Militaria 16


Stemma dell'Esercito Italiano

 

ESERCITO ITALIANO

9° REGGIMENTO D' ASSALTO
INCURSORI
PARACADUTISTI
" COL MOSCHIN "


 



Gli Incursori Paracadutisti del 9° Reggimento d' Assalto " Col Moschin " sono i fieri eredi della tradizione di audacia , patriottismo ed onore di cui i commandos Arditi del Primo Conflitto Mondiale furono precursori . Il reggimento prende il nome dalla collina Moschin , luogo ove , durante la guerra del '15 -'18 , gli Arditi furono protagonisti di uno dei più eccezionali esempi di coraggio del primo conflitto mondiale, difendendo strenuamente le proprie posizioni sotto gli incalzanti assalti dell' invasore austriaco . Il coraggio degli uomini di questo reparto d' élite del Regio Esercito , i quali erano soliti dare l' assalto alle trincee nemiche percorrendo gli ultimi metri che li separavano da queste con un pugnale stretto fra i denti e le bombe alle mani , fu tale che lo stesso Gabriele D'Annunzio , da sempre affascinato dalle imprese militari audaci , vestì la divisa del reparto durante l' occupazione di Fiume del 1920 del quale fu ideatore e comandante . Un così vasto senso del dovere e coraggio non potè non lasciare una traccia indelebile in quella generazione di militari che , a distanza di alcuni anni dal termine della Seconda Guerra Mondiale , tenteranno di dare seguito alla tradizione di arditismo dei propri precursori .

Nel 1952 , ex ufficiali degli Arditi diedero segretamente il via alla ricostruzione di un reparto di combattenti specializzati in seno al Centro Militare di Paracadutismo ubicato presso Viterbo . Il nuovo elemento , inquadrato all' interno dela 1ma Compagnia Paracadutisti , avrebbe visto la luce nel settembre dello stesso anno con il nome di Plotone Speciale . Costituito da paracadutisti , i quali venivano addestrati sulla falsariga dei reparti Arditi con la preparazione addizionale ai lanci in acqua ed al nuoto , il Plotone era posto sotto il comando del Tenente Franco Falcone . Il trasferimento del Plotone presso la Scuola di Fanteria di Cesano , occorso il 20 aprile 1953 , coinciderà con la promozione a Compagnia Sabotatori Paracadutisti , al comando del Capitano Edoardo Acconci , forte di due plotoni rispettivamente composti da paracadutisti di leva e Carabinieri . Un primo organico programma addestrativo per i futuri Sabotatori lo si avrà soltanto a partire dal 1954 , unitamente all' individuazione di quelli che sarebbero stati i futuri compiti della Compagnia : operazioni di intelligence e sabotaggio in territorio ostile .

L' iter addestrativo riservato gli aspiranti , vedeva l' acquisizione delle tecniche di sabotaggio , roccia , l' utilizzo degli sci , il combattimento corpo a corpo , la familiarizzazione con una vastissima gamma di armi e mezzi ( carri armati compresi ) , la creazione di " ponti " radio e l' utilizzo delle relative " maglie " , la cartografia , e , per gli elementi valutati maggiormente idonei sul piano psico-fisico , la padronanza di elementi relativi alle incursioni navali da apprendersi presso il GRUPP.ARD.IN. ( oggi COM.SUB.IN ) del Varignano .

Il 1° giugno 1957 vede il trasferimento dei Sabotatori presso Livorno e , successivamente , nella città di Pisa ed il cambio di nomenclatura in Reparto Sabotatori Paracadutisti , venendo impegnato in esercitazioni volte a saggiare le capacità difensive delle patrie Forze Armate ( ai Sabotatori era delegato il ruolo di forza nemica ) . Nel 1961 il reparto farà ritorno a Livorno ove verrà elevato al grado di Battaglione Sabotatori Paracadutisti , posto alle dipendenze della Brigata Paracadutisti Folgore ed articolato su di un Plotone Comando , una Compagnia Allievi , e due Compagnie Operative . Nel 1964 , ulteriore impulso verrà fornito alla dottrina operativa del Battaglione per mezzo della qualificazione di operatori in possesso di caratteristche tali da renderli in grado di operare in qualsiasi teatro operativo ( precedentemente si era infatti preferito " specializzare " gli uomini affidando a costoro solamente operazioni inserite nel proprio campo di competenza , ad esempio quello subacqueo o montano ) . Il 1966 vede il dispiegamento in Alto Adige di un reparto misto al comando di un ufficiale dell' Arma dei Carabinieri costituito da elementi delle forze dell' ordine ed una quarantina di Sabotatori al fine di porre in essere la bonifica di zone sensibili dalla presenza di ordigni esplosivi . Nel corso di tali attività , protrattesi fino al 1970 , troveranno la morte i Sabotatori Sotto Tenente Mario di Lecce ed il Sergente Olivo Dordi i quali cadranno nell' esercizio del proprio dovere nell' attentato di Cima Vallone , il quale causerà inoltre il ferimento del Sergente Maggiore Sabotatore Marcello Fagnani .

La sera del 4 novembre 1966 , l' intero Battaglione è dispiegato nell' area di Pontedera al fine di porre in essere le operazioni di salvataggio della popolazione civile minacciata dallo straripamento dell' Arno . Il coraggio , il senso del dovere ed il profondo spirito di abnegazione degli operatori tutti contribuiranno al salvataggio di numerose vite umane .

Idroambulanze dei Sabotatori intervengono sul luogo della sciagura aerea della Meloria , la quale vide la perdita di un Hercules C-130 e del suo equipaggio nonchè di numerosi operatori della Brigata Folgore nella giornata del 18 novembre 1971 ; nel corso delle operazioni di recupero dei caduti perderà la vita il Sergente Maggiore Sabotatore Giannino Caria . Tra il '72 ed il '74 ha luogo il primo " cross-training " con unità delle forze speciali statunitensi ; nello stesso periodo viene sviluppato il paracadute alare , adottato per primo al mondo proprio dalle unità Sabotatori dell' Esercito Italiano , e tuttora largamente impiegato da numerose special forces .

Nel 1975 i Sabotatori sono dispiegati sulla tratta ferroviaria Bologna-Arezzo al fine di arginare l' attività terroristica volta al sabotaggio della sicurezza nell' area in questione . La qualità dell' opera posta in essere dai due Gruppi Tattici costiutitisi per l' occasione , è tale da far ben presto decadere la necessità dell' impiego di questi .

Il 26 settembre 1975 , il Battaglione viene mutato in 9° Reparto d' Assalto Paracadutisti " Col Moschin " e la qualifica di Sabotatore decade a favore di quella di Incursore . Nel 1995 il Reparto è promosso a Reggimento .

" ( ... ) Arditi d' Italia ,
venire a voi è come entrare nel fuoco , è come penetrare nella fornace ardente , è come respirare lo spirito della fiamma , senza scottarsi , senza consumarsi . ( ... )
In una delle vostre medaglie commemorative il combattente all' assalto è rappresentato avvolto dalla vampa , incombustibile come la salamandra della favola , con una bomba in ciascuna mano .
Il vostro elemento è l' ardore , la vostra sostanza è l' ardire . Per ciò , se il Carso era un inferno , voi ne eravate i demoni . Se l' Alpe era l' empireo della battaglia , voi ne eravate gli angeli . Creature fiammanti sempre e da per tutto . E ci fu qualche notte d' estate , ci fu qualche notte d' autunno che l' acqua del Piave , al vostro guado , rugghiò come quando immerso il ferro rovente si tempra . ( ... ) "

( dalla lettera di Gabriele D' Annunzio agli Arditi di Fiume pubblicata sul quotidiano " La Vedetta d' Italia " del 24 ottobre 1919 )

STRUTTURA

Il Reggimento , attualmente di stanza presso la Caserma Vannucci in Livorno , risulta esser composto come segue :

COMPAGNIA COMANDO E SUPPORTO LOGISTICO : si occupa dell' amministrazione del Reggimento e dell' acquisizione di materiale di supporto per gli operatori

COMPAGNIA TRASMISSIONI : composta da specialisti delegati alla costituzione di " ponti " radio e gestione delle relative " maglie " al fine di assicurare i collegamenti tra incursori e basi operative

COMPAGNIA L.R.R.P. ( Long Range Reconnaissance Patrol ) : ad essa vengono delegate operazioni di ricognizione a lungo raggio in territorio ostile aventi per obiettivo l' acquisizione di elementi utili allo svolgimento tanto di eventuali " azioni dirette " , quali incursioni o sabotaggi , quanto la verifica dei danni subiti da specifici bersagli a seguito di attacchi posti in essere tramite aerei , artiglieria da campo o navale

1° BATTAGLIONE INCURSORI : composto dalla 110ma e dalla 120ma Compagnia , rappresenta la componente operativa del Reggimento . Entrambe le compagnie sono organizzate sulla base di diversi distaccamenti operativi , costituiti da otto uomini ciascuno , al vertice dei quali è posto il relativo Comando

R.A.F.O.S. ( Reparto Addestramento Forze Operazioni Speciali ) : costituito dalla 101ma Compagnia Allievi e dalla Base Operativa Incursori ubicata presso la foce del fiume Arno , nell' amena ex Tenuta Presidenziale di San Rossore . Compito del R.A.F.O.S. è la preparazione degli aspiranti Incursori e la specializzazione di personale proveniente dalle diverse Armi dell' Esercito quali Aerosoccoritori od Alpini Paracadutisti tramite specifici stage nelle rispettive aree di competenza


SELEZIONE E ADDESTRAMENTO

Gli operativi del Col Moschin provengono in buona parte dalla Brigata Paracadutisti Folgore , ma i corsi sono comunque aperti a personale proveniente dalle Forze Armate tutte ( eccezion fatta , ovviamente , per l' Arma dei Carabinieri e la Guardia di Finanza , le quali dispongono di propri reparti per operazioni speciali ) . La selezione degli aspiranti ha luogo nei mesi di ottobre e maggio presso le scuole di formazione per Ufficiali , Sottufficiali e Volontari in Servizio Permanente . I candidati risultati idonei in fase di preselezione verranno inviati , al termine dei rispettivi corsi , presso la 101ma Compagnia Allievi del R.A.F.O.S. ove saranno sottoposti ad un Tirocinio di Formazione volto a selezionare quegli elementi dotati delle caratteristiche psicofisiche richieste ; al termine di tale periodo , tutti coloro i quali fossero sprovvisti di abilitazione al lancio vincolato , verranno inviati presso il CE.A.PAR. ( ex S.MI.PAR. ) di Pisa per conseguire la qualifica di paracadutista

L' addestramento prosegue presso il R.A.F.O.S. in San Rossore , con l' acquisizione di tecniche di combattimento , infiltrazione e sabotaggio . Essendo il personale del Reggimento adibito sovente ad operazioni oltre le linee nemiche , grande enfasi è attribuita alla preparazione psichica dei candidati , i quali devono essere in grado di affrontare situazioni estreme quali prigionia , interrogatori , evasione , fuga e sopravvivenza in ambienti ostili sia dal punto di vista climatico che per la presenza del nemico . Terminato il corso 80B , il personale proveniente dai ruoli Volontari e Sergenti ha concluso il proprio iter formativo . Coloro i quali provengano dai ruoli Sottufficiali ed Ufficiali accedono ai successivi corsi di specializzazione che li porteranno a conseguire la qualifica di Incursore .

Per costoro , l' iter formativo si articola come segue :

- corso subacqueo presso la sede del COM.SUB.IN. ( Varignano ) , della durata di dodici settimane , per mezzo del quale gli allievi verranno introdotti all' impiego degli apparati subacquei A.R.O. e A.R.A.

- acquisizione di tecniche di lancio tattico ( H.A.L.O. / H.A.H.O. ; High Altitude Low Opening / High Altitude High Opening , quest' ultimo utilizzato per le infiltrazioni con l' ausilio di paracadute a profilo alare ) presso il CE.A.PAR.

- corsi basici di sci e roccia , entrambi tenuti presso il C.E.A.L.P. di Aosta e della durata di otto settimane

- corso anfibio della durata di quattro settimane volto all' impiego ed alla manutenzione dei vari battelli in dotazione al Reggimento , i quali spaziano da piccole canoe fino ai R.I.B. ( Rigid Inflatable Boat ) ed ai potenti gommoni autogonfianti Zodiac Commando dotati di due motori fuoribordo da 175 cavalli , apparati radio , radar per la navigazione , G.P.S. ed in grado di trasportare un intero distaccamento operativo in aggiunta al timoniere ed al mitragliere posto a prua

- corso F.I.B.U.A. / M.O.U.T. ( Fighting In Built-Up Areas / Mobile Operations in Urban Terrain ) , volto all' acquisizione di tecniche relative al movimento tattico , agli interventi di salvataggio ostaggi , ed al combattimento in ambiente urbano o comunque ristretto per il quale ci si avvale di specifiche " killing houses "

- corso di riconoscimento di armi e supporti tecnici in dotazione alle forze nemiche e con i quali gli operatori potrebbero trovarsi a venire in contatto

- corso telecomunicazioni volto alla conoscenza e gestione dei vari apparati per comunicazioni in dotazione al Reggimento

 

Al termine di tale rigoroso processo di selezione ( della durata di circa due anni nel corso dei quali l' attrito oscilla tra l' ottanta e l' ottantacinque per cento ) , i " neo-Incursori " vengono affiancati ai distaccamenti operativi onde maturare quel grado di esperienza e professionalità richiesto agli operatori del Reggimento . Appare necessario specificare come l' attività addestrativa e di specializzazione non ha termine con il conseguimento della qualifica di Incursore . Elementi dotati di un particolare profilo psicofisico verranno inviati presso la I.L.R.R.P.S. ( International Long Range Reconnaissance Patrol School ) di Pfullendorf ( Germania ) , la quale vede fra i propri " studenti " alcuni fra i migliori operatori del G.I.S. e del N.O.C.S. . La necessità di un continuo aggiornamento delle conoscenze degli operatori , pone inoltre questi al centro di un intenso programma di scambio con le unità similari dei paesi alleati , ponendo il personale a contatto con alcuni fra i migliori reparti per operazioni speciali quali lo Special Air Service britannico , il Korps Commando Troepen olandese , lo Jaegercorpset danese , e gli uomini dello U.S.A.S.O.C. ( U.S. Army Special Operations Command ) di stanza presso Fort Bragg in North Carolina .

MEZZI

Come ogni reparto di forze speciali, il parco mezzi del Col Moschin è piuttosto nutrito. I vettori impiegati dal reparto spaziano da veicoli off-road 4X4, ai battelli, fino a giungere all' impiego dei deltaplani a motore.

La mobilità terrestre è assicurata dalla presenza delle tradizionali jeep IVECO VM-90, nonchè delle Land Rover DEFENDER 90WMIK (Weapon Mounted Installation Kit), le quali possono esser munite di mitragliatrici Browning M2 o lanciagranate Sako MK19 da 40 mm. (in grado anche di fornire tiro "a parabola", utile per battere le postazioni nemiche con un pesante fuoco di soppressione), e trasportabile dagli elicotteri CH-47 in un numero di due unità per apparecchio. Le nuove DEFENDER sono inoltre caratterizzate dall' assenza di sportelli e parabrezza, e sono dotate di un robusto roll-bar a proteggere il posto guida. Interessante notare come esse abbiano visto il loro primo impiego operativo nell' ambito della missione afghana della task force "NIBBIO".

Per ciò che riguarda i battelli, la punta di diamante è sicuramente costituita dai gommoni autogonfianti Zodiac Commando muniti di fuoribordo da 40 cavalli, e dai gommoni a chiglia rigida Zodiac Hurricane, in grado di trasportare un distaccamento operativo al completo, oltre al pilota ed al mitragliere di prua. Sono muniti di due fuoribordo da 175 cavalli in grado di raggiungere i 50 nodi con un' autonomia di 180 miglia, G.P.S., 2 bussole, radar, Loran, e montano a prua una mitragliatrice da 12,7 mm., od un lanciagranate automatico da 40 mm.. Il pilota è munito di caschetto protettivo, all' interno del quale è possibile siano integrati gli apparati di comunicazione radio VHF/HF. Tra le altre imbarcazioni, troviamo canoe Hart, R.I.B. (Rigid Inflatable Boat) prodotti dalla Plasteco, e scafi a chiglia rigida con fuoribordo.

Dal 1996 sono operativi presso il reparto un certo numero di deltaplani a motore, muniti di motori Rotax a due tempi (uno per apparecchio) e voluti nel 1991 dal Ten. Col. Giulio Ottaviani, con il fondamentale contributo della Medaglia d' Oro al Valor Militare Stefano Paolicchi, il quale cadrà nell' adempimento del proprio dovere a Mogadiscio il 2 luglio 1993. Essi possono svolgere ottimamente compiti di ricognizione, acquisizione obiettivi, ed infiltrazione/esfiltrazione di personale. Viste le ridotte dimensioni, ed i costi di acquisizione e manutenzione molto contenuti, rappresentano uno strumento versatile che trova però limiti d' impiego nelle condizioni meteorologiche e nella scarsa resistenza al tiro di armi leggere (la sua traccia radar e termica è comunque notevolmente ridotta). 

AMBITO OPERATIVO

Nell' ambito operativo del Col Moschin rientrano attività quali sabotaggi , incursioni , la presa di obiettivi sensibili in territorio nemico , la cattura di personalità nemiche di spicco , il salvataggio di ostaggi di guerra , il Combat S.A.R. ( Search And Rescue ) volto alla ricerca ed al recupero di personale militare disperso in territorio ove elevata venga ad essere la presenza di forze ostili , operazioni N.E.O. ( Non-combatant Evacuation Operation ) riguardanti il salvataggio di personale civile in zona di guerra ( da ricordarsi in tale frangente l' operazione congiunta con il G.O.I. del COM.SUB.IN. posta in essere in Ruanda nel maggio 1994 ) , la ricognizione a lungo raggio in zona operazioni onde porre in essere l' individuazione di potenziali bersagli per il tiro aereo , o d' artiglieria e la verifica degli eventuali danni da questi subiti , nonchè operazioni HUM.INT. ( Human Intelligence ) per l' acquisizione delle più svariate informazioni e compiti di antiterrorismo interno . A tali incarichi vanno ad aggiungersi quelli relativi alla F.I.D. ( Foreign Internal Defence ) , volti all' addestramento ed alla qualifica di personale militare e di polizia dei Paesi alleati : istruttori del 9° Rgt. Col Moschin distaccati presso la Missione Italiana di Assistenza Tecnico-Militare ( M.I.A.T.M. ) in Malta hanno personalmente curato l' addestramento di reparti d' élite dell' Armed Forces of Malta quali gli incursori del R.D.T. e gli operatori della C Company conseguendo risultati assolutamente encomiabili .

ATTIVITA' OPERATIVE NOTE

Il Col Moschin è un' unità d' élite altamente specializzata , impiegabile tanto in operazioni di pace quali " RESTORE HOPE " in Somalia o nell' ambito delle missioni SFOR nell' ex Yugoslavia , quanto in operazioni antiterrorismo volte al salvataggio di ostaggi od alla neutralizzazione di covi di terroristi . Da Beirut alla Somalia , ove nel corso delle operazioni denominate " CANGURO " agli incursori era affidato il compito di rastrellare le aree di Mogadiscio nelle quali si sospettava si nascondessero il generale Aidid ed i suoi uomini , fino alla Bosnia-Erzegovina ed il Kosovo , gli operativi del reggimento sono sempre stati tra i primi a partire accanto agli uomini della Brigata Folgore ed i Carabinieri del Tuscania . Nell' ambito delle missioni all' estero , in particolar modo nell' area dei Balcani , è interessante inoltre considerare il ruolo che gli incursori possono rivestire quale forza di reazione rapida antiterrorismo . In teatri operativi particolarmente caldi , quali quelli ad alta componente multietnica ove esistano due o più schieramenti a fronteggiarsi , non è remota la possibilità di attentati rivolti tanto contro i civili quanto contro il personale militare chiamato a svolgere compiti di " peace keeping " . Non solo , se si considera che la maggior parte dei criminali di guerra serbi risultano tuttora latitanti si può ben considerare un ulteriore impiego di un reparto specializzato quale il 9° come squadra delegata alla cattura dei suddetti , ruolo del resto già ricoperto dallo S.A.S. britannico nell' ex Yugoslavia .

Mercoledì 16 gennaio 2002 / ... , operazione " ENDURING FREEDOM " : giungono nella seconda metà di gennaio 2002 i primi operatori del Col Moschin distaccati con il Contingente Italiano presso Kabul .

 


Stemma dell'Esercito Italiano

ESERCITO ITALIANO

185° R.A.O.

REGGIMENTO ACQUISIZIONE OBIETTIVI

In origine era la Batteria Ricognizione e Sorveglianza (B.R.S.), creata nel luglio 1960 in seno alla 3a Brigata Missili da un nucleo originario di parà della consistenza di una squadra e formatosi solo un anno prima. La B.R.S. mutò successivamente in Battaglione Acquisizione Obiettivi (B.A.O.), per divenire, nel gennaio '61, 13° Battaglione Artigleria da Ricognizione (B.A.R.) ed infine, l' anno successivo, 13° Battaglione Acquisizione Obiettivi. Tale ultima trasformazione portò, nel 1964, all' acqusizione di un distaccamento dell' Aviazione Leggera (nell' organigramma fino al 1985) ed alla creazione della Sezione Aerei Teleguidati (S.A.T.), divenuta Batteria aerei Teleguidati (B.A.T.) nel 1973. Il 1975, vede infine la costituzione del 13° G.R.AC.O., il Gruppo Acquisizione Obiettivi operante all' interno della 3a Brigata Missili "AQUILEIA" di Passalacqua (Verona) e delegato alle operazioni di infiltrazione oltre le linee nemiche per osservare consistenza ed entità delle forze nemiche, acquisire obiettivi e dirigere il fuoco dei missili superficie/superficie HONEST JOHN prima e, a partire dal 1973 fino ai primissimi anni '90, dei LANCE (con una gittata massima di 110 km).

Il G.R.AC.O. era articolato su due Batterie: una prima (la Batteria Aerei Teleguidati) operante con gli U.A.V. (Unmanned Aerial Vehicle) Canadair AN/USD 50 (anche noti quali CL-89), ed una seconda (la Batteria Acquisizione Obiettivi) costituita da personale paracadutista (professionisti e coscritti) altamente qualificato, anche noti come Pipistrelli. Forte di circa 400 elementi, la B.A.O. vedeva tra le sue fila ufficiali e sottufficiali di carriera e giovani coscritti rigorosamente selezionati, operando tanto a beneficio dell' "AQUILEIA", quanto del 5° Corpo d' Armata e delle Forze Terrestri Alleate per il Sud Europa (F.T.A.S.E.).

Il corso base per gli aspiranti Pipistrelli era della durata di due mesi presso la S.MI.PAR. di Pisa (oggi CE.A.PAR., Centro Addestramento Paracadutisti), dopo i quali si veniva ammessi ad un ulteriore ciclo addestrativo di specializzazione della durata di otto settimane, durante le quali gli operatori imparavano a divenire letteralmente "invisibili" agli occhi tanto del nemico, quanto delle popolazioni delle aree d' operazione. Le attività di reparti quali il GR.AC.O., si basano infatti sulla capacità di rimanere infiltrati per giorni all' interno del territorio nemico senza destare il minimo sospetto in merito alla propria presenza. In forza di ciò, un' eventuale conflitto a fuoco, si tradurrebbe nel fallimento della missione assegnata.


Quando nell' ottobre 1993 il G.R.AC.O. venne sciolto causa tagli al bilancio della Difesa, parte del personale venne fatto confluire nel Nucleo da Ricognizione a Lungo Raggio, un' unità forte di una ventina circa di elementi fra ufficiali e sottufficiali, di stanza presso la caserma "Duca" di Montorio Veronese e posto sotto la responsabilità del Comando d' Artiglieria del 5° Corpo. Il Nucleo da ricognizione a Lungo Raggio non conobbe maggior fortuna rispetto al proprio predecessore, venendo sciolto dopo poco. Non tutto era però perduto. Dal 2 aprile 2000, il 185° Reggimento Artiglieria Paracadutisti "Folgore" ha dato il via ad un profondo processo di trasformazione, che lo ha portato ad assumere la denominazione di 185° Reggimento Artiglieria Terrestre (Paracadutisti Acquisizione Obiettivi) "Folgore" avviando un durissimo iter di riqualifica e addestramento che lo porterà a svolgere il compito di acquisire obiettivi a beneficio di artiglieria terrestre, unità navali ed aeree (tanto ad ala fissa, quanto rotante), effettuare attività di B.D.A. (Battle Damage Assessment) per la valutazione dell' entità dei danni riportati agli obiettivi, nonchè missioni HUM.INT (Human Intelligence) per la valutazione e la raccolta di informazioni riguardanti le entità delle forze nemiche, loro dislocazione ed individuazione di basi. Il R.A.O. ricopre quindi compiti simili a quelli delle Forze per Operazioni Speciali, delle quali è entrato a far parte dal novembre 2002.


STRUTTURA

Il R.A.O. è costituito da un Comando, dal quale dipendono la batteria Comando e Supporto Logistico ed il 1° Gruppo Acquisizione Obiettivi (G.A.O.), a sua volta suddiviso in un Comando e tre Batterie Acqusizione Obiettivi (B.A.O.) denominate rispettivamente "Draghi" (ambiente artico e alpino), "Aquile" (ambiente desertico) e "Diavoli" (ambiente continentale). Queste sono composte di un Comando e sei Distaccamenti Acquisizione Obiettivi (D.A.O.) da otto operatori l' uno (cellula operativa di base, passibile però di modifiche a seconda delle esigenze). Ogni D.A.O. vede tra le sue fila un comandante (proveniente dai ruoli ufficiali o sottufficiali anziani), un vice-comandante (sottufficiale), due operatori radio, tre osservatori ed un infermiere specializzato (elementi di primo soccorso sono comunque impartiti a tutti i membri). Inoltre, all' interno di ogni B.A.O., due distaccamenti sono costituiti solamente da personale abilitato al lancio T.C.L. (Tecnica Caduta Libera) ed alle operazioni navali.


SELEZIONE E ADDESTRAMENTO

Date le particolari esigenze del Reggimento, la selezione degli aspiranti Acquisitori risulta esser estremamente dura, con una percentuale di attrito finale che si attesta sul 70/80%. Attualmente, il bacino di reclutamento per i volontari è costituito dalla Brigata Paracadutisti "Folgore" ma, in futuro, il personale di qualsiasi Ente o Reparto della Forza Armata potrà partecipare alle selezioni, riservate ad Ufficiali, Sottufficiali e Volontari. Le prove per la preselezione fisica iniziale, si articolano come segue:

- almeno trenta piegamenti addominali in 30"

- almeno trenta piegamenti sulle braccia (flessioni) in 30"

- almeno otto trazioni alla sbarra (trazione all' altezza del mento)

- corsa piana 2000 mt in massimo 9'

- marcia, 6 km. con zaino da 15 kg. in massimo 1h

- galleggiamento in acqua in combat vest per almeno 12'

- 50m. di nuoto in combat vest in massimo 2'

Superate queste prove, le quali sono state concepite per non destare problemi per alcun giovane che si trovi in condizioni fisiche normali (anche se, visto il livello di preparazione fisica e la mentalità lassista delle generazioni attuali, ne dubitiamo fortemente), si accede al Corso Tecnico-Specialistico Basico. Della durata di 18 settimane, si tiene presso il Reggimento, e riguarda materie quali addestramento al combattimento, topografia, armi, tiro, pratica di tiro, trasmissioni, N.B.C. (Nucleare Batteriologico Chimico), pronto soccorso, riconoscimento mezzi e materiali, acquisizione obiettivi, nonchè l' acquisizione del brevetto per lanci vincolati (presso il CE.A.PAR.) per il personale che non ne fosse ancora in possesso. Al termine di tale fase, tutti i candidati dovranno sostenere una marcia di 15km con zaino da 20kg, da completarsi entro due ore e sei minuti.

Il successivo Corso di Specializzazione, ha la durata di 16 settimane e comprende discipline inerenti riconoscimento mezzi e materiali (presso la Scuola di Fanteria di Cesano), tecniche di sopravvivenza, trasmissioni, acquisizione obiettivi, resistenza agli interrogatori, esfiltrazione e fuga, osservazione del fuoco terrestre (presso la Scuola di Artiglieria), osservazione del fuoco aereo. Terminata anche questa fase, gli aspiranti Acquisitori effettueranno una marcia di 40km con zaino da 40kg, su di un terreno caratterizzato da un dislivello di 1000m.

Successivi corsi presso Enti nazionali e stranieri (quali la Long Range Reconnaissance Patrol School di Pfullendorf, in Germania), affineranno la preparazione degli Acquisitori per quanto concerne le capacità di operare in particolari teatri, tecniche di combattimento e sopravvivenza, cooperazione con altre Forze Armate Italiane e straniere. Tale fase è nota quale Addestramento di Perfezionamento e viene condotta presso il R.A.F.O.S. (Reparto Addestramento Forze Operazioni Speciali) del Col Moschin ed il Reggimento Lagunari per quanto riguarda l' acquisizione di tecniche di mobilità anfibia, mentre il CE.ALP. di Aosta cura i corsi in ambiente montano. La Scuola di Aerocooperazione dell' Aeronautica Militare cura invece i corsi di Forward Air Controller/ Laser Target Marking (F.A.C./L.T.M.), anche se sembra che l' Aeronautica si stia attivando per allestire delle forze per operazioni speciali delegate proprio allo specifico compito. Gli operatori più esperti potranno infine ottenere la qualifica di paracadutista T.C.L. (Tecnica Caduta Libera), tiratore scelto (presso la Scuola di Fanteria di Cesano), condotta tiro navale e specialista in lingue (a testimonianza di come, per il militare del futuro, non siano solo le capacità belliche a ricoprire importanza).

ARMAMENTO E SUPPORTI TECNICI

L' armamento individuale dei D.A.O. comprende i fucili d' assalto Beretta SCP/ 70/90 muniti di ottiche Trijicon ACOG da 3,5 ingrandimenti e due mitragliatrici di squadra Minimi, entrambi in cal. 5,56X45 mm. NATO. Per ciò che riguarda gli strumenti di osservazione e puntamento a lungo raggio, troviamo il Ground Laser Target Designator (G.L.T.D.), per la guida terminale del munizionamento al laser. Il sistema presenta una camera termica (impiegabile anche separatamente), Global Positioning System e telegoniometro. Dal peso di 48kg, esso può esser scomposto in tre cellule trasportabili separatamente. Le attività di osservazione e puntamento a medio/breve raggio vengono invece poste in essere grazie all' impiego dei binocoli Steiner 7X50 (completi di bussola), dei cannocchiali con telemetro laser e "starlight" N/CROS MKIII, di produzione israeliana. Per la semplice osservazione, è impiegato il cannocchiale Swaroski CTC 30x75. Per quanto concerne gli apparati di visione individuale, il R.A.O. si affida ai Night Vision Goggles (N.V.G.) IL Litton AN/PVS-15 ed ai monocoli AN/PVS-7B/D. Il parco radio vede la presenza delle HF/BLU Elmer SRT-178P e di apparati VHF. La mobilità è affidata a due Iveco VM-90 per D.A.O..

AMBITO OPERATIVO

Il R.A.O. viene di volta in volta assegnato alle Forze che necessitino il suo intervento e dipende dal Comando operativo del teatro in questione. Ogni operazione ha ovviamente il via con una fase di briefing ed isolamento della durata di tre giorni circa, cui segue la fase operativa, la quale non potrà protrarsi oltre i dieci giorni. Rientrati alla base, gli Acquisitori effettueranno il debriefing alla presenza di personale del servizio informazioni.


ATTIVITA' OPERATIVE NOTE

Benchè di recente formazione, il R.A.O. ha già riscosso successo in tutti i teatri operativi che lo hanno visto in azione (in Afghanistan le forze statunitensi sono rimaste favorevolmente colpite dalle capacità degli Acquistori).

Gennaio 2002, Mostar, Bosnia-Herzegovina: un D.A.O. con capacità di Forward Air Controller è attivato presso la missione SFOR e posto sotto il comando della Divisione Multinazionale Sud-Est "Salamandre".

Settembre 2002, Gostivar, Macedonia: l' ottobre 2001 ha visto l' avvio in Macedonia della missione NATO "Amber Fox", con il compito di consentire al Paese il passaggio verso elezioni democratiche (tenutesi il 15 settembre 2002). A porre in essere tale compito, la Task Force Fox Brigade, costituita da un migliaio circa di elementi provenienti dagli eserciti appartenenti all' Alleanza Atlantica. L' Italia (terzo Paese a contribuire con 350 militari) ha dislocato tre Field Liaison Team (con il compito di supportare gli ossevatori dell' OSCE) nelle aree di Tetovo, Kumanovo e Gostivar. Proprio quest' ultima località ha visto all' opera gli uomini del R.A.O., divisi in cinque nuclei F.L.T. con il compito di acquisire HUM.INT. da sfruttarsi nel caso di una improvvisa estrazione del personale OSCE, in attività nell' area a maggioranza etnica albanese. Dopo aver redatto delle schede riguardante il personale civile, il R.A.O. ha provveduto nell' individuare dei punti ove assembrare il personale in caso di evacuazione. Informazioni sono state raccolte anche in merito alla composizione etnica dell' area di operazioni.

Febbraio 2002/ ... , Khowst, Afghanistan, Operazione "Enduring Freedom": il Reggimento Acquisizione Obiettivi figura nell' organico della Task Force "NIBBIO" e "NIBBIO 2", avvicendatasi alla prima alla metà del giugno 2003. In Afghanistan, il R.A.O. (come del resto tutto il contingente) ha dato prova di grandi capacità, riscuotendo l' apprezzamento del comando statunitense e costituendo motivo d' orgoglio per l' Italia tutta.