Militaria 19


Stemma della Marina Militare


MARINA MILITARE  ITALIANA

I MEZZI

La dotazione della Forza da Sbarco comprende mezzi cingolati e ruotati che assicurano ai Fucilieri di Marina l’indispensabile mobilità sul campo di battaglia.

Questi sono mantenuti in perfetta efficienza dagli specialisti meccanici del Btg. Cortellazzo (Rgt. Carlotto) che operano nella rimessa di Brancasi con annesse officine.

Gli specialisti del Btg. Golametto (Rgt. San Marco) inoltre, seguono la Forza da Sbarco durante le missioni e/o esercitazioni con un’attrezzata officina mobile sempre pronti a riparare direttamente sul campo le possibili avarie ed a svolgere gli interventi manutentivi del secondo livello tecnico, mentre quelli più semplici del primo (cambi d’olio, etc.) possono essere effettuati in loco dagli stessi carristi


VCC-1 in azione sul bagnasciuga


Nell'accampamento di Mogadiscio il Fuciliere di Marina posa per
una foto ricordo con alle spalle un VM-90 del Reparto


Il veicolo cingolato anfibio per il trasporto truppa che equipaggia le principali forze anfibie occidentali, tra cui anche i Marines americani, è l’AAV. Questo mezzo possiede un’ottima mobilità in acqua, assicurata dalle due eliche intubate posteriori, e la capacità di avanzare su qualsiasi terreno grazie ai cingoli.

Al suo interno trovano posto venticinque Fucilieri di Marina, mentre l’equipaggio è composto da tre uomini che per la difesa ravvicinata del mezzo dispongono di una mitragliatrice Springfield M85 da 12.7 mm.

Le dimensioni dell’AVV sono: lunghezza m. 7,92, larghezza m. 3,27, altezza m.3,2. Il mezzo raggiunge la velocità massima di 70 km/h su terreno e di 9 nodi per mare con un’autonomia di 7 ore. Il motore ha una cilindrata di circa 7000 cm3 con 8 cilindri e può raggiungere il peso di circa 18 tonnellate.


VCC in zona d'operazione (chek point) nei pressi di Decane (kosovo)

Altro veicolo cingolato da combattimento per il trasporto truppe in dotazione alla Forza da Sbarco è il VCC-1, più noto come “Camillino”, che è una particolare versione dell’M113 sviluppata dall’Oto Melara.

Le sue dimensioni sono: lunghezza m. 5.04, larghezza m. 2.68, altezza m.2.2. Il mezzo raggiunge la velocità massima di 65 km/h con una autonomia di 450 Km. Il motore ha una cilindrata di 5200 cm3 con 6 cilindri e può raggiungere il peso di circa 11,5 tonnellate.

L’equipaggio è composto da due uomini: il pilota e l’armiere che dispone in torretta di una mitragliatrice Browning da 12.7 mm.; all’interno trovano posto sette uomini completamente equipaggiati che possono sparare dall’interno con le armi individuali attraverso apposite feritoie poste sulle fiancate; inoltre il mitragliere della squadra, può impiegare la sua MG 42/59 uscendo da un’apertura posta sul tetto del mezzo

Eli AB-212 e SH-3D in supporto durante lo sbarco


La Forza da Sbarco ha in dotazione anche diversi mezzi ruotati tra cui anche il mezzo cingolato M-106.
Le dimensioni sono: lunghezza m. 4.86, larghezza m. 2,68 e l’altezza m. 2,20. Il mezzo raggiunge la velocità massima di 64 Km/h ed ha una autonomia di circa 500 km. Il motore ha una cilindrata di di 5200 cm3, ha 6 cilindri e può raggiungere il peso di circa 11,5 tonnellate.

Il più moderno tra i mezzi ruotati è il Fiat IVECO VM-90 (Veicolo Militare degli anni ‘90). Le dimensioni sono: lunghezza m. 4,80, larghezza m. 2, altezza m.1.70, altezza rolbar. 2.40. Il mezzo raggiunge la velocità massima di 90 km/h e una autonomia di 400 km. Il motore ha una cilindrata di 2500 cm3 con 4 cilindri e può raggiungere il peso di poco più di 3 tonnellate. L’equipaggio è composto da uno/due uomini più otto fucilieri nel cassone posteriore. Inoltre, fanno parte della dotazione automezzi i fuori strada per i tragitti su strada normale e/o su strade dissestate.

Completano la linea diverse versioni di autocarri militari Fiat a 4 ruote motrici che all’occorrenza possono anche trainare piccoli pezzi di artiglieria.


Gli elicotteri destinati alla Forza da Sbarco dispongono di particolari blindature e sono armati con razziere da 2,75 mm. e “pods” per mitragliatrice da 12,7 mm.


Tali velivoli costituiscono il Nucleo Lotta Anfibia del 4° Gruppo Elicotteri dislocato presso la Stazione Aeromobili (MARISTAER) di Grottaglie (Taranto).

Rilascio di FCM con eli AB-212 e SH-3D rispettivamente a mezzo "corda doppia" e "barbettone"

LE NAVI

Fino al 1988 i Fucilieri di Marina avevano operato a bordo di due navi LST, “Grado” e “Caorle”, acquistate negli anni ‘70 dagli U.S.A.; navi dalle prestazioni sorpassate le cui sistemazioni a bordo erano alquanto disagevoli.

Al contrario, le nuove unità LPD (Landing Platform Dock), Nave San Marco, Nave San Giorgio e Nave San Giusto, sono state appositamente concepite, sviluppate e realizzate proprio per ospitare al meglio i Fucilieri di Marina e per trasportare i mezzi della Forza da Sbarco.

Infatti, su queste unità, oltre all’equipaggio, possono essere comodamente alloggiati e ristorati circa 300 Fucilieri di Marina completamente equipaggiati, mentre nell’hangar possono essere sistemati 36 mezzi cingolati VCC-1, o AAV in numero minore, e altri mezzi ruotati sul ponte di coperta.

La particolarità delle unità della classe “San Giorgio” è quella di essere dotate a poppa di un bacino allagabile, direttamente comunicante con il mare, mediante il quale i cingolati anfibi possono raggiungere autonomamente la superficie dell’acqua proprio come se stessero scendendo da una spiaggia. A poppa, a prua e sul fianco destro le navi LPD dispongono anche delle tradizionali rampe per la discesa su banchine portuali dei mezzi cingolati e ruotati.

Dall’ampio ponte di volo possono operare contemporaneamente fino a tre elicotteri SH-3D Sea King. Per la Forza da Sbarco queste navi rappresentano un’indispensabile “retrovia” mobile, dotate anche di un attrezzato ospedale per la cura dei feriti portati direttamente dal campo di battaglia con gli elicotteri.

 
Un mezzo da sbarco entra nel bacino allagabile a poppa di Nave San Marco


Un barchino veloce all'uscita del bacino allagabile della Nave da sbarco


Containers con generi di prima necessità sul ponte di volo di Nave San Marco in occasione di una missione umanitaria. Queste unità possono essere impiegate anche per operazioni di Protezione Civile per il soccorso a popolazioni colpite da calamità naturali

 

LA FORZA DA SBARCO DELLA MARINA


La Forza da Sbarco (gli uomini del San Marco) è l’erede delle secolari tradizioni della Fanteria di Marina che risalgono al 1713 e che hanno sempre visto i fanti di Marina coprirsi di gloria. Insieme con le tre moderne navi “LPD” della Marina Militare: San Marco, San Giorgio e San Giusto, oggi la Forza da Sbarco costituisce la componente anfibia delle Forze Armate Italiane; uno strumento efficacissimo, capace di rischierarsi rapidamente e di operare in qualsiasi parte del mondo. Per questo la Forza da Sbarco negli ultimi anni ha partecipato a tutte le missioni militari italiane all’estero: dal Libano al Golfo Persico, dalla Somalia alla Bosnia, dal Kosovo all’Albania e nelle acque prospicienti l’Eritrea durante la guerra con l’Etiopia.

IL FUCILIERE DI MARINA

Il Fuciliere di Marina è un marinaio che, oltre alle ben note capacità operative frutto di un continuo e accurato addestramento, possiede caratteristiche psicofisiche assolutamente particolari.

Il mare è, per sua stessa natura, un ambiente mutevole dove nulla può essere dato per scontato e dove ogni giorno è sempre diverso dall’altro. L’uomo che va per mare, dunque, ha innata quella curiosità che lo spinge ad esplorare l’ignoto ed è tendenzialmente sempre pronto ad affrontare qualsiasi evenienza, non dando mai nulla per scontato, ma tutto per possibile.

Dalla vita a bordo delle navi, il Fuciliere di Marina ha mutuato questo spirito.

Anche l’azione del Fuciliere è assolutamente imprevedibile e piena di incognite: ci si imbarca per andare a sbarcare di notte su un lembo di terra che non si riesce nemmeno a vedere e di cui si conosce ben poco; ma basterà un imprevisto e tutta l’azione dovrà cambiare improvvisamente.

Questo essere sempre pronto ad affrontare qualsiasi evenienza durante il combattimento consente al Fuciliere di superare con maggiore disinvoltura le incertezze, le situazioni più inconsuete e imprevedibili, dimostrando così quello spirito di adattamento al variare della situazione che è tipica di chi va per mare.

L’altra caratteristica peculiare del Fuciliere di Marina, comune a tutti i soldati dei reparti d’èlite, è l’entusiasmo.

Quell’entusiasmo che contraddistingue la persona che è comunque convita di aver fatto qualcosa di utile e che ha sempre voglia di fare bene il suo lavoro. Il Fuciliere di Marina, come tutte le persone che fanno un mestiere al di fuori della norma, deve possedere quelle profonde motivazioni interiori che gli consentiranno di superare con straordinario spirito di sacrificio anche le prove più difficili.

 IL SOTTUFFICIALE DELLA FORZA DA SBARCO

I Sottufficiali della Forza da Sbarco possono provenire, a domanda degli interessati, dal neo-istituiti “Ruolo Normale Marescialli” e “Ruolo Sergenti”. Possono fare domanda anche i rimanenti Sottufficiali dal grado di Aiutante a Sergente.

Superate le visite mediche e i test fisici previsti (differenziati per età) ha inizio il “Corso di Qualificazione Anfibia”.

Superato il Corso, il Sottufficiale viene impiegato nella Forza da Sbarco con incarichi operativi (RGT SAN MARCO - GRUPPO MEZZI DA SBARCO) oppure in ruoli tecnico-logistici (RGT CARLOTTO).

L'UFFICIALE DELLA FORZA DA SBARCO

Gli Ufficiali della Forza da Sbarco sono Ufficiali in SPE (Servizio Permanente Effettivo), sia del Ruolo Normale che del Ruolo Speciale.

Nel grado di Guardiamarina/Sottotenente di Vascello (esiste la possibilità anche per i gradi superiori per i quali annualmente vengono pubblicate dalle apposite Circolari, in ambito M.M., a cura della Direzione Generale del Personale Militare: “Persomil”) si può chiedere di acquisire la specialità ANF (Anfibio). In base alla disponibilità di posti e all’esito della visita medica psico-fisico-attitudinale, l’Ufficiale viene inviato a Brindisi, presso la Caserma Carlotto, dove frequenta il cosiddetto “Corso di “Qualificazione Anfibia”, che dura 24 settimane.

Superate le prove finali del corso, l'Ufficiale viene assegnato alla Forza da Sbarco dove nel corso della sua carriera ricoprirà l’incarico di Comandante di Plotone prima e di Compagnia in seguito, nel Rgt. SAN MARCO o nel Rgt. CARLOTTO.

Gli Ufficiali del Ruolo Normale, che possono raggiungere i massimi gradi nell’Ambito della Forza Armata, acquisito il grado di Tenente di Vascello (Capitano) vengono inviati per circa un anno negli Stati Uniti a Quantico (Virginia) presso la Scuola dei Marines americani.

Qui frequentano un corso di specializzazione nella categoria ANF, lo stesso che seguono anche gli Ufficiali dei Marines.

Da Ufficiali Superiori, prima di assumere il Comando di Battaglione, di norma, ritornano negli USA (Quantico) per frequentare un ulteriore corso di 10 mesi.


La consapevolezza di chi sa di appartenere ad un Reparto d'elite


La fase di sbarco è terminata e le pattuglie del Reggimento San Marco cominciano a
 perlustrare l'entroterra per verificare la presenza del nemico


Intervenire a seguito di pubbliche calamità costituisce uno dei
 settori di azione della Forza da Sbarco della M.M.


Briefing per lo sbarco


Sottufficiali in un campo profughi durante una missione di "Peace Keeping"


Un Ufficiale della Forza da Sbarco "rassicura" un bambino albanese


Comandante di una Compagnia di assaltatori durante una parata d'onore


Ufficiale Superiore durante un'operazione di Peace Keeping

NAVIGLIO D'USO LOCALE

Comprende vari mezzi quali cisterne portuali, pontoni, bette e bettoline, draghe, barche porta, motobarche, motolance, ecc., tra cui:

  • 7 cisterne portuali per acqua e combustibili GGS 1012 ÷ GGS 1014 - GRS/G 1010 ÷ 1012 - GRS/J 1013 (1990-91. 500 t.; 39,1 x 8,5 x 3,1 m; 2 D, 748 HP (550 kW), 11 nd);

  • 2 mezzi veloci per il trasporto di personale MEN 216 - MEN 216 (1986-87. 82 t.pc.; 27,3 x 7 x 1,1 m; 2 nd);

  • 2 mezzi per il trasporto di personale GLS 501 - 502 ricavati dalla trasformazione di ex dragamine litoranei della classe "Aragosta";

  • 2 mezzi per il trasporto e prove di armi subacquee GIS 61 - 62;

  • 1 mezzo per il  mototrasporto CHERADI Y 402;

  • 19 bacini galleggianti: GO 58 (1995. 2.000 t.); GO 55 ÷ 57 (1995-96. 850 t.); GO 52 ÷ 54 (1988-93. 6.000 t.); GO 51 (1971. 2.000 t.); GO 22 - GO 23 (1935. 1.000 t.); GO 20 (1935. 1.600 t.); GO 188 (1920. 600 t.); GO 18A (1920. 800 t.); GO 17 (1917. 500 t.); GO 11 (1920. 2.700 t.); GO 10 (1900. 2.000 t.); GO 8 (1904. 3.800 t.); GO 5 (1893. 100 t.); GO 1 (1942. 1.000 t.). 

Si aggiungono altri mezzi minori.

NAVI PER ESPERIENZE E TECNOLOGICHE
(2 classe "Rossetti")

RAFFAELE ROSSETTI A 5315

VINCENZO MARTELLOTTA A 5320

Cantiere Picchiotti - Viareggio

  • Dislocamento: 330 t.pc.
  • Dimensioni: 44,6 x 7,9 x 2 m
  • Equipaggio: 1 + 8 ÷ 16 + 8 ricercatori
  • Apparato motore: 2 D Isotta Fraschini ID-36-SS-16V
  • Potenza: 1.200 HP (880 kW)
  • Velocità: 17 nd
  • Autonomia: 1.200 mg / 12 nd

Unità per esperimenti e prove di apparecchiature e sistemi d'arma, di comunicazioni, ricerca e scoperta di superficie, aerea e subacquea.

NAVI PER ESPERIENZE E TECNOLOGICHE
(1 per esperimenti sensori e armi)

CARABINIERE A ____ (ex F 581)

Fincantieri S.p.a. - Riva Trigoso

  • Dislocamento: 2.600 t.pc.
  • Dimensioni: 113,3 x 13,3 x 4 (5,7) m
  • Apparato motore: 4 D Tosi OTV-320 (2 el.)
  • Potenza: 16.800 HP (12.353 kW)
  • Velocità: 23 nd
  • Autonomia: 4.200 mg / 18 nd

Ex fregata portaelicotteri della classe "Alpino" trasformata in nave per la sperimentazione di armi e sistemi. Attualmente è attrezzata per prove e collaudi del sistema PAAMS con radar EMPAR SPY-790, sistema C4I SADOC-3 e lanciatore per missili Aster-15. Il pezzo da 76/62 dovrebbe essere sostituito dal nuovo 127/54 da sperimentare.

NAVI SCUOLA
Classe "Vespucci" (1 unità)


AMERIGO VESPUCCI A 5312

Cantiere di Castellammare di Stabia

  • Dislocamento: 4.146 t.pc.
  • Dimensioni: 82,4 x 15,5 x 7 m
  • Equipaggio: 13 + 228 + 160 allievi
  • Velatura: 2.100 mq
  • Apparato motore: 2 E Fiat B-306-ESS + 2 E Marelli
  • Potenza: 2.000 HP (1.471 kW)
  • Velocità: 10 nd
  • Autonomia: 5.450 mg / 6,5 nd

Tre alberi a scafo metallico.

NAVE AMERIGO VESPUCCI
A 5312

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"Non chi comincia ma quel che persevera"


Il nome e la storia

La Nave a Vela Amerigo Vespucci è stata costruita presso i Cantieri Navali di Castellammare di Stabia. Varata il 22 Febbraio 1931, è entrata in servizio nel luglio dello stesso anno. Nel 1925 fu infatti decisa la costruzione di due Navi scuola, approvando il progetto del Tenente Colonnello del Genio Navale Francesco Rotundi, che nel disegnare le forme si era ispirato al Vascello della fine del diciottesimo secolo. La prima delle due Navi, il "Cristoforo Colombo", entrò in servizio nel 1928 e svolse la sua attività di nave scuola fino al 1943, alla fine della guerra fu ceduta all'URSS in conto di risarcimento danni di Guerra.

Lo scafo delle due Unità fu dipinto sin dall'inizio nel caratteristico colore bianco e nero; le fasce bianche ricordano le due linee di cannoni del vascello cui si era ispirato il costruttore. L'Amerigo Vespucci è una Nave armata con tre alberi, alti 50, 54 e 43 metri e bonpresso; le vele quadre, vele di strallo e fiocchi, in tutto 26, per una superficie totale di 2824 metri quadrati, sono di tela olona (canapa). Per le manovre correnti sono utilizzati oltre 30 km di cavi vegetali.

Il suo equipaggio è composto di 16 Ufficiali 70 Sottufficiali e circa 200 Marinai, e durante i Mesi estivi imbarca gli allievi del primo anno dell'Accademia Navale di Livorno per un totale di circa 450 persone. Sebbene lontana dalla tecnologia delle moderne navi grigie della Marina Militare Italiana, l'imbarco su di una Nave scuola di siffatte caratteristiche è conseguenza della scelta che l'impatto dei futuri Ufficiali con l'ambiente marino dovesse avvenire a bordo di una nave a vela, che subendo i condizionamenti del mare e del vento, richiede la più ampia conoscenza degli elementi naturali.

Nonostante l'Unità disponga di moderni sistemi di radionavigazione, nel corso della campagna con l'Accademia Navale, viene data grande enfasi ai sistemi di navigazione tradizionale ed in particolare alle osservazioni astronomiche.

In totale il Vespucci ha effettuato 69 campagne addestrative per l'Accademia Navale di cui: 35 in Nord Europa, 25 in Mediterraneo, 7 in Nord America, 1 in Sud America ed 1 in Oceano Pacifico.

Il Comandante


Il Comandante é il Capitano di Vascello Giuseppe Antonio GUGLIETTA: nato a Gaeta il 6 di Marzo 1956; é uscito dall'Accademia Navale di Livorno nel 1978 al termine del relativo periodo di istruzione e formazione ed é stato imbarcato sul Cacciatorpediniere INDOMITO e sul Caccia lanciamissili INTREPIDO come Ufficiale di Rotta. Nel 1982 si e'specializzato in idrografia e oceanografia presso l'istituto idrografico della M.M.I. Dal 1987 al 1990 ha svolto l'incarico di insegnante di Navigazione in Accademia Navale.

E' stato quindi impiegato nel Reparto Piani ed Operazioni dello Stato Maggiore della Marina in Roma.

Dal gennaio 1993 al giugno 1994 ha frequentato la Scuola di Guerra Marittima della Marina Spagnola a Madrid. Ha frequentato il corso di specializzazione in Pubblica Informazione presso la NATO a Bruxelles ed il corso di Pubbliche Relazioni delle Forze Armate Svizzere a Ginevra. Ha conseguito il Master in Scienze delle Comunicazioni all'Istituto Superiore di Amministrazione Pubblica a Roma.

Dal 1997 al 2002 è stato responsabile della Sezione Pubblica Informazione dello Stato Maggiore Marina.

È stato imbarcato, ricoprendo vari incarichi, sull'Unità idrografica MAGNAGHI, sulla Nave Scuola AMERIGO VESPUCCI, e sull' Incrociatore lanciamissili CAIO DUILIO.

È stato Comandante in seconda del Caccia lanciamissili ARDITO.

Ha comandato la Nave Idrografica MIRTO e la Squadriglia dei Pattugliatori .

E' Capitano di Vascello dal 1° gennaio 1999 ed é insignito delle seguenti onorificenze:

  • Medaglia di Bronzo per lunga navigazione;

  • Croce d'Oro per anzianità di Servizio;

  • Medaglia NATO per le Operazioni nella ex-Jugoslavia.

  • Croce commemorativa per la partecipazione alla missione militare di pace in Bosnia

E' sposato con la Signora Rosamaria Mitrano ed hanno due figlie: Flaminia e Fabiola.

 

NAVI SCUOLA
Classe "Palinuro" (1 unità)

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PALINURO A 5311 (ex Com.t Louis Richard)

Dubigeon - Nantes (Francia)

  • Dislocamento: 1.341 t.pc.
  • Dimensioni: 38,9 x 10 x 4,8 m
  • Equipaggio: 4 + 44
  • Velatura: 1.700 mq
  • Apparato motore: 1 D MAN G8V
  • Potenza: 450 HP (331 kW)
  • Velocità: 10 nd
  • Autonomia: 5.385 mg / 7,5 nd
  • Ex nave da pesca a vela francese acquistato nel 1951 e ricostruito come nave scuola nel 1954-55. Impiegato come nave scuola nocchieri.

NAVI SCUOLA
Classe "Corsaro" (2 unità)

CORSARO II A 5316
Cantiere Costaguta - Genova Voltri

STELLA POLARE A 5313
Cantiere Sangermani - Chiavari

Yacht da regata classe RORC.

  • Dislocamento: 47 t.pc.
  • Dimensioni: 20,9 x 4,7 x 2,9
  • Equipaggio: 2 + 14
  • Velatura: 205 mq
  • Potenza: 96 HP (71 kW)

NAVI SCUOLA
Navi a vela

ORSA MAGGIORE A 5323
Cantiere Tencara - Venezia

Yacht da regata armato a ketch. Scafo in materiale composito.

  • Dislocamento: 79,3 t.pc.
  • Dimensioni: 28,3 x 6,8 x 4 m
  • Equipaggio: 24
  • Velatura: 802 mq
  • Apparato motore: 1 D
  • Potenza: 400 HP (220 kW)

CAPRICIA A 5322
Bengt-Plyn (Gran Bretagna)

Yacht a vela armato con due alberi; dono dell'avvocato Giovanni Agnelli alla Marina Militare.

  • Dislocamento: 49,9 t.pc.
  • Dimensioni: 22,5 x 5,5
  • Velatura: 254 mq
  • Apparato motore: 1 D
  • Potenza: 160 HP (120 kW)

CAROLY A 5302
Cantiere Baglietto - Varazze

Yacht da regata armato di randa, mezzana, trinchetto, yankee, genoa leggero. Scafo in legno. Donato dagli eredi del proprietario alla Marina.

  • Dislocamento: 60 t.pc.
  • Dimensioni: 23,7 x 4,8 x 3,1 m
  • Equipaggio: 3 + 13
  • Apparato motore: 1 D
  • Potenza: 100 HP (73 kW)

 NAVI SCUOLA
Navi a vela
Classe "Aragosta-Ham" (5 unità per addestramento)

ARAGOSTA A 5378
Cantieri Riuniti dell'Adriatico - Monfalcone

ASTICE A 5379
Cantieri Riuniti dell'Adriatico - Monfalcone

MITILO A 5380
Cantiere Picchiorri - Viareggio

POLIPO A 5381
Cantiere Costaguta - Genova Voltri

PORPORA A 5382
Cantiere Costaguta - Genova Voltri

  • Dislocamento: 188 t.pc.
  • Dimensioni: 6,4 x 2,1 x 2,9
  • Apparato motore: 2 D Fiat-MTU 12V-493-TY7
  • Potenza: 1.100 HP (809 kW)
  • Autonomia: 2.000 mg / 9 nd

Ex dragamine litoranei derivati dal tipo britannico "Ham". Modificati in unità addestrative per l'Accademia Navale nel 1984-85.

 NUOVE UNITA' SUPPORTO POLIVALENTE
Classe "Elettra"

ELETTRA A 5340

Fincantieri di Riva Trigoso (GE)

  • Dislocamento: 2.960 t.pc.
  • Dimensioni: 93 x 15,5 x 4,83 m
  • Equipaggio: 30 militari e 65 specialisti e tecnici
  • Apparato motore: sistema diesel-elettrico basato su
    2 diesel  Grandi Motori Trieste - Wärtsilä-CW 12V200
    2 motori elettrici di propulsione a magneti permanenti (MEMP) ABB
  • Potenza: 3.000 Kw
  • Velocità: 16,5 nd
  • Autonomia: 8.000 mg / 12 nd
  • Potenza elettrica: 5.200 kW
  • Armamento: 2 mitragliere Alenia OtoBreda-Oerlikon KBA 25/80

Questa nuova unità di supporto polivalente, è basata su una rielaborazione del progetto dell'unità per ricerche della NATO "Alliance", e sarà destinata ad una serie di compiti tra i quali, principalmente, quelli di supporto elettronico di Comandi Complessi e Multiforze con informazioni di carattere strategico-operativo.
Inoltre potrà assolvere anche compiti di supporto logistico e informativo per operazioni speciali, operazioni di ricerca, raccolta, analisi e valutazione di emissioni acustiche ed elettromagnetiche, supporto di investigazioni del fondale marino e di ricerca idrooceanografica e acustica subacquea.
L'unità è caratterizzata da segnatura acustica estremamente ridotta.