LUPO
La mia modesta conoscenza
Animale interessante in natura, disposto a
vivere anche in cattività se giovane, rimanendo in lui tutte le
caratteristiche di animale predatore e selvaggio. Alcuni decenni scorsi
furono fatti tentativi di incrocio con il cane pastore tedesco,
ottenendo dei soggetti interessanti, comunque pericolosi, specialmente
se tenuti da persone inesperte. Mio padre ne aveva uno, e fu costretto a
disfarsene per le numerose situazioni di pericolo che si creavano, senza
comunque provocare mai dei danni. Ero un ragazzino, ma ricordo benissimo
questo animale.
Il lupo presenta alcune somiglianze con il cane
dei pastori. Il pelo del lupo ha colore che varia notevolmente, secondo
le razze e secondo le stagioni, da un bruno-giallastro a grigio, fulvo,
nero e anche bianco. In estate il pelo è poco sviluppato, mentre in
inverno la pelliccia è molto spessa. Il lupo ha forme slanciate e muso
allungato che termina con un callo nasale. Frequenta una grande varietà
di habitat, avendo molta capacità di adattamento e sopportando
facilmente le variazioni di clima. In Italia si trova sugli Appennini e
sulle montagne della Sicilia. E' un animale socievole che vive in
branchi numerosi. I branchi si spostano con frequenza e stazionano in un
posto al momento in cui nascono i piccoli. La lupa partorisce in una
tana molto ampia da quattro a sei piccoli, dopo circa sessanta giorni di
gestazione, che nascono ciechi e solo una decina di giorni aprono gli
occhi. Il lupo è carnivoro e si nutre di una grande varietà di
animali: da cavallette a topi, lucertole, criceti e uccelli. Di fronte
ad una preda grossa è tutto il branco che partecipa alla caccia
applicando accorgimenti intelligenti.
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DAINO

La mia modesta conoscenza
Un bellissimo animale recentemente
ripopolato in zone collinari, forse anche troppo causando danni notevoli
alle coltivazioni. Nella mia zona scende ormai anche in pianura, alle
porte della città.
Il daino appartiene alla famiglia dei Cervidi (Cervidae),
all’ordine degli Artiodattili da cui deriva la definizione di
ungulati, il suo nome scientifico è Cervus dama oppure Dama dama.
Il daino maschio raggiunge un’altezza al garrese di circa 90 cm. sono
lunghi circa 150 cm. e possono pesare fino a 100 kg..
La femmina leggermente più bassa può raggiungere il peso di 60 kg.
Il colore del mantello può variare notevolmente tra i branchi selvatici
e gli animali allevati da privati o presenti nei parchi.
Esistono alcune varietà che presentano un colore scuro tendente al nero
ed altre di colore albino, bisogna tenere presente che il mantello varia
anche in funzione delle stagioni.
Il colore naturale estivo è un bruno rossiccio con la presenza di
alcune grandi macchie bianche, nei piccoli le macchie bianche sono
particolarmente evidenti e numerose, il ventre è di colore chiaro.
Il colore del manto, nel periodo autunnale e primaverile, è di colore
bruno scuro - grigiastro, il ventre resta chiaro e le macchie di colore
bianco non sono più presenti.
Se osserviamo un daino dalla parte posteriore, la coda ed il bordo della
culatta hanno la forma di una ancora capovolta.
La principale caratteristica dei cervidi è
quella di avere ampie corna formate da una struttura ossea compatta, le
corna, cilindriche alla base e per il resto foggiate a pala larga,
piatta, assai allungata, prendono il nome di “palco”.
Nei daini il palco, presente esclusivamente nei maschi, si sviluppa dopo
il primo anno di età, cade annualmente per rigenerarsi immediatamente e
rapidamente.
I daini aiutano il processo di pulitura del palco sfregandolo contro
arbusti o alberi.
La caduta avviene ogni anno nel periodo gennaio-febbraio; a differenza
della maggior parte dei cervidi nel daino le corna sono palmate anziché
ramificate e possono raggiungere la larghezza di 80 cm. ciascuna.
Dalla forma del palco si può definire l’età dell’animale.
In libertà sono una specie assai sociale, la struttura più comune è
rappresentata da una femmina adulta accompagnata da un piccolo e da
un’altra femmina di 1-2 anni oppure da un giovane maschio il quale al
raggiungimento del secondo anno di età abbandona il gruppo per unirsi
ad altri maschi.
I gruppi possono avere strutture molto diverse, è possibile incontrare
branchi di soli maschi oppure di sole femmine come avere, anche, la
possibilità di vedere branchi misti; essendo un animale gregario forma
piccoli gruppi che nel periodo estivo possono formare branchi assai
numerosi.
I branchi selvatici sono molto schivi e attivi prevalentemente di notte.
Possono vivere per 15-18 anni e già ad un anno e mezzo raggiungono la
maturità sessuale.
Il periodo di riproduzione cade in autunno.
I maschi tendono a divenire aggressivi, il comportamento che assumono può
essere assai difforme da animale ad animale.
Più maschi possono convivere tra loro sulla stessa area.
In questo caso ogni maschio difende una piccola superficie che viene
utilizzata a scopo di esibizione e di accoppiamento con le femmine che
vi transitano.
Il periodo di gestazione dura circa 8 mesi ma, in caso di scarsità di
cibo o altre condizioni avverse, le femmine riescono a ritardare la
nascita del piccolo anche di 30-60 giorni.
Ogni femmina partorisce un solo piccolo, rari sono i casi di parti
gemellari.
La nascita avviene nel periodo maggio-luglio e l’allattamento dura dai
4 ai 5 mesi.
I piccoli sono in grado di muoversi autonomamente già dopo un giorno di
vita.
Per le prime 2-3 settimane il piccolo trascorre quasi tutto il tempo
nascosto nella vegetazione e comunque lontano dalla madre che gli si
avvicina solo per allattarlo.
Il daino essendo originario delle foreste di
latifoglie delle regioni mediterranee si è ben ambientato sia in
pianura, sia in collina come pure in montagna; e possibile trovarlo
nelle pianure a ridosso del mare sino ai 1000 metri di altitudine.
Il daino è un ruminante, cioè dopo una prima masticazione sommaria,
durante il pascolo, gli alimenti vengono convogliati nel primo
compartimento gastrico, (rumine) e quindi rigettati nella bocca dove
subiscono una seconda e più accurata masticazione per essere mangiati
definitivamente.
Allo stato selvatico si ciba di erba, foglie, arbusti, germogli, mangia
anche la frutta che cade dalle piante (mele, pere, prugne, albicocche,
susine, uva, castagne, ghiande, ecc.).
In cattività gli si può somministrare pane, fiocchi misti formati da
grano, orzo avena e granoturco, carote e mele, ma mai abbondantemente
per evitare di impigrire la fase di ruminazione.
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CINGHIALE

La mia modesta conoscenza
Come il daino si è riprodotto enormemente
in zone collinari, creando danni alle coltivazioni e al terreno, che
smuove come fosse un carro armato. Infatti con la sua ricerca di tuberi,
utilizzando il muso, e capace di fare delle buche su grandi superfici di
terreno. E' anche pericoloso, in particolare la femmina, che è sempre
accompagnata dai suoi piccoli, e se avverte un pericolo è disposta anche
ad attaccare con una forza enorme, cercando di dare dei grandi morsi.
E' diffuso in Europa, in asia e nel nord dell'Himalaya.
Preferisce le regioni umide e paludose nelle foreste e della boscaglia,
dove costruisce la sua tana fangosa scavandola nel terreno solitamente
riparata da una fitta macchia. Il cinghiale esce dal riparo per andare a
procurarsi il cibo solo alla sera. Si nutre di ghiande, tuberi, insetti
e vermi; in autunno mangia rape, legumi, castagne e patate. Il periodo
degli amori inizia verso la fine di novembre e dura in genere tutto il
mese, i combattimenti tra maschi sono frequenti, in genere sono i vecchi
maschi che si riuniscono al gruppo per scacciare i giovani, per poi
sedurre le femmine. Dopo circa 100 giorni dall'accoppiamento, la femmina
da alla luce il piccolo.
Il cinghiale è un animale robusto, gli adulti possono raggiungere i 300
kili di peso, la sua conformazione e simile a quella del maiale
domestico. Il pelo è costituito da setole lunghe e dure in genere di
colore nero. Ha alcuni sensi molto sviluppati, in particolare l'olfatto
e l'udito, che se ne serve per ricercare il cibo e per avvertire il
pericolo.
Peso: da 150 a 300 kg
Nome scientifico: Sus scropha
Famiglia: Saudi
Ambiente: foreste e boschi
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