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le auto che più ho amato, molte ho potuto possederle, quasi tutte ho avuto occasione di guidarle.

La grande Alfa Romeo non avrebbe dovuto fare questa fine,
avendo meritato tantissimo con i modelli creati per 83 anni che tutto il mondo ci ha invidiato,
e la stessa Ferrari è nata dalla Scuderia Sportiva del Portello.

Si dice che l'Ingegnere Ferrari abbia pianto quando ha superato ........

Maledetti politici! non avete e non avrete mai un minimo di rispetto per i valori dell'Uomo,
solo il santo soldo è vostra ragione di vita.

Bella idea è stata quella dell'Arna e quella della Alfasud,
se pure quest'ultima aveva buoni motori, e abbastanza curata, hanno contribuito alla disfatta.

Non ricordate più il pilota imposto perchè tesserato comunista, e con pochissimi valori di pilota,
quando Autodelta correva in F.1 nonostante che la macchina prometteva bene.

Infine, visto le cose come sono andate perchè voi le avete volute così,
non potevate vendere a Ford che ha sempre amato l'Alfa Romeo, invece di regalarla 

 


"6C 2500 Limousine" Stabilimenti Farina 1949

 

 

UNA SPORTIVA IN ABITO LUNGO

Con una carrozzeria limousine e un passo di ben 3250 mm non è granché agile. Il motore però è quello delle Alfa Romeo che corrono: lo stesso sei cilindri in linea bialbero che equipaggia, per esempio, la "Freccia d'Oro". Con 90 cavalli, permette di toccare i 130 all'ora. La vettura è stata restaurata in più riprese a caro prezzo.


Oggi la "6C" percorre circa 1000 km all'anno, quasi esclusivamente per partecipare ai raduni. D'altronde, è piuttosto impegnativa da guidare, soprattutto nel traffico, per via della lunghezza e della pesantezza dello sterzo; inoltre il guidatore deve vedersela con una posizione "impossibile" e obbligata, con un volante enorme, una lunghissima leva del cambio al volante e il calore emanato dal motore.

Per quanto riguarda i ricambi, la parte motoristica non presenta problemi, mentre per la carrozzeria tutto va ricostruito ex novo. Fuori dal centro abitato la "6C" sembra a suo agio e nonostante la mole si dimostra abbastanza vivace e con una buona tenuta di strada. I freni, pur riuscendo a fermare la limousine entro spazi accettabili, non consentono ripetute frenate di una certa intensità. Non è certo una "Giulietta Sprint" o una "1900", ma si capisce subito che ha lo stesso sangue nelle vene.

 

Motore Anteriore 6 cilindri in linea - Cilindrata 2443 cm³ - Alesaggio 72 mm - Corsa 100 mm - Potenza 90 CV a 4600 giri/min - Rapporto di compressione 7:1 - Alimentazione con un carburatore doppio corpo - Distribuzione bialbero a camme in testa.
Trasmissione Trazione posteriore - Cambio a 4 marce + RM - Comando a leva al volante - Frizione monodisco a secco - Pneumatici 6.50x17.
Corpo vettura Limousine a 8 posti, 4 porte - Sospensioni anteriori a ruote indipendenti, molle elicoidali contenute in cannocchiali ammortizzanti - Sospensioni posteriori a ruote indipendenti, barre di torsione e ammortizzatori idraulici - Freni a tamburo - Sterzo a vite e ruota.
Dimensioni e peso Passo 3250 mm - Carreggiata anteriore 1450 mm - Carreggiata posteriore 1470 mm - Peso dell'autotelaio 1100 kg.
Prestazioni

 

Velocità 130 km/h - Consumo medio 19 litri/100 km.

 

 

C'è anche il divisorio. L'abitacolo con gli strapuntini in posizione d'uso. L'alzacristalli sullo schienale del divano anteriore aziona il divisorio.

 

 

Il posto dell'autista. La limousine degli Stabilimenti Farina è nata per essere guidata dall'autista, non dall'agiato proprietario; per questo il confort del pilota e l'ergonomia del posto guida non sono state tenute in grande considerazione. Lo strumento aggiunto sotto il cruscotto è un termometro dell'acqua.

 

 


Alfa Romeo "6C 2500 SS Cabriolet" Touring

 

SI RICOMINCIA DA QUATTRO

Nell'immediato dopoguerra la carrozzeria Touring introdusse i quattro fari.


Il nostro autotelaio, tipo "SS" n. 915527, fu consegnato dall'Alfa Romeo alla Touring il 9 giugno 1945. Era un residuo di magazzino venuto pronto quasi due anni prima, il 31 agosto 1943, ma mai utilizzato a causa della guerra. La cabriolet presenta elementi stilistici chiaramente riferibili alla fine degli anni Trenta, con parafanghi anteriori forteIl nostro autotelaio, tipo "SS" n. 915527, fu consegnato dall'Alfa Romeo alla Touring il 9 giugno 1945. Era un residuo di magazzino venuto pronto quasi due anni prima, il 31 agosto 1943, ma mai utilizzato a causa della guerra. La cabriolet presenta elementi stilistici chiaramente riferibili alla fine degli anni Trenta, con parafanghi anteriori fortemente disegnati che interrompono bruscamente la loro linea per lasciar spazio alle portiere.

 

"Frenati dal vento". La guida della "6C 2500 SS" non comporta particolari difficoltà, anche perché a capote abbassata i vortici d'aria che si creano all'interno dell'abitacolo non incoraggiano ad accelerare

 

ACCONTENTARSI DELLA BELLEZZA

Era la più spinta della "6C 2500", ma oggi quel temperamento sportivo è un ricordo del passato. Meglio godere della sonorità del motore ad andatura turistica, quando la brezza a capote aperta non infastidisce e i freni mantengono una certa efficacia.

Una cabriolet Touring "6C 2500 Super Sport" è una rarità: la carrozzeria milanese infatti su questo telaio realizzava soprattutto coupé, mentre la versione aperta fu data in appannaggio quasi esclusivo alla Pinin Farina. Di questo esemplare colpiscono innanzitutto le linee imponenti e il motore monumentale. Sembra, stando al volante, di essere più capitani sulla plancia di una nave che piloti di una vettura.

Il motore è elastico e brillante, mentre il cambio è piuttosto ruvido da manovrare. In quarta la nostra "6C 2500 SS", incedendo sugli enormi pneumatici 5,50x18, prende velocità facilmente, ma è meglio non esagerare e restare sui 110 (dimentichiamoci i 165/170 km/h promessi dalla Casa), anche perché i freni denunciano qualche pecca. Le soddisfazioni maggiori, più che dalla guida, vengono dagli sguardi ammirati della gente che si incrocia.

 

Geometria infida. L'autotelaio della "6C 2500" montava il discusso ponte pendolare Porsche: molto costoso da produrre, esso evidenziava inoltre problemi di tenuta nella guida al limite.

 

Motore Anteriore - 6 cilindri in linea - Cilindrata 2443 cm³ - Alesaggio 72 mm - Corsa 100 mm - Potenza 110 CV SAE a 4800 giri/min - Rapporto di compressione 8:1 - Tre carburatori monocorpo orizzontali.
Trasmissione Trazione posteriore - Cambio a quattro marce (terza e quarta sincronizzate) - Comando al volante - Pneumatici 5.50x18.
Corpo vettura Cabriolet 2+2 posti - Telaio a longheroni - Sospensioni anteriori a ruote indipendenti, molle elicoidali racchiuse in contenitori cilindrici - Sospensioni posteriori a ruote indipendenti, barre di torsione longitudinali - Freni idraulici a tamburo sulle 4 ruote - Sterzo a vite senza fine e ruota elicoidale.
Dimensioni e peso Passo 2700 mm - Carreggiata anteriore 1450 mm, poseriore 1470 mm - Peso a vuoto 1270 kg.
Prestazioni

 

Velocità massima 170 km/h.

 

A Milano piaceva chiusa. Furono in particolar modo due i carrozzieri che vestirono gli autotelai "6C 2500 SS", Pinin Farina e Touring. Quest'ultimo allestì soprattutto coupé, mentre "Pinin" si esercitò sulle cabriolet.

 

 

Note eleganti. L'elegante postazione di guida rivela una grande cura dei particolari. Al centro della plancia, l'autoradio inserita su richiesta del cliente.

 

 

Vistosa per festeggiare. Il committente svizzero volle dalla Touring una cabriolet che non passasse inosservata per festeggiare la fine della guerra. Il risultato fu una vettura dalle linee gradevoli, anche se non proprio innovative.

 

 


Alfa "Montreal" 1970

 

 

 

La "Montreal" ha una linea forte e riuscita, opera di Bertone, il motore è un V8 di 2,6 litri da 200 CV DIN in lega leggera, il cambio è uno ZF invertito, in blocco col motore, le sospensioni sono a ruote indipendenti davanti e ad assale rigido dietro. I suoi punti deboli sono il rollio, eccessivo per una granturismo, e la frenata, poco pronta e ancor meno potente. Il pezzo forte è invece il motore, potente, elastico, e sportivo; il cambio ha innesti rapidi, corti, precisi. Terreno ideale? I percorsi veloci e le curve ampie.

 

CONDIZIONI DELLA PROVA
Peso della vettura durante le rilevazioni
(pilota a bordo, apparecchiature di prova, carburante):
kg 1420 (Alfa Romeo)


VELOCITÁ MASSIMA
Alfa Romeo: km/h 213,5 in V marcia


RIPRESA
1 km con partenza da 40 km/h:
Alfa Romeo: sec.36,7
(velocità d'uscita km/h 154,3)

CONDIZIONI DELLA PROVA
Peso della vettura durante le rilevazioni
(pilota a bordo, apparecchiature di prova, carburante):
kg 1420 (Alfa Romeo)


VELOCITÁ MASSIMA
Alfa Romeo: km/h 213,5 in V marcia


RIPRESA
1 km con partenza da 40 km/h:
Alfa Romeo: sec.36,7
(velocità d'uscita km/h 154,3)

Velocità
km/h

Tempo in secondi

Montreal
40 - 60
7,1
40 - 80
13,3
40 - 100
19,1
40 - 120
25,0
40 - 140
32,2
40 - 160
39,3

ACCELERAZIONE
1 km con partenza da fermo:
Alfa Romeo: sec. 29,1
(velocità d'uscita km/h 176,8)

Velocità
km/h

Tempo in secondi

Montreal
0 - 60
3,5
0 - 80
5,6
0 - 100
7,9
0 - 120
10,5
0 - 140
14,1
0 - 160
20,2

 

Debutto in Canada. Disegnata da Bertone, fu presentata nel '67 all'esposizione universale di Montreal, in Canada (da qui il nome). Fu venduta dal 1970.

 


Alfa Romeo "Giulia TI" 1964

 


Sicura di sé.
Vettura in leggero rollio ma stabile, cambio in terza: un pò di gas e siamo fuori dalla curva, quasi senza muovere il volante. L'esemplare della foto è uno dei primi con freni a disco. Lo specchietto esterno è stato imposto dalle norme di circolazione. Il valore di una "prima serie" è sui 4000 euro per le "freni a tamburo " e 3400 per le "freni a disco".

 

 

A ogni curva ancheggia. La piacevolezza di guida viene limitata, nelle curve veloci, dalla cedevolezza del ponte posteriore, che causa un coricamento eccessivo

 

 

Parente stretta di "Giulietta". Il vano motore è simile a quello della "Giulietta"; elemento di distinzione è il filtro dell'aria, com il lungo cornetto d'aspirazione.

 

 

Solo "Super". Nell'aprile del 1972 la gamma "Giulia" venne unificata negli allestimenti esterni e interni: "Super 1,3" o "Super 1,6", cambiava solo il motore.

 

 


Alfa Romeo "Giulia"

 


Salva la faccia.
Nel 1974 venne apportato l'ultimo ritocco stilistico alla "Giulia", che prese il nome di "Giulia Nuova Super". Il profondo restyling riguardò soprattutto il frontale, con una calandra, in plastica, ridisegnata, proiettori di uguale diametro, scudo Alfa Romeo di dimensioni più importanti e paraurti con lampeggiatori sottostanti. Il cofano del baule divenne liscio.

 

 


Le auto di Mussolini

 


 

DUCE! ALFISTA DELLA PRIM'ORA

Benito Mussolini prese la patente tardi, ma si appassionò subito alle automobili. Soprattutto alle Alfa Romeo, delle quali acquistò (o ricevette in regalo) i modelli più famosi. Tra questi la "6C 1750" carrozzata Zagato al volante della quale conobbe Claretta Petacci.

Domenica 24 aprile 1932: lungo la Via del Mare che collega Roma con Ostia Benito Mussolini, al volante di un'Alfa Romeo spider "6C 1750 Gran Turismo" rossa carrozzata Zagato, sorpassa una Lancia "Astura" sulla quale viaggiano i genitori, la sorella e il fidanzato della ventenne Claretta Petacci. Dopo un gioco di sorpassi con scambi di occhiate e di sorrisi inizia, complice un'Alfa Romeo, la storia d'amore più conosciuta e più tragica del Novecento.

Mussolini prese la patente nel 1922, a 39 anni, e la sua prima vettura fu una Bianchi "Tipo 15" regalatagli con una sottoscrizione voluta da Margherita Sarfatti,  sua amante dal 1918. Prima di quella per l'auto, era nata nel futuro Duce la passione per gli aerei. Nel 1920 aveva preso il brevetto di pilota e per tutta la vita farà sfoggio di abilità sia alla cloche (celebre il suo "coup de théatre" alla Conferenza di Stresa del 1934, dove arrivò pilotando un idrovolante) sia al volante.

La prima Alfa del Duce fu una spider "20/30 HP", anch'essa regalo di Margherita Sarfatti, seguita nel 1926 da una "RLSS" 6 cilindri spider carrozzata Zagato. Esiste una lettera inviata da Mussolini all'ingegner Nicola Romeo nella quale il Duce riconosce che la macchina "va molto bene", ma ha "troppe dotazioni straniere": un orologio svizzero, "la tromba francese", i magneti tedeschi Bosch.

A ogni modo, da quel momento Mussolini acquisterà solo Alfa Romeo: una "1500" cabriolet, una "1500" berlina e quattro "1750"; nel 1935 passò al segmento più alto con una spider e una 2+2 "2300" Touring. L'ultima Alfa entrata nella flotta del Duce fu una Touring "Superleggera" da 2300cm³, la "Berlinetta Mille Miglia" del 1937. 

All'uscita di ogni nuovo modello, partiva da Milano, per presentarlo in anteprima al Duce, il collaudatore dell'Alfa Guidotti. Con l'arrivo dell'impegno bellico Mussolini si spostò soltanto sulle "auto blu", all'epoca generalmente Lancia, per tornare infine al suo primo amore, l'Alfa Romeo, durante i 18 mesi della Repubblica Sociale Italiana.

 

In cabriolet. Mussolini sull'Alfa "6C 2300" decapottabile in visita ad alcune aziende lombarde. Due Alfa "2300", però spider, entrarono a far parte del parco auto privato del Duce, che già possedeva due "1500" (una berlina e una scoperta) e quattro "1750", tra cui una spider carrozzata Zagato, l'auto da lui preferita.

 

 

Al volante. La "6C 1750" spider carrozzata Zagato guidata da Mussolini (sul fondo, l'auto della "Presidenziale", la polizia addetta alla protezione del Duce).

 

 

Il Duce e la "Tartaruga". Mussolini prova nel 1933 l'Alfa "P3" vincitrice del GP d'Italia dell'anno precedente con Tazio Nuvolari (nella foto, col vestito chiaro).

 

 


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