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Fascismo 3 |
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il PRINCIPE
che fece inquietare tutti gli ammiragli del mondo
"Una guerra si può perdere,
ma con dignità e lealtà; e allora l'evento storico non incide che materialmente, seppure per decenni. La resa e il
tradimento hanno invece incidenze morali incalcolabili che possono gravare
per secoli sul prestigio di un popolo, per il disprezzo degli alleati traditi, e
per l'eguale disprezzo dei vincitori con cui si cerca vilmente do accordarsi.
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Erano le ore 11,24
del 20 Ottobre 1944 342 bombe da 500 libbre con la "missione" n.138-20 fecero questa "strage degli innocenti". |
Nel quartiere di Gorla quel giorno si contarono circa 703 vittime, tra questi oltre 200 bambini dai 6 agli 11 anni, dalla prima alla quinta elementare, unitamente ai loro maestri, e alcune mamme che, dopo il primo allarme, apprensive erano accorse con in braccio altri bambini, per condurli nei rifugi. ll 20 ottobre 1944 una formazione di aerei anglo-americani B24 e B27 era in missione per bombardare le officine Breda e la stazione ferroviaria di Greco in prossimità di Milano. Era una giornata soleggiata, priva di foschia e di nubi, ma per un errore di calcoli gran parte degli aerei si trovò nell¹impossibilità di colpire i bersagli strategici prefissati. Nonostante la consapevolezza di ciò, alle ore 11,24 gli aerei, prima di rientrare, sganciarono comunque le bombe in una zona abitata e priva di ogni obiettivo militare. Uno degli ordigni esplosivi da 500 chilogrammi centrò la scuola elementare Francesco Crispi di Gorla (Milano) durante le ore di lezione mentre gli alunni stavano scendendo nel rifugio. Ci fu un¹esplosione devastante che sventrò completamente l¹edificio scolastico seppellendo sotto le macerie oltre 200 bambini di età compresa tra i 6 e gli 11 anni, la Direttrice, 14 insegnanti, 4 bidelli e un¹assistente sanitaria, da aggiungersi agli altri 480 morti di quel bombardamento. |
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la fotografia aerea che fu scattata
da un bombardiere
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L'INTESTAZIONE DELLA FOTO INDICA: IL BERSAGLIO : MILAN BREDA WORKS IL NUMERO DELLA MISSIONE : 138 LA DATA : 20 OTTOBRE 1944 L' ORA : 11,24 A.M. BOMBE SGANCIATE : 342 DA 500 LIBBRE Fonte : NATIONAL
ARCHIVES, LINEA VERDE INDICA LA ROTTA DI 118° SEGUITA DALLA PRIMO GRUPPO CHE COLPI' I CAPANNONI DELLA BREDA AD OVEST DEL VIALE MONZA (1 st ATTACK UNIT) LINEA GIALLA INDICA LA ROTTA PROGRAMMATA PER CONSENTIRE AL SECONDO GRUPPO DI RAGGIUNGERE IL BERSAGLIO ASSEGNATO ( 2 nd ATTACK UNIT), ALTRI STABILIMENTI CHE VENNERO COMPLETAMENTE MANCATI LE DUE COPPIE DI CERCHI CONCENTRICI INDICANO I DUE PUNTI DA BOMBARDARE LINEA ROSSA MOSTRA LA ROTTA DI 140 ° ERRONEAMENTE SEGUITA DAL SECONDO GRUPPO IL CUI COMANDANTE RESOSI CONTO TROPPO TARDI DI ESSERE FINITO FUORI GIOCO, DECISE DI SGANCIARE LO STESSO IL PROPRIO CARICO SULLA CITTA' IN BASSO A DESTRA: I PUNTINI BIANCHI RAPPRESENTANO LE BOMBE ESPLOSE SULLE ABITAZIONI E SULLA SCUOLA DI GORLA |
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ELENCO
DEGLI ALUNNI VITTIME DEL BOMBARDEMENTO ANGLO-AMERICANO Vittime Innocenti
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(Bologna 27 settembre 1999) - L’amministrazione comunale di Predappio (Forlì) non avrebbe ancora provveduto a rendere agibile ed a riaprire al pubblico la Rocca delle Caminate, nonostante numerosi cittadini, anche attraverso una petizione rivolta all’amministrazione provinciale, abbiano chiesto che il castello sia preservato dal degrado e restituito ai visitatori. Lo afferma il consigliere regionale di forza italia Rodolfo Ridolfi in una interrogazione, nella quale domanda alla Giunta regionale quali iniziative sia intenzionata ad intraprendere o abbia già attivato, di concerto con il Comune e la Provincia interessati, per restituire, dopo gli opportuni interventi, la Rocca delle Caminate al libero accesso dei cittadini e dei turisti.
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Rocca delle
Caminate
Situata in cima ad una collina, al confine col
Comune di Predappio, sorge sui resti di un antico castello caduto in
abbandono dopo la Rivoluzione Francese. Fu riedificata nella forma
attuale e donata dai romagnoli, nel 1929, |
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| Villa Carpena si
trova nel comune di Meldola, in provincia di Forli' a pochi chilometri
da Predappio, paese natale di Benito Mussolini. La storia di Villa Carpena prende il via nel
1909, qui infatti il giovane Benito si recò a prendere La trasformazione di Villa Carpena in
CASA DEI RICORDI consente di poter visitare la struttura L'inaugurazione del museo CASA dei RICORDI a
Villa Carpena è avvenuta il 29 Luglio 2001,
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| Fiat 127
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Camera da letto
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| Studio
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Parco
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| Parco
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Parco Leoni
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| Hiro Hito
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Museo Villa
Carpena
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| Museo Villa
Carpena
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Museo Villa
Carpena
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| La Casa dei Giochi
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Donna Rachele
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(Articolo pubblicato postumo dal " Meridiano
d'Italia', - il 6 aprile 1947) Mussolini dopo averlo salutato si avvia all'uscita per risalire sulla sua auto.
« Discendendo la scalinata di villa Savoia,
fui sorpreso di non trovare la mia macchina ad attendermi. Con il
pretesto che l'udienza si sarebbe protratta a lungo e che occorreva
lasciare libero il piazzale, essa era stata avviata in un viale
adiacente. |
8 Settembre 1943Lo "staff" del Re al completo è
costretto ad ammettere di avere firmato l'armistizio senza condizioni 9 Settembre 1943 (ore 5,40) A poche ore dall'annuncio, evidentemente senza
preoccuparsi di ritorsioni La prima tappa
Piazza Grande a Chieti.
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GIUSEPPE CASTELLANO
Il Generale Italiano della "sofferta
firma" della "resa" italiana "senza
condizioni"
La storica firma |
9 SETTEMBRE 1943 ore 07.00 (da un'ora il re e l'intero stato
maggiore è già in fuga da Roma, verso Pescara) ....i tedeschi circondano gli italiani
costringendoli ad arrendersi; ma sono poi barbaramente sterminati,
passati tutti per le armi. 4000 soldati e 512 ufficiali si devono
mettere 8 alla volta al muro per farsi fucilare. Il Maresciallo
Alexander e l'Ammiraglio Cunningham definirono quanto avvenne a
Cefalonia una "lotta pazzesca e inutile". |
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EISENHOWER: "Desidero sapere se il governo italiano è a
conoscenza delle condizioni fatte dai tedeschi ai prigionieri italiani
in questo intervallo di tempo in cui l'Italia combatte la Germania senza
averle dichiarato guerra". AMBROSIO: "Sono sicuro che i tedeschi li considerano partigiani". EISENHOWER: "Quindi passibili di fucilazione?". BADOGLIO: "Senza dubbio". (!!!!!) EISENHOWER: "Dal punto di vista alleato la situazione può anche restare com'è attualmente, ma per difendere questi uomini, nel senso di farli divenire combattenti regolari, sarebbe assai più conveniente per l'Italia dichiarare la guerra". |
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50 ANNI FA TRIESTE E' TORNATA ALL’ITALIA
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SOPRAVISSUTO A CEFALONIADa l' “UNIONE SARDA” del 2.1.03 Fra un mese Eugenio Lecca compirà 84 anni e
ancora una volta si chiederà come mai la sorte gli abbia consentito di
sopravvivere sessant'anni più di quanto sembrava avesse stabilito. Ci
pensa in ogni compleanno - ogni 28 gennaio - dal 1943. Era soldato a
Cefalonia quando i tedeschi fucilarono quasi seimila suoi commilitoni e
altri cinquemila caddero nell'impari combattimento. Lui è fra i pochi
ormai che possono raccontare in prima persona di quella spaventosa e
inutile carneficina cui ebbe la fortuna di scampare.
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