Comunismo 9


 

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Quando la Morte arriva cantando: "BANDIERA ROSSA".

              

 

 



Cambogia

«C'è un albero, davanti a una delle fosse...
Era l'albero dei bambini,
dove i giovani soldato di Pol Pot portavano i ragazzini di due o tre anni o anche meno:
li afferravano per i piedi e li sbattevano contro il tronco, fino a fracassargli la testa.
E lo facevano davanti alle madri, che assistevano straziate e impotenti...
Il sangue dei piccoli ha scurito la corteccia
e quel colore rossastro non se ne va più».

(Bambini d'Oriente, di Ruggeri Corrado, Feltrinelli, 1998 )



Cambogia, maggio 1987: per la prima volta l'opinione pubblica viene messa a conoscenza di quella che è stata la politica di Pol Pot, il leader sanguinario comunista fedele esecutore degli ordini di Mao. Questa foto sopra è un Museo al Genocidio nel quale sono esposte le ossa, non tutte purtroppo, delle vittime dei Khmer Rossi. La Cambogia è sinistramente famosa anche per una valle, chiamata non a caso: "La Valle della Morte". Questa valle si estende a sud ovest del territorio cambogiano e ricopre circa 80.000 ettari. La sua triste fama è dovuta alla presenza di migliaia di resti umani visibili ancora oggi a perdita d'occhio: "un'oceano sconfinato di cadaveri".

Questo disgraziato è un sopravvissuto ai campi della morte della Cambogia; quest'uomo non andrà mai a raccontare la sua esperienza in televisione... Per lui non c'è posto... se fosse stato ebreo ex deportato nei lager nazisti  ci sarebbe stato un pubblico pronto ad ascoltarlo e a commuoversi

"Assurdo, maledettamente assurdo! Due milioni di morti per nulla. Neonati presi per i piedi, sbattuti con la testa contro un tronco d’albero, e da li direttamente lanciati in una fossa comune, uno dopo l’altro. Una catena di montaggio dagli ingranaggi perfettamente oliati. Persone immerse vive in vasche di olio bollente. Una delle più spaventose e vigliacche manifestazioni di follia di massa che il mondo ricordi".

 


Quando la Morte arriva cantando: "BANDIERA ROSSA".

              


Oggi i khmer rossi controllano ancora quasi il 20% del territorio cambogiano. I “santuari” khmer - così come vengono chiamati - restano delle isole immuni dalle leggi internazionali. I massacri proseguono indisturbati.
 



Il vero colore del comunismo: "il rosso sangue"               


Bilancio approssimativo della repressione comunista e delle vittime
 

dei gulag nell'ex Unione Sovietica:

-  80.000 fucilati senza essere stati sottoposti a giudizio e massacro di centinaia di migliaia di contadini e operai insorti tra il 1918 e il 1922;

- 5.000.000 di morti a causa della carestia indotta alla popolazione rurale agli inizi degli anni '20;

- deportazione ed eliminazione dei Cosacchi del Don;

- assassinio programmato di 10.000.000 di persone nei gulag fra il 1918 e il 1930;

- eliminazione di quasi 1.000.000 di persone durante la "Grande Purga" del 1937-1938;

- deportazione ed eliminazione di di 2.000.000 di kulak o presunti tali nel 1930-1932;

- sterminio programmato di 6.000.000 di ukraini nel 1933 per carestia indotta e non soccorsa;

- deportazione e sterminio dei tedeschi del Volga nel 1941;

- deportazione e sterminio dei tatari della Crimea nel 1943;

- deportazione e sterminio dei ceceni nel 1944;

Di tutto questo orrore non si sapeva nulla o si sapeva assai poco; le notizie arrivavano all'occidente e all'Italia distorte, spesso falsate a causa di oscuri personaggi che appoggiavano la politica di Stalin. L'assoluta chiusura degli archivi nei paesi comunisti, il totale controllo della stampa, dei mass-media e di tutte le vie di comunicazione con l'estero, la propaganda sui presunti "successi" del regime stalinista, tutto questo blocco dell'informazione mirava in primo luogo a impedire che si facesse chiarezza sulla repressione operata sistematicamente in Unione Sovietica.
 

Ingresso principale di un Gulag in Siberia: in questi luoghi sono stati eliminati milioni di individui, su questi campi di sterminio non sventola la svastica nazista bensì la "falce e martello".

Complessi carcerari dai quali nessuno è riuscito ad uscirne vivo, neanche dopo aver scontato la pena.


Una delle oltre 100.000 fosse comuni utilizzate dai sovietici per cercare di eliminare l'enorme quantitativo di cadaveri... il risultato della politica di Stalin.


Persone condannate ai lavori forzati nei Gulag per reati di opinione o per aver rubato per fame. Nessuno di loro ne uscirà vivo.

Queste persone, fra le quali  un bambino, non stanno dormendo o prendendo il sole: queste persone sono morte per fame nei gulag del "paradiso comunista" dell'ex Unione Sovietica.


Qui sopra, i resti di un altro Gulag, uno dei tanti  "luoghi di villeggiatura" del Paradiso Comunista; un luogo molto apprezzato ed elogiato da Palmiro Togliatti, il quale amava decantarne le caratteristiche peculiari ed il sistema (di tortura) all'avanguardia. Se i dirigenti del P.C.I. avessero vinto le elezioni del 1948, costruzioni simili sarebbero sparse in tutto il territorio italiano.


Il vero colore del comunismo: "il rosso sangue"               


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Alcuni dei passatempi più amati dall'Armata Rossa: l'impalamento. Questo è quello che è successo a 25.000 ufficiali polacchi ritrovati in una fossa comune a Katyn' dai tedeschi nel 1943. Fino al 1989 questa "ennesima" strage dei comunisti era stata attribuita per l'ennesima volta ai nazisti. Recentemente, nel 1997, nei pressi di San Pietroburgo, sono stati esumati 11.000 cadaveri in una fossa comune nella foresta della Carelia.



Quando la Morte arriva cantando: "BANDIERA ROSSA".

              


CAMBOGIA: "Anno Zero"

Foto a testimonianza dei massacri sistematici operati dai Khmer Rossi in Cambogia durante e dopo la dittatura

del leader comunista Salot Sar (Pol Pot)

 

   
   
   
   
   
   
   
   

 

 


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