Militaria 22


Stemma della Marina Militare

MARINA MILITARE  ITALIANA

SOMMERGIBILI
Classe "Sauro IV serie" (2 unità)

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PRIMO LONGOBARDO S 524

GIANFRANCO GAZZANA PRIAROGGIA S 525

Fincantieri S.p.A.- Monfalcone

  • Dislocamenti: 1.650 t. (sup.) / 1.860 t. (imm.)
  • Dimensioni: 66,4 x 6,8 x 5,8 m
  • Equipaggio: 7 + 43
  • Apparato motore: 3 D Grandi Motori Trieste 210.16SM; 1 E
  • Potenza: 3.400 HP (2.500 kW)
  • Velocità: 12 nd (sup.) / + 20 nd (imm.)
  • Autonomia: 11.000 mg / 11 nd (sup.); 250 mg / 4 nd (imm.)
  • Armamento: 6 tls 533 mm

Questi battelli hanno imbarcato di recente il sonar integrato STN Atlas ISUS-9020 e una versione avanzata della D.L. SACTIS. È valutata la possibilità di dotarli di missili a cambiamento d'ambiente (es.: Sub-Harpoon).

SOMMERGIBILI
Classe "Sauro III serie" (2 unità)

SALVATORE PELOSI S 522

GIULIANO PRINI S 523

Fincantieri S.p.A.- Monfalcone

  • Dislocamenti: 1.476 t. (sup.) / 1.650 t. (imm.)
  • Dimensioni: 64,4 x 6,8 x 5,8 m
  • equipaggio: 7 + 43
  • Apparato motore: 3 D Grandi Motori Trieste 210.16SM; 1 E
  • Potenza: 3.400 HP (2.500 kW)
  • Velocità: 12 nd (sup.) / + 20 nd (imm.)
  • Autonomia: 11.000 mg / 11 nd (sup.); 250 mg / 4 nd (imm.)
  • Armamento: 6 tls 533 mm

Ulteriore miglioramento delle precedenti serie della medesima classe. Hanno una dotazione di dodici siluri del tipo Whitehead A-184 mod 3 con una testa in guerra di 250 kg, filoguidati e a doppio scopo (ASW e ASuW) della portata di 13,7 mg a 24 nd e di 9,2 mg a 38 nd. La quota massima d'immersione è di oltre 500 m. Previsto anche per questi battelli il futuro imbarco del sonar integrato Atlas ISUS-9020 e di una nuova versione della D.L. SACTIS. 

SOMMERGIBILI
Classe "Sauro I -II* serie" (4 unità)

NAZARIO SAURO S 518

FECIA DI COSSATO S 519

LEONARDO DA VINCI* S 520

GUGLIELMO MARCONI * S 521

Fincantieri S.p.A.- Monfalcone

  • Dislocamenti: 1.456 t. (sup.) / 1.630 t. (imm.)
  • Dimensioni: 63,8 x 6,8 x 5,7 m
  • Equipaggio: 6 + 43
  • Apparato motore: 3 D Grandi Motori Trieste 210.16-NM + 1 E Marelli
  • Potenza: 3.210 HP (2.360 kW)
  • Velocità: 12 nd (sup.) / + 20 nd (imm.)
  • Autonomia: 11.000 mg / 11 nd (sup.) / 250 mg / 4 nd (imm.)
  • Armamento: 6 tls 533 mm

Classe di battelli d'attacco a propulsione diesel-elettrica del tipo a unico scafo resistente. Lo scafo ha forma cilindrica con lunghezza di oltre 40 m e diametro massimo di circa 7 m, con uno spessore medio di circa 30 mm. Possibile la tenuta e il governo automatico del battello con l'intervento di un solo uomo. L'apparato propulsore agisce su un unico asse con elica a sette pale a basso numero di giri del tipo "adatta alla scia" per ridurre le vibrazioni. La dotazione di armi è di dodici siluri filoguidati del tipo Whitehead A-184 con testa in guerra di 250 kg e portata di 9,2 miglia a 38 nd e di 13,7 mg a 24 nd. Il Sauro e il Cossato sono impiegati in sperimentazione di sistemi vari per i futuri sottomarini. La radiazione del Nazario Sauro è prevista nel breve termine 

SOMMERGIBILI U212A
(Programma Italo-Tedesco - 2 Battelli)

 

Nome Unità

Nr.

Cantiere di costruzione

Impostazione

Prevista Consegna

C.te  Salvatore TODARO

S 526

Fincantieri Muggiano (SP)

03.07.1999

giugno  2005

SCIRE'

S 527

Fincantieri  Muggiano (SP)

27.07.2000

maggio  2006

Il Programma U-212A deriva dall'esigenza della Marina Militare Italiana di disporre entro il 2006 di una nuova classe di Sommergibili rispondenti alle attuali esigenze operative. Allo scopo di perseguire tale obiettivo, la MMI ha ritenuto necessario procedere sulla strada di una cooperazione internazionale con la Germania, che, sulla base di un progetto precedentemente definito, aveva già finalizzato nel 1994 un Programma per la realizzazione di 4 nuovi Sommergibili denominati " Classe U-212".

    L'elemento essenziale che ha portato a tale determinazione è rappresentato dalle estese comunalità ravvisate sia per quanto attiene il requisito operativo, che per la tempistisca di realizzazione delle nuove Unità subacquee. La collaborazione tra ITALIA e GERMANIA è stata formalizzata con un accordo governativo fra i due Ministeri della Difesa delle due nazioni, siglato il 22 aprile 1996 (Memorandum Of Understanding - MOU). Gli elementi salienti di tale accordo sono:

 

Kiel (GE) 20 Marzo 2002 - Presentazione del Sommergibile "U-31",

primo battello della classe U212A della Marina Militare Tedesca

 

Caratteristiche Principali dei Sommergibili classe U-212A

Dislocamento in superficie 1450 tons
Dislocamento in immersione: 1830 tons
Lunghezza f.t. 55,9 m
Diametro max f.o. 7,00 m
Immersione media 6 m
Apparato Motore nr.1 Gruppo  Diesel-generatore  MTU / Piller (3,12 MW)

nr.1 mot. elettrico a magneti permanenti SIEMENS (2,85 MW)

sistema A.I.P. con Fuel Cells da 8 + 1 moduli (306 kW)

Batteria di Accumulatori

Velocità in superficie 12 nodi
Velocità in immersione 20 nodi
Armamento nr. 6 tubi lancia-siluri da 533 mm

nr. 12 siluri  Whitehead A184 mod.3 / STN DM2A4

Equipaggio 23 + 4 uomini
Autonomia 8000 miglia a 8 nodi in superficie

420 miglia a 8 nodi in immersione

 


Fincantieri - Muggiano (SP) - Settembre 2001

Fasi costruttive dei 2 battelli U-212A della Marina Militare Italiana

Si tratta di sommergibili di medie dimensioni caratterizzati dall’impiego di tecnologie innovative che permettono prestazioni molto avanzate, particolarmente notevoli nel settore dell’autonomia occulta, delle segnature, del sistema elettroacustico e di lancio delle armi.

Caratteristiche salienti e distintive del U212A rispetto alle precedenti unità subacquee sono essenzialmente :

  • impianto di propulsione indipendente dall’aria (A.I.P.) del tipo a Fuel Cells, che consente un’elevata autonomia in immersione;

  • segnature (acustica, T.S., idrodinamica, magnetica, ottica, radar, termica ed I/R) estremamente ridotte;

  • sistema di comando e controllo armi (B.C.W.C.S. MSI 90) completamente integrati.

Lo scafo resistente: è formato da due cilindri di diverso diametro, collegati tra loro da un tratto tronco-conico lungo due metri; il corpo prodiero è a scafo singolo; il corpo poppiero è a doppio scafo per l’esistenza di uno scafo leggero che inviluppa i contenitori di ossigeno ed idrogeno necessari per il sistema A.I.P.; le estremità dello scafo resistente sono chiuse da due calotte sferiche ribassate.

    

 

L’apparato di propulsione è composto da un gruppo diesel generatore MTU, da un motore elettrico a doppio indotto SIEMENS Permasin; da un sistema a celle combustibili PEM.

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Il Sistema di Combattimento dispone di:

  • apparato SONAR DBQS-40 della tedesca STN Atlas Elektronik, dotato di base conforme, flank-array, towed-array, intercettatore ASM, sistema di rilevamento del rumore proprio;

  

  • sistema di comando e controllo tipo B.C.W.C.S. MSI90U della norvegese Kongsberg Defence AS;

 

  • sistema periscopi SERO 14/15 della tedesca Zeiss Eltro Optronik;

 

  •  sistema ESM FL 1800U della tedesca DASA

  • radar Elna Hughes;

  • sottosistema Tlc integrato della tedesca Hagenuk Marinekommunikation.

I Sommergibili

 

   
Nazario Sauro Fecia Di Cossato
 
Leonardo Da Vinci Guglielmo Marconi
 
Giuliano Prini Salvatore Pelosi
 
Primo Longobardo Gianfranco Gazzana Primaroggia

 

LA MADONNINA DEI SOMMERGIBILISTI

Questa Madonnina, di linee e fattezze semplicissime, ha uno straordinario, eccezionale valore spirituale per tutti noi. Durante il 2° conflitto mondiale la statua, acquistata con le offerte dei sommergibilisti atlantici, era posta nella Cappella della base di Bordeaux (Betasom). A Lei tutti i sommergibilisti, premurosamente assistiti da Padre Messori Roncaglia, amatissimo Cappellano di Betasom, si rivolgevano nelle lunghe missioni oceaniche, al ritorno alla base, nei momenti di difficoltà e di pericolo. Nel convulso e travagliato periodo successivo all'armistizio, complesse furono le vicende "vissute" dalla Cappella e dalla Madonnina. Padre Messori Roncaglia era stato rimpatriato per cause di forza maggiore; la Cappella, rimasta inizialmente quale preciso e tangibile riferimento spirituale, fu via via privata di tutti gli arredi ed anche la sacra immagine della Madonnina divenne, purtroppo, "preda di guerra". Vane risultarono le affannose ricerche dei nostri marinai trattenuti in terra francese. Grandissimo merito va ad un cappellano dell'Esercito, Don Aldo Negri che, in Francia per il suo ministero, venuto in contatto con i marinai e raccolti i loro sentimenti e la loro ansia di ritrovare la statua cui tanto erano legati, si adoperò con caparbia volontà, ricercandola tenacemente ed amorevolmente. Dopo incredibili vicissitudini Don Negri ritrovò la Madonnina che era stata collocata nella "Casa del Soldato" francese di Bordeaux; con l'aiuto di alcuni italiani riuscì a recuperarla e La affidò ad una famiglia del luogo. Al momento del rimpatrio, egli portò la statua in Italia, custodendola e venerandola, in questo ultimo quarantennio, nella sua casa natia in Piemonte. Insieme a Padre Messori, ancora una volta e come sempre affettuosamente presente tra noi, a Don Negri ed a molti sommergibilisti atlantici che abbiamo il privilegio di ospitare, accogliamo oggi, con orgoglio e devozione, la sacra immagine quale prezioso retaggio di memorie, eroismi, sacrifici, tradizioni che faremo quanto umanamente possibile per custodire nel modo più geloso e degno.

Nel fausto giorno del ritorno della Madonnina di Betasom tra i sommergibilisti.
Maricosom, 2 giugno 1985

(allocuzione del Comandante dei Sommergibili, A.D. Giuseppe ARENA)

Santa Maria dei Sommergibilisti
 

Dal Mare d'Atlantico

al Mare Nostrum
con orgoglio e tenerezza di figli
nella Tua dolce immagine Ti collochiamo,
o Santa Maria dei Sommergibilisti.

E tu affretta la gloria dei cieli
ai nostri fratelli nelle acque sommersi.

E Tu continua a proteggere noi superstiti
nella diuturnità di una vita degna.

E Tu addita ai navigatori nuovi d'Italia
le rotte della giustizia e della pace.
 
 
Betasom 1940                                                        Taranto 1985
    Base Atlantica                                                     Base Sommergibili
 

(Preghiera composta da Padre Carlo MESSORI RONCAGLIA, già Cappellano a BETASOM, nella fausta circostanza della collocazione della "Madonnina" nella Cappella di MARICOSOM, il 2 giugno 1985)


(Padre Carlo Messori Roncaglia - Taranto, 10 luglio 1993)

    "Visi sunt oculis insipientum mori:
      illi autem sunt in pace."


(dalla Sacra Scrittura) 

  Li ho visti sorridere nella freschezza
  della loro giovane eta'
  Li ho visti pensosi nell'affrontare
  l'impegno di eroismo
  Li vedo nella gloria di Dio che premia
  chi si immola per gli altri nell'amore.
  Dalle loro mani le generazioni nuove
  di marinai ricevano la fiaccola della
  luce d'Italia che non si deve estinguere.  

Padre CARLO MESSORI RONCAGLIA 
Cappellano alla Base Atlantica dei Sommergibili
Betasom - 1940 : 1943

(Dedica di Padre Messori Roncaglia, apposta sul Libro d'Oro dei Sommergibilisti
custodito nella Cappella della caserma "Farinati" di Maricosom a Taranto)

 COME SI DIVENTA SOMMERGIBILISTA ?

 Per diventare sommergibilista, come prima cosa, bisogna entrare nella Marina Militare; vi sono vari modi per farlo: da Ufficiale, Sottufficiale e militare di truppa. Gli equipaggi dei sommergibili Italiani sono, da sempre, costituiti da personale volontario e quindi in ferma permanente.

Una volta completato l'iter formativo scelto (da Uffciale, Sottufficiale, etc.) bisogna fare domanda di ammissione nella Componente sommergibili, al Comando di appartenenza. L'accoglimento della domanda è subordinato al superamento delle visite mediche specialistiche (Idoneità al I e II gruppo): si tratta ovviamente di visite molto accurate e fiscali il cui fine è quello di verificare l'idoneità fisica e psicologica della persona.

Una volta superate le visite e la domanda accettata, comincia il vero iter formativo del sommergibilista; si viene destinati alla SCUOLA SOMMERGIBILI, presso il Comando Somergibili (Comforsub) di Taranto. E' l'istituto che, da sempre, forma i nostri equpaggi sottoponendoli a varie tipologie di addestramento teorico e pratico.

L'attività teorica, coordinata da istruttori qualificati, coniste principalmente in due tirocini: IL TIROCINIO BASICO ha il compito di dare le informazioni di base a tutti, senza distinzioni tra le categorie di appartenenza (es.: anche il cuoco deve sapere come si immerge il sommergibile e come si affrontano le principali eemergenze). IL TIROCINIO DIFFERENZIATO scende nei dettagli ed e' diversificato per le varie categorie di specializzazione (motoristi, elettricisti, radaristi, etc.).

L'attività pratica, sempre associata a quella teorica, viene svolta principalmente a bordo dei battelli (con uscite giornaliere dedicate) ma anche utilizzando sistemi di simulazione statica o dinamica. La Scuola è dotata infatti di molte risorse multimediali (Computer con software di simulazione C.B.T.) e del SIMULATORE D'IMMERSIONE.

E' uno dei migliori in Europa. E' una sorta di 'scatolone' che al suo interno riproduce fedelmente la camera manovra di un sommergibile e che, opportunamente gestito da computers ed operatori, simula completamente l'attività del battello. Si muove su due assi e quindi è in grado di riprodurre rollio e beccheggio in maniera naturale e la strumentazione della camera manovra è coerente alla situazione. Una volta che il team in addestramento ha acquisito le basi (dopo diverse settimane), comincia a dover affrontare situazioni di emergenza simulate, sempre più difficili e pericolose, opportunamente "provocate" dal personale istruttore.

In ogni momento è possibile "congelare" la situazione per permettere l'intervento "a caldo" ed immediato degli istruttori al fine di evidenziare "sul campo" gli errori e suggerire le proceudre idonee. Tutta l'attività viene costantemente registrata dai cumputer al fine di poter, in seguito, analizzare i dati e formulare i risultati raggiunti dal team. Ogni Team, alla fine delle attività, partecipa ad un debriefing con gli istruttori che evidenziano i vari aspetti dell'esercitazione e formulano un giudizio finale.

Gli allievi sommergibilisti svolgono, inoltre, un iter di addestramento teorico-pratico rivolto alla sicurezza antincendio ed antifalla (presso la scuola e presso altre strutture specializzate della Marina) ed alla fuoriuscita dal sommergibile sinistrato (presso la scuola e presso enti specializzati della Marina Britannica e Norvegese).

Ultimato il perido di addestramento presso la Scuola Sommergibili (dopo diversi mesi), si viene finalmente destinati a bordo di un vero sommergibili. Ma non e' ancora finita ! Infatti, appena giunto a bordo, l'allievo deve affrontare il TIROCINIO PRATICO INDIVIDUALE (circa 6 mesi) curato dal personale di bordo; è in questo perido che si valuta veramente l'attitudine al mestiere difficile del sommergiblista. Si svolge la normale vita di bordo e si continua a studiare in vista dell'esame finale.

Superato l'esame finale si puo' dire, finalmente, di essere un sommergibilista.

Finito ?

..... NO ! Si continua a studiare (non si finisce mai) !

A questo punto, infatti, si studia e si lavora per assumere i vari incarichi di bordo e ricoprire i vari ruoli specialistici (in gergo tencico si dice "predere la guardia", cioe' essere in grado di controllare autonomamente ed in sicurezza un determinato impianto).

Mano a mano gli incarichi e le responsabilità aumentano ... ed il sommergiblista continua a studiare e studiare ... fino a diventare quell'uomo speciale che è il vero cuore di queste macchine sofisticate e meravigliose.


L’ARSENALE MILITARE MARITTIMO

La Spezia, centro Città. All'inizio della via principale (Via Chiodo) si erge la statua del famoso ufficiale a cui la stessa è intitolata, il Generale Domenico Chiodo, che pare sorvegliare l'ingresso dell'Arsenale M.M., da lui stesso progettato e realizzato. Porta principale dell'Arsenale


La costruzione dell'Arsenale ha determinato la vera nascita della città ed il suo primo disegno urbanistico

L’ARSENALE OGGI

Sottomarino
Sommergibile ai lavori in bacino

L’attività dell'Arsenale della Spezia ha subito nel corso dei decenni diversi ridimensionamenti e variazioni sia in conseguenza degli avvenimenti bellici, sia a causa dei progressi della tecnica.

Con la cessazione delle attività di costruzione delle navi ha avuto inizio la fase moderna della storia dell'Arsenale, caratterizzata dalla razionalizzazione dei sistemi di gestione, dall'avanzamento tecnologico e dall’espansione produttiva orientata al mantenimento in efficienza delle Unità Navali che gravitano nell'Alto Tirreno

Così, l'Arsenale di La Spezia, nato nel secolo scorso con l'obiettivo di costruire Navi Militari per uno stato appena costituito in cui le capacità cantieristiche erano scarsissime, è riuscito nella sua ristrutturazione a conservare quelle caratteristiche che lo rendono singolare

Incrociatore Garibaldi
Ingresso in bacino dell'Incrociatore portaerei "Giuseppe Garibaldi"

Infatti, sebbene oggi le sue attività siano riferite solo alla manutenzione e all'ammodernamento delle Unità Navali (di linea, speciali ed a vela) e siano espressione di un notevole avanzamento tecnologico, é percepibile comunque il segno di un forte legame con il passato; sono ancora presenti rarissime professionalità che eseguono lavori quasi artigianali nei settori veleria, falegnameria, cordami, accanto a specialisti del settore navalmeccanico ed elettronico. Anche le strutture: la monumentale Porta Principale, i bacini di carenaggio di conformazione ottocentesca, le darsene e le banchine scali dove venivano costruite e varate le navi, le antiche officine sono sempre efficienti, pur conservando l'antica immagine del periodo di costruzione.

Carenaggio
Piccoli bacini di carenaggio 

E' più che mai indispensabile per l'Arsenale mantenersi al passo con lo sviluppo tecnologico rapidissimo, richiesto dalla complessità delle strumentazioni di bordo e delle armi. Da ciò deriva sia l'avvio di un addestramento permanente del personale interno ma anche esterno, espressione della mutua collaborazione con Enti territoriali e l'industria, sia il progetto di un Centro di tecnologie subacquee, dotato di laboratori specializzati per studi e sperimentazioni

LA STRUTTURA

Darsena
Darsena interna e ponte girevole

Le principali caratteristiche dimensionali dell'Arsenale sono:
- 85 ettari di superficie totale
- 18 ettari di superficie coperta
- 6 bacini di carenaggio e muratura
- 2 bacini di carenaggio galleggianti
- 2600 metri di banchine
- 13000 metri di rete stradale.


Veleria

La vecchia Veleria, ora trasformata in alloggi
 per gli equipaggi delle navi ai lavori

Scuola

Il centro di formazione professionale


Le strutture per le lavorazioni sono suddivise su due aree:

Struttura di sinistra

Area Lavorazioni per il Sistema di Piattaforma

Struttura di destra

Area Lavorazioni per il Sistema di Combattimento

In queste aree, concentrate intorno alle banchine lavoro, trovano collocazione edifici dei vari Reparti, deputati all'esecuzione delle specifiche lavorazioni ed i magazzini logistici.