Animali 2


 

SCORPIONE


La mia modesta conoscenza
Tutti o quasi sono terrorizzati da questo insetto, ma tante volte è capitato di trovarli in casa, sia in città o in campagna, e mai ho sentito che hanno recato danno a qualcuno, a parte eventuali allergie che possiamo avere per la puntura di questo insetto.


L'aspetto generale degli aracnidi che compongono l'ordine degli scorpioni è familiare a molti. Si riconoscono immediatamente dai pedipalpi molto sviluppati, costituenti chele robuste, e dalla coda formata dagli ultimi 5 segmenti dell'addome e terminante con un aculeo collegato a ghiandole velenifere. Il timore che si ha degli scorpioni è sovente sproporzionato alla loro reale pericolosità, questo soprattutto per ciò che concerne le specie europee. Fra queste solamente il Buthus occitanus, che però non si riscontra in Italia, può provocare disturbi di un certo rilievo, e perfino la morte quando la vittima è una persona debole. Spesso la puntura di questo scorpione provoca un arrossamento e un gonfiore locale, ma talora possono sopravvenire vomito, convulsioni e delirio che però scompaiono in breve tempo. Le specie tropicali sono sovente molto più pericolose, soprattutto quelle del genere Centrurus del Messico e diversi Buthus africani, la cui puntura è spesso mortale. Il veleno degli scorpioni è un liquido che trasparente che paralizza il sistema nervoso. Gli scorpioni si possono trovare sotto i sassi o la corteccia del legno, nei buchi delle muraglie e in altri luoghi oscuri. Essi non attaccono mai l'uomo, ma lo pungono se si credono minacciati. Gli scorpioni sono predatori. Si nutrono di animaletti che cacciano o che incontrano, avvertendone la presenza mediante il tatto piuttosto che con la vista, la quale è assai modesta: esso incurvando la coda sul dorso, punge la sua vittima con l'aculeo velenifero.

 

VESPA ORIENTALE


La mia modesta conoscenza
Tremendo insetto e temerario fino al punto di fare nidi in casa, dietro un quadro, in un lampadario, o qualsiasi altro posto della casa anche se frequentemente usato da chi ci abita. I nidi non sono mai esageratamente grossi, ma possono essere numerosi. In questi ultimi anni è aumentata notevolmente la popolazione di questo insetto.


La vespa orientale (Vespa orientalis Linnaeus) è un grosso imenottero appartenente alla famiglia dei Vespidae (Vespe). Si distingue dalle altre specie per il colore del corpo ed i riflessi violacei delle ali. Costruisce il nido in cavità del terreno, dei muri o degli alberi. Ha la tempra del predatore, ma la si può scorgere anche tra i rifiuti mentre raccoglie gli avanzi delle nostre tavole. Ha un carattere aggressivo che manifesta pure verso i suoi simili: non di rado capita di osservare due esemplari che si azzuffano ricorrendo al robusto apparato boccale masticatore. La vespa orientale mostra il suo temperamento anche nei confronti dell'uomo quando gli si avvicina: si alza in volo con fare minaccioso come se stesse cercando lo scontro, ma dopo alcuni tentativi, se non molestata, si allontana. In Italia è presente solo nelle regioni meridionali.

 

VESPA


La mia modesta conoscenza
In questi ultimi anni è notevolmente aumentata la riproduzione. Tende a costruire nidi molto grandi, ma non è pericolosa salvo che non si vada a molestare il nido. In questo caso il pericolo è enorme.


Essi hanno spesso colori vivaci. Alcuni sono solitari, altri vivono in società. In questi ultimi vespidi si trovano femmine feconde e altre sterili. Non si può che provare ammirazione per l'arte con cui i vespidi costruiscano il loro nido. Anche qui come nelle api si trova una specie di favo, ma orizzontale, semplice e con le aperture delle celle rivolte verso il basso. Le celle, costruite dalle femmine sterili che corrispondono alle operaie delle api, non sono fatte di cera, ma di materiali costituiti di sostanze vegetali, masticate e mescolate in modo opportuno alla saliva. I nidi delle vespe nostrane sono sospesi ai rami, oppure sistemati nelle buche del terreno, nella fessura di un muro o nel cavo di un albero, oppure ancora sotto le grondaie, al riparo dalla pioggia.

 

LUCANIDI


La mia modesta conoscenza
Molto numerosi in campagna, assolutamente non nocivi nonostante l'aspetto. Non invadono le aree abitate dall'uomo.


Regno: Animale
Tipo: Artropodi
Classe: Insetti
Ordine: Coleotteri
Superfamiglia: Scarabaeoidea
Famiglia: Lucanidae
Il Lucanidi rappresentano una piccola famiglia di Coleotteri,  affini agli Scarabeidi, diffusi in tutti i continenti eccezion fatta per l’Antartide. Le dimensioni delle varie specie variano da 3 mm (genere Echinoaesalus) a oltre 90-100 mm (svariati generi tra cui  Lucanus, Prosopocoilus, Hexarthrius, Dorcus). I maschi di alcune specie sono caratterizzati per un particolare sviluppo delle mandibole, che in certi esemplari assumono forma e dimensioni tali da sembrare grandi corna ramificate. Questo ha valso loro il nome comune di Cervi Volanti. Curiosamente, all’interno di una stessa specie si hanno solo pochi esemplari con mandibole molto sviluppate; questi maschi prendono il nome di telodonti. Quelli con mandibole più piccole e meno sviluppate, assumono via via il nome di maschi mesodonti, anfiodonti, priodonti. In molte specie sono assenti i maschi meso e telodonti. Queste grandi mandibole servono ai maschi nella lotta contro altri esemplari per il possesso delle femmine. Queste sono dotate solo di mandibole molto piccole, e nelle specie in cui appaiono maschi telodonti risultano di norma molto più piccole dei compagni (dimorfismo sessuale). Tutte le specie di Lucanidi si nutrono di secrezioni zuccherine, linfa delle piante, frutta matura; le femmine di molte specie però possono integrare la loro dieta nutrendosi di crisalidi o uova di altri insetti, che trovano nel legno morto dova si recano per deporre. Le larve, bianche e incurvate a “C”, melolontoidi, vivono nel legno (di solito marcio) di vecchi alberi morti o morenti. Possono impiegare anche 7-8 anni (a seconda della specie) per divenire adulte, e pare che le larve che impiegano più tempo divengano poi i maschi più grossi. Attualmente si contano circa un centinaio di generi ed oltre 1200 specie di Lucanidi nel mondo (la tassonomia di questo gruppo è in continuo mutamento).

In Italia sono presenti le seguenti specie:

  • Lucanus cervus (L.)
  • Lucanus tetraodon (Thunberg)
  • Dorcus musimon (Genè)
  • Dorcus parallelepipedus (L.)
  • Platycerus caraboides (L.)
  • Platycerus caprea (De Geer)
  • Ceruchus chrisomelinus (Hochenwarth)
  • Sinodendron cylindricum (L.)
  • Aesalus scarabeoides (Panzer)

Da sempre questi insetti hanno colpito l’immaginario collettivo. Gli antichi Romani appendevano al collo dei bimbi le mandibole di maschi di Lucanus come amuleti, e tale uso è ancora in voga in certi paesi del Sud Est asiatico. In queste regioni le larve di molti grossi Lucanidi vengono pure attivamente cercate per essere mangiate, essendo considerate una prelibatezza. In Giappone esiste una vera e propria passione sfrenata per questi insetti, che sono allevati in cattività da molte famiglie. Dorcus curvidens binodulosus, Prosopocoilus inclinatus e Lucanus maculifemoratus si vendono in molti mercatini di strada, mentre nelle grandi città si possono trovare interi negozi dedicati a questi strani pets. Alcune specie hanno subito una forte flessione numerica dovuta all’influsso antropico, che ha ridotto i boschi maturi in cui questi animali si sviluppavano. In Europa la legge protegge Lucanus cervus, mentre gli appartenenti al genere Colophon del Sud Africa sono entrati nelle liste CITES.

 

COCCINELLA


La mia modesta conoscenza
Assolutamente non nocive. Bello il loro modo di stare insieme "marciando" come fossero dei plotoni militari.


I coccinellidi sono coleotteri con un corpo generalmente più o meno emisferico e con testa coperta dalla parte anteriore del protorace. Le corte antenne terminano in una piccola clava e i loro tarsi constano di 4 articoli, di cui il terzo è spesso poco visibile. Solitamente hanno colori vivaci e sono entomofagi, cioè mangiano altri insetti. Quando la natura si prepara al letargo invernale, quando le foglie cambiano colore, cioè quando sono diventate organi morti, non è difficile trovare una foglia secca che nasconde alcuni piccoli coleotteri rossi punteggiati di nero che attendono, che questa dimora dopo essere caduta sul terreno, verrà progressivamente sotterrata sotto altre foglie secce. Altri coleotteri si riuniscono sull'apice di giovani pini oppure su querce introducendosi nelle spaccature delle cortecce. Il genere coccinella comprende numerose specie, diverse per dimensioni, colore e numero dei punti che ornano le elitre. Una delle più comuni nelle nostre regioni è la coccinella dai sette punti. Si tratta anche di quella più grossa, infatti raggiunge la lunghezza di 8 millimetri. Il torace, che nasconde quasi completamente la testa, è nero con due macchie bianche. Le elitre, rosse, portano 7 punti neri, e le piccole zampe sono anch'esse nere. Questa coccinella lascia il nascondiglio invernale agli inizi della primavera e si accoppia. Verso la fine di maggio le larve raggiungono la maturità. A giugno-luglio esse diventano sempre più numerose. Le piccole larve vivono in società, aggirandosi nei luoghi dove abbondano le colonie dei pidocchi delle piante. Esse cambiano parecchie volte la loro pelle. Per trasformarsi in ninfa, la larva si aggrappa a un supporto con l'estremità dell'addome, incurvando il dorso finchè non riesce a lacerare la pelle. Liberatasi dell'involucro, la ninfa rimane posata sulla pelle abbandonata come su di un cuscino. Essa è rossa e nera. Se viene disturbata durante il riposo, solleva la parte anteriore del corpo e la lascia ricadere ritmicamente. Dopo 8 giorni fa la sua apparizione l'insetto adulto. Fra gli altri coccinellidi presenti nelle nostre regioni tutti utili per la lotta contro i pidocchi delle piante, si ricorda la coccinella dei dieci punti. Essa è giallastra macchiata di nero, ma le cui macchie sono disposte in modo tanto diverso che talvolta si presenta nera con punti gialli. La coccinella ocellata, invece, frequenta le foreste di conifere: fulva con macchie nere cerchiate di giallo, è una delle specie più grosse fra quelle presenti nel nostro paese. Infine, c'è la coccinella a macchie oblunghe, anch'essa diffusa nelle nostre foreste di conifere, ed è di colore bruno-rossiccio con macchie ocra poco visibili.

 

CAVEDANO


La mia modesta conoscenza
L'orgoglio dei pescatori sportivi (quando riescono a prenderlo). In un acquario grande si può allevare a patto di riuscire ad ottenere l'acqua a livelli vicini a quelli naturali. Molto bello.


Il cavedano supera raramente i 30 centimetri di lunghezza. Il dorso è grigio-verde, i fianchi sono argentei e le pinne leggermente rosse. Si trovano nei fiumi e nei laghi di quasi tutta l'Europa, soprattutto in quella occidentale. In montagna risale i corsi d'acqua fino a mille metri di altitudine. Il cavedano è un vero e proprio predatore di pesciolini, crostacei e rane e divora le uova degli altri pesci. La sua carne, ricca di lische, non è molto pregiata. Nei vivai serve spesso come nutrimento per lucci e trote. Diffusione: Fiumi e Laghi

 

BARRACUDA


La mia modesta conoscenza
Nessuna conoscenza, se non quella di avere ucciso un mio amico al momento di caricarlo in barca. Era un esemplare molto grosso e con una forte "scodata" in pieno petto provocò l'arresto cardiaco.


I barracuda hanno il corpo affusolato, sono dotati di un muso affilato e di una mandibola prominente. La linea laterale è molto visibile e la prima pinna dorsale è composta da cinque raggi spinosi. Il loro aspetto generale ricorda quello dei lucci, infatti spesso viene dato loro il nome di lucci di mare. Questi pesci abitano soprattutto in mari caldi, evitano la vicinanza delle coste e talora si inoltrano nelle foci dei fiumi. Sono predatori che insidiano solo animali vivi. I barracuda più grossi con un morso possono troncare in due le loro prede e sono pericolosi per l'uomo quanto gli squali. La loro carne è molto apprezzata. Diffusione: Oceani e Mari

 

MOSCA


La mia modesta conoscenza
Dannato insetto! Però serve anche lui! Ne ho catturati tantissimi con trappole che "invitavano" ad entrare senza avere la possibilità di uscire. A me servivano per farle mangiare ad alcuni rettili che avevo.


La famiglia dei muscidi è quella delle mosche propriamente dette. Sulla testa presentano un solco frontele ben visibile, il secondo articolo delle antenne è inciso, e non hanno setole sotto il torace. La mosca domestica misura da 6 a 8 millimetri di lunghezza. Ha grandi occhi composti e ali trasparenti, torace grigiastro, addome giallo e grigio, ed una fascia dorsale più scura. Si nutre di ogni sostanza organica liquida e solubile. Dotata di un'incredibile capacità di adattamento, sopporta tanto il clima della Lapponia quanto quello delle regioni tropicali. La femmina subito dopo la fecondazione va alla ricerca di un luogo atto alla deposizione, sceglie di solito gli escrementi e i mucchi di letame, ma è attratta anche da un pezzo di pane ammuffito, da un pò di grano fracido, da luoghi sporchi, eccetera. Depone da 60 a 70 uova in gruppo in pochi minuti. Esse hanno forma quasi cilindrica. Ogni femmina può deporre più di 2000 uova in 2 o 3 anni, durata media della vita di un individuo.