Fascismo 1

Bruno Mussolini decorato da Suo Padre Bruno Mussolini a Pisa in visita al bombardiere P 108


"Prendo congedo da te, Bruno.
Quanto tempo dovrà trascorrere prima che io discenda nella cripta di San Cassiano
  per dormire accanto a te il sonno senza fine?
  Ecco un interrogativo che non mi turba. Ma prima, vincere."

 



MUSSOLINI - FINE E TESTAMENTO

.

L' intervista di Mussolini apparsa il 20 aprile 1945 sul Popolo di Alessandria.
Che puo' farci solo intuire cos'era il contenuto del "Carteggio Churchill-Mussolini.
(Otto giorni dopo Mussolini veniva assassinato in un modo oscuro,
barbaro e dopo cinquant'anni non sappiamo  ancora da chi)
Una cosa é certa: con queste righe firmò la sua condanna a morte

Scrive Mussolini...

"Ho una documentazione che la storia dovra' compulsare per decidere. Voglio solo dire che, a fine maggio del 1940, se critiche venivano fatte, erano per gridare allo scandalo di una neutralita' definita ridicola, impolitica, sorprendente. La Germania aveva vinto. Noi non solo non avremmo avuto alcun compenso, ma saremmo stati certamente, in un periodo di tempo piu' o meno lontano, invasi e schiacciati. " cosa fa Mussolini? Quello si e' rammollito. Un'occasione cosi' non si sarebbe mai piu' presentata". Cosi dicevano tutti e specialmente coloro che adesso gridano che si doveva rimanere neutrali e che solo la mia megalomania e la mia libidine di potere e la mia debolezza nei confronti di Hitler aveva portato alla guerra....."

Siamo stati i soli ad opporci ai primi conati espansionistici della Germania. Mandai le divisioni al Brennero; ma nessun Gabinetto europeo mi appoggio'..... Una caldaia non scoppia se si fa funzionare a tempo una valvola. Ma se la si chiude ermeticamente, esplode. Io volevo la pace e questo mi fu impedito. Bisognava impedire alla Germania di rompere l'equilibrio continentale. E nello stesso tempo provvedere alla revisione dei trattati; arrivare a un aggiustamento delle frontiere; soddisfare la Germania nei punti giusti. Ecco quello che avrebbe impedito la guerra......
Io ho qui tali prove di aver cercato con tutte le mie forze di impedire la guerra che mi permettono di essere perfettamente tranquillo e sereno sul giudizio dei posteri e sulle conclusioni della storia.


Non so se Churchill è come me, tranquillo e sereno.
(!!!).


Ricordatevi bene: abbiamo spaventato il mondo dei grandi affaristi e dei grandi speculatori. Essi non hanno voluto che ci fosse data la possibilita' di vivere.... Assistiamo a questo straordinario spettacolo: la stessa Chiesa alleata ai suoi piu' acerrimi nemici. La Chiesa non vuole, a Roma, un'altra forza, preferisce degli avversari deboli a degli amici forti.
Io sono come il grande clinico che non ha saputo fare la cura esatta e che non ha piu' fiducia dei familiari dell'importante degente. Molti medici si affollano per la successione. Molti di questi sono gia' conosciuti per inetti; altri non hanno che
improntitudine o gola di guadagno. Il nuovo dottore deve ancora apparire. E quando sorgera' dovra' riprendere le ricette mie. Dovra' solo saperle applicare meglio.
Lasciate passare questi anni di bufera. Un giovane sorgera'. Un puro. Un capo che dovra' immancabilmente agitare certe idee. Collaborazione e non lotta di classe; carta del lavoro; la proprieta' sacra fino a che non diventi un insulto alla miseria; cura e protezione dei lavoratori, specialmente dei vecchi e degli invalidi; cura e protezione della madre e dell'infanzia; assistenza fraterna ai bisognosi; moralita' in tutti i campi; lotta contro l'ignoranza e contro il servilismo verso i potenti; esaltazione dello spirito di orgoglio di essere italiano; Abolizione di ogni dogana; libero commercio fra paese e paese, regolato da una convenzione; moneta unica; educazione in profondita' e non, purtroppo in superficie, come e' avvenuto per colpa degli avvenimenti e non per deficienza ideologica. Liberta' di pensiero, di parola e di stampa? Si', purche' regolata e moderata da limiti giusti, chiaramente stabiliti. Senza di che, si avrebbe anarchia e licenza. E ricordatevi soprattutto la morale deve avere i suoi diritti. Sara' un giovane a fare tutto questo. Io non saro' piu', ma la storia mi dara' ragione


Il Testamento di Benito Mussolini

" Nessuno che sia un vero Italiano, qualunque sia la sua fede politica, disperi nell'avvenire. Le risorse del nostro popolo sono immense. Se saprà trovare un punto di saldatura, recupererà la sua forza prima ancora di qualche vincitore. Per questo punto di fusione io darei la vita anche ora, spontaneamente, qualunque sia purché improntata a vero spirito italiano.

  Dopo la sconfitta io sarò coperto furiosamente di sputi, ma poi verranno a mondarmi con venerazione. Allora sorriderò, perché il mio popolo sarà in pace con se stesso.

 Il lavoratore che assolve il dovere sociale senz'altra speranza che un pezzo di pane e la salute della propria famiglia, ripete ogni giorno un atto di eroismo. La gente che lavora è infinitamente superiore a tutti i falsi profeti che pretendono di rappresentarla. I quali profeti hanno buon gioco per l'insensibilità di chi avrebbe il sacrosanto dovere di provvedere.

Per questo sono stato e sono socialista!

L'accusa di incoerenza non ha fondamento. La mia condotta è sempre stata rettilinea nel senso di guardare alla sostanza delle cose e non alla forma. Mi sono adattato socialisticamente alla realtà. Man mano che l'evoluzione della società smentiva molte
delle profezie di Marx, il vero socialismo ripiegava dal possibile al probabile. L'unico socialismo attuabile socialisticamente è il corporativismo, punto di confluenza, di equilibrio e di giustizia degli interessi rispetto all'interesse collettivo.

La politica è un'arte difficilissima tra le difficili perché lavora la materia inafferrabile, più oscillante, più incerta. La politica lavora sullo spirito degli uomini, che è un'entità assai difficile a definirsi, perché è mutevole.

Mutevolissimo è lo spirito degli italiani. Quando io non sarò più, sono sicuro che gli storici e gli psicologi si chiederanno come un uomo abbia potuto trascinarsi dietro per vent'anni un popolo come l'italiano. Se non avessi fatto altro basterebbe questo capolavoro per non essere seppellito nell'oblio.

Altri forse potrà dominare col ferro e col fuoco, non col consenso come ho fatto io.

La mia dittatura è stata assai più lieve che non certe democrazie in cui imperano le plutocrazie. Il Fascismo ha avuto più morti dei suoi avversari e il 25 Luglio al confino non c'erano più di trenta persone.

Quando si scrive che noi siamo la guardia bianca della borghesia, si afferma la più
spudorata delle menzogne. Io ho difeso, e lo affermo con piena coscienza, il progresso dei lavoratori. Tra le cause principali del tracollo del Fascismo io pongo la lotta sorda ed implacabile di taluni gruppi industriali e finanziari, che nel loro folle egoismo temevano ed odiano il fascismo come il peggior nemico dei loro inumani interessi. Devo dire, per ragioni di giustizia che, il capitale italiano, quello legittimo, che si regge con la capacità delle sue imprese, ha sempre compreso le esigenze sociali, anche quando doveva allungare il collo per far fronte ai nuovi patti di lavoro.

L'umile gente del lavoro mi ha sempre amato e mi ama ancora. Tutti i dittatori hanno fatto strage dei loro nemici. Io sono il solo passivo; tremila morti contro qualche centinaio. Credo di aver nobilitato la dittatura. Forse l'ho svirilizzata, ma le ho strappato gli strumenti di tortura.

 Stalin è seduto sopra una montagna di ossa umane. E' male? Io non mi pento di aver fatto tutto il bene che ho potuto anche agli avversari, anche ai nemici, che complottavano contro la mia vita, sia con l'inviare loro dei sussidi che per la frequenza diventavano degli stipendi, sia strappandoli alla morte.

Ma se domani togliessero la vita ai miei uomini, quale responsabilità avrei assunto
salvandoli? Stalin è in piedi e vince, io cado e perdo. La storia si occupa solamente dei vincitori e del volume delle loro conquiste ed il trionfo giustifica tutto. La rivoluzione francese è considerata per i suoi risultati, mentre i ghigliottinati sono confinati nella cronaca nera.

Vent'anni di Fascismo nessuno potrà cancellarli dalla storia d'Italia. Non ho nessuna illusione sul mio destino. Non mi processeranno, perché sanno che da accusato diverrei pubblico accusatore. Probabilmente mi uccideranno e poi diranno che mi sono suicidato, vinto dai rimorsi. Chi teme la morte non è mai vissuto, ed io sono vissuto anche troppo. La vita non è che un tratto di congiunzione tra due eternità: il passato ed il futuro.

Finché la mia stella brillò, io bastavo per tutti; ora che si spegne, tutti non basterebbero per me. Io andrò dove il destino mi vorrà, perché ho fatto quello che il destino mi dettò.

 I fascisti che rimarranno fedeli ai principi, dovranno essere dei cittadini esemplari.
Essi dovranno rispettare le leggi che il popolo vorrà darsi e cooperare lealmente con le autorità legittimamente costituite per aiutarle a rimarginare, nel più breve tempo possibile, le ferite della Patria. Chi agisce diversamente dimostrerebbe di ritenere la Patria non più Patria quando si è chiamati a servirla dal basso. I fascisti, insomma, dovranno agire per sentimento, non per risentimento. Dal loro contegno dipenderà una più sollecita revisione storica del Fascismo, perché adesso è notte, ma poi verrà il giorno " . (Mussolini)



La casa natale dalla piazza sottostante

 

L'ingresso della casa, oggi museo aperto al pubblico

 

La casa natale a Dovia di Predappio

 

La Rocca delle Caminate, residenza estiva,
donata dagli operai di Forlì e Ravenna;
oggi proprietà in rovina della Provincia di Forlì

 

Il cimitero di San Cassiano

 

La lapide all'ingresso della cripta con una pietra
proveniente dalla Rocca delle Caminate

 

La cappella della famiglia Mussolini

 

L'interno della cappella

 

L'ingresso alla cripta

 

Particolare dell'ingresso alla cripta

 

L'interno della cripta ed il sarcofago in pietra
con le spoglie del Duce

 

Particolare della cripta

 

Particolare del sarcofago

 

Altro particolare del sarcofago

 

Particolare del busto marmoreo

 

Il libro delle visite, incessantemente siglato
dagli innumerevoli visitatori

 

Donna Rachele Guidi Mussolini

 

Bruno e Vittorio Mussolini


IL VIOLINO DI MUSSOLINI

Uno dei violini appartenuti a Benito Mussolini è stato messo all'asta da Christie's a New York.
Il violino, in buon stato di conservazione, è stato valutato circa 250 milioni. Proviene dalla scuola cremonese di Gerolamo II Amati, figlio di Nicolò e ultimo esponente della celebra famiglia di liutai.

Mussolini suonava il violino per diletto ma, sembra, con risultati mediocri, e possedeva una vasta collezione di strumenti di grande valore.


Churchill: se fossi stato italiano,
sarei stato fascista

"Nazioni diverse hanno modi diversi di fare la stessa cosa. (...). Nessuna questione politica può essere giudicata indipendentemente dalla propria atmosfera e dal proprio ambiente. Se fossi stato italiano, sono sicuro che sarei stato con voi dal principio alla fine contro i bestiali appetiti e le passioni del leninismo. Ma in Inghilterra non abbiamo avuto ancora da affrontare questo pericolo sotto la stessa forma micidiale. Noi abbiamo il nostro modo particolare di fare le cose. Ma su una cosa non ho il minimo dubbio, e cioè che noi [fascisti e democratici uniti -n.] riusciremo, nella lotta contro il comunismo, a strozzarlo.

"Dirò (...) qualche parola su un aspetto internazionale del fascismo. Esternamente, il vostro movimento ha reso un servizio al mondo intero. Il gran timore che ha sempre tormentato ogni capo democratico o socialista è quello di essere silurato o superato da qualche altro capo più estremista di lui. Si disse che una continua corsa verso la sinistra, una specie di fatale franamento verso l'abisso, fosse la caratteristica di tutte le rivoluzioni: l'Italia ha dimostrato che v'è un modo di combattere le forze sovversive, modo che può richiamare la massa del popolo ad una reale cooperazione con l'onore e gli interessi dello Stato."

(W. Churchill, discorso all’Ambasciata inglese a Roma il 20.1.'27)



Le provincie che furono volute dal Duce

PROVINCE: furono 72, ne fondò altre sedici: Agrigento, Enna, Latina, Frosinone, Massa, Matera, Pistoia, Ragusa, Rieti, Terni, Savona, Varese, La Spezia ecc..

CITTADINE E COMUNI COSTRUITI DAL DUCE IN 10 ANNI: Latina, Aprilia, Sabaudia, Pomezia, Guidonia, Ardea, Ostia Lido, Fregene, Palo, Ladispoli, Maccarese, S.Michele, Carbonia, mille e piu' borghi e sobborghi sparsi in tutta Italia, migliaia di case colonihe.

BORGHI OGGI VERE CITTADINE DELL'AGRO ROMANO: Faro di Torre, Cervia, S.Donato, Grappa, Torre di Fagnana, Lido di Latino, Isonzo, Foce Verde, Sabotino,Sirene, Marechiaro, Cincinnato, Gigli, Campoverde.



Ardisco non Ordisco

il fascismo 

Scelgo

di essere me stesso, individuo assoluto;

di amare il mio orgoglio, la mia solitudine;

di amare il fato, la gioia e la mia morte

Scelgo

la bellezza; ciò che è difficile;

L'ordine naturale delle cose;

il superamento di ciò che in me

è ancora troppo umano; il simbolo

solare di una personalità attiva e creativa;

l'intransigenza e l'incrollabilità

cristallina di una forma interiore

al di là del bene e del male; il disprezzo

di ciò che è piccolo, meschino, servile,

brutto, timoroso, conformista, basso,

vile, normale; il misurarsi con il mondo

per vincerlo; l'obbedienza totale al mio

libero codice di onore e il riso di scherno

in faccia alla morale, alla legge del profitto,

alla gente e al suo modo di essere

Scelgo

la militanza giurata alla fedeltà dei valori,

la nobiltà dello sguardo nell'orizzonte solare del futuro. 

Pagando di persona se dovrò; 

la LOTTA COME VITA, 

la VITA COME GIOCO, 

il GIOCO COME LOTTA

Scelgo 

di vivere nell'idea, di ESSERE L'IDEA

Scelgo

NON AVER PAURA DI AVER CORAGGIO

INCOMINCIA A PENSARE CON LA TUA TESTA


La nostra storia non si è fermata a Piazzale Loreto,


i nostri ideali non si sono spenti con le carneficine partigiane, la nostra voce non si è zittita con le leggi liberticide emanate dai vincitori.  

Il nostro pensiero, la nostra forza e la nostra azione sono un trinomio eterno, capace di spezzare le catene della menzogna, della prevaricazione, dell'ingiustizia. 

La nostra fede è immortale, capace di rinascere dalle sue stesse ceneri perchè essa è unica, imperitura, universale. 

I CENTOMILA caduti della REPUBBLICA SOCIALE ITALIANA ci danno il diritto di continuare a credere, di continuare a sperare.  

Alla fine della guerra, reparti di soldati delle FF.AA, della R.S.I. disseminati sui vari fronti, ottennero dal nemico

L'ONORE DELLE ARMI.

La repubblica Italiana, come dice la Costituzione, fondata sulla RESISTENZA, puo' permettersi delle licenze, affermando che l'Italia è stata liberata e non sconfitta, cosicchè risulterebbe che solo la Germania ed il Giappone hanno perso la guerra.

MA NON FU COSI' AL TAVOLO DELLA PACE.

Trasformare una invasione, una resa, un tradimento, una sconfitta, in una liberazione è puro virtuosismo verbale, che non può coprire una verità ed una  

VILTA' STORICA.

E non lo dicono i reduci della R.S.I....


... la resa dell'Italia fu uno sporco affare.

 Tutte la nazioni elencano nella loro storia guerre vinte e guerre perse, ma l'Italia é la sola ad aver perduto
 questa guerra con disonore, salvato solo in parte dal sacrificio dei combattenti della RSI


 (da "Diario di Guerra" di  Eisenhower, Comandante supremo delle Forze USA nello scacchiere europeo)...


"...il fatto è che il Governo italiano decise

 di capitolare non perchè si vide incapace di offrire ulteriore resistenza, ma PERCHE' ERA VENUTO, COME IN PASSATO, IL MOMENTO DI SALTARE DALLA PARTE DEL VINCITORE..."

Il Generale ALEXANDER,  " Le armate alleate in Italia"


"...il VOLTAFACCIA ITALIANO

dell'otto Settembre FU IL PIU' GRANDE TRADIMENTO DELLA STORIA..."

"Le memeorie del MARESCIALLO MONTGOMERY", comandante dell'8a armata britannica:


"...SOLO DOPO LA DEFEZIONE ITALIANA

 NOI ABBIAMO POTUTO RAGGIUNGERE LA VITTORIA..."

"Taccuino segreto di W. CHURCHILL", primo ministro inglese:


" ...L'Italia fu fedele al suo carattere di

 SCIACALLO INTERNAZIONALE, sempre in cerca di COMPENSO PER I SUOI TRADIMENTI..."

"Storia della diplomazia di POTEMKIN", ambasciatore sovietico a Roma:


"...CHE ALLEATO SARA' L'ITALIA

 IN CASO DI UNA GUERRA? QUALI GARANZIE CI SONO CHE L'ITALIA, LA QUALE HA CAMBIATO SCHIERAMENTO NELLA SECONDA GUERRA MONDIALE DI QUESTO SECOLO, NON FARA' ALTRETTANTO?".

WASHINGTON POST, autorevole giornale americano:


L'Italia del dopoguerra è un Italia priva di valori,


 perchè il tradimento è cemento che non permette lo sbocciare dell'amor patrio, nè il candido fiore dell'orgoglio nazionale.

la nostra è' una nazione fondata sul lavoro, ma anche sul tradimento, sulla vilta', sul disprezzo della vita di coloro che sono stati dalla parte opposta del fronte e che non hanno vinto.

Ha ereditato, governo dopo governo, il crimine dei delinquenti della peggiore specie.

Molti di loro hanno poi riempito le fila di quei partigiani che commemorano il 25 aprile come festa della liberazione, ben sapendo che quella data è l'onta nazionale che si ripropone, in perpetuo, a triste ricordo di come eravamo e di come sempre saremo fin quando non saremo capaci di distinguere una vittoria da una disfatta.

l'italia è ancora oggi uno stato che riconosce solo la resistenza compiuta dai vincitori, disconoscendo o facendo finta di non ricordare i morti della r.s.i., anch'essi resistenti ma di un esercito perdente che non ha avuto, nè onori., nè riconoscimenti da quegli stessi italiani che hanno predicato libertà e democrazia e che oggi sono ancora più torbidi con le loro false solidarietà per i disadattati stranieri.

uno stato che, ancora oggi, non si vergogna quando da oltre confine il plauso arriva ancora per i combattenti della r.s.i. mentre i partigiani vengono visti come i miserabili traditori di un'idea, di un governo, di un potere che ha dato loro fama, glorie e onori quando indossavano la camicia nera!

mentre vengono premiate le stragi partigiane,allo stesso tempo vengono amplificate mistificate e condannate le azioni di guerra dei soldati della R.s.i., perchè i comunisti italiani non hanno gradito il tentativo di sopravvivenza di coloro che uccidevano come bestie da macello.

i partigiani d'italia sono coloro che vengono onorati e premiati con pensioni statali per il massacro degli italiani nelle foibe, della famiglia govoni, per l'assassinio di mussolini e dei suoi 15 ministri, per il macabro scenario di piazzale loreto, per l'uccisione di claretta petacci, anima innocente che ha avuto il torto di amare l'uomo più odiato dai comunisti.

e quanto citato non è che una lacrima in un mare di crudeltà

l'italia non deve dimenticare e il popolo deve sapere.

storia, cultura, verità, un trinomio temuto dai governi socialisti, democristiani e comunisti che si sono alternati in piu' di 50 anni di ladrocinii e di malefatte.

storia, cultura, verità, un trinomio che deve essere una testa d'ariete contro le porte dell'insolenza e della prevaricazione comunista.