Animali 3



CAVALLETTA


La mia modesta conoscenza
Bello se non numeroso. Il terrore di molti, in particolare le donne, ma è un animale assolutamente innocuo. Ho vissuto con un soggetto piccolo entrato in casa per 2-3 anni, libero di andare dove voleva. Si faceva vedere di giorno e di notte, in particolare di notte attratto dalle poche luci. Spesso mi addormentavo con lui posato sul comodino.


Le cavallette appartengono all'ordine degli ortotteri. Generalmente sono di colore verde, ma esistono varianti dal giallo al nero. Hanno sul capo triangolare due lunghe antenne, ai lati due grandi occhi neri sporgenti. Gli occhi sono formati da tanti piccoli occhi, ciascuno vede una parte dell’oggetto osservato e insieme ricostruiscono l'immagine. Le antenne sono utili per orientarsi nell’ambiente e per avvertire la presenza di predatori che si trovino anche molto lontani e quindi grazie ad esse può mettersi in salvo presto. Inoltre sono sensibili al calore ed all’umidità e vengono usate per annusare e per gustare. Non hanno gli orecchi. Le ali anteriori, modificate, coprono il secondo paio di ali ripiegate a riposo sotto di esse. Come tutti gli insetti, le cavallette hanno sei zampe, ognuna suddivisa in quattro parti principali. Hanno lunghe zampe posteriori che distendono come l’asta di un atleta, consentendo loro di fare salti nell’aria. Usando uno speciale organo allungato robusto ed appuntito, detto ovopositore, la femmina depone le uova fecondate sotto la corteccia di un albero o nel fusto di una pianta. In primavera le uova si schiudono liberando insetti simili ai genitori, ma molto più piccoli e privi di ali, detti ninfe. Per raggiungere le dimensioni d’un adulto, la ninfa deve compiere 5-6 mute, si libera cioè del vecchio esoscheletro, che riveste il suo corpo ma non può crescere, e lo sostituisce con uno più grande. Le invasioni di cavallette sono inoltre una delle più grandi calamità che possano colpire l'agricoltura. Vive tra le siepi e l'erba alta. Si sente il suo stridulo canto soprattutto nelle giornate più calde. Esso viene prodotto dallo sfregamento delle ali. Ogni diversa specie di cavallette produce un suono diverso, cantano per corteggiare le femmine o per gareggiare con un rivale.

 

GAZZA   (Pica Pica)


La mia modesta conoscenza
Bellissimo soggetto che si adatta bene alla cattività. Ho allevato un piccolo con grandi soddisfazioni. E' possibile avere un vero rapporto di amicizia in quanto riconosce perfettamente le persone, sopratutto quella che lo accudisce, ma anche gli altri componenti della famiglia. Ama giocare, specialmente con oggetti "luccicanti" che cattura subito e corre a nascondere, solitamente nel contenitore del mangime. E' molto intelligente. Dopo alcuni anni che lo avevo mi capitò di andare in vacanza al mare portando anche lui, e il giorno stesso dell'arrivo rimase accidentalmente aperta la finestra della gabbia con conseguente fuga di "Giulio" (il suo nome). Temetti di averlo perduto per sempre, considerando il posto assolutamente sconosciuto per lui, compreso il mare che certamente non aveva mai veduto. Da informazioni che cercai sapevo che era stato visto abbastanza lontano dal posto che era fuggito, ed altri mi dissero che lo avevano veduto su dei pioppi vicino casa al tramonto, ma al secondo giorno dalla fuga stavo per perdere completamente ogni speranza. Sbagliavo! al mattino del terzo giorno ritornò per stare insieme fino alla sua morte.


 La Gazza ha dimensioni medio-grandi, becco più breve della testa, robusto e leggermente uncinato all'apice, coda assai lunga e graduata, ali piuttosto corte e arrotondate. Il piumaggio in entrambi i sessi è di colore nero vellutato con varie iridescenze verde-bluastre o porporine su testa, gola, dorso, ali e coda, mentre sono di colore bianco fianchi, addome e copritrici esterne delle ali. Il becco e le zampe sono neri. In volo Riconoscibile con facilità per la lunga coda graduata e la colorazione bianca e nera del piumaggio. Lunghezza cm 47-50, peso gr 160-250

Accorta e guardinga, conduce vita gregaria quando è abbastanza numerosa. Possiede un volo diritto e lento, sebbene con rapidi battiti d'ala. Si posa soprattutto sugli alberi, mentre sul terrene, ove ricerca il cibo, cammina e saltella agilmente con la coda tenuta spesso sollevata. Come altri Corvidi, è nota per la prerogativa di raccogliere e nascondere oggetti luccicanti o colorati.

La sua dieta comprende sia sostanze animali che vegetali: insetti (soprattutto coleotteri e loro larve, ortotteri, larve di lepidotteri), molluschi, lombrichi, zecche, lucertole e piccoli rettili, uova e nidiacei di uccelli, micromammiferi (toporagni, topi, arvicole), animali debilitati, carogne, resti alimentari e di macellazione, semi di varie essenze tra cui cereali, frutta fresca, noci e nocciole.

 La stagione riproduttiva inizia in aprile. Il  nido piuttosto voluminoso e costruito da entrambi i sessi su alti alberi o cespugli spinosi, utilizzando stecchi e rametti secchi cementati con fango e terra; l'interno è moderato di radichette, erbe, peli e piume. A volte il nido è coperto da una cupola di stecchi e in tal caso è provvisto di due aperture. Le 5-6 uova deposte vengono incubate dalla sola femmina per 17-18 giorni. I piccoli restano nel nido per quasi un mese, ma anche quando cominciano a volare continuano ad essere imbeccati per qualche tempo. Il nucleo familiare resta unito fino all'autunno e talvolta anche per tutto l'inverno. Depone una volta all'anno.

 Frequenta i margini di boschi, boscaglie rade, prati e zone coltivate con alberature e, più in generale, ambienti aperti con sufficiente vegetazione arborea in pianura, collina e montagna fin oltre i 1.500 m di altitudine. Specie stanziale ampiamente distribuita in Europa, Africa settentrionale, Arabia, Asia minore, Asia centrale fino al Pacifico, Indocina; ha colonizzato il Nuovo Mondo diffondendosi in parte del Nord America. In Italia è presente in tutta la penisola e in Sicilia, con esclusione delle parti più elevate delle catene montuose, mentre è assente in Sardegna e Isola d'Elba. 

 

PITONE REALE


La mia modesta conoscenza
Si può allevare facilmente con un buon terrario che soddisfi le sue esigenze. Non richiede particolari impegni dato che la frequenza di mantenimento è settimanale se non addirittura quindicinale o superiore, a parte "l'occhiata" giornaliera obbligatoria per chi si assume la responsabilità di allevare un soggetto. Nessuna amicizia è possibile.


Pitone reale (Ball Pythons)
Ordine: Squamati; Sottordine: Serpenti (o Ofidi);
Famiglia: Boidi; Sottofamiglia: Pytoninae; Genere: Python; Specie: Python regius

Il Pitone reale è nativo dell’Africa centro occidentale, tra i boidi è la specie di dimensioni più ridotte con i suoi 120/150 cm, la femmina diventa leggermente più grande del maschio.
La sua indole è docile tanto da essere soprannominato Ball pythons ovvero pitone palla, perchè quando si sente minacciato si acciambella proteggendo la testa, la sua vita media è di circa 30/40 anni, ma in cattività possono raggiungere anche i 50 anni.

E' sicuramente la razza più indicata per i neofiti amanti dei serpenti, per le sue dimensioni ridotte è per il carattere mansueto; questo non vuol dire che si possa acquistare un pitone senza prima essersi informati approfonditamente sulle esigenze e soprattutto prima di aver costruito (e testato) un terrario accogliente.

E' bene tenere i serpenti chiusi in teche NON troppo piccole, con rami e piante finte per nascondersi, questo perchè passano la maggior parte della loro giornata a dormire (specialmente dopo il pasto si nascondono anche per 4/5 giorni ininterrottamente) ma non sono animali sedentari come può sembrare.

Un Reale abituato ad essere maneggiato ed ad uscire dalla teca (sotto stretto controllo) è molto più attivo e si trova perfettamente a suo agio con le persone.
Le dimensioni del terrario per un adulto partono da un minimo di cm 80x50 altezza 70, nel caso di spazi ridotti è possibile svilupparlo in altezza aggiungendo rami e mensole dove il vostro ospite può arrampicarsi e nascondersi.

Legno e vetro sono i materiali migliori, utilizzando del compensato (impermeabilizzato) per il fondo, le pareti ed il tetto della teca sarà più facile fissare l'arredamento. La teca dovrà essere solida con chiusura esterna a serratura per impedire che chiunque possa aprirla, all'interno saranno sempre presenti una vasca per l'acqua abbastanza grande anche per un bagno, un substrato di legno assorbente facilmente reperibile in commercio, una resistenza (piastra o serpentina) per scaldare l'ambiente, un termometro, una lampadina raggi uva con timer se la stanza non è provvista di finestre.

Sono necessari 20 gradi la notte e 25 di giorno per ricreare le condizioni ottimali, la soluzione più semplice è di riscaldare metà del terrario ponendo i nascondigli sia nella parte calda che in quella fredda, in modo da lasciare la scelta al serpente che potrà termoregolarsi da solo.
In inverno il rischio di raffreddore o di morte per il blocco della digestione è molto alto, se si decide di far uscire il serpente si dovrà aspettare qualche giorno dall'ultimo pasto e solamente se la stanza è riscaldata evitando di farlo andare sul pavimento freddo.
Durante le "uscite" dalla teca il serpente dovrà essere SEMPRE monitorato perchè è molto bravo a nascondersi silenziosamente, cerca posti tranquilli dove raggomitolarsi, ritrovarlo diventa davvero difficile.

In molti parlano dell'inappetenza nel Pitone che può smettere di mangiare addirittura per un anno e più, questo accade perchè spesso sono sovralimentati rispetto al movimento che fanno, in natura devono procurarsi il cibo e la caccia non va sempre a buon fine, mentre in cattività questo non accade.
Nella crescita da 30cm ai 60 circa di lunghezza si potrà alimentare ogni due settimane, la preda dovrà essere grande il doppio della testa del serpente anche se questo ci può sembrare impossibile. La grandezza adeguata della preda serve a sviluppare le ossa e le parti elastiche della testa; il tempo medio per il pasto è di 15 minuti, se ci impiega meno tempo vuol dire che la preda è troppo piccola.

Un reale adulto può mangiare una volta al mese un ratto di medie dimensioni, molto dipende anche dalle capacità di caccia del vostro serpente, in genere le femmine sono cacciatrici più abili.
Durante il pasto, per evitare il rischio di morsi, è consigliabile mettere il serpente più in alto (su un ramo o una mensola) rispetto al ratto: non sono rari i casi di Reali temporaneamente inappetenti in seguito allo spavento dovuto a ferite o addirittura uccisi dalla stessa preda. Quando si tengono due o più serpenti si dovranno alimentare separati altrimenti si corre il rischio che si avventino sulla stessa preda contemporaneamente. Per questo è possibile costruire un contenitore apposta con una mensola posta in alto.

Il serpente non interagisce con il proprietario come altri animali, la sua percezione del mondo è totalmente diversa, la vista è scarsa, sente gli animali a sangue caldo grazie a sensori specifici posti ai lati della bocca, la pelle è in grado di riconoscere il tocco di una mano amichevole rispetto ad una persona agitata; più si è in grado di dedicargli del tempo più l'animale sarà tranquillo e rilassato quando viene maneggiato, imparando ad apprezzare a suo modo la nostra compagnia.

Per determinare il sesso è necessario far sondare l'animale da persone competenti c'è il rischio di danneggiare l'apparato riproduttivo, la sonda viene inserita delicatamente nella cloaca, marcando la misura in profondità del condotto e riportandola sulle squame della coda, in base al numero di squame viene determinato il sesso.
Raggiunge la maturità sessuale attorno hai 3-5 anni , è oviparo (depone le uova), un numero che varia da 2 a 10,sono abbastanza grandi e a forma allungata, la femmina le avvolge covandole per 2-3 mesi , compiendo dei movimenti continui del corpo per mantenere il calore costante. Senza mai lasciarle nemmeno per alimentarsi.

 

Rospo


La mia modesta conoscenza
Numerosissimi qui da me, escono verso sera e non temono l'uomo. Un paio di volte ho salvato la vita ai rospi togliendoli di bocca a dei serpenti. Il rospo in questi casi si gonfia enormemente impedendo al serpente di inghiottirlo, ma la battaglia sarà vinta dal serpente in quanto attenderà la perdita di forze del rospo. Ho voluto allevarli per studiare questo simpatico animale. Mi sono apparsi abbastanza intelligenti, anche se nessuna amicizia è possibile. Mi è capitato spesso di toccarli a mani nude senza avere avuto nessun tipo di danno.


È uno degli anfibi più diffusi e comuni in Europa e nelle regioni temperate dell’Asia.  

Il maschio raggiunge una lunghezza massima di 10 cm, mentre la femmina può arrivare a 20 cm.  

La femmina depone nell’acqua tranquilla degli stagni fino a 7000 uova, a forma di un lungo cordone.  

Si nutre di vermi, ragni, insetti e molluschi, ed è a sua volta predato dalle grosse femmine di biscia dal collare.  

Esclusivamente crepuscolare e notturno. Resiste bene all’aridità, cammina e salta piuttosto goffamente e nuota con agilità e perizia. In cattività vive sino a 36 anni, e senza cibo sopravvive per circa 15 mesi. La bufalina e la bufotenina, secreti delle sue ghiandole, agiscono sul cuore e sul sistema nervoso con effetti paralizzanti, e in base alla dose provocano la morte di piccoli vertebrati. Per l’uomo sarebbe mortale la dose data da 12 rospi. Per l’assenza di un organo inoculatore,  questi Anuri sono assolutamente  innocui per l’uomo. È uno degli animali più utili alla campagna  per la grande quantità di insetti nocivi che distrugge.  

 

Vipera


La mia modesta conoscenza
Qui da me sono numerose ma difficilmente capita di vederle, anche perchè noi non le vediamo ma possono esserci ben nascoste ai nostri occhi. Non attacca mai l'uomo, anzi cerca di mantenere le distanze, e le poche volte che è capitato un incidente, tra l'altro mai mortale, è accaduto per incuria dell'uomo, magari addirittura calpestando l'animale, o addirittura mettere le mani dove l'animale stava nascosto.


Raggruppiamo sotto questo nome gli ofidi velenosi presenti sul nostro territorio: la vipera marasso (berus) e la vipera aspide (aspis). Rare sono le vipere melaniche, della specie aspide o marasso, ma di colore completamente nero. 

Diffuse sino a 2000 metri di quota, le due specie frequentano sia i pendii assolati (aspide) sia i luoghi più freschi o posti a nord (marasso), in genere sono in attività da metà marzo ai primi di ottobre, il resto dell’anno sono in letargo. Sono animali sedentari che abitano in uno spazio vitale di 90-800 metri quadrati, sono alquanto timide e paurose. Si cibano di topi, arvicole, toporagni, ecc. Non hanno molti nemici abituali, solo gli sbalzi termici provocano una dura selezione; in montagna la mortalità per sbalzi di temperatura tocca anche il 30-40 %. 

Le due vipere presenti non sempre  si distinguono dalle bisce per colore, sfumatura, disegno o altro genere ornamentale: vi sono delle bisce con identica colorazione e ornamento. La pupilla nella vipera è verticale; nella biscia è rotonda. La lunghezza della vipera al massimo arriva ai 70-90 cm; nella biscia può superare i 220 cm. Le placche sul capo delle bisce sono molto evidenti e ben visibili; nella vipera sono piccole e di uguali dimensioni. Il metodo infallibile e immediato per distinguere la vipera dalla biscia consiste nel guardare la coda: la coda tronca e grossa della vipera si nota immediatamente, allo stesso tempo la coda lunga e sottile della biscia consente di individuare sicuramente il rettile. Per i più esigenti, il metodo veloce per classificare le due vipere è questo: l’aspide ha l’apice del muso leggermente ricurvo verso l’alto, nel marasso invece l’apice del muso è piatto.  

 

Biscia Viperina 


La mia modesta conoscenza
Molto presente qui da me, si può ammirare il disegno e i colori della pelle, che cambiano se impaurita.


È diffusa in alcune zone dell’Europa, dell’Africa settentrionale e dell’Asia Minore. In Italia è presente in Lombardia, Piemonte, Liguria, Sicilia e Sardegna. Predilige le pozze di montagna e i corsi d’acqua ricchi di vegetazione. Nelle giornate umide  e piovose si porta pure nei prati e nei campi.    

Lunga 60 -70 cm, al massimo 1 metro. Il tono di fondo di tutte le parti superiori del corpo è grigio-verdastro chiaro, sul quale spiccano molte macchie brune.   

La femmina depone da 4 a 20 uova, alla base dei cespugli, presso le rive o in fosse tra le radici degli alberi; i neonati sono lunghi circa 16 cm. 

Si ciba cacciando pesci e anfibi. 

Trascorre l’inverno  acclimatandosi in buche costituite soprattutto da tane di roditori abbandonate. Timida e inoffensiva, anch’essa si difende cospargendo l’assalitore con una sostanza maleodorante.   


Volpe


La mia modesta conoscenza
La mia nemica! Furba e temeraria è capace di dedicare giorni alla preparazione della caccia. Infatti ho visto molto spesso di notte e di giorno appostata per osservare il luogo dove si trovavano animali da catturare, e ha sempre vinto lei. A niente sono servite le reti alte mt. 2,50, cancelli o altro, ha sempre trovato il modo di catturarle. Con la sua temeraria e paziente caccia catturò anche dei galletti che da anni prima del tramonto andavano a dormire su degli abeti molto alti. Ma lei avrà pensato: "prima o poi devono scendere".
Comunque è un animale bellissimo. Stupendi i cuccioli. Belli gli occhi visti di notte che hanno un colore giallo oro. Un mio conoscente aveva un esemplare che allevava come un cane, ed era abbastanza mansueto pur mantenendo il proprio carattere di animale libero e selvaggio.

 


È ampiamente diffusa in Europa, nell'America settentrionale e in buona parte dell'Asia. In Italia è presente ovunque. La volpe frequenta in genere gli ambienti più vari, dalla pianura alla montagna, con preferenza per i luoghi selvaggi e ricchi di ricoveri naturali.   

È lunga fino a 1 m, di cui 45 cm. spettano alla coda. Il peso varia da 6 a 10 kg. Ha forma particolarmente snella, con tipico muso lungo ed aguzzo, alte orecchie appuntite emergenti dalla pelliccia, arti relativamente brevi con piedi a suola molto pelosa. Il colore delle parti superiori è bruno-fulvo tendente al rossastro; collo, spalle e lati del corpo sono invece piuttosto grigiastri.   

Si ciba di piccoli animali, cuccioli di animali di mole maggiore (ad esempio di capriolo), di frutta e di uova; la sua dieta tuttavia, risulta composta prevalentemente di arvicole e di topi.   

Attiva soprattutto di notte ma si può incontrare anche nelle ore diurne. La sua scaltrezza ed il suo eccezionale fiuto, le consentono quasi sempre di evitare l’incontro con l’uomo, di cui, quasi può definirsi la sua ombra, data la tendenza a seguire gli insediamenti umani per depredare il bestiame.  

Si rifugia nei più vari ricoveri naturali e spesso si scava una tana o utilizza quella di altri mammiferi, in particolare quella del tasso. La tana possiede più gallerie. In aprile-maggio vengono partoriti 3-8 piccoli (ciechi fino a una dozzina di giorni), allattati per circa un mese ed indipendenti a 3 o 4 mesi. La durata della vita è di circa 12 anni.   

È diffusa ovunque ma gli incontri sono rari, tuttavia capita di sorprenderla anche nelle vie del paese. Si ha bene un'idea del numero di questi animali, con il terreno coperto di neve, sul quale lascia le sue numerose tracce. 

 

OCA DEL CANADA


La mia modesta conoscenza
Ho allevato alcuni esemplari con la speranza di abituarli a vivere sempre qui, ma il loro richiamo naturale a migrare è troppo forte. Dopo averle tenute prigioniere per 2-3 mesi per abituarle al posto, perchè capissero che non avevano pericoli, salvo quelli naturali a cui sanno bene come difendersi, il giorno stesso della liberazione se ne sono andate per sempre.


Nome scientifico: Branta Canadensis
Ordine: Anseriformi
Famiglia: Anatidi

L'oca del Canada misura 90-100 cm di lunghezza e pesa circa 5 Kg. Il capo, il collo e la coda sono neri; il petto e il ventre di color grigio bruno; le parti superiori sono marroni. Su ciascun lato del capo vi è una larga macchia bianca che si estende fino alla gola. La sua diffusione è nell'America settentrionale ed nell'Europa settentrionale. Nidifica nelle isolette coperte da vegetazione di cespugli, nei laghi e nelle paludi. Il nido è posto in una concavità del suolo, composto da vegetali e piumino. Ogni anno è allevata una sola covata di 6 uova circa, incubate dalla femmina per 30 giorni. I piccoli volano all'età di 9 settimane restando ancora per lungo tempo insieme ai genitori. Il cibo consiste in erbe, semi, molluschi, piccoli pesci e anfibi.

 

Riccio 


La mia modesta conoscenza
Simpatico animale che non fugge di fronte al pericolo preferendo la difesa passiva, e forse per questo rimane spesso vittima delle auto attraversando spesso le strade nelle ore notturne. Pur essendo intelligente non è possibile farlo vivere in cattività per il carattere selvaggio che lo distingue.


È diffuso in tutta Europa e in Asia sino ad un'altitudine di oltre 1000 m. In Italia si trova dappertutto. Vive nei boschi, nei luoghi aperti, nelle macchie, nelle zone dove abbondano le erbe e anche dove la vegetazione è scarsa, nelle sassaie e nelle zone rocciose.   

Ha corpo tozzo e convesso, muso conico e allungato. La parte superiore è rivestita da aculei di colore fulvo, il muso e la parte inferiore sono coperti di setole.   

Costruisce nel terreno una tana foderata con foglie e provvista di due uscite. Si accoppia in primavera, la gravidanza dura 5-6 settimane e la femmina partorisce all’inizio dell’estate 3-8 piccoli.   

Ghiottissimo di uova, preda piccoli di uccelli che nidificano al suolo, mangia un numero enorme di piccoli insetti. Si nutre anche di sostanze vegetali e di serpenti, di questi ne mangia la testa.   

In caso di pericolo si appallottola rimanendo in tal modo completamente difeso dagli aculei. Nemico acerrimo di ogni genere di serpi in genere, che uccide dopo breve lotta, e specialmente delle vipere. Simpatico, intelligente e coraggioso è dotato di olfatto finissimo, dote che gli consente di sfuggire ai tanti nemici. Conduce vita notturna. Passa le ore del giorno dormendo nella sua tana. Durante l'inverno va in letargo rimanendo avvolto a palla con gli aculei diritti.   

 

Merlo Comune


La mia modesta conoscenza
Stupendo cantatore è intelligente e può adattarsi bene alla cattività se molto giovane. Ho avuto occasione di raccoglierne uno caduto dal nido, destinato in questo caso a morte certa, causa altri animali predatori, e comunque difficilmente potrebbe continuare ad allevarlo la madre, anche se è sempre disposta a seguire il figlio a rischio della propria vita. Infatti la madre in casi simili cerca sempre di attirare l'attenzione verso di se nel vano tentativo di mettere al sicuro il piccolo. Purtroppo la mortalità di questa causa è frequente.
Allevare un piccolo caduto dal nido è molto difficile, e generalmente muore nelle 24-48 ore, è comunque possibile, con gli alimenti adatti e una buona dose di fortuna, riuscire dando piccoli e frequenti pasti giornalieri, variando dosi e frequenza col crescere dell'animale, giusto come avviene con i nostri piccoli. Io, insieme a mio padre, ho avuto questa fortuna, ottenendo una splendido merlo maschio, quindi godendo del suo canto e delle piume di un nero brillante molto bello. I primi 2/3 anni ha vissuto in città, dimostrando subito il proprio carattere e volendo quello che vedeva fare dalla Gazza e dalla Gracula che vivevano in altre gabbie vicino a lui. Molto sensibile alle persone abituali di cui gradiva la compagnia, amante del gioco, tanto da imparare alcuni suoni simili alle parole. Dopo questo periodo è andato a vivere in campagna (nel posto suo nativo), posto molto popolato dai merli, ed un giorno a causa della finestra della gabbia aperta fuggi. Pensai che non sarebbe più tornato, anche se i primi 2-3 giorni si faceva spesso vedere intorno casa. Poi un bel giorno volò verso di me posandosi su la mia mano, forse per avere un pezzetto di formaggio reggiano di cui era molto goloso, e probabilmente anche perchè voleva rivedere un amico. Io, pensando di avere il suo "consenso", lo rimisi in gabbia, dove continuò a vivere senza alcuna sofferenza apparente, pur essendo circondato dai suoi simili che vivevano in libertà. Poi un bel giorno il vento fece cadere la gabbia permettendo a "Vallanzasca" (il suo nome) di fuggire ancora, e questa volta per sempre. I primi giorni si faceva vedere spesso intorno casa, avvicinandosi anche a pochi metri, senza però volare sulla mia mano. Quindi aveva scelto la libertà, anche se nei mesi a seguire continuò ad avvicinarsi alla casa, anzi mi seguiva anche nelle mie gite nel bosco, e quando mi fermavo si fermava anche lui mantenendo comunque una distanza. Sono certo che questa storia è durata per almeno 2-3 anni successivi, poi ho perso ogni riferimento di lui. Spero tanto che non sia caduto vittima di un cacciatore.


È diffuso in tutta Europa ed Asia. In Italia vive ovunque: nei boschi, nei campi, nei giardini, nei parchi e anche nelle città. 

Lunghezza totale 24 cm, peso 100 grammi. Il merlo presenta colori nettamente diversi a seconda del sesso e dell'età: da giovane ha un piumaggio di colore bruno-marrone. Le differenze maschili e femminili appaiono dopo circa un anno, il maschio infatti è completamente nero, mentre la femmina tende al grigiastro. Il becco negli adulti ha una vistosa tinta gialla in entrambi i sessi. 

Costruisce il nido in luoghi diversi: sugli alberi, nei muri, nei cespugli e qualche volta persino a terra. Il nido è cementato con fango e tappezzato di piume e batuffoli. La femmina depone 3-5 uova di colore variabile, dall’azzurro  al verde chiaro al biancastro macchiate di bruno. Le uova vengono covate per 13-15 giorni, le covate sono due o anche tre tra marzo e maggio.   

I piccoli del merlo nati dalla prima deposizione, contribuiscono ad allevare i fratelli nati nella seconda e nella terza covata.   

Si ciba di semi, insetti, frutta, bacche e piccoli rettili.   

Migratore e stazionario, lo si incontra in qualsiasi luogo durante tutto l’anno, in genere solitario o a piccoli gruppi.   


Pipistrello 


La mia modesta conoscenza
Brutto! Satanico! Maledetto! Sono le parole usate frequentemente per questo animale. Devo dire che non sono mai stato attratto ad allevarlo in cattività, ma numerose sono state le volte che è entrato in casa dalle finestre volando poi per tutta la casa alla ricerca di una uscita. Ho spesso aiutato a trovarla e tutto è finito sempre senza danni.


È diffuso nella regione mediterranea, nell'Asia e nell'Africa settentrionale. Si trova in ogni parte d'Italia. Vive nelle grotte, dove si spinge a centinaia di metri all’interno, penetrando anche in recessi molto angusti. Durante l'estate abita in cavità minori, nelle fessure delle muraglie, nelle cavità dei tronchi e nei sottotetti. 

È lungo circa 7 cm compresa la coda. Ha le orecchie corte ed una pelliccia di colore bruno scuro, le ali sono nerastre. La sua apertura alare è di circa 22 cm. 

Si ciba di insetti di varie specie. Cattura le prede in volo o più raramente a terra, con tecniche di caccia variabili a seconda delle specie. A questo riguardo, riveste una fondamentale importanza la sua capacità di utilizzare gli ultrasuoni come mezzo di localizzazione degli oggetti che gli stanno davanti.   

La vita del pipistrello si svolge tutta di notte o tutt’al più anche durante il crepuscolo e l’alba. Nelle grotte si appende con i soli piedi alle volte o alle pareti, mai nelle fessure; forma talora colonie numerose, anche con altri pipistrelli. In letargo assume la tipica posizione “ammantellata”, con le ali disposte in modo da avvolgere tutto il corpo. Il letargo non è continuo, ma viene interrotto da periodi di attività, durante i quali si sposta all’interno della stessa grotta o va a cercare altri rifugi. Ha un volo farfalleggiante, basso e lento.   

 

Allocco 


La mia modesta conoscenza
Bellissimo animale. Il suo richiamo è noioso, di notte per ovvie ragioni, ma anche di giorno è sempre molto insistente e ripetitivo.


L’allocco è un uccello dalle abitudini notturne; abita le foreste grandi e folte ed è migratore. 

È un animale dal capo grosso, rotondo e senza ciuffi auricolari; le parti inferiori sono biancastre con strisce e fasce scure. Questa specie presenta due forme: quella rossiccia e quella melanica (cioè cenerina). Quest’ultima è molto più rara. La lunghezza totale dell’allocco, sia maschio che femmina, è di circa 40 cm.  

Fa i nidi un po' dappertutto: nei tronchi degli alberi, sul terreno, nei muri vecchi e sulle rocce. Depone da 2 a 6 uova bianche,  Fa un’unica covata che dura 28 giorni, da marzo ad aprile.

È un uccello tipicamente carnivoro, si ciba di topi, ghiri, rettili, insetti e talvolta anche di uccelli. Per questi motivi l’allocco si può considerare utile all’agricoltura.  

Viene chiamato anche gufo selvatico. In alcuni paesi si usa tenerlo vivo e libero nelle abitazioni, poiché  è addomesticabile. Si affeziona facilmente alla casa e vive cacciandovi i topi meglio dei gatti.

 

Cuculo 


La mia modesta conoscenza
Belle le piume. Il canto è noioso.


Vive in tutta l'Europa e in Asia. In Italia è migratore estivo e di doppio passo quando transita per migrare in Africa.   

Lunghezza totale 32 cm, peso 110  grammi. Ha corpo snello e becco piccolo, ali lunghe e aguzze e coda lunghissima.   

Essendo un uccello parassita di cova, non costruisce il nido ma utilizza quelli di altre specie. La femmina infatti, depone le sue uova una per una nel nido di un altro uccello (le sue vittime appartengono a quasi 300 specie diverse, compreso il piccolo scricciolo). Questo coverà l’uovo di cuculo assieme ai suoi e provvederà ad alimentare il piccolo cuculo, che una volta nato si sbarazza istintivamente delle altre uova o di altri pulcini presenti nel nido; ciò accresce la quantità di cibo di cui potrà disporre.  

Si nutre prevalentemente di insetti.

Il canto del maschio è caratteristico, mentre la femmina emette un suono stridulo. 

 

Ghiandaia 


La mia modesta conoscenza
Animale molto interessante e bello per la sua intelligenza, disposto a vivere in cattività se giovane. Non mi pare che abbia qualità paragonabili alla Gazza, alla Gracula, ed anche al Merlo, dove viveva vicino con la sua gabbia. Molto più limitatamente è interessato al gioco, e non pare molto entusiasta della compagnia, quindi è difficile avere un rapporto di amicizia. Comunque ho avuto soddisfazioni per alcuni anni, poi un giorno mi capitò di vedere che improvvisamente cadde, e aveva deboli segnali di vita. Telefonai al veterinario per portarlo subito. Mi dette delle iniezioni da fare dicendomi comunque che le probabilità di vita erano scarse, diagnosticando qualcosa di simile all'infarto. Infatti morì nelle 24 ore. Si chiamava "Cecco".


È diffusa in quasi tutta l'Europa. Vive nei boschi a latifoglia: noccioli e castagneti. 

Lunghezza totale 32-36 cm, peso 150-200 grammi. Possiede un abito variopinto caratterizzato da fasce bianco-celesti e nere sulle ali. 

Costruisce sugli alberi un nido di foglie secche nel quale la femmina depone da aprile a maggio 5-7 uova di colore grigio-brune che vengono covate per 16 giorni. 

Si ciba di tutto, durante il periodo di cova fa strage di nidiacei e di uova.   

È il Covide più diffuso e dai colori più belli del nostro paese. Diffidente e difficile da osservare, rivela la sua presenza poiché possiede un grido ben marcato e prolungato.   

 

RONDINE


La mia modesta conoscenza
Splendido animale amante di noi. Infatti è noto a tutti il suo nido fatto sulle nostre case che utilizza sempre con le sue migrazioni. Assolutamente non adatto per la cattività, penso che morrebbe in poco tempo. Questo animale ha contribuito a farmi cessare l'attività di cacciatore. Ho vergogna, ma devo ammettere
di esserlo stato, anche se per poco. Organizzammo una gita di caccia in meridione con 2 autobus, e arrivammo all'alba. Gli animali da cacciare non si vedevano, quindi molti di noi pensarono di sparare alle rondini, con un accanimento che alle ore 9,00-10,00 del mattino finirono le cartucce, nonostante "l'arsenale" in "dotazione" (in quel tempo erano spesso fucili automatici a 5 colpi) e andarono in un paese vicino ad acquistarne altre.  Non riuscimmo ad impedire questo massacro anche se metà di noi si ribellò fino ad arrivare a creare una accesa e pericolosa tensione tra tutto il gruppo. Riuscimmo comunque a ritornare con uno autobus subito, lasciando gli altri al loro destino. Quando arrivai a casa strappai la "licenza di caccia" e misi i fucili in cantina.


La rondine comune è lunga circa 19 cm e pesa 16-25 grammi. Ospite estivo nelle aree rurali e urbane, la rondine viene spesso salutata con gioia come annunciatrice della bella stagione. Questo aggraziato uccello, riconoscibile dalla caratteristica forma della coda biforcuta, nidifica solitamente o in piccole colonie sopra o all'interno degli edifici, dove allestisce un nido di fango a forma di coppa. Animali molto sociali, alla fine della stagione della nidificazione trascorrono la notte nei canneti, talvolta in stormi di migliaia, riunendosi all'imbrunire e prendendo velocemente posto fra le canne,in attesa di intraprendere la migrazione autunnale, che le riporterà nel continente africano (di recente è stata scoperta una zona in Nigeria che pare accolga buona parte della popolazione italiana di rondini). Il piumaggio è blu lucente sopra, il ventre si prensenta di un bianco sporco mentre la faccia è rossa. Il verso tipico della rondine è un gioiso "vit-vit". Gran parte della loro dieta è composta da insetti, che catturano direttamente in volo: il loro becco corto, ma molto allargato, è infatti adattissimo a questo tipo di caccia aerea.

Altezza 16 - 19 Cm
Peso: 13 - 25 Gr
Apertura alare: 30 - 36 Cm