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Animali 10 |
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UPUPA
Le upupe sono l'unica specie della famiglia
degli upupidi, appartenente all'ordine dei coraciformi. L'upupa è lunga
circa 28 centimetri ed ha un becco lungo, sottile e leggermente
incurvato con il quale cattura insetti e altri piccoli animali che
vivono sul terreno. Per questo motivo, sebbene durante la notte trovi
riparo sugli alberi, l'upupa passa molto tempo a terra. Sul capo porta
un ciuffo a ventaglio di penne erettili di colore marrone chiaro che
terminano di nero. Il suo piumaggio è caratterizzato da un colore
giallo-argilla, con striature bianche e nere sulle ali e sulla coda.
Entrambi i sessi hanno lo stesso piumaggio. Ha un volo svogliato e ondulante
con movimento simile alle ali di farfalla. Il suo verso è un basso <
pu-pu-pu> che si ode da lontano. Vive in zone boscose, nei frutteti o
nei parchi. Quando viene minacciata, si appiattisce sul terreno con ali
e coda spiegate. L'upupa nidifica nelle cavità degli alberi e depone da
4 a 7 uova bianche e grigie. Per tutto il periodo durante il quale la
femmina cova, il maschio la rifornisce di cibo.
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Iguana Iguana
L’Iguana appartiene all’ordine dei Sauri,
famiglia Iguanidae, sottofamiglia Iguaninae. L’area di distribuzione
comprende le foreste caldo-umide della fascia geografica che va dal
Messico al Brasile. L’iguana è sotto la protezione della II°
appendice della convenzione di Washington, per questo deve essere sempre
accompagnata dal certificato CITES. Caratteristiche fisiche "Il
proprietario di un pet shop dovrebbe rivolgere la sua attenzione verso
esemplari giovani, ma tener presente che un animale adulto può
raggiungere una lunghezza totale di oltre 2 metri nei maschi e di circa
1,20 metri nelle femmine. La caratteristica che permette la distinzione
tra maschi e femmine una volta raggiunta la maturità sessuale è nei
maschi la presenza di una giogaia molto sviluppata e di pori femorali
ben visibili. Il colore di fondo più comune é il verde brillante
attraversato da strisce trasversali più scure sul corpo e sulla coda
che si scuriscono con l’avanzare dell’età. La colorazione varia in
base all’età (è più brillante nei giovani esemplari), alla
provenienza geografica (in alcune popolazioni il colore di fondo è
arancione o blu-grigio), all’umore e lo stato di salute
dell’animale.
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USIGNOLO DEL GIAPPONE
Nome scientifico Leiothrix lutea. E’ un uccellino di piccole dimensioni (circa 120 mm.) diffuso in India settentrionale, Cina meridionale e penisola indocinese. L’usignolo del Giappone non è un vero usignolo, cioè non appartiene alla famiglia dei turdidi, ma un rappresentante asiatico della famiglia dei timalidi, il suo nome comune deriva dal fatto che i primi importatori furono i giapponesi. Il suo habitat è nel sottobosco delle foreste di caducifoglie, di bambù o di conofere, si spinge anche da 1500 a 3000 metri di altitudine. E’ un uccello con abitudini del tutto sedentarie. Nidifica su cespugli a poca altezza dal suolo e il nido è fatto di fuscelli e muschio; le uova deposte sono 3-4, di colore verde pallido con macchiette porpora e brune. Sebbene sia essenzialmente insettivoro, non disdegna i frutti selvatici e mangia anche sementi varie. La sua popolarità come uccello da gabbia risale al secolo scorso, quando appunto veniva importato dal Giappone, oggi si riproduce naturalmente anche Europa. In cattività è molto simpatico e si lascia addomesticare facilmente dall’uomo, il suo canto è piacevole. La femmina presenta dei colori leggermente più pallidi. |
CAVALLO ITALIANO DA SELLA
Nel Medioevo, gli allevamenti situati nel
Napoletano, nel Veneto, nella Toscana, nel Lazio, nei dintorni di
Ferrara e di Mantova.si distinguevano grazie all’allevamento di una
razza polivalente, adatta perciò alla guerra, al trasporto e ai lavori
agricoli. Un cavallo può ritenersi di razza « italiano
da sella » (e quindi rientrare nella terza parte del libro genealogico)
se nasce dall’incrocio di stalloni di razza Purosangue Inglese,
Purosangue Arabo, Purosangue Anglo-Arabo Anglo-Arabo Sardo oppure da
altri Sella Italiano, che non discendano da cavalli da tiro (fino alla
terza generazione almeno).
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La mia modesta conoscenza
A mio avviso si potrebbe dire che è il Re dei
cani, ma non sarebbe giusto nei confronti di tante altre razze, compreso
il "puro bastardo", perché spesso hanno qualità superiori.
Certo che rimane un cane stupendo che può dare tutto quanto richiesto se
bene insegnato, e sopratutto se ben trattato, ma disposto ad accettare
"rimproveri o punizioni" perché capisce quando sbaglia.
Ho avuto tanti soggetti e più tardi anche un piccolo allevamento e mai
nessuno di questi ha dato segnali di pericolo, quindi mi resta difficile
capire come possano accadere incidenti con questi cani - certamente se
sono più di uno diventa un "branco" e all'interno se il
soggetto "capo" prende una iniziativa tutti gli altri lo
seguiranno - a me è capitato, ma anche in questo caso sono riuscito a
richiamarli tutti.
Il cane da Pastore Tedesco nasce in Germania
verso la fine del XIX secolo per opera dell'ufficiale di cavalleria Max
Von Stephanitz.
Le origini di questa razza si smarriscono nella notte dei tempi infatti,
secondo alcuni, deriverebbe dall'incrocio di lupi selvatici e cani
domestici; secondo altri invece, ha tratto origine dall'antico cane
risalente all'età del bronzo, vissuto prima di Cristo, originario
dell'Asia e diffusosi velocemente in tutta Europa. Tornando a tempi più
recenti e facendo un'analisi del periodo, in una Germania di quell'epoca
basata essenzialmente sull'agricoltura e sulla pastorizia, l'ufficiale
Stephanitz cercò di immaginare un cane che ricoprisse perfettamente i
ruoli di pastore del gregge; dall'altra parte però, analizzando le
conseguenze del vivere bene, la stragrande maggioranza della popolazione
sentiva la necessità di avere accanto un cane di razza e di bell'aspetto,
dal carattere meno rozzo ed utile alla difesa e alla guardia della
proprietà. Un giorno Stephanitz scorse, accanto ad un gruppo di pecore
che pascolavano, due cani grigi che fisicamente lo colpirono molto. E da
qui in avanti capì prima di chiunque altro che solo l'addestrabilità, la
velocità, i nervi saldi e la duttilità potevano originare il suo cane
ideale. Avendo così già in mente il suo prototipo, iniziò a girovagare
per le campagne tedesche in cerca dei migliori esemplari; impiegò ben 15
anni per raggiungere il suo obiettivo ma alla fine il suo Cane da Pastore
Tedesco fu perfetto e la sua fama fece presto il giro di tutto il mondo.
In riferimento a questo, infatti, vediamo come il Cane da Pastore Tedesco
abbia saputo, forse come nessun altro, conquistare enorme popolarità; la
sua indiscutibile forza ed innata intelligenza hanno fatto si che l'uomo
lo impiegasse in diverse attività, dal pascolo del bestiame al cane
poliziotto per eccellenza, da guardiano e protettore al cane ideale nel
soccorso ai feriti, da guida fidata ed affettuosa per i non vedenti ad un
semplice compagno per la vita.
Probabilmente l'opinione pubblica e i mass media hanno fatto la loro parte
visto che il Cane da Pastore Tedesco è divenuto, in brevissimo tempo,
anche protagonista dei più famosi film e telefilm del passato e del
presente.
Nel 1899, per merito di un lavoro lunghissimo fatto sulla razza
(denominata anche Deutsch Schäferhund) si diede il via ad un allevamento
pianificato e grazie ad una dura selezione fu possibile definire
ufficialmente uno standard sul quale poter fare riferimento, che venne
definitivamente rielaborato e catalogato nel 1991.
Il Pastore Tedesco è un cane di taglia media, lievemente allungato,
muscoloso e con struttura solida.
La testa è cuneiforme e proporzionata alla taglia, senza essere nè
troppo allungata e nè troppo tozza; lo stop non è molto accentuato. Le
orecchie sono di media grandezza, appuntite e portate erette. La dentatura
è robusta, ben sviluppata e con chiusura a forbice. Gli occhi sono di
media grandezza, a mandorla e leggermente obliqui; il colore è marrone
scuro.
In riferimento al corpo, la linea superiore scorre senza rilevanti
interruzioni sino alla groppa, che risulta essere inclinata. E'
caratterizzato da una regione lombare corta e larga. Gli arti sono diritti
e paralleli.
La coda deve arrivare almeno fino all'altezza del garretto e nella parte
inferiore è ricoperta da un pelo più lungo; viene portata leggermente
piegata ad arco mentre quando il cane è in azione viene portata più
sollevata.
Per quanto riguarda il mantello, il pelo deve essere fitto, duro, ben
aderente al corpo e con abbondante sottopelo: sul collo è più lungo e
folto mentre sulla testa, all'interno delle orecchie, sul davanti degli
arti, ai piedi e alle dita rimane corto. Il pelo lungo è considerato
grave difetto e può comportare la squalifica in gara.
Il colore può essere nero con focature rosso-brune, gialle e tendenti al
grigio chiaro; nero e grigio unicolore. Sella e maschera nere. Il tartufo
deve essere in ogni caso nero. Il sottopelo è di tonalità grigia.
Il Pastore Tedesco è un trottatore puro e questo dà all'osservatore
l'impressione di un procedere molto fluido ed agevole.
LA DISPLASIA DELL'ANCA E DEL GOMITO NEL CANE DA PASTORE TEDESCO
Un occhio di riguardo va a questo delicato
argomento, tristemente correlato al Pastore Tedesco.
Intanto iniziamo con il dire che la displasia è una malformazione
dell'articolazione coxo-femorale: la testa del femore non si adatta
perfettamente alla parte del bacino destinata ad accoglierla (acetabolo) e
di conseguenza il movimento del posteriore risulta più o meno
danneggiato: nei casi più lievi la malattia può essere del tutto
asintomatica mentre nei casi più gravi si può arrivare addirittura alla
paralisi dell'animale stesso. Oggi si tende a pensare troppo spesso che la
displasia sia specificatamente legata al Pastore Tedesco ma questo non è
affatto vero; la displasia può colpire qualsiasi soggetto e con incidenza
maggiore i cani di taglia medio-grande. Inoltre, anche il peso influsice
sull'insorgere di questa malattia e in cani come il Labrador o il San
Bernardo l'incidenza sarà molto più elevata che nel Pastore Tedesco.
Questa convinzione si è andata a rafforzare nel tempo per via della
campagna di prevenzione messa in opera dalla S.A.S. (Società Amatori Schäferhund
- società che tutela la razza), e poichè la displasia è una malattia
con componente ereditaria è fondamentale escludere dalla riproduzione
tutti i portatori, sia maschi che femmine.
Sicuramente questa campagna di informazione è
servita a mettere in guardia gli allevatori, oggi molto attenti a non far
partecipare alla riproduzione cani displasici ma non è corretto dire che
il Pastore Tedesco è il soggetto più colpito, è solo quello di cui si
è più parlato negli anni.
Per questo è di vitale importanza effettuare una radiografia preventiva
quando il cucciolo ha raggiunto i 7 mesi di età, prima purtroppo non è
possibile diagnosticarla e quindi l'allevatore di per sè non può
eseguire nessun controllo. Raggiunti i 12 mesi di vita si potrà eseguire
sul nostro ormai cucciolone la radiografia ufficiale, quella che darà
diagnosi certa e definitiva e la cui lastra dovrà essere inviata, insieme
al pedigree del cane, alla sede centrale di lettura. L'esame è
assolutamente indolore e si esegue in anestesia totale in quanto occorre
un completo rilassamento dell'animale per ottenere un esame preciso ed
attendibile.
Ricordiamoci quindi sempre, anche in veste di privati che decidono di far
accoppiare la loro amata cagnina, di farla radiografare, è necessario una
sola volta. Pensiamo alla sorte cui è destinato un cane displasico ed
immaginiamo di riservare la stessa sorte ai *nostri piccoli*, non sarebbe
terribile? Ma questa non costituisce l'unica ragione per far radiografare
il nostro cane, una diagnosi precoce di displasia può permetterci di
intervenire tempestivamente e limitare al minimo le sue sofferenze...oggi
l'unica arma di cui si dispone è l'esclusione dei soggetti malati dalla
riproduzione e una diagnosi precoce, utilizziamole entrambe.
CARATTERE E COMPORTAMENTO
Ci si rende conto che la domanda potrebbe
risultare banale ed anche un pò scontata ma...perchè un Pastore Tedesco?
Le motivazioni di una risposta positiva vanno ben oltre l'aspetto
utilitaristico. Il Pastore Tedesco appartiene ad una razza caratterizzata
da un'ascendenza sua personale, perfettamente definita, determinata ed
intrepida, mai ostile. Nobiltà, bellezza e fascino sono le virtù
principali del suo aspetto e la sua stazza, la sua forza, esuberanza ed
aggressività naturale lo rendono un cane speciale, che va capito
profondamente, che ha bisogno di interagire con la vita del suo capo branco
sentendosene parte viva. E' muscoloso ma agile, vivace e sempre all'erta e
la sua versatilità già di per sè è una garanzia sulle notevoli doti
caratteriali.
Il carattere leale ed incorruttibile di questo cane creano in lui la
volontà di rendersi gradito al suo padrone, non per servizio o per
lavoro, solo per amore.
Vispo ma contemporaneamente ubbidiente, deve saper dimostrarsi coraggioso
nel difendere i suoi averi ma deve essere altrettanto docile e disinvolto
nel rapporto con l'uomo, amichevole con gli altri animali e fedele al suo
ambiente.
Abbiamo visto come il Pastore tedesco riesca a
fare tante attività insieme ed in questo caso bisogna smentire il detto
*chi fa troppe cose non ne fa mai nessuna veramente bene* perchè il
nostro amico eccelle in tutto, senza regole, senza confini, senza riserve,
quando si dice *cane* il pensiero è rivolto a lui.
Altezza al garrese: da 60 a 65 cm. per i maschi e da 55 a 60 per le
femmine.
Peso: da 30 a 40 kg. per i maschi e da 22 a 32 per le femmine.
Paese di origine: Germania
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