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Militaria 22 |
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MARINA MILITARE ITALIANA |
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SOMMERGIBILI
PRIMO LONGOBARDO S 524 GIANFRANCO GAZZANA PRIAROGGIA S 525 Fincantieri S.p.A.- Monfalcone
Questi battelli hanno imbarcato di recente il sonar integrato STN Atlas ISUS-9020 e una versione avanzata della D.L. SACTIS. È valutata la possibilità di dotarli di missili a cambiamento d'ambiente (es.: Sub-Harpoon). SOMMERGIBILI SALVATORE PELOSI S 522 GIULIANO PRINI S 523 Fincantieri S.p.A.- Monfalcone
Ulteriore miglioramento delle precedenti serie della medesima classe. Hanno una dotazione di dodici siluri del tipo Whitehead A-184 mod 3 con una testa in guerra di 250 kg, filoguidati e a doppio scopo (ASW e ASuW) della portata di 13,7 mg a 24 nd e di 9,2 mg a 38 nd. La quota massima d'immersione è di oltre 500 m. Previsto anche per questi battelli il futuro imbarco del sonar integrato Atlas ISUS-9020 e di una nuova versione della D.L. SACTIS. SOMMERGIBILI NAZARIO SAURO S 518 FECIA DI COSSATO S 519 LEONARDO DA VINCI* S 520 GUGLIELMO MARCONI * S 521 Fincantieri S.p.A.- Monfalcone
Classe di battelli d'attacco a propulsione diesel-elettrica del tipo a unico scafo resistente. Lo scafo ha forma cilindrica con lunghezza di oltre 40 m e diametro massimo di circa 7 m, con uno spessore medio di circa 30 mm. Possibile la tenuta e il governo automatico del battello con l'intervento di un solo uomo. L'apparato propulsore agisce su un unico asse con elica a sette pale a basso numero di giri del tipo "adatta alla scia" per ridurre le vibrazioni. La dotazione di armi è di dodici siluri filoguidati del tipo Whitehead A-184 con testa in guerra di 250 kg e portata di 9,2 miglia a 38 nd e di 13,7 mg a 24 nd. Il Sauro e il Cossato sono impiegati in sperimentazione di sistemi vari per i futuri sottomarini. La radiazione del Nazario Sauro è prevista nel breve termine SOMMERGIBILI U212A
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Nome Unità |
Nr. |
Cantiere di costruzione |
Impostazione |
Prevista Consegna |
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C.te Salvatore TODARO |
S 526 |
Fincantieri Muggiano (SP) |
03.07.1999 |
giugno 2005 |
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SCIRE' |
S 527 |
Fincantieri Muggiano (SP) |
27.07.2000 |
maggio 2006 |
Il Programma U-212A deriva dall'esigenza della Marina Militare Italiana di disporre entro il 2006 di una nuova classe di Sommergibili rispondenti alle attuali esigenze operative. Allo scopo di perseguire tale obiettivo, la MMI ha ritenuto necessario procedere sulla strada di una cooperazione internazionale con la Germania, che, sulla base di un progetto precedentemente definito, aveva già finalizzato nel 1994 un Programma per la realizzazione di 4 nuovi Sommergibili denominati " Classe U-212".
L'elemento essenziale che ha portato a tale determinazione è rappresentato dalle estese comunalità ravvisate sia per quanto attiene il requisito operativo, che per la tempistisca di realizzazione delle nuove Unità subacquee. La collaborazione tra ITALIA e GERMANIA è stata formalizzata con un accordo governativo fra i due Ministeri della Difesa delle due nazioni, siglato il 22 aprile 1996 (Memorandum Of Understanding - MOU). Gli elementi salienti di tale accordo sono:
costruzione in Italia ed in Germania di sommergibili identici tipo U-212A (4 battelli in Germania e 2 in Italia, con l'opzione, attualmente in via di definizione, di altri 2 dopo il 2006);
integrazione dei supporti tecnico-logistici ed addestrativi italiano e tedesco per realizzare economie di esercizio e quale primo passo per l'integrazione operativa;
Kiel (GE) 20 Marzo 2002 - Presentazione del Sommergibile "U-31", primo battello della classe U212A della Marina Militare Tedesca
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Caratteristiche Principali dei Sommergibili classe U-212A |
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| Dislocamento in superficie | 1450 tons |
| Dislocamento in immersione: | 1830 tons |
| Lunghezza f.t. | 55,9 m |
| Diametro max f.o. | 7,00 m |
| Immersione media | 6 m |
| Apparato Motore | nr.1
Gruppo Diesel-generatore MTU / Piller (3,12 MW)
nr.1 mot. elettrico a magneti permanenti SIEMENS (2,85 MW) sistema A.I.P. con Fuel Cells da 8 + 1 moduli (306 kW) Batteria di Accumulatori |
| Velocità in superficie | 12 nodi |
| Velocità in immersione | 20 nodi |
| Armamento | nr. 6
tubi lancia-siluri da 533 mm
nr. 12 siluri Whitehead A184 mod.3 / STN DM2A4 |
| Equipaggio | 23 + 4 uomini |
| Autonomia | 8000
miglia a 8 nodi in superficie
420 miglia a 8 nodi in immersione |
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Fasi costruttive dei 2 battelli U-212A della Marina Militare Italiana Si tratta di sommergibili di medie dimensioni caratterizzati dall’impiego di tecnologie innovative che permettono prestazioni molto avanzate, particolarmente notevoli nel settore dell’autonomia occulta, delle segnature, del sistema elettroacustico e di lancio delle armi.
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| I
Sommergibili
LA MADONNINA DEI SOMMERGIBILISTI
Questa Madonnina, di linee e fattezze semplicissime, ha uno straordinario, eccezionale valore spirituale per tutti noi. Durante il 2° conflitto mondiale la statua, acquistata con le offerte dei sommergibilisti atlantici, era posta nella Cappella della base di Bordeaux (Betasom). A Lei tutti i sommergibilisti, premurosamente assistiti da Padre Messori Roncaglia, amatissimo Cappellano di Betasom, si rivolgevano nelle lunghe missioni oceaniche, al ritorno alla base, nei momenti di difficoltà e di pericolo. Nel convulso e travagliato periodo successivo all'armistizio, complesse furono le vicende "vissute" dalla Cappella e dalla Madonnina. Padre Messori Roncaglia era stato rimpatriato per cause di forza maggiore; la Cappella, rimasta inizialmente quale preciso e tangibile riferimento spirituale, fu via via privata di tutti gli arredi ed anche la sacra immagine della Madonnina divenne, purtroppo, "preda di guerra". Vane risultarono le affannose ricerche dei nostri marinai trattenuti in terra francese. Grandissimo merito va ad un cappellano dell'Esercito, Don Aldo Negri che, in Francia per il suo ministero, venuto in contatto con i marinai e raccolti i loro sentimenti e la loro ansia di ritrovare la statua cui tanto erano legati, si adoperò con caparbia volontà, ricercandola tenacemente ed amorevolmente. Dopo incredibili vicissitudini Don Negri ritrovò la Madonnina che era stata collocata nella "Casa del Soldato" francese di Bordeaux; con l'aiuto di alcuni italiani riuscì a recuperarla e La affidò ad una famiglia del luogo. Al momento del rimpatrio, egli portò la statua in Italia, custodendola e venerandola, in questo ultimo quarantennio, nella sua casa natia in Piemonte. Insieme a Padre Messori, ancora una volta e come sempre affettuosamente presente tra noi, a Don Negri ed a molti sommergibilisti atlantici che abbiamo il privilegio di ospitare, accogliamo oggi, con orgoglio e devozione, la sacra immagine quale prezioso retaggio di memorie, eroismi, sacrifici, tradizioni che faremo quanto umanamente possibile per custodire nel modo più geloso e degno. Nel fausto giorno del ritorno
della Madonnina di Betasom tra i sommergibilisti. (allocuzione del Comandante dei Sommergibili, A.D. Giuseppe ARENA) Santa Maria dei
Sommergibilisti E tu affretta la gloria dei
cieli E Tu continua a proteggere
noi superstiti E Tu addita ai navigatori
nuovi d'Italia (Preghiera composta da Padre Carlo MESSORI RONCAGLIA, già Cappellano a BETASOM, nella fausta circostanza della collocazione della "Madonnina" nella Cappella di MARICOSOM, il 2 giugno 1985)
COME SI DIVENTA SOMMERGIBILISTA ? Per diventare sommergibilista, come prima
cosa, bisogna entrare nella Marina Militare; vi sono vari modi per
farlo: da Ufficiale, Sottufficiale e militare di truppa. Gli equipaggi
dei sommergibili Italiani sono, da sempre, costituiti da personale
volontario e quindi in ferma permanente. Una volta superate le visite e la domanda accettata, comincia il vero iter formativo del sommergibilista; si viene destinati alla SCUOLA SOMMERGIBILI, presso il Comando Somergibili (Comforsub) di Taranto. E' l'istituto che, da sempre, forma i nostri equpaggi sottoponendoli a varie tipologie di addestramento teorico e pratico.
L'attività teorica, coordinata da istruttori qualificati, coniste principalmente in due tirocini: IL TIROCINIO BASICO ha il compito di dare le informazioni di base a tutti, senza distinzioni tra le categorie di appartenenza (es.: anche il cuoco deve sapere come si immerge il sommergibile e come si affrontano le principali eemergenze). IL TIROCINIO DIFFERENZIATO scende nei dettagli ed e' diversificato per le varie categorie di specializzazione (motoristi, elettricisti, radaristi, etc.). L'attività pratica, sempre associata a quella teorica, viene svolta principalmente a bordo dei battelli (con uscite giornaliere dedicate) ma anche utilizzando sistemi di simulazione statica o dinamica. La Scuola è dotata infatti di molte risorse multimediali (Computer con software di simulazione C.B.T.) e del SIMULATORE D'IMMERSIONE.
E' uno dei migliori in Europa. E' una sorta di 'scatolone' che al suo interno riproduce fedelmente la camera manovra di un sommergibile e che, opportunamente gestito da computers ed operatori, simula completamente l'attività del battello. Si muove su due assi e quindi è in grado di riprodurre rollio e beccheggio in maniera naturale e la strumentazione della camera manovra è coerente alla situazione. Una volta che il team in addestramento ha acquisito le basi (dopo diverse settimane), comincia a dover affrontare situazioni di emergenza simulate, sempre più difficili e pericolose, opportunamente "provocate" dal personale istruttore.
In ogni momento è possibile
"congelare" la situazione per permettere l'intervento "a
caldo" ed immediato degli istruttori al fine di evidenziare
"sul campo" gli errori e suggerire le proceudre idonee. Tutta
l'attività viene costantemente registrata dai cumputer al fine di
poter, in seguito, analizzare i dati e formulare i risultati raggiunti
dal team. Ogni Team, alla fine delle attività, partecipa ad un
debriefing con gli istruttori che evidenziano i vari aspetti
dell'esercitazione e formulano un giudizio finale. Ultimato il perido di addestramento presso la Scuola Sommergibili (dopo diversi mesi), si viene finalmente destinati a bordo di un vero sommergibili. Ma non e' ancora finita ! Infatti, appena giunto a bordo, l'allievo deve affrontare il TIROCINIO PRATICO INDIVIDUALE (circa 6 mesi) curato dal personale di bordo; è in questo perido che si valuta veramente l'attitudine al mestiere difficile del sommergiblista. Si svolge la normale vita di bordo e si continua a studiare in vista dell'esame finale. Superato l'esame finale si puo' dire, finalmente, di essere un sommergibilista. Finito ? ..... NO ! Si continua a studiare (non si finisce mai) ! A questo punto, infatti, si studia e si lavora
per assumere i vari incarichi di bordo e ricoprire i vari ruoli
specialistici (in gergo tencico si dice "predere la guardia",
cioe' essere in grado di controllare autonomamente ed in sicurezza un
determinato impianto). |
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L’ARSENALE
MILITARE MARITTIMO
L’ARSENALE OGGI
L’attività dell'Arsenale della Spezia ha subito nel corso dei decenni diversi ridimensionamenti e variazioni sia in conseguenza degli avvenimenti bellici, sia a causa dei progressi della tecnica. Con la cessazione delle attività di costruzione delle navi ha avuto inizio la fase moderna della storia dell'Arsenale, caratterizzata dalla razionalizzazione dei sistemi di gestione, dall'avanzamento tecnologico e dall’espansione produttiva orientata al mantenimento in efficienza delle Unità Navali che gravitano nell'Alto Tirreno Così, l'Arsenale di La Spezia, nato nel secolo scorso con l'obiettivo di costruire Navi Militari per uno stato appena costituito in cui le capacità cantieristiche erano scarsissime, è riuscito nella sua ristrutturazione a conservare quelle caratteristiche che lo rendono singolare
Infatti, sebbene oggi le sue attività siano riferite solo alla manutenzione e all'ammodernamento delle Unità Navali (di linea, speciali ed a vela) e siano espressione di un notevole avanzamento tecnologico, é percepibile comunque il segno di un forte legame con il passato; sono ancora presenti rarissime professionalità che eseguono lavori quasi artigianali nei settori veleria, falegnameria, cordami, accanto a specialisti del settore navalmeccanico ed elettronico. Anche le strutture: la monumentale Porta Principale, i bacini di carenaggio di conformazione ottocentesca, le darsene e le banchine scali dove venivano costruite e varate le navi, le antiche officine sono sempre efficienti, pur conservando l'antica immagine del periodo di costruzione.
E' più che mai indispensabile per l'Arsenale mantenersi al passo con lo sviluppo tecnologico rapidissimo, richiesto dalla complessità delle strumentazioni di bordo e delle armi. Da ciò deriva sia l'avvio di un addestramento permanente del personale interno ma anche esterno, espressione della mutua collaborazione con Enti territoriali e l'industria, sia il progetto di un Centro di tecnologie subacquee, dotato di laboratori specializzati per studi e sperimentazioni LA STRUTTURA
Le principali caratteristiche dimensionali
dell'Arsenale sono:
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