è nato un bel bambino.

Sputava il latte, beveva il vino:

l’era figlio di un vecio alpin

 


E LA MATTINA DI VENTITRÈ MAGGIO

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E la mattina di ventitrè maggio

Si movevano le truppe ’taliane,

dalle terre l’armate lontane

in partenza ognun si partì.

 

Su pe’ quei monti che l’aqua rovescia

grandinavano le bombe nemiche,

su per quei monti, colline e gran valle

ci massacravano a tutti così.

 

Quanti al mio fianco ne sono caduti

e piangevano moglie coi figli,

ma senza patria e senza vessilli.

rimpiangendo dolori nel cuor.

 

O tu moglie che tu non mi senti,

ti raccomando i compagni vicini

e di tenermi di conto i bambini,

che io ne muoio straziato nel cuor.

 

O vigliacchi che voi ve ne state

cò le mogli sui letti di lana,

venditori di carne umana,

che questa guerra ci insegna a ’mpugnar.

 

Voi chiamatelo il campo dolore

quelle terre da là dai confini,

là si moriva come assassini

e benedetti sarete nel ciel.

 


STELA ALPINA Audio
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Stela alpina

fior co la fanela,

te sì come na butela seria,

orsa e pitosto freda:

na butela che conosseva mi,

che ciare òlte l'à dito de sì.

 

Stela alpina sensa parole,

distante da le ciàcole del prà,

incantà nel to mondo

che l'è un gran coro infervorà de acute:

così libaro e neto

da lustrarte l'anima in pèto.

 

Te sì del sol

ma anca de la luna,

stela alpina:

veludo tra la rocia,

come quela butela che so mi,

che ciare òlte l'à dito de sì.

 


EL RISOTT Audio
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Di bere e di mangiare il tempo è già passato!…

Tutto vien calcolato

vo’ far quel che mi par!…

Vo’ passeggiar la notte…

Voglio vuotar la botte!…

Se in ciel si beve il nettare…,

se in ciel si beve il nettare,

noi qui beviamo il vin!…

 

        Come porti i capelli bella bionda…,

        tu li porti alla bella marinara…,

        tu li porti come l’onda, come l’onda in mezzo al mar!…

 

In mezzo al mar ci sta un camin che fumano…,

in mezzo al mar ci sta un camin che fumano…,

in mezzo al mar ci sta un camin che fumano…,

saranno la miai bella che si sconsumano!…

 

        Radames!… discolpati!

        Mio marito ha rotto i calzoni…,

        perdè i bottoni, perdè i bottoni…,

        mio marito ha rotto i calzoni…

        perdè i bottoni per la città!…

 

Per la città dei Cesari,

tremenda, tremenda echeggerà!…

 

        E la “Marianna” la va in campagna

        quando il sol tramonterà… tramonterà!…

        ne sa quando, ne sa quando ritornerà… ritornerà!…

 

Daghela no ch’el fa ’l bagat

daghela no ch’el fa ’l bagat…

Daghela no ch’el fa ’l bagat!!!…

 


E L’ALPIN SUL CASTELLACCIO Audio
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E l’alpin sul Castellaccio

tra le rocce ed i burron

approfitta della tormenta

per occupar la posizion.

 

E l’alpin sull’Adamello

tra la neve ed i ghiacciai

e mentre va con cuor tranquillo

una valanga può cascar.

 

Pensa alpin alla casetta

se la rivedrai ancor,

laggiù c’è la tua mamma

che ricorda il suo figliol.

 


TUTTI AVEVANO LA FACCIA DEL CRISTO Audio
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Tutti avevano la faccia del Cristo

nella livida aureola dell'elmetto,

 

tutti portavano l'insegna del supplizio

nella croce della baionetta,

 

e nelle tasche il pane dell'ultima cena,

 

e nella gola il pianto dell'ultimo addio.

 


DI QUI NON SI PASSA! Audio
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A voi giovani baldi eroici Alpini,

che di sangue e valore largo tributo

deste d’Italia ai fulgidi destini,

il nostro unanime cordial saluto!…

 

Si raffermi sui giusti suoi confini

la Patria col concorde nostro aiuto

e raggiunga gli ideali suoi divini

nella pace l’onor che le è dovuto…

 

Che se giorno verrà, e sia pur lontano,

che l’una o l’altra gente che oggi è lassa

rinnovi qualche tentativo invano…:

 

sorgete o Alpini fieramente in massa!…

Levate ancora dai petti di Titano

vittorioso il grido:”Di qui non si passa

 


DOVE TE VETT O MARIETTINA… Audio
non disponibile

Dove te vett, o Mariettina

Dove te vett, o Mariettina

Dove te vett, o Mariettina

insci bun’òra in mezz’ai pràa?

 

        Mi voo a fa la campagneùla…

        in campagna a lavorà.

 

Se ti te fusset propri soùla…

te vegnarissi a compagnà.

 

        Ma la rusada a la vegn sura…

        la te bagnerà el scoussaa!

 

El scoussarin l’ho già bagnato

stamattina in mezz al praa!

 


E ME MARE ME L’À DITE Audio
non disponibile

 

E me mare me l’à dite,

me l’à fate professà,

che s’o ciol marit in Ciargne

ài la cosse in puartà.

 

        E me mare è maridade

        e à ciòlt cui che à volut,

                e cussi farà so fie:

                ciolarà un a so mut.

 


VORIA VÈDARTE IN FACIA Audio
non disponibile

 

Voria védarte in facia

ti che sul muro de la preson,

a to modo t'è scrito con un ciodo:

"VIVA I ALPINI E ABASSO la nàia".

 

Centro!

T'è fàto centro, paese!

La ponta del to ciodo l'à parlado

par na longa fila de Alpini:

quei del Monte Canin,

del Monte Nero,

de l'Ortigara e de l'Adamel.

E quei del Tepeleni

e quei del Gòlico,

quei de Nikolajèwka,

quei del Don.

E tuti quei che ancò porta la pena.

E tuti i altri che i la portarà.

 

Voria védarte in facia, paese,

e bévar meso litro con ti.

 


EVVIVA IL VIN DI PERGOLA Audio
non disponibile

 

Evviva il vin di Pergola

l'è dolce come il balsamo,

se non sarà di balsamo

sarà di vero amor

 

        Son qui sotto i tuoi balconi

        con le mani giunte al petto,

        salta fuori da quel letto

        non mi fare giù penar!

 

Se ne ho bevuto tanto
e non mi ha fatto male,
l'acqua la mi fa male
e il vin mi fa cantar.

 

        Son qui sotto i tuoi balconi

        con le mani giunte al petto,

        salta fuori da quel letto

        non mi fare giù penar!

 

Il vin mi fa cantare
con dolce armonia,

il vino di bottiglia

mi fa cantar più ben!

 

        Son qui sotto i tuoi balconi

        con le mani giunte al petto,

        salta fuori da quel letto

        non mi fare giù penar!

 

 


CIAO, CIAO, MORETTINA Audio
non disponibile

 

Ciao, ciao morettina bella, ciao

ma prima di partire,

ma prima di partire,

un bacio ti voglio dar.

Un bacio alla mia mamma

e l'altro al mio papà

e cento alla morosa

poi vado a fa' 'l soldà.

 


E SUL CERVINO Audio
non disponibile

 

E se son pallida

dei miei colori

no voglio dottori

no voglio dottori.

E se son pallida

come ’na strassa

vinassa, vinassa

e fiaschi de vin.

 

E sul Cervino

c’è una slavina

l’è la rovina

di noi alpin.

 

Là nella valle c’è la Rosina

l’è la rovina

di noi alpin.

 

Là su quel monte

c’è un buco nero

l’è il cimitero

di noi alpin.

 

Là nella valle

c’è una caserma

requiem eterna

per chi ci sta.

 

Sul monte Rosa

c’è una colonna

l’è la Madonna

di noi alpin.

 

E in fondo valle

c’è un’osteria

l’è l’alegria

di noi alpin.

 

Là nella valle

c’è una ragazza

che la va pazza

per noi alpin.

 


E QUANDO PASSA… Audio
non disponibile

 

E quando passa l’artiglieria

coi suoi cannoni spazza la via.

        Trotta, galoppa, noi soma alpin,

        viva l’Italia e viva ’l bon vin!.

 

E quando passa cavalleria

coi suoi cavalli per via.

        Trotta, galoppa, noi soma alpin,

        viva l’Italia e viva ’l bon vin!

 

E quando passa la fanteria

coi suoi fagotti ingombra la via.

        Trotta, galoppa, noi soma alpin,

        viva l’Italia e viva ’l bon vin!

 

O bella bionda non ci conosci?

Della montagna siamo i camosci.

        Trotta, galoppa, noi soma alpin,

        viva l’Italia e viva ’l bon vin!

 

Su ardite creste, canzoni al vento,

anche se in pochi contiamo per cento.

        Trotta, galoppa, noi soma alpin,

        viva l’Italia e viva ’l bon vin!

 

Su per dirupi erti e scoscesi

salir non possono uomini obesi.

        Noi siamo snelli, soma bei fioei,

        Dico le bimbe:”Ven sì chi ’t voei!”

 

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