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Militaria 21 |
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NAVI
D'ASSALTO ANFIBIO
SAN GIUSTO L 9894 Fincantieri S.p.A: - Riva Trigoso
Il San Giusto è una nave da sbarco tipo LPD analoga alle due della classe "San Giorgio" pur presentando qualche variante rispetto a queste: assenza del portellone prodiero, presenza di un sistema di comando e controllo, diversità nelle sistemazioni interne, maggiori dimensioni dell'isola, differente tipo di artiglieria pur rimanendo inalterato il calibro. Il San Giusto funge anche da nave scuola d'applicazione per gli allievi dell'Accademia Navale ed ha sistemazioni per imbarcare sino a 204 allievi più 62 elementi addetti ad essi. Ha una portata di circa 1.000 t. e può trasportare sino ad oltre 350 soldati equipaggiati con armamento individuale e di reparto con oltre 30 veicoli di vario tipo da trasporto e combattimento. Può fare effettuare elisbarchi potendo fare operare da 3 a 5 elicotteri a seconda del tipo. Il bacino poppiero allagabile di 20,5 x 7 m ospita sino a tre mezzi da sbarco tipo LCM, mentre altri 4 mezzi da sbarco minori trovano sistemazione ai lati del ponte di volo. Anche per questa nave sono previsti i lavori di ammodernamento e modifica già contemplati per i "San Giorgio" e che ne accresceranno le prestazioni, specie per quanto riguarda l'impiego degli elicotteri. NAVI D'ASSALTO ANFIBIO
SAN GIORGIO L 9892 SAN MARCO L 9893 Fincantieri S.p.A: - Riva Trigoso
Tipo di nave da sbarco LPD con ponte di volo continuo da cui possono operare da due a tre elicotteri. Soluzioni ro-ro per l'imbarco e sbarco veicoli. Possono operare sia in punti attrezzati sia in acque prospicienti spiagge aperte. Hanno bacino allagabile poppiero di m 20,5 x 7 da cui fare operare tre mezzi da sbarco tipo LCM mentre altri tre mezzi minori sono sistemati sul ponte di coperta. Capacità di carico: 1.000 t., circa 350 uomini equipaggiati, oltre una trentina di mezzi vari da trasporto e combattimento. È stato avviato un programma di ammodernamento e di modifica di tutte queste navi (in ordine: San Giorgio, San Marco, San Giusto) che vedrà l'allargamento e il prolungamento del ponte di volo sino a prua estrema con la possibilità di fare operare quattro elicotteri contemporaneamente; abolizione del portellone prodiero, sostituzione del sistema d'arma di autodifesa (sbarco del pezzo da 76 mm e sua sostituzione con altro sistema), miglioramenti alle sistemazioni interne contenute nello scafo. FRANCESCO MIMBELLI
Il nome e la storia La nave porta il nome del comandante decorato di Medaglia d'Oro per l'eroica azione del 21 maggio 1941. La missione della Torpediniera Lupo consisteva nello scortare una ventina tra motopescherecci ed altre piccole imbarcazioni greche requisite cariche di soldati tedeschi che avrebbero dovuto giungere a Creta. Alle 22.33 in prossimità di Capo Spada, il Lupo avvistato improvvisamente ad una distanza di circa 1000 metri un cacciatorpediniere nemico, iniziò a distendere una cortina fumogena a protezione delle piccole unità scortate. Subito dopo fu avvistato ad una distanza di 700 metri un incrociatore britannico che aprì il fuoco contro la torpediniera italiana che rispose con tutte le armi e lanciando un siluro. Durante lo scambio di cannonate comparve improvvisamente a brevissima distanza un secondo incrociatore su cui la torpediniera concentrò il fuoco delle sue artiglierie e lanciò un secondo siluro mentre apparivano via via nella foschia, causata dalla cortina fumogena, altre sagome di navi nemiche. Nel mezzo della mischia, ritenendo che uno dei siluri fosse andato a bersaglio e mentre le unità nemiche nell'evidente confusione creata dalla scarsa visibilità, invece di concentrare il fuoco sull'unità italiana, si scambiarono cannonate fra di loro, il Lupo riuscì a sfuggire abilmente all'impari lotta. Durante il combattimento il Lupo fu ripetutamente colpito dalla reazione avversaria, ebbe due morti e parecchi feriti gravi tra l'equipaggio. Dopo che la formazione britannica si allontanò il Lupo ritornò sulla scena d'azione per recuperare i naufraghi. Il Comandante
Il Capitano di Vascello Eduardo Serra è nato a Roma il 19 marzo 1958. Dal 1976 al 1980 ha frequentato il Corso Normale di Stato Maggiore presso l'Accademia Navale di Livorno. Promosso Guardiamarina nel 1979 e Sottotenente di Vascello nel 1980, dopo la frequenza del Corso di Abilitazione "a" presso MARICENTADD ed il Corso Superiore di "Direzione del Tiro" presso l'Accademia Navale di Livorno, e' stato imbarcato dal 1980 al 1982, con l'incarico di Ufficiale Addetto e Sottordine ai cannoni, sull'Incrociatore Vittorio VENETO. Dal 1982 al 1984 è stato imbarcato, con l'incarico di Ufficiale Addetto al Servizio Armi sulla Fregata PERSEO. Nel 1984 è stato promosso Tenente di Vascello e dal 1984 al 1987 è stato imbarcato come Addetto e Capo Servizio Armi sulla Fregata SAGITTARIO. Nel 1987 ha frequentato la 155^ sessione di Scuola Comando Navale presso COMFLOTCORV e successivamente, dal 1987 al 1988, è stato Comandante di Nave SQUALO. Dal 1988 al 1992 presso MARICENTADD ha ricoperto l'incarico di Addetto del Servizio ADC e Capo Sezione Reparto Artiglieria e Missili. Nel 1989 è stato promosso Capitano di Corvetta. Nel 1991 ha frequentato il 20° Corso Superiore di Stato Maggiore presso Mariguerra Livorno e dal 1992 al 1994 è stato Comandante ai Corsi di Complemento presso l'Accademia Navale di Livorno. Nel 1993 è stato promosso Capitano di Fregata e dal 1994 al 1995 ha ricoperto l'incarico di Comandante in 2^ sull'Incrociatore Portaeromobili Giuseppe GARIBALDI. Successivamente ha comandato la Fregata ALISEO dal 1995 al 1997. Dal 1997 al 2000 è stato vice Capo Divisione e Capo della 1^ Sezione della Direzione Generale per il Personale Militare. Promosso Capitano di Vascello nel 2000, dal 2000 al 2002 è stato Vice Capo Reparto e Capo del 4° Ufficio sempre presso lo Stato Maggiore Marina. Dal 16 ottobre 2002 è il Comandante del Cacciatorpediniere lanciamissili Francesco MIMBELLI. Il Capitano di Vascello Serra ha le seguenti onoreficenze:
CACCIA
LUIGI
DURAND DE LA PENNE D 560 FRANCESCO
MIMBELLI D 561 Fincantieri S.p.A: - Riva Trigoso
Unità per difesa aerea di zona, ASW, AsuW, bombardamento controcosta e appoggio ad operazioni anfibie e terrestri. Lo scafo è a ponte continuo con due blocchi di sovrastrutture che inglobano i due fumaiuoli. La zona poppiera del ponte, per una lunghezza di ~ 25 m costituisce il ponte di volo che è completato per una lunghezza di 18 m dall'hangar che può accogliere due elicotteri. Forme di scafo e coppia di stabilizzatori assicurano una riduzione del rollio del 90%. Ai fini dell'operatività e del controllo danni vi è la duplicazione delle apparecchiature vitali, accompagnata da buona compartimentazione e protezione passiva, mentre le segnature sono state ridotte al minimo possibile su navi del genere. Apparato motore in configurazione CODOG. Eliche a cinque pale a passo variabile e reversibile con sistema di insufflamento d'aria per ridurre rumore irradiato e cavitazione. A partire dal 2002 è previsto l'imbarco del sistema missilistico ASW OTO Breda Matra Milas e l'adozione di siluri Whitehead Mu90 in sostituzione degli attuali Whitehead Mk 46. È in valutazione l'opportunità di un ammodernamento di queste unità in base al programma "Arcobaleno" per il rinnovamento parziale del sistema di combattimento. CACCIA
ARDITO
D 550 AUDACE
D 551
Caccia multiruolo. Lo scafo è ripartito in 16 compartimenti stagni. Prora a bulbo con accentuata insellatura. Nel 1987-90 i due caccia sono stati ampiamente rimodernati con notevole potenziamento dell'armamento: a fronte dello sbarco del pezzo prodiero sopraelevato da 127/54 mm sono stati imbarcati in posizione centrale i lanciatori per i missili di superficie "Teseo", nonché il lanciatore ottuplo del sistema Albatros per missili Aspide. I cannoni da 76/62 mm del tipo "compatto" sono stati sostituiti con quelli di più avanzata versione "super-rapido". Prevista la radiazione nei primi anni del nuovo decennio. CACCIAMINE
Intermarine S.p.A. - Sarzana
Unità con scafo monoblocco in resine sintetiche rinforzate con fibre di vetro. Lo scafo raggiunge spessori massimi di 120 mm ed è ritenuto di caratteristiche superiori a quelli costruiti con strutture trasversali e longitudinali e con soluzioni modulari, specie per quanto riguarda la resistenza a esplosioni subacquee e all'impatto contro lo scafo delle conseguenti onde d'urto. Nella costruzione si è tenuto molto conto delle norme antiurto, fatto essenziale per unità destinate alla caccia di mine e quindi esposte anche ad esplosioni accidentali nelle loro vicinanze. Per questa esigenza il motore diesel principale è sospeso in una culla indipendente dallo scafo, mentre i motori ausiliari dei gruppi elettrogeni e per caccia di mine sono situati sopra il ponte di coperta, anche per ridurne la segnatura acustica e magnetica. Motori e apparecchiature sono tutte in materiali amagnetici e isolati acusticamente. Le eliche dell'apparato ausiliario, intubate e a basso numero di giri, assicurano nella fase di caccia una propulsione silenziosa e senza vibrazioni. La presenza di un solo motore principale non comporta rischi di immobilizzazione in caso di danni a bordo, in quanto questi cacciamine dispongono di tre ulteriori propulsori a getto d'acqua, uno prodiero e due poppieri, azionati da motori idraulici indipendenti e usati normalmente per le fasi di caccia, ma che possono essere anche utilizzati per la navigazione in caso di emergenza. Questi propulsori ausiliari, silenziosi, orientabili per 360°, sono a scomparsa. Oltre ai normali sensori, i "Lerici" dispongono di sistema di radionavigazione, di sistema integrato di navigazione Motorola MRS III/GPS e tracciamento Datamat SMA SSN-714V)2, di sistema complesso di telecomunicazioni. Dispongono di mezzi di ricerca e caccia subacquea Pluto e MIN-77 o MIN Mk 2. Unità analoghe sono state costruite per o dalle Marine di Stati Uniti (12 unità); Australia (6); Malaysia (4); Nigeria (2); Tailandia (2), per un totale di ventisei unità. FREGATE
MAESTRALE F 570 ALISEO F 574 ESPERO F 576 EURO F 575 GRECALE* F 571 LIBECCIO F 572 SCIROCCO F 573 ZEFFIRO F 577 Fincantieri
S.p.A - Riva Trigoso
Le fregate della classe "Maestrale" hanno il loro compito primario nell'impiego ASW anche se dispongono di un elevato grado di flessibilità che le rende idonee anche per il ruolo AAW e ASuW. La compartimentazione dello scafo è costituita da quindici compartimenti stagni e il galleggiamento è assicurato anche con tre compartimenti contigui allagati. La stabilità di piattaforma è assicurata da una coppia di pinne stabilizzatrici non retrattili in grado di ridurre il rollio da 30° a 3° alla velocità di 18 nodi. L'apparato propulsore è in configurazione CODOG su due assi con eliche a cinque pale orientabili di 4 m di diametro. L'impianto elettrico è composto da due centrali ognuna con quattro gruppi generatori da 780 kW e da due centrali di conversione da 60/400 Hz per le esigenze del sistema di combattimento: ogni centrale è sufficiente ad assicurare il fabbisogno massimo della nave. Il controllo remoto dell'apparato motore è effettuato da un sistema elettronico SEPA-7206 che assicura il controllo digitale di tutte le funzioni. Il governo è assicurato da due timoni sospesi di tipo semicompensato, a comando elettro-idraulico e con un angolo di barra di 35° per lato. Molte le soluzioni per le misure antivibrazione e antirumore intese a ridurre i rumori irradiati in mare al fine di migliorare le caratteristiche ASW delle navi. Cenno merita la composizione dell'armamento silurante che, oltre ai consueti due complessi trinati da 324 mm Mk 32 per siluri ASW, conta anche su due tubi di lancio B-516 per siluri filoguidati Whitehead A-184 da 533 mm a doppio scopo (ASW e ASuW) con una testa in guerra di 250 kg e una portata di 9,2 mg a a 38 nd e di 13,7 mg a 24 nd. Queste armi sono collocate assialmente a poppa estrema. Due sono gli elicotteri leggeri imbarcabili e ricoverabili nell'hangar poppiero. Le unità di questa classe hanno avuto negli anni un impiego così intenso da risultare di gran lunga superiore a quello inizialmente calcolata nella loro progettazione. Prevista la loro sostituzione con unità di nuova costruzione a partire dal 2010. FREGATE
LUPO F 564 ORSA F 567 PERSEO F 566 SAGITTARIO F 565 Fincantieri
S.p.A - Riva Trigoso
Le fregate della classe "Lupo" furono
studiate per assolvere, con un elevato grado di flessibilità, una
polivalenza di compiti operativi, riservando la funzione prioritaria
all'impiego di controsuperficie. Del medesimo tipo furono costruite
quattro unità per il Perù, sei per il Venezuela, quattro che avrebbero
dovute essere consegnate all'Iraq e che sono state invece acquisite
dall'Italia (vedere classe "Artigliere"). I "Lupo"
sono a ponte continuo senza castello, con cassero centrale. La struttura
è di tipo longitudinale con impiego di acciaio ad elevata resistenza
per lo scafo e il cassero, di leghe leggere per le sovrastrutture. NAVE MAESTRALE
Il nome e la storia Il Maestrale è la prima nave varata della serie "venti" e quindi evidenzia nell'immagine riprodotta sul Crest la Rosa dei Venti nota a tutti come il diagramma che rappresenta la direzione da cui provengono i venti. Essa è composta da segmenti disposti a forma di stella, la cui lunghezza è proporzionale alla frequenza con cui i venti soffiano da quella direzione. I principali quattro punti cardinali Nord, Sud, Est ed Ovest sono indicati dai segmenti più lunghi e spessi e, con i segmenti dei punti intermedi, dividono il cielo dell'orizzonte in spazi uguali indicando la direzione da cui spirano i venti. Il Maestrale o Maestro o Mistral, è un vento regolare e periodico di Nord-Ovest, freddo e frequentemente violento che soffia in determinati periodi dell'anno e che, attraverso la valle del Rodano, scende fino alle coste mediterranee. Il dio dei venti, nella mitologia greca e romana, era impersonato da EoIo che dimorava nelle isole vulcaniche vicine alla Sicilia, dal suo nome appunto chiamate Eolie. Nella simbologia adottata per il Crest si è quindi rappresentato Eolo con il suo soffio direzionato, potente e freddo che imperiosamente supera ogni sbarramento, fino ad ingrossare alte e vigorose onde. Il nome "Nave Maestrale" viene sistemato nel cartiglio esterno e tocca il profilo superiore. Nel cartiglio inferiore è invece sistemato il motto "Veloce e Veemente" che ben descrive il vento ma che nello stesso tempo sprona ogni "marinaio" all'azione. Il Comandante
Il Capitano di Fregata Gianfranco D'ARTIBALE è nato a Mentana, in provincia di Roma, il 24 giugno 1962. Dal 1981 al 1985 ha frequentato il Corso Normale di Stato Maggiore presso l'Accademia Navale di Livorno. Promosso Guardiamarina nel 1984 e Sottotenente di Vascello nel 1986, dopo la frequenza del Corso di Abilitazione "a" presso MARICENTADD è stato imbarcato, dal 1986 al 1988 su Nave CARABINIERE con l'incarico di Ufficiale Addetto ai cannoni e Capo Reparto Armi. Ha frequentato, nel 1989 il Corso Superiore di "Direzione del Tiro" presso l'Accademia Navale di Livorno. Dal 1989 al 1993 è stato imbarcato, con l'incarico di Capo Reparto Armi sulla Fregata PERSEO. Nel 1989 è stato pro-mosso Tenente di Vascello. Nel 1993 ha frequentato la 180^ sessione di Scuola Comando Navale presso COMFLOTCORV e successivamente, dal 1993 al 1994, è stato Comandante di Nave CAPRERA. Dal 1994 al 1998 è stato imbarcato sulla Fregata ZEFFIRO con l'incarico di Capo Reparto Operazioni e Capo Compo-nente Armi. Nel 1995 è stato promosso Capitano di Corvetta. Nel 1998 ha frequentato il 21° Corso Normale di Stato Maggiore presso Mariguerra Livorno e nel 1999 ha frequentato il 1° Corso Superiore di Stato Maggiore Interforze presso il Cen-tro Alti Studi per la Difesa a Roma. Nel 1999 è stato promosso Capitano di Fregata. Dal 1999 al 2002 ha ricoperto l'incarico di Capo Componente Armi presso il Comando in Capo della Squadra Navale. Dal 8 ottobre 2002 è il Comandante della Fregata MAESTRALE. Il Capitano di Fregata D'Artibale ha le seguenti onorificenze:
NUOVE UNITA' MINORI COMBATTIMENTO C.te
CIGALA FULGOSI P 490 Fincantieri di Riva Trigoso (GE)
Queste Nuove Unità Minori Combattenti (NUMC), alle quali sono stati assegnati i nomi di Comandanti di Cacciatorpediniere decorati con Medaglia d'oro al Valor Militare per imprese compiute nell'ultimo conflitto mondiale (C.C. Giuseppe CIGALA FULGOSI, C.C. Costantino BORSINI, C.C. Ener BETTICA, C.F. Adriano FOSCARI), propongono una forma della carena ottimizzata per migliorarne le prestazioni in termini di tenuta di mare e di resistenza al moto, di forma tonda convenzionale, nonché scafo e sovrastrutture realizzati in acciaio ad elevata resistenza (fatta eccezione per la quarta unità della serie che avrà sovrastrutture in materiali compositi). Il particolare disegno dello scafo, delle sovrastrutture e dell'albero evidenziano la ricerca di quegli accorgimenti tecnici necessari per la riduzione delle segnature termiche ed elettromagnetiche di concetto "stealth", caratteristiche che permettono a queste unità di essere impiegate in molteplici compiti che possono andare dal pattugliamento al controllo del traffico mercantile alla sorveglianza e controllo anti-immigrazione. Inoltre, innovazioni tecnologiche connesse alla sicurezza, alla sopravvivenza ed al mantenimento delle capacità operative hanno permesso lo sviluppo di criteri di ridondanza con particolare riguardo alla compartimentazione ed alla protezione antincendio che ne consente la salvaguardia anche con unità danneggiata. PATTUGLIATORI D'ALTURA-NUPA
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