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Militaria 13 |
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Corpi Militari d'élite
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Il "Tuscania"
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Attualmente il 1° Reggimento Carabinieri Paracadustisti "Tuscania" conta un organico di circa 500 uomini tutti volontari suddivisi tra Ufficiali, Ispettori, Appuntati e Carabinieri.
Il Reparto, che fino al 15 marzo 2002 era alle dipendenze della Brigata Paracadutisti "Folgore" dell'Esercito ed è ora inquadrato dalla 2a Brigata Mobile dei Carabinieri, è articolato in:
Iter formativo Gli aspiranti al 1° Reggimento. (Ufficiali, Ispettori, Appuntati e Carabinieri) al termine di preventiva selezione finalizzata ad accertare la loro attitudine per il particolare impiego, vengono ammessi alla frequenza di un corso formativo effettuato in Livorno della durata di circa nove mesi comprendente:
Al termine del corso ed una volta superate le prove finali il militare transita nel Battaglione operativo dove continua a svolgere attività addestrative di mantenimento ed ulteriore specializzazione nel settore:
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GUARDIA DI FINANZAAT-P.I.
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L' Antiterrorismo Pronto Impiego (AT-P.I.), fondato nel 1983, rappresenta la componente per operazioni speciali della Guardia di Finanza, nonchè la naturale evoluzione dei nuclei S.V.AT.P.I. (Scorta Valori Antiterrorismo Pronto Impiego), creati nel 1977 al fine di contrastare le azioni delle Brigate Rosse ai danni dei furgoni porta valori della Banca d' Italia. Gli S.V.AT.P.I. saranno in seguito impiegati quali nuclei scorta per diverse personalità di spicco, tra le quali l' allora Ministro delle Finanze (il quale, secondo confessioni giunte da un terrorista, sarebbe stato al centro di un piano di rapimento fallito proprio a causa della presenza degli operatori). L' odierno AT-P.I. è prevalentemente impiegato quale supporto alle operazioni dei reparti territoriali, dispiegando ad esempio squadre di tiratori scelti nel corso di operazioni volte al sequesto di sostanze stupefacenti o nuclei tattici per compiti ad elevato rischio. Le compagnie che compongono il reparto possono inoltre essere dispiegate quali unità antisommossa in gravi situazioni di minaccia per l' ordine pubblico. Gli uomini dell' AT-P.I. vengono inoltre impiegati nel servizio scorta per il Ministro dell'Economia. L' AT-P.I. è attivamente impegnato nella lotta al contrabbando in Puglia e risulta addestrato nella liberazione di ostaggi, anche se difficilmente verrebbe effettivamente impiegato in casi di " hostage taking ", essendo questa funzione prevalentemente delegata al N.O.C.S. della Polizia di Stato ed al G.I.S. dell' Arma dei Carabinieri, forti di una maggiore esperienza in tale ambito. Il reparto è inoltre impiegato all' interno dei maggiori aeroporti nazionali con compiti di antiterrorismo, nell' ambito del "Piano Leonardo", il quale stabilisce la tutela degli aeroporti nazionali (tanto civili quanto militari). STRUTTURA
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-Tiro dinamico di polizia
-Tecnica di guida operativa veloce e di auto blindate (della durata di
quindici gg. e comprendente guida difensiva ed offensiva)
-Arti marziali e difesa personale

Vista la delicatezza dei compiti che sarà chiamato a svolgere, un
militare dell' AT-P.I. necessita di continue sedute di addestramento e/o
aggiornamento. Vengono tenute sessioni di tiro settimanali con tutte le
armi in dotazione al reparto, mentre ci si addestra mensilmente con
bombe a mano e flashbang.
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Per ciò che concerne i servizi di ordine pubblico, il reparto fa uso del consueto equipaggiamento il quale comprende caschi, scudi e sfolla gente. Tra gli automezzi in dotazione figurano Alfa Romeo 156 munite di terminale di bordo e navigatore G.P.S. (Global Positioning System), BMW 330i e 740i, AR 156, furgoni Fiat Ducato per ordine pubblico, furgoni blindati OM55, nonchè veicoli off-road quali Mitsubishi Pajero blindati, Land Rover, e Rover Discovery.

ATTIVITA' OPERATIVE NOTE
L' AT-P.I. risulta essere stato impiegato all' estero in Albania
quale protezione per i reparti di mare della Guardia di Finanza
dispiegati nell' ambito della missione CAM-SEA. Nel
corso del Governo Amato, straordinariamente, l' unità è stata
assegnata quale scorta per il Presidente del Consiglio, sotto specifica
richiesta dello stesso (un decreto del Ministero dell' Interno prevede
che questa sia affidata al N.O.C.S. o al G.I.S.). I Baschi Verdi hanno
inoltre preso parte a vaste operazioni antimafia svolte in Sicilia nelle
campagne del palermitano.

Tra i servizi di scorta effettuati dal reparto,
vanno ricordati quelli a beneficio di personalità politiche israeliane,
svolti in tandem con gli operatori israeliani dello Shabak (ex
Shin Beth, il controspionaggio interno) e del Mossad.
Importanti anche i dispiegamenti operativi all' estero, quali quello sul
Danubio (come squadra di sicurezza delle unità navali della G. di F.) e
con il contingente italiano in Kosovo.


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Lo Squadrone Eliportato
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![]() Negli ultimi anni lo Stato ha cercato in tutti i modi di snidare l'Anonima sequestri calabrese dalla sua roccaforte: l'Aspromonte, un'area dove nessuno può arrivare senza essere avvistato dalle vedette dell'organizzazione criminale. Inutili le grandi battute effettuate con l'ausilio di unità cinofile ed elicotteri: quando i militi scoprivano un rifugio o una prigione dell'Anonima puntualmente lo trovavano "freddo" perché gli occupanti erano già avvisati da ore del loro arrivo. Ma anche solo muoversi in queste zone è problematico: l'Aspromonte è un dedalo impenetrabile di alte cime e scoscesi canaloni, strette vallate e impervie pareti; su tutto regna una folta e selvaggia vegetazione che rende difficili, se non impossibili, le operazioni via terra. Qui basta un telo mimetico e qualche frasca per trasformare un semplice anfratto in un rifugio invisibile. D'altronde, già arrivare nelle zone più interne è problematico, in quanto si devono attraversare paesi in cui parte della popolazione parteggia per i criminali e ostacola l'operato delle Forze dell'ordine; un episodio per tutti: nell'autunno del 1991 a Platì un gruppo di ragazzini ha preso a sassate un elicottero dei Carabinieri che stava solo atterrando in uno spiazzo della periferia del paese... E quelli che vorrebbero collaborare non possono farlo perché qui la legge dell'omertà è spietata e non perdona: come si fa a sapere se nella cantina di un'abitazione è nascosto un latitante o se l'auto dei ricercati è passata da quella strada anche solo cinque minuti prima? In Calabria, dunque, gli operatori delle Forze dell'ordine hanno conosciuto quel frustrante senso di impotenza che, venti anni addietro, avevano imparato i Marines americani che combattevano nell'intricata giungla vietnamita perlustrando viliaggi la cui popolazione sosteneva i Viet Cong. In Aspromonte, per cogliere in flagrante i criminali, è necessario arrivare senza essere stati avvistati, magari calandosi da un elicottero, per poi infiltrarsi nel territorio senza far rilevare la propria presenza: piccoli nuclei che, non lasciando tracce, rimarranno a perlustrare una zona anche per diversi giorni dormendo all'addiaccio e cibandosi solo di razioni di emergenza
CACCIATORI IN AZIONE
Per
vedere come operano questi uomini siamo venuti in Calabria, e più
precisamente a Vibo Valentia; sul locale sedime aeroportuale militare ha
sede da diversi anni l'8° Nucleo Elicotteri Carabinieri e un Nucleo
cinofili, e qui è stata costruita la nuova caserma che ospita lo Squadrone
Cacciatori. Questa non è una coincidenza: gli elicotteri, infatti,
devono assicurare l'aeromobilità ai Cacciatori trasportandoli
ogni giorno nei punti più inaccessibili dell'Aspromonte. Per questo
ultimamente l'8° Nucleo è stato potenziato con l'assegnazione di altri
aeromobili e di nuovi piloti e specialisti per la manutenzione. Le
sue generalità vengono trascritte e l'operazione continua. A stento
riusciamo a stare dietro ai Carabinieri che salgono sulle rocce come
stambecchi. Passano i minuti mentre l'Ufficiale impartisce ordini
attraverso la radio.
Entriamo
nella baracca e subito ci assale un puzzo nauseabondo; al centro un
grosso palo piantato nel terreno con una pesante catena; attorno i resti
di un pasto ormai in decomposizione. "Niente foto per favore - ci
ammonisce il Tenente - adesso qui è tutto coperto dal segreto
istruttorio".
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